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La statua della madonna con bambino di Gano Di Fazio, risalente al 1305, è una delle più incredibili opere conservate al...
15/10/2026

La statua della madonna con bambino di Gano Di Fazio, risalente al 1305, è una delle più incredibili opere conservate al Museo diocesano di Cortona.

Il volto teso ed espressivo – che si coglie nonostante l’evidente passaggio del tempo - le pieghe della veste che donano movimento all’opera, fino alla posa, così dinamica da dare l'illusione che stia per levarsi in piedi la rendono un unicum nel panorama nazionale.

Giano di Fazio ci restituisce un componimento marmoreo che sfida le leggi del tempo, parlandoci ancora oggi di fede, spiritualità e legami famigliari.

📍Scopri il Museo diocesano di Cortona e i suoi tesori visitando il sito www.cortonatuseibellezza.it

Il palazzo vescovile di Arezzo fu fatto costruire nel 1256 dal vescovo Guglielmo degli Ubertini, in posizione prospicent...
12/10/2026

Il palazzo vescovile di Arezzo fu fatto costruire nel 1256 dal vescovo Guglielmo degli Ubertini, in posizione prospicente la cattedrale, alla quale è collegato da una loggia coperta quattrocentesca.

Al primo piano del palazzo sono visitabili la Quadreria vescovile e la camera dei papi. La funzione del piano nobile è quella di dimora e di luogo per gli incontri formali del vescovo. Sullo stesso piano si trovano le sale e la ca****la palatina affrescata da Teofilo Torri, i salotti con la quadreria e la camera dove risiede il Pontefice quando visita la città.

📍Scopri i tesori del Duomo di Arezzo e del Museo Diocesano visitando il sito www.duomoarezzo.it

Tre santi francescani emergono con solenne compostezza dal fondo d'oro del dipinto di Domenico de Michielino, intagliati...
09/10/2026

Tre santi francescani emergono con solenne compostezza dal fondo d'oro del dipinto di Domenico de Michielino, intagliati in una raffinata essenzialità di linee: da sinistra a destra, San Francesco d'Assisi, San Bernardino da Siena e San Antonio da Padova.

Il fascino arcaico di questo polittico doveva fondersi perfettamente con la severa architettura gotica della Chiesa di San Francesco a Cortona — l'edificio eretto da Frate Elia da cui l'opera storicamente proviene.

📍Scopri il Museo diocesano di Cortona e i suoi tesori visitando il sito www.cortonatuseibellezza.it

Dopo l’Ultima Cena, Gesù si ritira insieme ai discepoli nell’oscurità del Getsemani, un podere ritmato dagli ulivi alle ...
05/10/2026

Dopo l’Ultima Cena, Gesù si ritira insieme ai discepoli nell’oscurità del Getsemani, un podere ritmato dagli ulivi alle pendici del monte. È l'ora più buia, quella dell'attesa.

Andrea Del Minga cattura il momento esatto dell'infrangersi di questo silenzio: un angelo discende per avvicinarsi a Cristo. Nelle preghiere di Gesù affiora tutta la vertigine dell'angoscia, un fiato di spavento che ne svela l'umanità più profonda e vulnerabile. Mente i discepoli giacciono addormentati in un angolo, ignari e vinti dalla fatica, l'angelo si fa presenza divina per offrirgli conforto.

Sullo sfondo, il cielo brucia in una gradazione cupa tra il rosso e il nero, presagio visivo di un martirio ormai inevitabile. È un’atmosfera densa, quasi palpabile, che supera i confini della tela e chiama chi osserva a farsi testimone silenzioso del dramma che sta per compiersi.

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Nella monumentalità dei suoi due metri e mezzo d'altezza, la grande tela di Francesco Ca****la trasforma il miracolo di ...
01/10/2026

Nella monumentalità dei suoi due metri e mezzo d'altezza, la grande tela di Francesco Ca****la trasforma il miracolo di San Francesco da Paola in uno spettacolo d'emozione pura.

Al centro della scena, il fondatore dell'Ordine dei Minimi domina lo spazio con una calma imperturbabile, mentre attorno a lui la folla si muove in un turbine di meraviglia. È un gioco di sguardi e tensioni che l'artista accende grazie a una materia cromatica calda, dove i toni del rosso e le pulsioni dorate danno vita alla materia sacra.

Realizzato nel Seicento per la comunità napoletana dei Minimi, il dipinto racchiude un dettaglio quasi intimo: il volto del Santo nasconderebbe, secondo la tradizione, i tratti stessi del pittore. Un'immedesimazione profonda tra autore e soggetto che rende questa pala d'altare uno dei vertici più affascinanti della pittura devozionale dell'epoca.

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Federico Zuccari e l’Assunzione di Maria: un’opera che racconta la fede, la redenzione e la speranza della salvezza.Tra ...
28/09/2026

Federico Zuccari e l’Assunzione di Maria: un’opera che racconta la fede, la redenzione e la speranza della salvezza.

Tra i massimi esponenti del Manierismo italiano, Zuccari fonde il rigore teologico della Controriforma con una scenografica maestria compositiva, traducendo il dogma mariano in un’esperienza visiva di rara eleganza e spiritualità.

