29/08/2026
In questi ultime giornate d'agosto Campi Bisenzio ancora occupata dai tedeschi è costantemente
bersaglio dei cannoneggiamenti alleati, che continuano a mietere vittime e distruzione tra la
popolazione civile. Durante la notte del 31 agosto 1944, i tedeschi si ritirano, dopo aver minato il ponte di Campi, ma non riescono a farlo saltare. Nella notte con un atto di eroismo il patriota delle S.A.P. Squadre d'Azione Patriottica),
Virgilio Frati riesce a disinnescare nove delle dieci mine collegate al ponte, (esplode un'unica mina che danneggia appena la spalletta a nord del ponte) impedendo il crollo di questa importante struttura di collegamento con Prato.
La mattina seguente dopo aver notato che i tedeschi erano usciti dal paese senza lasciare nessuno di retroguardia, i patrioti delle S.A.P. della zona di S. Giusto, Alfredo, Alessandro
e Cornelio Rastrelli, Dante e Sergio Manetti e Azelio Tesi in tarda mattinata, riescono ad attraversare l'Arno a S. Donnino ed a recarsi al comando americano di Badia a Settimo per avvertire che i tedeschi se ne erano andati.
Il comando alleato disse: "veniamo domani."
CAMPI È LIBERA
Il 2 settembre un'avanguardia di truppe americane composta da soldati hawayani, accompagnata dal
patriota SAP Bruno Settesoldi entra in Campi, durante la mattina, dopo poco, passano da S.Giusto anche i partigiani della "Lanciotto" diretti verso il fronte di Prato.
A Campi, in piazza Dante la folla in festa si
raduna intorno a due carri armati americani che sono appena arrivati in paese. Nel pomeriggio verso le cinque l'artiglieria tedesca con le postazioni da Monte Morello spara alcune granate verso il centro del paese, una o più granate esplodono in piazza Dante, vicino alla soglia del Municipio, le scheggie provocano una strage tra la popolazione che si era intrattenuta, vicino ai carri armati sulla Piazza giacciono a terra senza vita circa 15 corpi di nostri concittadini dilaniati dall'esplosione, muore anche un carrista americano colpito da una grossa scheggia alla testa.
Nel pomeriggio del 2 settembre il dipendente del comune di Campi Bisenzio Emilio Paolieri, incaricato dal C.T.L.N. (Comitato Toscano di Liberazione Nazionale) locale di distribuire
ed affiggere manifestini riguardanti comunicazioni importanti per la popolazione. In località "Il Bacci"
in via S. Maria, il Paolieri fu catturato da una retroguardia tedesca e trasportato verso il nord.
La mattina del 3 settembre a Campi Bisenzio, l'ultima retroguardia tedesca, cercava di rientrare nel Centro storico del paese ma fu bloccata attraverso uno scontro a fuoco dai componenti delle S.A.P. locali, avvenuto sul ponte della Rocca Strozzi, il patriota Alvaro Lilli usando una mitragliatrice riesce a fermare i tedeschi,
nello scontro p***e la vita un soldato tedesco e uno rimase ferito gravemente. Le S.A.P. locali presidiavano la Rocca Strozzi, controllando l'area ed impedendo nuove incursioni tedesche all'interno di essa.
Sempre il 3 settembre le S.A.P. locali parteciparono alla battaglia di Gonfienti, vicino a Prato dove vi fu un forte scontro a fuoco con le truppe tedesche, sulle rive del Bisenzio, dove tra gli altri rimase ferito Sernissi Roberto detto Pio Pio.
E' tramite il C.T.L.N. che avviene la ripresa democratica del paese, con la sua capillare organizzazione, vengono affrontate le emergenze più gravi: sistemare i tanti senzatetto, garantire l'approvvigionamento alimentare e idrico, la sicurezza sanitaria, ecc.
Il CTLN come organo democraticamente rappresentante tutti i partiti democratici che si sono impegnati nella lotta di liberazione, nomina una Giunta provvisoria il 2 settembre 1944; il Sindaco è Arnoldo Nesti, vice-sindaco Carlo Cerretelli, assessori Amerigo Mugnaioni, Argavegno Bargioni, Ottavio Paoletti e Spartaco Conti. Questa prima provvisoria Amministrazione comunale affrontò le emergenze più immediate. Dopo la liberazione molti giovani campigiani si arruolano volontari nella Divisione "Cremona" del C.V.L. continuando a combattere, si distinguono nella Liberazione del paese di Alfonsine presso Ravenna, insieme ai tanti Volontari toscani.
Le prime elezioni amministrative, si svolgono il 24 marzo 1946, e vince la lista dei socialcomunisti con il 65,1% di voti, è la prima Giunta eletta democraticamente dopo vent'anni di terrore. Viene nominato Sindaco Spartaco Conti elemento di spicco dell'Antifascismo e della Resistenza. Con lui, inizia la ricostruzione del paese danneggiato dai bombardamenti, è il periodo della rinascita economica e culturale. Ancora oggi, Spartaco Conti, Primo Sindaco eletto dopo la guerra di liberazione, personaggio della Resistenza, è ricordato come il "Sindaco buono".
"Ai tanti nostri concittadini
che si sono adoperati per realizzare
un mondo migliore e più giusto"
"Nessuna notte e mai così profonda e buia
da impedire al sole di sorgere"
L'antifascismo campigiano ha dato un grande contributo di sangue e di sacrificio alla lotta per la
liberazione, non solo per la nostra cittadina e dell' Italia intera, ma anche di altri paesi europei, nei quali molti nostri concittadini, nei territori occupati avevano impugnato le armi a fianco dei partigiani del posto.
Piero Calamandrei
Lo avrai camerata Kesselring,
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati dei borghi
inermi straziati dal tuo sterminio
con colla terra dei cimiteri,
dove i nostri compagni giovinetti riposano
in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli.
che ti vide fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati,
più duro di ogni macigno
soltanto colla roccia di questo patto giurato
fra uomini liberi che volontari si adunarono
per dignità non per odio decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo
su queste strade se vorrai tornare, ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno, Popolo serrato attorno al monumento che si chiama "Ora e sempre Resistenza."
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate sulle
montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei lager dove furono
sterminati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero perchè lì è nata la nostra Costituzione.
Piero Calamandrei