18/10/2026
L’Almanacco civitavecchiese di Enrico Ciancarini.
La prima pietra della stazione ferroviaria. Evviva Pio IX!
Pio IX “alle 3 e mezzo giungeva felicemente a Civitavecchia accolto fra le spare del cannone, lo squillo dei sacri bronzi e le più vive acclamazioni della popolazione. Alla porta il comandante della piazza ebbe l’onore di presentare le chiavi della città, e la magistratura municipale di porgerle i suoi omaggi di sudditanza e di devozione”. Ha così inizio la visita del pontefice a Civitavecchia, Tarquinia (allora Corneto) ed Allumiere che dura dal 13 al 17 ottobre 1857.
Il corteo si dirige alla Cattedrale dove il pontefice scende e viene ossequiato da tutte le autorità presenti sia quelle giunte da Roma, fra cui i ministri dell’Interno e del Commercio e dei Lavori Pubblici, e quelle civitavecchiesi e dagli ufficiali delle guarnigioni pontificia e francese.
Pio IX entra nella Cattedrale e adora il SS. Sacramento. Da lì si reca alla Rocca, sede della delegazione apostolica, da cui, affacciatosi da una loggia, impartisce “la benedizione apostolica alla giuliva moltitudine, che di poi proruppe in vivi applausi”.
In seguito concede udienza e ammette al bacio del piede le autorità, il clero, la municipalità, gli ufficiali e molte altre persone. La cronaca registra che anche i consoli delle nazioni estere sono ammessi al sacro bacio.
In serata visita il porto “magnificamente illuminato”a bordo di una lancia che ha per rematori dodici capitani civitavecchiesi di bastimenti. La folla che segue dovunque l’amato suo Sovrano e pontefice fa echeggiare i più fragorosi evviva.
Il giorno dopo, 14 ottobre, celebra la messa in Cattedrale, visita l’ospedale civile e militare gestito dai Fatebenefratelli; l’ospedale militare francese; il Conservatorio camerale e le scuole femminili delle suore del Preziosissimo Sangue; l’ospedale delle donne e la nuova chiesa eretta in onore dell’Immacolata Concezione dai frati minori conventuali. In suo onore si tengono i giochi in porto.
Alle 4 del pomeriggio si reca nel luogo dove sorgerà la stazione ferroviaria della linea per Roma. Ad accoglierlo le bande militari francese e della Guardia palatina d’onore. L’area è “disposta in assai bella guisa, perché degnamente vi si potesse effettuare la solenne cerimonia”. È decorata con trofei composti dagli utensili di lavoro e abbelliti da seri di verdure e fiori, e da piccole bandiere con i colori e le armi pontificie. Gli invitati sono posti su vagoni ferroviari utilizzati come palchi.
L’amministratore delegato della società costruttrice, Adolfo Cochery, ringrazia il Papa per la sua presenza e lo prega di imporre il nome alle dieci locomotive che saranno poste in città.
Pio IX ringrazia per l’opera realizzata ed impone i nomi alle dieci locomotive: San Pietro, San Paolo, San Filippo apostolo, San Raffaele Arcangelo, Santa Firmina, Pio IX, Vaticano, Roma Civitavecchia e Mediterraneo.
Poi, appone il suo sigillo sulla piccola cassa di piombo contenente la pietra benedetta, alcune monete d’oro, d’argento e di rame coniate sotto il suo pontificato ed una pergamena commemorativa. La cassa è murata nel pilastro angolare dal vescovo Camillo Bisleti.
Il 15 visita Corneto, il 16 Allumiere e il 17 ottobre ritorna a Roma.