Monica Ferri grafologa

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Monica Ferri grafologa • Grafologa ai sensi della L. 4/2013
• Grafologa forense - albo CTU Tribunale di Chieti

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____Una firma è molto più di un nome scritto su un foglio. È un gesto personale, fatto di forme, movimenti e relazioni c...
16/10/2026

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Una firma è molto più di un nome scritto su un foglio. È un gesto personale, fatto di forme, movimenti e relazioni con lo spazio, che può essere osservato da prospettive diverse.

Si preannuncia particolarmente interessante il seminario “Firme e forme”, tenuto dal prof. Antonello Pizzi, che accosterà il simbolismo spaziale di Max Pulver alla grafologia emozionale di Curt Honroth.

Mi incuriosisce soprattutto quest'ultima prospettiva, che invita a prestare attenzione anche alle piccole variazioni, alle esitazioni e agli incidenti del gesto grafico, considerati da Honroth possibili espressioni della componente emotiva della scrittura.

Un'occasione per approfondire e ampliare lo sguardo su un gesto tanto quotidiano quanto personale.

Sabato 17 ottobre 2026, ore 9.00–13.00, online, su iniziativa dell'AGI – Sezione Trentino Alto Adige.

Per informazioni e adesioni: [email protected]

_______𝑃𝑒𝑟 𝑢𝑛 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑀𝑎𝑟𝑡𝑖𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑝𝑝𝑎.Si racconta che un abate, Martin, avesse fatto incidere sulla porta del monast...
10/10/2026

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𝑃𝑒𝑟 𝑢𝑛 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑀𝑎𝑟𝑡𝑖𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑝𝑝𝑎.

Si racconta che un abate, Martin, avesse fatto incidere sulla porta del monastero una frase latina:

Porta patens esto. Nulli claudatur honesto.

«La porta sia aperta. Non sia chiusa a nessuna persona onesta».

Ma un punto collocato nel posto sbagliato trasformò l'invito all'ospitalità nel suo contrario:

Porta patens esto nulli. Claudatur honesto.

«La porta non sia aperta a nessuno. Sia chiusa alla persona onesta».

Secondo la tradizione, quell'errore costò all'abate la cappa, simbolo della sua dignità.

Da qui il proverbio, che ci ricorda quanto possa pesare anche il più piccolo segno.

Immagine: Jean Le Tavernier, Jean Miélot al lavoro, miniatura del XV secolo.

______𝗔𝗻𝗻𝗲 𝗖𝗮𝗿𝘀𝗼𝗻 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ Il Premio Nobel per la Letteratura 2026 ad Anne Carson, poete...
09/10/2026

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𝗔𝗻𝗻𝗲 𝗖𝗮𝗿𝘀𝗼𝗻
𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗽𝗶𝘂̀

Il Premio Nobel per la Letteratura 2026 ad Anne Carson, poetessa, saggista e studiosa canadese del mondo classico.

Nel 2024, in un saggio pubblicato sulla London Review of Books, Carson ha raccontato un'esperienza profondamente personale. La malattia di Parkinson ha progressivamente alterato la sua scrittura a mano, trasformando un gesto familiare in qualcosa di estraneo.

Le aste si piegano, le vocali si contraggono, l'inclinazione perde la sua regolarità e la mano sembra sottrarsi a quella consuetudine che per anni aveva accompagnato il pensiero.

«Una br**ta calligrafia è anche qualcosa di inautentico. Nel senso che non sei più tu».

In queste parole affiora il legame profondo tra scrittura e identità. Il segno manoscritto custodisce qualcosa della nostra storia, della memoria del gesto e del modo personale di abitare lo spazio della pagina.

Che cosa accade quando, guardando la propria scrittura, non ci si riconosce più?

La testimonianza di Anne Carson invita a riflettere sulla fragilità e sul valore di un gesto quotidiano che spesso diamo per scontato e anche sempre meno praticato.

Fonte: Anne Carson, «Gloves on!», London Review of Books, vol. 46, n. 16, 15 agosto 2024.

_____*Luciano Crepaldi, tra firma e segno*Luciano Crepaldi, nato a Novara nel 1949, si è formato tra studi in ambito pub...
20/09/2026

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*Luciano Crepaldi, tra firma e segno*

Luciano Crepaldi, nato a Novara nel 1949, si è formato tra studi in ambito pubblicitario ed esperienze come designer, per poi dedicarsi interamente alla pittura. Nei primi anni Settanta viaggiò anche tra Parigi e l’Olanda, entrando in contatto con tendenze artistiche diverse e maturando una ricerca personale.

In questa pagina di rivista compare uno schizzo autografo firmato dell’artista. La firma colpisce per l’ampiezza del gesto, per la libertà del tratto e per quella linea che sembra sconfinare quasi nel disegno. È uno di quei casi in cui la firma conserva la sua funzione identificativa, ma diventa anche una presenza visiva e un piccolo autoritratto del segno.

La pagina è oggi riprodotta in un catalogo antiquario, dove l’esemplare è descritto come “schizzo autografo firmato del pittore novarese, su pagina di rivista contenente una biografia dell’artista”.

Fonte della riproduzione:
Lim Antiqua, Catalogo 190, scheda n. 13, p. 9
https://www.limantiqua.com/cataloghi/assets/pdf/190_.pdf

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20/09/2026

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_______*Fare rete intorno alla grafologia* È sempre una buona notizia quando la grafologia trova nuovi spazi di incontro...
18/09/2026

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*Fare rete intorno alla grafologia*

È sempre una buona notizia quando la grafologia trova nuovi spazi di incontro e occasioni per farsi conoscere.

