NOTA di PRESENTAZIONE
Il Museo Tecnologico della Comunicazione (Collezione Cremona) ha origine agli inizi del 1950 con una prima raccolta di vari residuati bellici. Successivamente si è arricchito con l’acquisizione di quegli apparati via via posti fuori servizio dagli stessi utilizzatori in conseguenza della rapida innovazione tecnologica. Oggi la Collezione comprende circa 1500 reperti ed è ar
ticolata in 25 sezioni tematiche dei vari periodi evolutivi della comunicazione umana a distanza, comprese due sezioni complementari con strutture espositive, gigantografie marconiane, biblioteca, videoteca e varie. Seguendo un percorso storico-didattico si procede passo dopo passo:
- dai bagliori di fuoco e dai segnali acustici con corni e conchiglie degli uomini primitivi, alle buccine, alle trombe, ai fari e alle stazioni di vedetta e segnalazioni del periodo greco-romano;
- nel Medioevo alcuni strumenti acustici sono stati utilizzati anche nel campo delle trasmissioni: campane, gong, tam-tam, megafoni, trombette, sirene, ecc, senza tralasciare i colombi viaggiatori che hanno avuto un notevole impiego da parte di tutte le forze belligeranti sia durante la Grande Guerra che nel Secondo Conflitto Mondiale;
- verso la fine del 1700, con l’ausilio del cannocchiale, ha origine la telegrafia ottica in codice, detta anche telegrafia aerea con il famoso “Telegrafo di Napoleone” e tanti altri sistemi di segnalazioni semaforiche realizzati sia in Europa che in America;
- nel XIX secolo, con l’impiego dell’Elettricità, inizia l’era tecnologica della comunicazione con il telegrafo, il telefono, la telescrivente e il facsimile per proseguire poi con la wireless telegraphy di Guglielmo Marconi fino agli albori della radio, al broadcasting e alla televisione con telecamere amatoriali, videoregistratori e alla telefonia cellulare;
- la sezione militare comprende apparati delle Trasmissioni impiegati nelle Trasvolate Atlantiche e durante il 2° Conflitto Mondiale con un’appendice al periodo della Guerra Fredda, fino ai sistemi di radioassistenza alla navigazione e ai ponti radio;
- di particolare interesse la Sezione di Intelligence con radio-valigie, macchine cripto, dispositivi per intercettazione telefonica, protezione acustica ambientale e kit per la bonifica elettronica, fotofoniche e cripto-telefoni, minifotocamere, registratori tascabili, radiogoniometri di bordo e campali, radiofari e apparati per S.O.S. ricevitori a larga banda e disturbatori di guerra elettronica;
- un’appendice a questa sezione è costituita da telegeofoni, sismo-microfoni e contatori Geiger;
- per impieghi civili c’è una sezione con apparati per Radioamatori e palmari della City Band;
- un terminale terrestre per comunicazioni satellitari chiude la parte delle Telecomunicazioni a segnali, elettriche ed elettroniche;
- infine alcune sezioni comprendono registratori e riproduttori di suoni, fotocamere e accessori per pellicole, cineprese per dilettanti e proiettori di film e con il personal computer si arriva all’informatica;
- sezione di attrezzi per la costruzione di linee telefoniche, amplificatori intermedi e apparati vari. La Collezione Cremona ha avuto numerose occasioni di esposizione totale o parziale in Italia e all’Estero ottenendo sempre riscontri favorevoli sia nei reportage giornalistici che in alcuni servizi radiotelevisivi, come si può evidenziare nella “Sintesi della Rassegna Stampa”. Nelle edizioni dal 1998 al 2002 è stata annoverata nel Guinness World Records” per vastità, rarità, diversità e rilevanza storica dei cimeli. In occasione di due manifestazioni importanti per ricorrenza storica, è stato concesso l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica: nel 1993 con il Presidente Scalfaro per “Le Telecomunicazioni nella Storia” al Museo delle Navi romane al lago di Nemi e nel 2001 con il Presidente Ciampi per l’inaugurazione della sala “Guglielmo Marconi e le Telecomunicazioni nella Storia” presso il Museo Civico di Colleferro dov’è ospitata temporaneamente la Collezione Cremona. Per le Celebrazioni del Centenario del Premio Nobel per la Fisica, attribuito a Marconi nel 1909, molti reperti della Collezione sono stati esposti al pubblico in occasione di varie manifestazioni per ricordare l’evoluzione delle Radiocomunicazioni dalla scoperta della Telegrafia Senza Fili di Guglielmo Marconi, ai suoi successivi e notevoli progressi ed a ciò che ne è derivato.