24/03/2024
E siamo arrivati alla conclusione di un fine settimana ricchissimo di idee, spunti, progetti, pensieri, entusiasmi, riflessioni, energie, visioni. Una fine che, più che altro, è un inizio. Inizio del Progetto Demetriadi voluto dal Comune di Enna, in particolare da Giuseppe La Porta e Ornella Romano.
Quello che abbiamo vissuto è stata un immersione nel mondo del teatro classico, con i protagonisti, gli studiosi, gli esperti, i tecnici, i politici.
Chi ama il teatro, chi lo fa, chi lo gestisce.
Non abbiamo voluto passerelle politiche perchè prima era necessario riconoscersi, capire cosa si vuole, pensare attorno ad un tavolo, istituire ponti e connessioni.
Immaginare strategie condivise, modelli esemplari, buone pratiche, interventi innovativi, nuove sostenibilità per la valorizzazione del patrimonio dei siti con teatri antichi e soprattutto per la possibilità di rendere i festival produttivi, residenziali, aperti alla formazione permanente.
Riporto qui solo come esempio uno stralcio di un intevento che ha colto l'essenza del convegno del caro amico Alberto Samonà: "𝘀𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗶 𝘂𝗻 𝗰𝗶𝗿𝗰𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗶 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮: 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝘂𝗻’𝗮𝗴𝗼𝗿𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝘂𝗰𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼". Alberto lancia quindi una sua proposta: "𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 “𝗰𝗶𝗿𝗰𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲” 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮, 𝗽𝗲𝗿 𝗲𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗮 𝗶𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗶 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗵𝗶 𝗲 𝗹’𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗱𝗮𝗹 𝘃𝗶𝘃𝗼, nell’ambito di una visione che dia lustro e visibilità a una Terra che, per la ricchezza dei luoghi e per l’ingegno dei suoi artisti, ha tutto da offrire." L'importante è il dialogo, sollevare la necessità del dialogo.
Sono usciti fuori vari spunti da portare alla governance regioanale: - L'impiego dei teatri classici che non possono essere mercificati, proprioperchè sono memoria viva del nostro passato e restano punti di connessione profondi con il sacro, la collettività, la ritualità (via quindi i concertoni dalle sacre pietre del teatro); - la necessità di un dialogo tra direzione dei parchi, amministrazioni comunali, governance regionale e moltissimi altri spunti che non possono essere racchiusi tra le poche righe di questo post. Qui invece inserisco i miei ringraziamenti più sentiti
alla rivista Hystrio Teatro per avere dato spazio al Dossier I teatri classici in Italia, curato da me e Laura Bevione; grazie all' Associazione Nazionale Critici di Teatro di cui mi onoro di fare parte;
grazie a Fulvia Toscano che mi trascina in visioni che mi fanno bruciare,
grazie alla Professoressa Martina Treu che più che altro è diventata una cara amica;
grazie alla professoressa Monica Centanni, un istituzione nell'ambito degli studi classici
all'amica carissima professoressa Simona Scattina
alla critica Isabella Terruso
alla drammaturga e compagne di tanti percorsi Lina Prosa
alla studiosa Ariadne Mikou
e poi ancora a tutti i direttori dei ferstival di teatro classico presenti:
Fabio Granata che ci ha onorati della sua presenza entrando nel vivo di tante questioni
Claudio Collovà cui va la mia stima per il lavoro sempre coerente di regista e direttore,
a Tindaro Granata e Stefano Molica cper il loro lavoro, a volte complesso, ma profondamente necessario;
Giuseppe Dipasquale che ha rappresentato un festival importante per la nostra terra,
Luigi Tabita cui auguriamo buon lavoro per il suo percorso ancora da iniziare,
Michele Di Dio il cui lavoro è davvero prezioso in un luogo difficile,
al prof Filippo Amoroso, sempre fattivo e lungimirante e il suo sostegno non manca mai...
Vicky Di Quattro Jacono perchè la sua tenacia e il suo lavoro arricchiscono la nostra isola,
alle preziose e commoventi testimonianze di Daniele Salvo di Dario la Ferla
e poi ancora alla sorella Elisa Di Dio che racconta il coraggio che ci mette nella formazione,
a Francesca Cannavò il cui lavoro complesso ci inorgoglisce
a Tino Caspanello che ci fa respirare il classico in ongi gesto
e, infine a Gigi Spedale e alla rete Latitudini con cui abbbiamo già fatto tantissima strada.
Fra i ringraziamenti non possono mancare quelli a
Gisella Fazzi comptetente, disponibile e professionale
all'amico Antonio Messina che c'è stato quando era necessario.
Grazie a chi ci crede, grazie a chi ci prova, grazie a chi non si arrende mai, grazie ai pazzi e ai visionari come me, come noi...