Museo Regionale della Ceramica di Deruta

Museo Regionale della Ceramica di Deruta Il più antico museo dedicato alla ceramica (dal 1898).

Attingere al repertorio figurativo del Medioevo era una pratica frequente nella ceramica derutese del primo Novecento. G...
30/08/2026

Attingere al repertorio figurativo del Medioevo era una pratica frequente nella ceramica derutese del primo Novecento. Gli antichi modelli venivano studiati, reinterpretati e trasformati per dare vita a nuove immagini sulla superficie ceramica.
La Santa Chiara di Simone Martini, nella Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi, attraversa il tempo e cambia forma: dall’opera originale al disegno preparatorio, fino alla sua traduzione sulla ceramica di Deruta.
Tre testimonianze che permettono di seguire il percorso di un’immagine: lo studio di un modello, la sua rielaborazione e infine la sua trasformazione in maiolica.
È anche attraverso questi passaggi che Deruta 1926 racconta la stagione francescana del Novecento: un momento in cui gli artisti derutesi guardano alla grande tradizione figurativa umbra, la studiano e la reinterpretano attraverso il linguaggio della ceramica.
E proprio ai disegni preparatori è dedicata una sezione della mostra: disegni e spolveri che permettono di entrare nel processo creativo e di comprendere come un’immagine arrivasse a diventare decorazione ceramica.
📍 Museo Regionale della Ceramica di Deruta
🔸 Deruta 1926. Piatti, targhe e souvenir nella stagione francescana del Novecento
📅 Fino al 4 ottobre 2026

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29/08/2026
  | 𝐈𝐥 𝐌𝐮𝐥𝐭𝐢𝐩𝐥𝐨 𝐝’𝐀𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐚 𝐃𝐞𝐫𝐮𝐭𝐚Nel 1979, a Deruta, arte contemporanea e tradizione maiolicara si incontrano.Alviero M...
22/08/2026

| 𝐈𝐥 𝐌𝐮𝐥𝐭𝐢𝐩𝐥𝐨 𝐝’𝐀𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐚 𝐃𝐞𝐫𝐮𝐭𝐚
Nel 1979, a Deruta, arte contemporanea e tradizione maiolicara si incontrano.
Alviero Moretti, alla guida del gruppo Deruta 2000, coinvolge undici aziende artigiane in una sfida nuova: portare nella maiolica il linguaggio di alcuni tra i più importanti artisti italiani del momento.
Nasce così Omaggio alla Maiolica di Deruta, una collezione di piatti d’autore realizzati a mano nei laboratori della città. Gli artisti lavorano insieme alle maestranze locali, sperimentando forme, colori e tecniche della tradizione derutese.
Nel 1981 l’esperienza cresce con la 1ª Mostra Mercato Nazionale del Multiplo d’Artista in Maiolica: oltre cinquanta pittori, scultori e architetti arrivano a Deruta per lavorare con le fabbriche locali.
Uno dei protagonisti di questa ricerca è Piero Dorazio, tra gli artisti che diedero avvio al dialogo tra ceramica e arte contemporanea e che ebbero un ruolo importante nel coinvolgere altri grandi nomi dell’arte italiana nel progetto derutese.
Oggi vi mostriamo tre suoi piatti, dall’alto verso il basso: Penumbria (1979), Blue (1981) e Turchese (1981).
Nato a Roma nel 1927, Dorazio è stato una figura di spicco dell’astrattismo italiano del secondo Novecento. Tra i firmatari del manifesto di Forma 1 nel 1947, ha sviluppato nel corso della sua ricerca una personale teoria del colore e della luce. Le sue opere sono state esposte nei più importanti musei del mondo, come il MoMA e il Guggenheim di New York, la Tate Modern di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
Un gigante dell’arte italiana del Novecento, Piero Dorazio ha portato la sua ricerca sul colore e sull’astrazione anche dentro la ceramica di Deruta, lasciando in questi tre piatti una testimonianza importante dell’incontro tra arte contemporanea e tradizione maiolicara.

🇬🇧 | 𝐓𝐡𝐞 𝐀𝐫𝐭𝐢𝐬𝐭’𝐬 𝐌𝐮𝐥𝐭𝐢𝐩𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐃𝐞𝐫𝐮𝐭𝐚
In 1979, contemporary art and the tradition of majolica came together in Deruta.

Alviero Moretti, head of the Deruta 2000 group, involved eleven local artisan workshops in a new challenge: bringing the language of some of the most important Italian artists of the time into majolica.

