Museo del Mare dell'Agricoltura e delle Migrazioni Mumam Cariati

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Museo del Mare dell'Agricoltura e delle Migrazioni Mumam Cariati Civico Museo etno-antropologico. Le Identità, le Culture, la Civiltà del Lavoro.

Civico Museo etno-antropologico, situato nel settecentesco Palazzo Chiriàci, nel cuore della cittadella fortificata di Cariati. La scelta tematica deriva da una precisa ragione identitaria, dal momento che l'intera civiltà locale ha avuto la sua origine e la sua evoluzione intorno all'agricoltura, alle attività artigianali, alle attività marinare e nel quadro di antichi e recenti flussi migratori.

Il museo narra la civiltà locale nella sua interezza, sulla base degli elementi che ne costituiscono il collante (la storia, il luogo, il linguaggio, i saperi e le tradizioni condivise, i grandi esodi migratori...), ma anche nel confronto e nel dialogo con altri popoli e culture che concorrono alla storia, e all'esperienza, passata e presente, del genere umano.

Comunicato n. 84 del 23 giugno 2026VENERDÌ 26 AL MUSEO DI CARIATI, DALLE ORE 19.00, PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MOHAMMADO...
23/06/2026

Comunicato n. 84 del 23 giugno 2026
VENERDÌ 26 AL MUSEO DI CARIATI, DALLE ORE 19.00, PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MOHAMMADOU SALIOU “L’AVVENTURA DEGLI AFRICANI NERI PER L’EUROPA”
Nella 2^ Giornata del Festival “Sguardo e Mondi”, e per la Giornata Mondiale del Rifugiato, con la proiezione del cortometraggio “Il filo invisibile”, del senegalese Ibrahima Deme Diop
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Mohammadou Saliou è un giovane autore africano del Camerun. Era uno dei tanti Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA), ospitati presso l’ex Seminario di Cariati, sede del Prog-36 Sarepta di prima accoglienza, il quale, al raggiungimento della maggiore età, ha scelto di rimanere in Calabria, trovando un lavoro stabile e una ragione di vita proprio a Cariati.
Il suo primo libro, molto intenso e molto umano, svela le difficoltà e i drammi affrontati da tanti giovani africani che inseguono il sogno di una vita migliore in Europa. Non un racconto, ma uno sguardo profondo sulla migrazione africana contemporanea, attraverso analisi, riflessioni, testimonianze reali, che mettono in guardia i tanti coetanei in partenza dai pericoli determinati dalla mancanza di consapevolezza, informazione, sicurezza, e aiuta a capire davvero tutto ciò che c’è dietro l’immigrazione irregolare.
Un libro, scrive infatti Mohammadou in premessa, “che vuole essere una voce sincera, uno specchio onesto e un messaggio di speranza, attraverso cui ogni lettore può trovare la forza di costruire il proprio percorso, ovunque si trovi”.
Durante l’incontro interverrà Ibrahima Deme Diop, mediatore culturale e attuale responsabile del centro di prima accoglienza per MSNA di Cariati, che presenterà il cortometraggio da lui diretto, intitolato “Il filo invisibile - vite intrecciate e legami inaspettati”, incentrato sul dialogo tra giovani migranti e anziani; un ulteriore spunto di riflessione, in questo caso sui temi della solidarietà e dell’accoglienza, per il dibattito previsto come momento propositivo di confronto e condivisione, culturale e umana, delle esperienze.
La 2^ Giornata del Festival, che coincide con la Giornata Mondiale del Rifugiato, segue la prima, del 6 giugno, di valorizzazione culturale delle comunità straniere di Cariati, con 6 Paesi ospiti. Al Festival, ideato e curato dalla Direzione del Museo, concorrono: il Centro SAI del Comune di Cariati gestito dalla Cooperativa Agorà Kroton; il Prog-36 Sarepta di prima accoglienza MSNA; le associazioni “Kalyna” Donne Ucraine, Ita.Co.Ro (Italia, Colombia, Romania), “Italia-Russia Cultura e Lingua senza frontiere”; le Donne della locale comunità Marocchina.
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MuMAM Comunicazione - Museo Civico Cariati

Incontro informativo e divulgativo sullo stato della mobilità nel comprensorio del Basso Ionio cosentino. In corso al Mu...
19/06/2026

Incontro informativo e divulgativo sullo stato della mobilità nel comprensorio del Basso Ionio cosentino. In corso al Museo Civico di Cariati.

