22/08/2026
| 𝐈𝐥 𝐌𝐮𝐥𝐭𝐢𝐩𝐥𝐨 𝐝’𝐀𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐚 𝐃𝐞𝐫𝐮𝐭𝐚
Nel 1979, a Deruta, arte contemporanea e tradizione maiolicara si incontrano.
Alviero Moretti, alla guida del gruppo Deruta 2000, coinvolge undici aziende artigiane in una sfida nuova: portare nella maiolica il linguaggio di alcuni tra i più importanti artisti italiani del momento.
Nasce così Omaggio alla Maiolica di Deruta, una collezione di piatti d’autore realizzati a mano nei laboratori della città. Gli artisti lavorano insieme alle maestranze locali, sperimentando forme, colori e tecniche della tradizione derutese.
Nel 1981 l’esperienza cresce con la 1ª Mostra Mercato Nazionale del Multiplo d’Artista in Maiolica: oltre cinquanta pittori, scultori e architetti arrivano a Deruta per lavorare con le fabbriche locali.
Uno dei protagonisti di questa ricerca è Piero Dorazio, tra gli artisti che diedero avvio al dialogo tra ceramica e arte contemporanea e che ebbero un ruolo importante nel coinvolgere altri grandi nomi dell’arte italiana nel progetto derutese.
Oggi vi mostriamo tre suoi piatti, dall’alto verso il basso: Penumbria (1979), Blue (1981) e Turchese (1981).
Nato a Roma nel 1927, Dorazio è stato una figura di spicco dell’astrattismo italiano del secondo Novecento. Tra i firmatari del manifesto di Forma 1 nel 1947, ha sviluppato nel corso della sua ricerca una personale teoria del colore e della luce. Le sue opere sono state esposte nei più importanti musei del mondo, come il MoMA e il Guggenheim di New York, la Tate Modern di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
Un gigante dell’arte italiana del Novecento, Piero Dorazio ha portato la sua ricerca sul colore e sull’astrazione anche dentro la ceramica di Deruta, lasciando in questi tre piatti una testimonianza importante dell’incontro tra arte contemporanea e tradizione maiolicara.
🇬🇧 | 𝐓𝐡𝐞 𝐀𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭’𝐬 𝐌𝐮𝐥𝐭𝐢𝐩𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐃𝐞𝐫𝐮𝐭𝐚
In 1979, contemporary art and the tradition of majolica came together in Deruta.
Alviero Moretti, head of the Deruta 2000 group, involved eleven local artisan workshops in a new challenge: bringing the language of some of the most important Italian artists of the time into majolica.
This gave rise to Omaggio alla Maiolica di Deruta (Homage to Deruta Majolica), a collection of artist-designed plates handmade in the city’s workshops. The artists worked alongside local craftsmen, experimenting with the forms, colours and techniques of the Deruta tradition.
In 1981, the initiative expanded with the 1st National Exhibition and Market of the Artist’s Multiple in Majolica, bringing more than fifty painters, sculptors and architects to Deruta to work with local manufacturers.
One of the leading figures in this research was Piero Dorazio, among the artists who helped initiate the dialogue between ceramics and contemporary art and who played an important role in involving other major names in Italian art in the Deruta project.
Today we present three of his plates, from top to bottom: Penumbria (1979), Blue (1981) and Turchese (1981).
Born in Rome in 1927, Dorazio was a leading figure in Italian abstraction in the second half of the twentieth century. One of the signatories of the Forma 1 manifesto in 1947, he developed a distinctive theory of colour and light throughout his artistic career. His works have been exhibited in some of the world’s most important museums, including the MoMA and Guggenheim Museum in New York, Tate Modern in London, Centre Pompidou in Paris and the Galleria Nazionale d’Arte Moderna in Rome.
A giant of twentieth-century Italian art, Piero Dorazio brought his exploration of colour and abstraction into the world of Deruta ceramics as well, leaving in these three plates an important testament to the encounter between contemporary art and the centuries-old tradition of majolica.