This gave rise to Omaggio alla Maiolica di Deruta (Homage to Deruta Majolica), a collection of artist-designed plates handmade in the city’s workshops. The artists worked alongside local craftsmen, experimenting with the forms, colours and techniques of the Deruta tradition.

In 1981, the initiative expanded with the 1st National Exhibition and Market of the Artist’s Multiple in Majolica, bringing more than fifty painters, sculptors and architects to Deruta to work with local manufacturers.

One of the leading figures in this research was Piero Dorazio, among the artists who helped initiate the dialogue between ceramics and contemporary art and who played an important role in involving other major names in Italian art in the Deruta project.

Today we present three of his plates, from top to bottom: Penumbria (1979), Blue (1981) and Turchese (1981).

Born in Rome in 1927, Dorazio was a leading figure in Italian abstraction in the second half of the twentieth century. One of the signatories of the Forma 1 manifesto in 1947, he developed a distinctive theory of colour and light throughout his artistic career. His works have been exhibited in some of the world’s most important museums, including the MoMA and Guggenheim Museum in New York, Tate Modern in London, Centre Pompidou in Paris and the Galleria Nazionale d’Arte Moderna in Rome.

A giant of twentieth-century Italian art, Piero Dorazio brought his exploration of colour and abstraction into the world of Deruta ceramics as well, leaving in these three plates an important testament to the encounter between contemporary art and the centuries-old tradition of majolica.

21/08/2026
𝐋𝐚 𝐌𝐚𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐨𝐥𝐢: 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐩𝐨𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟒𝟓𝟕Nel 1457 Nicolò di Liberatore, detto “l’Alunno”, f...
15/08/2026

𝐋𝐚 𝐌𝐚𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐨𝐥𝐢: 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐩𝐨𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟒𝟓𝟕

Nel 1457 Nicolò di Liberatore, detto “l’Alunno”, firma e data la sua prima opera nota: un polittico destinato alla chiesa francescana di Santa Maria dei Consoli a Deruta. Si tratta di un’opera che segna l’esordio documentato dell’artista e che, nel corso dei secoli successivi, sarà interessata da vicende conservative complesse e in parte ancora oggi non del tutto ricostruite.
Nella prima metà dell’Ottocento gli scomparti laterali del polittico, raffiguranti Santa Caterina d’Alessandria, San Ludovico da Tolosa, Sant’Antonio da Padova e San Sebastiano insieme alla predella, furono alienati senza autorizzazione per volontà del padre guardiano del convento. Le loro sorti successive non sono note: ad oggi risultano dispersi e non identificati, e della configurazione originaria del polittico si conserva memoria unicamente attraverso una descrizione ottocentesca redatta da Giuseppe Fabretti.
Il medesimo destino di alienazione coinvolse temporaneamente anche lo scomparto centrale, che fu reimpiegato come elemento di finestratura nell’edificio conventuale e successivamente ceduto a un rigattiere di Perugia, il quale lo trasferì all’Accademia di Belle Arti cittadina.
Fu la comunità derutese, consapevole del valore identitario dell’opera per il proprio territorio, a farsi promotrice di un’istanza formale rivolta al Cardinale Camerlengo per ottenerne la restituzione: un’azione collettiva che testimonia il legame profondo tra la cittadinanza e il proprio patrimonio artistico. Grazie a questa mobilitazione, nel 1825 l’Accademia fu costretta a restituire l’opera a Deruta.
Sottoposta a intervento di restauro a cura di Luigi Carattoli, la tavola fu ricollocata nel coro della Chiesa di San Francesco, dove rimase fino ai primi anni del Novecento, quando fu definitivamente trasferita presso la Pinacoteca Comunale di Deruta, sede in cui è tuttora conservato il solo scomparto centrale superstite dell’opera originaria.
📍𝑃𝑖𝑛𝑎𝑐𝑜𝑡𝑒𝑐𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝐷𝑒𝑟𝑢𝑡𝑎
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Questo fine settimana la Pinacoteca Comunale di Deruta sarà aperta al pubblico sabato 15 e domenica 16 agosto.Buon Ferra...
13/08/2026

Questo fine settimana la Pinacoteca Comunale di Deruta sarà aperta al pubblico sabato 15 e domenica 16 agosto.
Buon Ferragosto a tutti!

🇬🇧This weekend, the Deruta Municipal Art Gallery will be open to the public on Saturday, August 15, and Sunday, August 16.
Happy Ferragosto, everyone!