MOBILITÀ NEL BASSO IONIO: OGGI DIBATTITO AL MUSEO DI CARIATILa mobilità è un tema cruciale per lo sviluppo di territori,...
19/06/2026

MOBILITÀ NEL BASSO IONIO: OGGI DIBATTITO AL MUSEO DI CARIATI
La mobilità è un tema cruciale per lo sviluppo di territori, come il Basso Ionio cosentino, dalle grandi potenzialità ma spesso penalizzato in tal senso. Un confronto sullo stato delle cose e soprattutto sulle nuove prospettive che si aprono sarà avviato oggi al Museo, a partire dalle ore 18, in un convegno organizzato dal Club Rotary Cariati Terra Brettia con il patrocinio del Comune di Cariati.

IL VESTITINO VOTIVO DI S. ANTONIOAnche nella festa religiosa dedicata a S. Antonio di Padova, il nostro Museo espone il ...
14/06/2026

IL VESTITINO VOTIVO DI S. ANTONIO
Anche nella festa religiosa dedicata a S. Antonio di Padova, il nostro Museo espone il vestitino votivo, al passaggio della processione serale che dalla Cattedrale percorre il centro storico, tocca il rione omonimo, fino alla chiesetta secentesca, nota come Oratorio di S. Antonio. Il vestitino fa parte della mostra "Vestire di sacro", che raccoglie la collezione degli abitini votivi dei Santi e delle Madonne particolarmente venerati a Cariati.

AL MUSEO DI CARIATI VOCI, SUONI, DANZE, SAPORI E COLORI PER IL FESTIVAL DELLE CULTURE “SGUARDO E MONDI”Successo della 1^...
12/06/2026

AL MUSEO DI CARIATI VOCI, SUONI, DANZE, SAPORI E COLORI PER IL FESTIVAL DELLE CULTURE “SGUARDO E MONDI”
Successo della 1^ Giornata, iniziata con un pensiero ai migranti uccisi ad Amendolara