L’opera è strutturata su due registri sovrapposti, come tipico dei canoni scenografici del Tardo manierismo e della Controriforma. La Vergine ascende al cielo avvolta in un manto morbido e fluttuante, circondata da una luce radiosa. Il suo volto è estatico, rivolto verso l’alto in segno di devozione.
Nel secondo registro, quello più basso, vediamo San Giovanni Battista che indica il cielo e Santa Caterina d’Alessandria, riconoscibile dalla ruota del martirio. La gestualità dei santi e i forti contrasti di chiaroscuro guidano lo sguardo dello spettatore verso il miracolo che si compie in alto.

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Datato 1555, il Sacrificio di Abramo rappresenta una delle testimonianze più significative della maturità artistica di C...
24/09/2026

Datato 1555, il Sacrificio di Abramo rappresenta una delle testimonianze più significative della maturità artistica di Cristoforo Gherardi.

Dio sottopone Abramo alla prova più alta: offrire in olocausto Isacco, il figlio della promessa, sul monte Moria. Nel silenzio di un viaggio durato tre giorni, il patriarca accetta il comando divino con cieca obbedienza, compiendo ogni gesto con solenne rassegnazione.
Nel momento stesso in cui la lama sta per compiere il sacrificio supremo, l’intervento angelico arresta il braccio del padre: la prova di fede è superata, la vita del giovane è salva e un ariete, impigliato tra i rovi, viene offerto al suo posto.

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Al Museo diocesano  è conservata la Tavola con le Storie di Margherita da Cortona.Margherita aveva 18 anni quando scelse...
21/09/2026

Al Museo diocesano è conservata la Tavola con le Storie di Margherita da Cortona.

Margherita aveva 18 anni quando scelse di vivere con un uomo senza sposarlo, perpetrando scandalo e pettegolezzi, in una vita lontana da Dio.

Poi un giorno lui morì. Ucciso. Il suo corpo senza vita cambiò tutto.

Margherita lasciò alle spalle la vecchia vita. Vestiti, gioielli, persino il figlio per un po'. Arrivò a Cortona scalza, coperta di stracci, chiedendo perdono.

Non si nascose in un convento a piangere sui suoi peccati, ma decise di donare la sua vita agli altri, aprendo il primo ospedale per i poveri. Curò i lebbrosi con le sue mani, parlava con Dio come si parla con un amico. La gente la cercava per un consiglio, una preghiera, una guarigione.

La sua vita è eternata nella meravigliosa tavola conservata nella sua città adottiva.

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Nella predella dell'Annunciazione Beato Angelico racconta l'episodio dello sposalizio della Vergine. Secondo la tradizio...
17/09/2026

Nella predella dell'Annunciazione Beato Angelico racconta l'episodio dello sposalizio della Vergine.

Secondo la tradizione apocrifa, quando Maria raggiunse l'età da marito i sacerdoti del tempio riunirono i diversi dipendenti. A ciascuno di questi fu consegnata una v***a; un segno divino avrebbe individuato il giusto pretendente.
La v***a di Giuseppe, che si vede fra le sue mani, fiorì, rivelando la volontà di Dio.
Al centro del racconto vediamo Maria e Giuseppe, mentre attorno a loro si dispongono i testimoni della cerimonia. A sinistra spiccano alcuni pretendenti che mostrano il proprio disappunto per essere stati esclusi.

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Negli ultimi scomparti della predella dipinta da Luca Signorelli sulla vita di San Benedetto sono rappresentati due degl...
14/09/2026

Negli ultimi scomparti della predella dipinta da Luca Signorelli sulla vita di San Benedetto sono rappresentati due degli episodi più importanti della vita del Santo.

Secondo Gregorio Magno, mentre Benedetto viveva da eremita fu assalito da una fortissima tentazione carnale. Per vincerla, scelse una soluzione estrema: si spogliò e si gettò in un cespuglio di rovi e spine, ferendosi il corpo. Il dolore fisico gli permise di allontanare la tentazione e di ritrovare la pace dell'anima.

Nella seconda immagine, vediamo san Benedetto nel periodo della sua vita eremitica a Subiaco. Il santo si ritira in una grotta, vivendo nella solitudine e nella preghiera.
A prendersi cura di lui è il monaco Romano, che gli porta segretamente del cibo: cala dall'alto un piccolo cesto legato a una fune, alla quale è fissata una campanella, così che Benedetto possa sapere quando il pane è arrivato.
Ma il diavolo cerca di ostacolare anche questo gesto di carità: lancia una pietra e spezza la campanella, interrompendo il segnale. È proprio questo il dettaglio che si vede nella rappresentazione: il demonio alato che vola accanto alla rupe e la figura di Romano in alto.

📍Scopri il Museo diocesano di Cortona e i suoi tesori visitando il sito https://www.cortonatuseibellezza.it/.

Indirizzo

Piazza Del Duomo, 1
Cortona
52044

Orario di apertura

Lunedì 10:30 - 13:30
14:00 - 18:30
Martedì 10:30 - 13:30
14:00 - 18:30
Mercoledì 10:30 - 13:30
14:00 - 18:30
Giovedì 10:30 - 13:30
14:00 - 18:30
Venerdì 10:30 - 13:30
14:00 - 18:30
Sabato 10:30 - 13:30
14:00 - 18:30
Domenica 10:30 - 13:30
14:00 - 18:30

Telefono

+390577286300

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