Il Museo di Santa Verdiana, attraverso l'esposizione delle sue opere, si pone al visitatore come punto di partenza per rimeditare sul culto di una santa singolare, visitando i luoghi della sua memoria e per ripercorrere un territorio battuto da antiche vie e popolato di pievi, ville e castelli ricchi di storia. Il Museo, inaugurato nel 1999, ha quindi un forte carattere territoriale e rispecchia
le origini della raccolta quando, fin dagli anni cinquanta, la Propositura di Santa Verdiana fu scelta come punto di aggregazione della zona per opere provenienti dal territorio. Accanto a opere provenienti da chiese di campagna, sono ospitate nel Museo anche dipinti e arredi che fanno parte del patrimonio del Santuario. Dipinti, sculture, codici miniati, argenterie, per lo più doni offerti alla Santa, commissionati da nobili famiglie fiorentine; una vera e propria “valle dei tesori”. L'interesse e la peculiarità degli oggetti hanno indotto all'esposizione delle opere in sezioni speciali, garantendo ai manufatti più delicati, quali codici e tessuti, una conservazione più corretta. Così chiamato poiché la “Santa delle serpi” è l'icona di Castelfiorentino e l'emblema della sua autonomia dalla dipendenza dal vescovo fiorentino; simbolo del Museo infatti è la tavola cuspidata a fondo oro rappresentante Santa Verdiana, esempio iconografico più antico conosciuto della santa, che introduce la prima sezione del Museo, dove sono esposte la Croce dipinta da Corso di Buono, un polittico di Jacopo del Casentino e le opere di Taddeo Gaddi. Nella parete centrale di fondo domina l'opera più preziosa del Museo, la Madonna col Bambino di Cimabue, con una probabile collaborazione del giovane Giotto; prova delle tangenze fra le due scuole pittoriche, senese e fiorentina, sottolinea la particolarità geografica di Castelfiorentino situata tra le due città. Il naturale legame con il Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino nasce anche grazie alla presenza nella collezione del Museo di Santa Verdiana, di un'opera del figlio di Benozzo, La Visitazione di Alesso di Benozzo, che esegue per una delle famiglie nobili del paese. Tra i dipinti cinquecenteschi è da segnalare soprattutto la Madonna col Bambino tra i Santi Sebastiano e Francesco, capolavoro di Francesco Granacci, il quale sa coniugare alla monumentalità del primo Cinquecento fiorentino, elementi eccentrici introdotti dalla nuova Maniera. Il Museo si compone anche di una sezione di paramenti e arredi liturgici dal secolo XVI fino al XVIII, e presenta interessanti esemplari di stoffe con motivi a “pizzo” e a “meandro”. In questa sala sono presenti notevoli arredi di oreficeria, come i candelieri eseguiti dall'orafo Granducale Bernardo Holzmann per il Santuario di Santa Verdiana. Un'altra sala è dedicata invece all'argenteria che presenta esemplari che sottolineano il duplice carattere del Museo: dalle croci astili, ai calici quattro-cinquecenteschi e ai reliquiari provenienti dal territorio, si passa ad una ricchissima campionatura di arredi Seicenteschi del Santuario. Il Museo è situato di p.zza di Santa Verdiana, sotto il loggiato del Santuario. Per la sua posizione centrale, Castelfiorentino è raggiungibile in meno di un'ora da Firenze, Siena e Pisa con treni che partono a cadenza oraria dai maggiori centri cittadini. Presso la biglietteria del Museo è possibile acquistare il biglietto integrato con il Museo Benozzo Gozzoli e quello, con validità annuale, cumulativo del Museo Diffuso dell'Empolese-Valdelsa. Orario di apertura (su prenotazione entro il giorno precedente la visita):
lunedì e venerdì dalle 9 alle 13
martedì e giovedì dalle 16 alle 19
sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19
E' possibile prenotare aperture straordinarie per gruppi e scolaresche. Durante alcune festività il museo potrebbe variare l'orario di apertura. Info:
Propositura di Santa Verdiana
Via Timignano, 1
50051 Castelfiorentino (FI)
Tel. +39057164096
museosantaverdiana[at]gmail.com