Coinvolge ed emoziona anche nella sua terza edizione, il Festival Internazionale delle Culture “Sguardo e mondi”, partito lo scorso 6 giugno presso il Civico Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati, e finalizzato all’incontro, alla conoscenza e alla valorizzazione culturale delle comunità straniere presenti nella cittadina.
Il tema di quest’anno, “Mille voci, un solo cuore, per la Pace”, è stato molto sentito dalle rappresentanze dei Paesi ospiti, e cioè Libano, Romania, Russia, Marocco, Bangladesh e Ucraina, che hanno portato a Palazzo Chiriàci, sede museale, e al pubblico intervenuto, il loro messaggio di pace, con le storie, i costumi, le voci, i suoni e il racconto dei luoghi di provenienza, amati e afflitti da guerre, povertà, oppressioni, causa di migrazioni e fughe con esiti spesso drammatici.
A riguardo, in apertura, la Direttrice del museo e ideatrice del Festival Assunta Scorpiniti ha dedicato un pensiero ai migranti uccisi ad Amendolara, “alla loro giovane esistenza barbaramente stroncata, alle famiglie, alle tante storie di speranza che s’infrangono sui muri invalicabili dello sfruttamento, di condizioni disumane di vita, della negazione dei diritti umani”, ha affermato, sottolineando il valore dell’Accoglienza e della Pace .
Un concetto ripreso dal sindaco Cataldo Minò, che ha salutato con affetto le comunità straniere presenti nella cittadina, mettendo in evidenza l’impegno per l’accoglienza dell’Amministrazione da lui guidata e l’arricchimento, sul piano sociale e culturale, della comunità, ringraziando infine le associazioni, le cooperative e i gruppi che in loco agiscono in favore dei migranti.
Realtà sociali che, peraltro, partecipano alla rete interculturale creata nell’ambito del Museo, collaborando in tante iniziative, a partire dall’organizzazione del Festival: dal Centro SAI del Comune di Cariati gestito dalla Cooperativa Agorà Kroton, al Prog-36 Sarepta di prima accoglienza MSNA di Cariati, alle associazioni “Kalyna” Donne Ucraine, Ita.Co.Ro (Italia, Colombia, Romania), “Italia-Russia Cultura e Lingua senza frontiere”, alle Donne della locale comunità Marocchina.
A dare il via agli interventi è stato il gruppo di più recente arrivo: un intero nucleo familiare libanese, beneficiari del Centro SAI, accompagnati dalla responsabile Emanuela Graziani e dal fondatore di Agorà Kroton Pino De Lucia, figura storica dell’accoglienza in Calabria, che si è espresso sul sofferto presente della realtà migrante ma con un pensiero positivo riguardo al futuro dei “nuovi italiani”. Il gruppo libanese ha presentato il proprio Paese, rimarcando la situazione di instabilità per l’escalation militare, descrivendo le espressioni della cultura e luoghi affascinanti, e terminando con una danza popolare, chiamata “dabke”.
Della Romania, invece, ha parlato la presidente di ItaCoRo, Rodica Giacco, tra le prime immigrate romene giunte a Cariati negli anni Novanta del 900 e riferimento della comunità: una riflessione sul presente della migrazione dal luogo d’origine e un omaggio, insieme a due giovanissime danzatrici in costume tipico, alla nota cantante Maria Tenese e alla musica romena, anche con il suono dell’armonica a bocca, molto diffusa nel folk tradizionale del Paese.
Quindi la cultura Russa, presentata con un video-racconto del Paese, negli aspetti sociali, geografici linguistici e letterari, con lettura in lingua e traduzione di un testo di Puskin, dalla presidente dell’Associazione “Italia-Russia” Olga Kisseleva, da molti anni medico di base a Cariati, e da Maria Kravtsova, intervenuta con il marito ucraino e i figli come testimonianza visibile della pace possibile tra due Paesi ancora in conflitto.
È toccato poi ai giovani del Progetto Sarepta di prima accoglienza ai MSNA (Minori Stranieri non Accompagnati) ospitati nell’ex Seminario di Cariati e provenienti per lo più dall’Africa subsahariana e dall’Afghanistan, che insieme all’educatrice Maria Curia, hanno reso omaggio all’ultimo gruppo arrivato dal Bangladesh, condividendo cartelloni con le usanze del Paese asiatico e un canto del poeta popolare Rezaul Hossain.
Le donne della Comunità del Marocco, presenti con Jamila, in bellissimo abito nuziale, Samira e la piccola nipote, che hanno definito l’incontro interculturale “la cosa più bella del mondo”, hanno portato la tradizionale cerimonia del tè, detta “Atay Bi Naa Naa”, che è simbolo di ospitalità, accompagnata dalla degustazione dello squisito “chebakia”.
E con un’altra degustazione, del “varenyky”, piatto tradizionale ucraino offerto agli intervenuti in varie preparazioni, l’Associazione “Kalyna” ha chiuso l’incontro interculturale, dopo un pensiero alla drammatica situazione del Paese da parte della Presidente Olga Botvin, la presentazione della cucina tradizionale e di una tavola imbandita secondo l’usanza tipica.
Un altro aspetto molto bello, che ha introdotto l’evento e poi gli interventi dei vari gruppi, suggellando il legame con i luoghi d’origine e la nuova patria acquisita, è stata la condivisione con il pubblico e le autorità intervenute dell’inno nazionale italiano e di quello ciascun Paese ospite.
Il prossimo appuntamento del Festival è il 26 giugno, con un incontro dedicato alla riflessione a partire dalla presentazione del libro “L’avventura degli africani neri per l’Europa”, del giovane camerunense Mohammadou Saliou e del cortometraggio “Il filo invisibile” del mediatore culturale senegalese Ibrahima Diop.