Credo molto nella necessità di far circolare il suo linguaggio, creando una rete di iniziative capace di andare oltre i singoli percorsi professionali.

Ogni spazio aperto alla conoscenza di questa disciplina contribuisce a renderla più presente e culturalmente riconoscibile.

Per questo condivido con piacere l’iniziativa del Festival della Comunicazione Creativa che il 3 ottobre a Pescara, presso il CLAP Museum ospiterà un Laboratorio grafologico, a cura delle colleghe Andrea Claudia Giangiordano ed Emanuela Costantini

La diffusione di una disciplina passa anche dalla pluralità delle voci e dalla capacità di costruire nel tempo una cultura condivisa intorno alla scrittura.

Buon lavoro alle colleghe e buon Festival!

AGI Abruzzo - Molise

______In grafologia anche un puntino può avere molto da dire.  Posizione, distanza, pressione e forma cambiano da una ma...
13/09/2026

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In grafologia anche un puntino può avere molto da dire. Posizione, distanza, pressione e forma cambiano da una mano all’altra e persino nella stessa scrittura.
C’è chi lo centra con precisione, chi lo anticipa, chi lo lancia in avanti e chi… semplicemente se ne dimentica.
È un gesto minuscolo, ma partecipa al ritmo e alla personalizzazione della grafia.

E Sally, a modo suo, ha colto il problema.

I puntini sulle “i” hanno una loro individualità. 🖋️😊

Marina Vichi, amica ❣️ e grafologa 🖋️ di acuta competenza.  https://www.facebook.com/share/p/1D7h9im346/
11/09/2026

Marina Vichi, amica ❣️ e grafologa 🖋️ di acuta competenza.

https://www.facebook.com/share/p/1D7h9im346/

Qualcuno scrive ancora lettere d’amore?
Dalle vostre parole escono come stelle sogni e desideri nascosti
Una “g” arzigogolata, un pallino sulla “i”, una firma molto discosta dal tratto del testo…
Quanti segreti dentro questa scatola!
In Ottobre organizziamo corsi con la nostra Grafologa, Dott.ssa Marina Vichi, corsi base di grafologia, in presenza o da remoto.
Curiosi?
Scriveteci per saperne di più!
#❤️❤️❤️❤️

_____È uscito su La Dolce Vita Magazine “Quando le parole avevano un peso”.Un viaggio molto indietro nel tempo, quando l...
11/09/2026

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È uscito su La Dolce Vita Magazine “Quando le parole avevano un peso”.
Un viaggio molto indietro nel tempo, quando le parole venivano incise nell’argilla e affidate a tavolette, racchiuse persino in “buste” d’argilla e sigillate.
Dalla Mesopotamia al racconto di Enmerkar e il signore di Aratta, qualche traccia di quel lungo momento in cui la parola pronunciata cominciò a diventare segno.
Grazie, come sempre, a La Dolce Vita Magazine ab per lo spazio e l’attenzione.
Per chi avrà curiosità di leggerlo, lascio qui l’articolo.

Dalla «lingua pesante» del messaggero di Enmerkar alle buste d’argilla di Kültepe: Monica Ferri racconta quando scrivere significava dare un corpo alle parole.

______*Il mondo, prima di essere spiegato, può essere guardato* Nel 1658 Jan Amos Comenius pubblica a Norimberga l’Orbis...
05/09/2026

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*Il mondo, prima di essere spiegato, può essere guardato*

Nel 1658 Jan Amos Comenius pubblica a Norimberga l’Orbis sensualium pictus, letteralmente "il Mondo delle cose sensibili illustrato”, libro destinato all'apprendimento nel quale le cose vengono mostrate attraverso le immagini e, insieme, nominate attraverso le parole. È uno dei testi più affascinanti della storia dell'educazione illustrata.

Comenio costruisce una sorta di piccolo universo visibile. La natura, il corpo umano, gli animali, i mestieri, la scuola, le arti e le immagini diventano uno strumento per conoscere.

Dentro questo mondo fatto di cose da vedere e da nominare, trovano posto anche l'arte della scrittura e l'arte della pittura.

Nella tavola dedicata all’Ars Scriptoria, Comenio ripercorre strumenti e gesti dello scrivere, dalle tavolette cerate e dallo stilo al calamo e alla penna.

Un passaggio latino conserva un'espressione sorprendentemente bella:

«Veteres scribebant in Tabellis ceratis æneo Stilo, cujus parte cuspidata exarabantur literæ, rursum vero obliterabantur planâ. Deinde Literas pingebant subtili Calamo.»

Gli antichi scrivevano sulle tavolette cerate con uno stilo di bronzo; con la punta incidevano le lettere e con la parte piatta le cancellavano. Poi dipingevano le lettere con un sottile calamo.

𝐋𝐢𝐭𝐞𝐫𝐚𝐬 𝐩𝐢𝐧𝐠𝐞𝐛𝐚𝐧𝐭.
Dipingevano le lettere.

E' proprio in quel verbo, pingere, scrittura e immagine tornano per un istante alla loro antica parentela. La lettera come traccia, la parola come figura, lo scrivere come gesto della mano.

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Fonte: Johannes Amos Comenius, Orbis sensualium pictus, Norimberga, Michael Endter, 1658.

Fonte e immagini digitalizzate dell’edizione del 1658:
https://germanhistory-intersections.org/de/wissen-und-bildung/ghis:image-68.

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