Il Museo Nazionale di Lucus Feroniae, la cui costruzione è iniziata nel 1977, ha aperto al pubblico le prime due sale nel 1998. L'importanza di Lucus Feroniae fin dall'età arcaica è testimoniata dai resti del grande santuario di Feronia in corso di scavo, centro religioso e di mercato per i popoli italici (Etruschi Sabini e Latini) già prima della conquista romana. Divenuta colonia romana nella pr
ima età imperiale, è centro agricolo della valle tiberina vicina ad uno dei porti sul Tevere e quindi ben collegato a Roma per via fluviale, oltre che per via di terra anche dalla Via Tiberina Campana. L'attività di scavo della città romana, iniziata nel 1952 e proseguita ininterrottamente fino al 1979, è poi ripresa nel 1993/94 e più recentemente dal 2000. L'attività scientifica non si è mai interrotta e la documentazione dell'immenso patrimonio archeologico (epigrafico, statuario, di terracotte architettoniche e di ceramica) è in uno stadio avanzato che porterà all'edizione di diversi complessi entro breve tempo; sono già stati pubblicati studi sul complesso statuario della Basilica, sui pavimenti delle case della città, su alcuni contesti della necropoli della Via Capenate e sulle epigrafi imperiali. Attualmente nel museo è esposto un importante gruppo di statue onorarie, maschili e femminili, dedicate all'imperatore Augusto ed alla sua famiglia, proveniente dall'Augusteum. Si segnala in particolare un ritratto giovanile di Augusto e una rara statua di Agrippa. Da rilevare, inoltre, la varietà dei soggetti adottati nelle statue femminili, largamente rappresentativi dei tipi in voga nella prima età imperiale. Il ciclo statuario è riflesso diretto dell'impulso che il centro urbano ebbe per il suo sviluppo in età augustea nell'ambito di dinamiche politiche dettate dai potenti Volusii Saturnini, proprietari della vicina villa, veri e propri protagonisti di tali vicende. Al centro della sala c'è un basamento circolare in marmo decorato a festoni e bucrani, recante i fori d'appoggio del tripode sacro. Nel settore successivo sono esposte epigrafi e rilievi funerari e frammenti architettonici lapidei provenienti dalle ville romane alla periferia di Lucus Feroniae. La vetrina successiva ospita una scelta dei corredi dalla necropoli della via Capenate, databili tra il I ed il VI secolo d.C. È poi esposta una scelta dei materiali rinvenuti con lo scavo delle ville in proprietà "Standa" e in località Baciletti. Ma il Museo sta cambiando e presto riaprirà in una nuova veste