MuMAM Comunicazione - Museo Civico Cariati

08/06/2026

IL MUSEO ADORNATO CON LE ANTICHE COPERTE TESSUTE AL TELAIO, AL PASSAGGIO DELLA PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI
Come ogni anno, in omaggio alla festa religiosa del Corpus Domini, per il passaggio della solenne processione abbiamo steso ai balconi del Museo le pregiate coperte tessute al telaio delle nostre collezioni: due con lavorazione "a liccio", rispettivamente di fine Ottocento e degli anni Venti del Novecento, e un'altra, lavorata "a pizziluni", degli anni Settanta/900. Partecipiamo sempre volentieri a questa pratica devozionale, che caratterizza particolarmente la ritualità religiosa del Sud Italia, col suo significato spirituale e culturale. Si tratta di un'usanza antichissima, che la tradizione fa risalire all’episodio evangelico dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme, mentre il popolo festoso agitava rami di palma o di ulivo e stendeva i propri mantelli lungo le strade come simbolo di regalità. Una pratica diffusa anche presso i Romani, che adornavano le abitazioni con tappeti, drappi di seta, preziose coperte al passaggio dei cortei imperiali, dei condottieri e nei riti in onore delle divinità. A Cariati, nel recente passato, al passaggio delle processioni si stendevano quelle coperte "buone", ovvero le più preziose del corredo della donna, realizzate al telaio, intagliate o ricamate a mano, che venivano conservate gelosamente nei bauli ("nda cascia"), e tirate fuori nell'occasione o per particolari eventi come i matrimoni. Coperte che, esposte al balcone al passaggio delle processioni, avevano una sorta di valore sacro, perché erano il simbolo visibile dell'unione familiare e il tributo di devozione al Santo, alla Madonna o alla ricorrenza religiosa. La ripresa, negli ultimi anni, con intensità di questo e di altri gesti devozionali, dimostra che per la comunità il riferimento religioso è sempre molto importante.

(Video A. Caniglia)

Siamo pronti! Dalle ore 10 al nostro Museo FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLE CULTURE "SGUARDO E MONDI" Fra poco l'incontro c...
06/06/2026

Siamo pronti! Dalle ore 10 al nostro Museo FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLE CULTURE "SGUARDO E MONDI"
Fra poco l'incontro culturale con le comunità straniere presenti a Cariati, con un pensiero ai 4 migranti di Amendolara che hanno perso la vita in modo crudele e ai molti uomini e donne, compresi i nostri emigrati, che si mettono in cammino sognando una nuova vita. Un sogno che spesso, ingiustamente e tragicamente, come in questo caso, non arriva a realizzarsi.

GRADITISSIMA VISITA AL NOSTRO MUSEO, DELL’ARCIVESCOVO DI ROSSANO CARIATI MONS. MAURIZIO ALOISE.Nel mese di maggio, dopo ...
04/06/2026

