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Napoli - Palazzo dell'Ex convento della Chiesa di S. Agostino alla Zecca, oggi della Conservatoria dei registri immobili...
16/10/2026

Napoli - Palazzo dell'Ex convento della Chiesa di S. Agostino alla Zecca, oggi della Conservatoria dei registri immobiliari, facciata

Sulla destra della chiesa di S. Agostino alla Zecca ci sono gli ambienti dell’ex Convento (ora proprietà del Catasto immobiliare) con piccolo chiostro barocco e una bella Sala Capitolare, del principio del XIV sec., con volta a costoloni e, nel mezzo, due colonne antiche di marmo bianco, che hanno interessanti capitelli romanici (prima metà del ’200) e, per basi, capitelli dorici capovolti.
Chiesa e convento saranno distrutti dal terremoto del 1456, dopo di che i frati affidano a Bartolomeo Picchiatti l’incarico di ricostruirli; i lavori vengono più volte interrotti, portati a termine solo nel corso del settecento quando sono completati la scenografica facciata, il campanile e la grande cupola che svetta al di sopra della cortina dei fabbricati circostanti, visibile da più punti delle strade limitrofe.
Il convento fu poi demolito a fine ottocento con i lavori del Risanamento. Dello stesso rimangono, appunto, solo uno dei chiostri, con sedici colonne di aspetto rinascimentale, e la sala capitolare, che ha invece conservato le originarie strutture medievali, ora inglobati al secondo piano - per il dislivello esistente - nel palazzo ottocentesco costruito sul corso Umberto, ambienti attualmente utilizzati come spazi espositivi per eventi culturali.

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Napoli - Chiesa di S. Agostino alla zecca o di S. Agostino Maggiore, interno, zona absidale, particolareIniziata da Carl...
15/10/2026

Napoli - Chiesa di S. Agostino alla zecca o di S. Agostino Maggiore, interno, zona absidale, particolare

Iniziata da Carlo I d’Angiò, quindi ripresa da Carlo II d’Angiò e infine terminata da Roberto d’Angiò nel 1287, la chiesa si impiantò sul più antico convento di San Vincenzo appartenuto alle monache basiliane. Restaurata poi con gusto rinascimentale, venne ulteriormente rimaneggiata a più riprese tra il 1641 e il 1770 da Bartolomeo Picchiati, Francesco Antonio Picchiati, Giuseppe De Vita e Giuseppe Astarita. Il primo concepì il campanile e abbellì il chiostro, insieme al figlio Francesco Antonio, e la navata centrale; De Vita, invece, elaborò la crociera, mentre Astarita costruì la cupola in modo che facesse anche da catino absidale.

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Napoli - Chiesa di S. Agostino alla zecca o di S. Agostino Maggiore, esterno, facciata e campanileSu corso Umberto, più ...
14/10/2026

Napoli - Chiesa di S. Agostino alla zecca o di S. Agostino Maggiore, esterno, facciata e campanile

Su corso Umberto, più avanti di Piazza Nicola Amore in direzione di Piazza Garibaldi a sinistra c'è la via S. Agostino alla Zecca, a gradinata, che sale alla grandiosa chiesa di S. Agostino della Zecca, eretta dagli Eremitani al principio del XIV sec. sul posto di un convento di monache basiliane, rifatta nel 1641 da Bartolomeo Picchiatti, compiuta nel 1761 da Giuseppe De Vita e Giuseppe Astarita.
A destra della monumentale facciata, il poderoso campanile, a 4 piani rastremati, ornato di bugne, di vivace effetto per l’applicazione del marmo, del piperno e del laterizio.

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Napoli - Piazza Nicola Amore e Corso Umberto (1987)Proseguendo su corso Umberto, dopo l'università la via si allarga nel...
13/10/2026

Napoli - Piazza Nicola Amore e Corso Umberto (1987)

Proseguendo su corso Umberto, dopo l'università la via si allarga nella piazza Nicola Amore, detta popolarmente "I Quattro Palazzi", di forma quasi circolare, circondata da 4 edifici di uniforme disegno. La piazza è incrociata dalla via del Duomo.

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Napoli - Palazzo PenneDa largo S. Giovanni maggiore, seguendo a destra di palazzo Giusso la via Candelora, si va alla pi...
12/10/2026

Napoli - Palazzo Penne

Da largo S. Giovanni maggiore, seguendo a destra di palazzo Giusso la via Candelora, si va alla piazza dei Banchi Nuovi (i Banchi nel sec. XVI corrispondevano alle attuali Borse) e, per la via dei Banchi Nuovi, alla piazzetta Teodoro Monticelli: a sinistra, al n. 24, c'è il Palazzo Penne, del 1406, uno dei più interessanti edifici civili di quel tempo (appartenne ad Antonio Penne, segretario del re), di cui rimangono il prospetto del corpo avanzato con bugne ornate di piume, emblema della famiglia, e di gigli angioini, con coronamento ad archetti trilobati, portale ad arco ribassato e porta lignea originale, e, nel fianco Ovest, due finestre.

