14/07/2026
L'ambizioso progetto di Antolini (1801) Nel 1800, dopo la vittoria di Marengo, Napoleone ordinò l'abbattimento delle fortificazioni spagnole (i bastioni esterni) del Castello Sforzesco. Per ridisegnare l'immenso spazio liberato, l'architetto Giovanni Antonio Antolini presentò un progetto grandioso e rivoluzionario: Prevedeva una piazza perfettamente circolare di circa 570 metri di diametro, con al centro il Castello Sforzesco svuotato dalle funzioni militari e trasformato in sede del governo.
Tutto intorno alla piazza avrebbe dovuto sorgere un imponente porticato colonnato continuo, interrotto da 14 grandi edifici pubblici monumentali: il Pantheon, la Dogana, il Museo, le Terme, il Teatro, la Borsa e sale per le assemblee patriottiche. L'intero complesso sarebbe stato circondato da un canale navigabile collegato direttamente alla rete dei Navigli.
La cerimonia di cui parlava il testo precedente (con la posa della prima pietra e le iscrizioni celebrative) si tenne proprio per inaugurare solennemente l'avvio di questo colossale cantiere.
Perché il progetto fallì? Nonostante l'entusiasmo iniziale, il progetto di Antolini fu presto accantonato per ragioni molto pragmatiche: Costi insostenibili: Le casse della Repubblica Cisalpina non potevano permettersi una spesa così stratosferica. Difficoltà tecniche e dimensionali: L'opera era considerata sproporzionata ed eccessivamente monumentale rispetto alla scala della Milano dell'epoca. Ostilità politiche: Molti funzionari francesi e architetti rivali criticarono aspramente il disegno di Antolini, ritenendolo un'"utopia impraticabile".
Cosa venne fatto al suo posto? (Il progetto di Canonica) Il governo francese revocò l'incarico ad Antolini e affidò la sistemazione dell'area all'architetto Luigi Canonica. Canonica ridimensionò drasticamente l'idea: Mantenne l'impostazione di una grande piazza semicircolare di fronte al Castello – che prese effettivamente il nome di Foro Buonaparte – ma la destinò ad accogliere normali edifici residenziali privati di stile neoclassico (anziché i 14 colossali ministeri pubblici). Lo spazio retrostante il Castello (l'antica piazza d'armi) fu invece convertito in un grande prato per le parate militari (la piazza d'armi del Sempione), dove successivamente sorsero l'Arena Civica (progettata dallo stesso Canonica) e l'Arco della Pace. Alla fine dell'Ottocento, quell'area verde divenne l'attuale Parco Sempione.Oggi a Milano, la grande via semicircolare che abbraccia il Castello Sforzesco si chiama ancora Foro Buonaparte, ma della colossale e utopica "città ideale" sognata da Antolini rimangono soltanto le magnifiche tavole e incisioni d'epoca.