GRADITISSIMA VISITA AL NOSTRO MUSEO, DELL’ARCIVESCOVO DI ROSSANO CARIATI MONS. MAURIZIO ALOISE.
Nel mese di maggio, dopo la Messa solenne in onore del Protettore di Cariati San Cataldo, con vera gioia, abbiamo ricevuto la visita al Museo dell’Arcivescovo di Rossano-Cariati, S.E. Mons. Maurizio Aloise.
È stato davvero un momento speciale, per la Direttrice Assunta Scorpiniti, e per gli operatori Francesco, Stefania e Roberta, con i quali si è intrattenuto lodandone la dedizione verso il lavoro culturale, di cui ha rilevato il valore e l’importanza.
Nel percorso tra le sale, accompagnato dalla Direttrice, l’Arcivescovo ha seguito con grande attenzione la narrazione museale, soffermandosi negli spazi espositivi ed ascoltando le storie connesse con le collezioni etno-antropologiche e l’attività culturale; ne ha colto in pieno i significati ed ha arricchito il racconto con varie esperienze della sua storia personale e del suo ministero sacerdotale, che hanno tanti punti in comune con i temi museali del lavoro agricolo, del lavoro del mare e soprattutto della migrazione e dell’accoglienza.
Per tutto questo, e per la visione ampia per l’umanità, nel museo a suo parere, trovano espressione la Pastorale e la missione della Chiesa.
Di questo lo ringraziamo, anche perché siamo convinti che la cultura sia “luogo” privilegiato per la promozione dei valori universali.
E lo ringraziamo anche per essere stato, per tutta la visita, un padre amorevole, verso di noi e l’intera opera del Museo, che ha “scoperto”, a suo dire, con piacere anche come presidio culturale del territorio e per la felice collocazione nel cuore antico di Cariati, accanto alla Cattedrale. Grazie di cuore, Eccellenza. Cogliamo volentieri il Suo invito a forme di collaborazione. Torni presto a trovarci!

Comunicato n. 82 del 3 Giugno 2026AL VIA AL MUSEO DI CARIATI LA 3^ EDIZIONE DEL FESTIVALDELLE CULTURE “SGUARDO E MONDI”S...
03/06/2026

Comunicato n. 82 del 3 Giugno 2026
AL VIA AL MUSEO DI CARIATI LA 3^ EDIZIONE DEL FESTIVAL
DELLE CULTURE “SGUARDO E MONDI”
Sabato 6 e Venerdì 26 Giugno, gli appuntamenti in programma

Ritorna per il terzo anno consecutivo, presso il Civico Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati, il Festival Internazionale delle Culture “Sguardo e Mondi”, che si svolgerà presso la sede museale di Palazzo Chiriàci, nel centro storico di Cariati, in due giornate, con “Mille voci, un solo cuore, per la Pace”, come tema di questa edizione.
La prima giornata, prevista per la mattinata di sabato 6 giugno, a partire dalle ore 10.00, sarà di incontro, valorizzazione culturale e amicizia con le comunità straniere presenti a Cariati, attraverso “danze, degustazioni di cibi tradizionali, racconti di luoghi, voci, suoni, storie e colori”; i Paesi rappresentati saranno Libano, Ucraina, Romania, Marocco, Russia, Bangladesh e dell’area africana.
Il secondo appuntamento, in programma per venerdì 26 giugno dalle ore 19.00, nell’occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, sarà dedicato alla riflessione e al dibattito a partire dalla presentazione del libro “L’avventura degli africani neri per l’Europa” del giovane autore camerunense Mohammadou Saliou, che risiede a Cariati dopo il percorso con i ragazzi MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati), accolti nella cittadina, e dalla proiezione del cortometraggio “Il filo invisibile”, del senegalese Ibrahima Deme Diop, Docente di linguistica e mediatore culturale.
Il Festival è un progetto di rete, ideato dalla Direttrice del Museo Assunta Scorpiniti e organizzato insieme al Centro SAI del Comune di Cariati gestito dalla Cooperativa Agorà Kroton; al Prog-36 Sarepta di prima accoglienza MSNA di Cariati, alle associazioni “Kalyna” Donne Ucraine, Ita.Co.Ro (Italia, Colombia, Romania); Italia Russia Cultura e Lingua senza frontiere; e con le Donne della comunità marocchina.
Nato a seguito della Giornata Internazionale della Donna 2024, che ha riunito le varie anime sul tema dell’incontro e dei diritti civili, il Festival, spiega l’ideatrice, ha lo scopo “di rendere visibili e valorizzare culturalmente le comunità straniere presenti a Cariati, siano esse stabilizzate, sia nuove, creando uno spazio di riflessione su questa nostra cittadina sempre più multietnica e plurale, in cui dobbiamo crescere insieme nel dialogo, nel positivo confronto e nel rispetto dei diritti umani”.
Il primo diritto da rispettare, aggiunge, è quello alla Pace, che dobbiamo costruire insieme sapendo che le differenze sono valori e non confini, ripudiando la guerra in ogni sua forma e promuovendo momenti di crescita condivisa.
Prevista, nelle due giornate, la presenza di Autorità civili, religiose, del mondo associativo, anche del territorio, di rappresentanze scolastiche, cittadini e turisti sempre partecipi delle attività museali.

