10/10/2026
Sabato 10 ottobre 2026.
Inaugurazione nella palestra di arrampicata boulder del CAI di Casale Monferrato della targa dedicata al dottor Enrico Bruschi.
Di seguito il discorso tenuto da Massimo Leporati, suo amico e collega.
In ricordo del dottor Enrico Bruschi
Oggi siamo in tanti a ricordare Enrico, ad accompagnare la posa della targa nella palestra di arrampicata, luogo significativo della sua grande passione per l’alpinismo.
Vorrei innanzitutto ringraziare l’Amministrazione ed il Consiglio Comunale per aver voluto questo momento, il CAI di Casale per aver accolto favorevolmente la proposta dei colleghi consiglieri della Coalizione Casale Davvero, costituita dal Partito Democratico e dalle 3 Liste Civiche: Casale Ci Siamo, Casale per i giovani e Casale Cuore del Monferrato. Un particolare ringraziamento all’autore della targa, segno tangibile della vita di un uomo generoso, schietto e poliedrico, appassionato di montagna, legato profondamente al territorio casalese.
Innanzitutto ha scelto di svolgere la professione di anestesista rianimatore presso l’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato, a cui ha dedicato tutta la propria carriera con abnegazione, acquisendo stima ed ammirazione, sia da parte dei pazienti sia da parte dei colleghi e dei collaboratori. Trasmetteva sicurezza ai ricoverati ed ai famigliari, sia nel Reparto di Rianimazione, sia come anestesista in sala operatoria, sia negli interventi di emergenza.
Come Responsabile del 118 a Casale nel 1996 ha voluto garantire di persona l’avvio il 31 dicembre ed il primo gennaio 1997.
Era orgoglioso di appartenere alla categoria medica, sempre all’interno della Sanità Pubblica per la salute di tutte le persone, di ogni ceto, appartenenza religiosa o etnia, impegnato nel volontariato internazionale, con particolare attenzione ai più bisognosi; basti ricordare il tempo dedicato ad Emergency.
Durante l’emergenza COVID 19 si è messo a disposizione, pur essendo in pensione.
Di carattere schietto, ha sempre anteposto il bene comune, cercando il dialogo senza mai rinunciare in ogni contesto a dire la propria opinione in modo disinteressato.
Ha sempre anteposto il bene comune al proprio tornaconto, la collettività all’egoismo, a volte anche in modo duro ma fermo nelle proprie convinzioni basate su valori autentici.
Ha sviluppato la passione per la montagna all’interno del CAI, di cui è stato Presidente, ha voluto questo luogo e poi ne ha sostenuto l’importanza per imparare a scalare e mantenersi in forma durante i mesi in cui la montagna è poco accessibile. Inoltre ha capito che questo può essere un luogo di sana socializzazione per i giovani e di importante integrazione razziale.
La passione per le scalate in montagna lo hanno spinto sempre più alla difesa dell’ambiente e ad osservare attentamente gli equilibri della natura, trovando nell’adesione a Legambiente il luogo ove testimoniare il proprio impegno in modo efficace condiviso con molti amici, oggi qui presenti.
Il suo impegno si è concentrato fondamentalmente sui principi della Costituzione italiana, al cui sostegno ed alla sua difesa si è specificatamente espresso all’interno dell’ANPI; come non ricordarlo ad ogni manifestazione con il fazzoletto al collo simbolo della propria convinzione. Proprio gli amici mi hanno ricordato che sia stato lui a volere che gli associati siano riconoscibili indossandone i simboli.
Il suo impegno sociale lo ha condotto ad aderire al Partito Democratico, nella cui lista è stato eletto consigliere comunale nella coalizione Casale Davvero, distinguendosi per l’impegno profuso nel purtroppo breve periodo; il suo carattere schietto non è mai mancato, sia all’interno del suo Partito sia all’interno della coalizione con i colleghi consiglieri sia nelle sedute del Consiglio o nelle Commissioni. Però ha sempre cercato il confronto e possibilmente il dialogo, a volte compreso a volte meno in tutti i contesti, senza mai rinunciare a sostenere i propri ideali di giustizia, fratellanza e solidarietà.
Infine vorrei ricordarlo innamorato dei suoi affetti famigliari, la sua principale passione era quella del nonno, il suo amore per i nipoti Federico, Filippo e Alessio si coglieva quando ne parlava e la dedizione alla famiglia prevaleva su tutti gli impegni. Ad Adriana ed ai figli Emanuele, Giacomo e Maria Elena il nostro ringraziamento per il tempo sottratto a loro, per il suo impegno nelle varie Associazioni, sempre nell’interesse della collettività casalese ed in generale per il bene comune, per i valori che Enrico ha saputo trasmettere a tutti noi.