03/09/2026
Nel secondo scomparto della predella, che probabilmente completava la pala con la Madonna col bambino e i santi Pietro, Paolo, Benedetto e Vincenzo, dipinta da Luca Signorelli possiamo ammirare il momento in cui Benedetto riporta un frate alla vita.
Quando Benedetto era abate del monastero di Monte Cassino (fondato intorno al 529 d.C.), i monaci stavano costruendo le mura del monastero e per accelerare i lavori avevano ingaggiato dei monaci di un altro monastero vicino.
Mentre si lavorava alla costruzione, un giovane monaco - di cui non sappiamo il nome - rimase schiacciato dal crollo improvviso di una parete. Il muro lo colpì con tale violenza che il monaco morì sul colpo, con le ossa spezzate.
I confratelli portarono il corpo senza vita davanti a Benedetto. Il santo, profondamente addolorato, ordinò che il corpo fosse adagiato su una stuoia di giunchi, quella che usava per dormire. Poi, con grande fede, si mise in ginocchio e pregò intensamente.
Dopo la preghiera, Benedetto si alzò, benedisse il corpo del monaco e lo toccò. Miracolosamente, il frate riprese vita, si alzò e tornò a lavorare come se nulla fosse accaduto.