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Napoli - Chiesa di S. Giovanni a PappagodaSul fianco destro della chiesa di S. Giovanni Maggiore si apre il largo S. Gio...
11/10/2026

Napoli - Chiesa di S. Giovanni a Pappagoda

Sul fianco destro della chiesa di S. Giovanni Maggiore si apre il largo S. Giovanni Maggiore, su cui prospetta la facciata della chiesetta di S. Giovanni dei Pappacoda, fondata da Artusio Pappacoda, nobile del Seggio di Porto, gran siniscalco e consigliere della corte angioina. E adorna di un grandioso portale ogivale, scolpito da Antonio Baboccio e collaboratori (1415); nel fianco sinistro grazioso campanile dell'inizio del sec. XV, tipico per reminiscenze arcaiche mescolate a forme quattrocentesche (archetti trilobi con colonnine binate; bifore; incastonati nei muri, antichi bassorilievi).

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Napoli - Ruderi della Chiesa di S. Giov. Maggiore, crollata il 1 agosto 1872Scendendo via Mezzocannone dall'ingresso al ...
10/10/2026

Napoli - Ruderi della Chiesa di S. Giov. Maggiore, crollata il 1 agosto 1872

Scendendo via Mezzocannone dall'ingresso al civico 8 dell'Università e svoltando a Svoltando a sinistra, per le rampe di S. Giovanni Maggiore si sale alla chiesa di S. Giovanni Maggiore, una delle più importanti chiese basilicali di Napoli.
La concessione imperiale della libertà di culto, a partire dal celebre Editto del 313, rese possibile la costruzione di questa chiesa, quale luogo di culto all'aperto, ed ispirò anche numerose leggende circa i motivi della sua costruzione. Una di queste leggende tramanda che Costantino avesse desiderato la costruzione della chiesa come ringraziamento per lo scampato pericolo ad un naufragio della figlia Costanza. L'epoca di fondazione della basilica, apposta ad un preesistente tempio pagano (forse dedicato ad Ercole o ad Antinoo), sarebbe da collocare intorno all'anno 324, come avvalorato da un'iscrizione di epoca greca rinvenuta su di un architrave. Tuttavia è certo che un'ampia ricostruzione avvenne oltre due secoli più tardi, nel VI secolo, per opera del vescovo Vincenzo (in carica tra il 558 ed il 581). Probabilmente la basilica, costruita al tempo della dominazione bizantina di Belisario, era ricca di mosaici e cupole e fu poi rimaneggiata in epoca normanna prima ed angioina poi. Le ultime cospicue trasformazioni si ebbero per opera di Dionisio Lazzari che fu chiamato a ristrutturare la chiesa dal 1656 dopo un terremoto avvenuto nel 1635. L'intervento del Lazzari, che ripogettò anche l'attuale cupola, fu completato nel 1685. Successivamente sia le trasformazioni barocche che quelle settecentesche fecero sì che non rimanesse più molto del tempio originario. Altri terremoti nel 1732 e nel 1805 provvidero a far sì che la chiesa venisse più e più volte ristrutturata. Un ulteriore terremoto nel 1870 sconquassò la chiesa e fece crollare la volta. Per i lavori di restauro Gennaro Aspreno Galante non potè eseguire la dettagliata descrizione del tempio per la sua monumentale Guida sacra della città di Napoli se non per ricordi passati. La chiesa rischiò di essere rasa al suolo per dare spazio ad una piazza, ma nel 1872 si avviarono i lavori di ristrutturazione neoclassica voluti con tenacia dal canonico Giuseppe Perrella (ricordato con una lapide lungo la navata destra). I lavori furono eseguiti su progetto dell'ingegnere Giorgio Tomlison che si avvalse delle correzioni di Errico Alvino e di Federico Travaglini e terminarono nel 1887. Cento anni dopo, nel 1970, avvenne un altro cedimento della volta che chiuse la chiesa per quarantadue anni. Tuttavia si avviarono importanti programmi di restauro che portarono alla luce nel 1978 l'abside paleocristiana al di sotto del coro ligneo risalente al XVII secolo. Ciononostante i restauri si sono protratti per decenni e negli anni alcune opere furono rubate. Nel gennaio 2012 finalmente la basilica è stata riaperta grazie anche all'intervento dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia. La chiesa attualmente si presenta con un impianto tipicamente basilicale: una navata centrale e due laterali con nove cappelle laterali, cinque ambienti particolari e un transetto con due cappelloni ai lati. Sulla controfacciata è raffigurata la Predica del Battista ai discepoli, santo cui è dedicata la chiesa, in un grande affresco di Giuseppe De Vivo del 1730. Il soffitto oggi si presenta in semplice legno a causa del crollo del 1970. Un'importantissima testimonianza dell'antico soffitto è presente nella prima ca****la destra dove è visibile un suo prospetto, da cui possiamo affermare che presentava tre grandi raffigurazioni pittoriche, la centrale delle quali raffigurava il battesimo di Gesù. Mutilato dai ripetuti furti susseguitisi negli anni, si presenta invece l'imponente altare maggiore di Domenico Antonio Vaccaro, costruito nel 1743, e limitato da due balaustre marmoree. Ai lati dell'altare vi sono due colonne corinzie romane in marmo cipollino con pulvini del VI secolo.