𝐃𝐞𝐫𝐮𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 ‘𝟒𝟎𝟎Deruta ha un privilegio raro: due “fotografie” dipinte del paese nel Quattrocento, nate entrambe dalla pa...
09/08/2026

𝐃𝐞𝐫𝐮𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 ‘𝟒𝟎𝟎

Deruta ha un privilegio raro: due “fotografie” dipinte del paese nel Quattrocento, nate entrambe dalla paura della peste.
La prima è di Pietro Perugino, databile al 1476, dipinta per la chiesa di San Francesco: ai piedi del Padre Eterno, i Santi Rocco e Romano intercedono per la fine dell’epidemia dello stesso anno. Oggi si trova nella Pinacoteca Comunale.
La seconda è di Bartolomeo Caporali, 1480 circa, nella chiesa di Sant’Antonio Abate: la Madonna della Misericordia protegge il popolo derutese dalle frecce di peste, carestia e guerra scagliate da Cristo Giudice.
Entrambe appartengono alla tradizione umbra dei “gonfaloni contra pestem”, di cui fu maestro Benedetto Bonfigli: la rappresentazione minuziosa del borgo serviva a indirizzare la protezione divina nel modo più preciso possibile.
Le due vedute, entrambe da sud, differiscono nei dettagli: Perugino inquadra solo la parte alta del borgo, Caporali l’intero paese con le mura. Al centro, in entrambe, la chiesa di San Francesco col suo campanile trecentesco — cuspide a base quadrata per Perugino, poligonale per Caporali — oggi perduta: fu demolita nel 1704. A destra, il palazzo e la torre civica con la sua campana.
Due affreschi, un’unica preghiera collettiva — e oggi una preziosa fonte per capire come è cambiata Deruta nei secoli.
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01/08/2026

“Deruta 1926” – il catalogo della mostra
Vieni a visitare la mostra “Deruta 1926” e porta a casa un ricordo prezioso: il catalogo ufficiale, edito da Aguaplano Libri e curato da Giulio Busti, conservatore del Museo Regionale della Ceramica di Deruta.
Un volume da sfogliare e conservare, per rivivere ogni volta che vuoi le atmosfere e le opere in mostra.
🎟️ Ti aspettiamo per la visita.
🛒 Il catalogo è in vendita presso il bookshop del Museo regionale della Ceramica.

🇬🇧 “Deruta 1926” – The Exhibition Catalogue
Visit the “Deruta 1926” exhibition and take home a lasting keepsake: the official exhibition catalogue, published by Aguaplano Libri and edited by Giulio Busti, Curator of the Regional Museum of Ceramics in Deruta.
A beautifully illustrated volume to browse, treasure, and revisit whenever you wish, bringing back the atmosphere and artworks of the exhibition.
🎟️ We look forward to welcoming you to the exhibition.
🛒 The catalogue is available for purchase at the bookshop of the Regional Museum of Ceramics.

𝟐𝟔 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨- 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐧𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐳𝐚In occasione della festa di Sant’Anna, il Museo Regionale della Cera...
26/07/2026

𝟐𝟔 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨- 𝐒𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐧𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐳𝐚

In occasione della festa di Sant’Anna, il Museo Regionale della Ceramica di Deruta vi mostra una splendida targa votiva settecentesca in bassorilievo, raffigurante la Santa Metterza: la Madonna con il Bambino tra le braccia e Sant’Anna, sedute fianco a fianco, vegliate in alto da due teste di cherubini alati. “Metterza” indica la posizione di Anna nella scena: madre di Maria e nonna di Gesù, “messa per terza” a proteggere con lo sguardo l’intera discendenza sacra.

A Deruta il culto di Sant’Anna è ancora oggi molto sentito: la Santa è ricordata da una piccola chiesa a lei dedicata in Borgo Garibaldi, e nella domenica più vicina al 26 luglio si tiene la tradizionale Fiera di Sant’Anna, un appuntamento speciale per il mondo contadino. Un tempo, in suo onore, era fatto espresso divieto di mietere: un giorno di pausa e di festa concesso ai campi in nome della devozione.

Nei toni caldi di blu, giallo, verde, arancio e bruno, con le aureole scanalate a raggiera, la targa racchiude un piccolo tesoro di storia e fede tipico della ceramica derutese.
Buona festa a tutti i devoti di Sant’Anna!
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Indirizzo

Largo Santo Francesco, 1
Deruta

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
14:30 - 17:30
Mercoledì 10:00 - 13:00
14:30 - 17:30
Giovedì 10:00 - 13:00
14:30 - 17:30
Venerdì 10:00 - 13:00
14:30 - 17:30
Sabato 10:00 - 13:00
14:30 - 17:30
Domenica 10:00 - 13:00
14:30 - 17:30

Telefono

+390759711000

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