27/08/2026
Esce per Aperture Josef Koudelka: Diaries. Il libro attinge ai sessantanove taccuini che Koudelka ha
scritto in più di cinquant’anni di strada: pagine riprodotte in facsimile, immagini, autoritratti. È il
rovescio privato di chi ha firmato Gypsies, Invasion 68 ed Exiles.
La sua storia sta tutta in un gesto. Nel 1968 fotografa i carri armati sovietici a Praga, poi lascia il paese e per anni firma quelle immagini con una sigla anonima, per proteggere la famiglia rimasta a casa. Da lì diventa apolide per scelta, dorme dove capita, sposta di continuo la propria vita dentro un sacco a pelo. Il taccuino è il suo unico indirizzo fisso.
Ecco perché il libro conta. Racconta la parte che di solito non si vede: la disciplina quotidiana che
sta sotto le fotografie famose. Annotare, contare i giorni, tenere insieme una vita fatta di partenze.
Per noi di 2:lab è la conferma di una cosa semplice, che l’archivio di un autore vale quanto le sue stampe, e che una fotografia forte nasce quasi sempre da un lavoro ostinato e invisibile.
Il libro dialoga con la grande retrospettiva in corso alla Photo Elysée di Losanna, la prima in Svizzera dal 1977. Due modi di leggere lo stesso autore: le opere sul muro, e le mani che le hanno preparate.
© Josef Koudelka / Magnum Photos, courtesy Aperture