MuMAM Comunicazione - Museo Civico Cariati

A NAPOLI, PRESSO PALAZZO SAN GIACOMO, SEDE MUNICIPALE, PATTO DI AMICIZIA TRA I COMUNI DI NAPOLI E CARIATISono stata liet...
31/05/2026

A NAPOLI, PRESSO PALAZZO SAN GIACOMO, SEDE MUNICIPALE, PATTO DI AMICIZIA TRA I COMUNI DI NAPOLI E CARIATI
Sono stata lieta di far parte della Delegazione del Comune di Cariati, in occasione della cerimonia di sottoscrizione del Patto di Amicizia tra il Comune di Cariati e il Comune di Napoli, che ha avuto luogo nella prestigiosa Sala della Giunta di Palazzo San Giacomino, sede municipale di Napoli.
Ringrazio il Sindaco di Cariati, Cataldo Minò, per avermi invitata a farne parte, con un mio contributo, e il Sindaco di Napoli, prof. Gaetano Manfredi, per la calorosa e cordiale accoglienza che ha riservato a ciascuno di noi, e ai cariatesi intervenuti insieme a napoletani “cariatesi d’adozione”, primo fra tutti Nicola Campoli.
In un momento di conflitti che insanguinano gran parte del nostro mondo, è stato bello veder creare relazioni di fiducia che certamente possono contribuire alla costruzione di comunità più ampie, soprattutto giuste e pacifiche.
Il Patto di Amicizia fra i Comuni di Cariati e Napoli, come ho detto nel mio intervento di apertura dell’incontro (così ha voluto il cerimoniere), corona in realtà un legame antico, che ha avuto momenti storici fondamentali, soprattutto dal XVI secolo e poi fino all’Ottocento, ma anche, nei secoli, sviluppi di natura economica e sociale, favoriti dalla “via del mare”, riscoperta, in un certo senso, nel nostro tempo, con le massicce frequentazioni turistiche del litorale cariatese da parte di tanti abitanti della “grande” Napoli (comprendente i numerosi comuni del circondario), che vi hanno investito in unità immobiliari e in un rapporto “sentimentale” con la nostra cittadina.
Per me è stato un onore contribuire a questo importante momento, che valorizza e rafforza il legame tra due realtà che hanno un comune patrimonio di storia, cultura e umanità e, nello stesso tempo, condividere con i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Cariati, e i miei concittadini - presenti e collegati tramite web - una bella emozione, in una giornata che ha certamente aperto a nuove intese, ad altre prospettive, a ulteriori forme di dialogo. (Assunta Scorpiniti, Direttrice Museo Civico Cariati).

- Foto Stefano Albamonte, fotografo Sindaco di Napoli -

Indirizzo

Via XX Settembre
Cariati
87062

Orario di apertura

Sabato 17:00 - 21:00
Domenica 17:00 - 21:00

Telefono

+393338618588

Sito Web

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