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Napoli - Edificio universitario col portone del palazzo Pappacoda (sec XV)Lungo il lato sinistro dell’Università c'è via...
09/10/2026

Napoli - Edificio universitario col portone del palazzo Pappacoda (sec XV)

Lungo il lato sinistro dell’Università c'è via Mezzocannone; salendo a sinistra, al civico 8, c'è un portale durazzesco, proveniente dal demolito Palazzo Pappacoda e qui adattato nel 1921 sul fianco dell’Università.
Di qui c'è l’accesso al Museo di Mineralogia e Petrografia dell'Università, fondato al principio dell’800.
Occupa un salone monumentale, già biblioteca del collegio dei gesuiti, e comprende la collezione mineralogica vesuviana, unica nel suo genere, la collezione delle meteoriti e dei minerali dei Campi Flegrei, con un gruppo di cristalli di quarzo tra i maggiori del mondo (circa mezza tonnellata), e la collezione generale, ricca di circa 8000 campioni.

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Napoli - Salone di lettura centrale della Biblioteca universitaria di Napoli La Biblioteca Universitaria di Napoli (BUN)...
08/10/2026

Napoli - Salone di lettura centrale della Biblioteca universitaria di Napoli

La Biblioteca Universitaria di Napoli (BUN) fu fondata nel 1823 per volontà di Ferdinando I, re delle Due Sicilie, attraverso l’unione della Biblioteca Gioacchina, voluta dal predecessore Gioacchino Murat, e dei fondi librari provenienti dai monasteri soppressi in età napoleonica.
La sua sede si trova nel complesso monumentale dell’ex Collegio Massimo dei Gesuiti, nel cuore del centro storico di Napoli riconosciuto Patrimonio UNESCO nel 1995. Gli spazi aperti al pubblico occupano l’intero Loggiato Monumentale che si affaccia sul cd. Cortile delle Statue.
Cuore fisico e simbolico dell’Istituto è il Salone Monumentale, di circa 400 m², realizzato nel Seicento nell’ambito del progetto di abbellimento curato dall’architetto Giuseppe Valeriano. Dal 2020 è intitolato a Maria Giuseppina Castellano Lanzara, direttrice dell’Istituto dal 1936 al 1965, che lo ha eroicamente difeso nel periodo pre e post bellico.
Oltre alle sue evidenti bellezze, la BUN è anche uno scrigno inatteso di reperti archeologici, con i resti della prima chiesa dei Gesuiti a Napoli (1557-1563), e le pitture parietali illusionistiche di inizio Settecento, celate dalle librerie ottocentesche del Salone.
Il suo patrimonio bibliografico è di eccezionale valore: circa un milione di opere tra volumi, opuscoli, incunaboli, cinquecentine, edizioni bodoniane, manoscritti, periodici e materiale grafico di varia natura. Particolarmente rilevanti sono: una copia del primo libro stampato in Italia, il cd. Lattanzio di Subiaco di Sweynheym e Pannartz (1465); la rarissima prima edizione napoletana della Commedia del 1477; il cd. Montefuscoli, repertorio araldico delle famiglie italiane con disegni acquerellati; e la Geographia di Tolomeo del 1478, arricchita da postille manoscritte.

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Napoli - Facciata principale della Biblioteca universitaria di Napoli vista dal portico del piano superioreEntrati nel c...
07/10/2026

Napoli - Facciata principale della Biblioteca universitaria di Napoli vista dal portico del piano superiore

Entrati nel cortile delle statue da una scala a sinistra dell’ingresso si sale alla loggia, dove sono collocati altri busti di Meridionali illustri per patriottismo e per dottrina, vale a dire: Pasquale Galluppi, Gabriele Manthoné, Francesco Caracciolo, Oronzio Massa, Eleonora Pimentel Fonseca, Alessio Mazzocchi, Jacopo Sannazaro, Angelo Di Costanzo, Basilio Puoti, Nicola Nicolini, Macedonio Melloni, Domenico Cirillo, Gian Battista Della Porta, Tommaso Campanella, Bernardino Telesio, Guglielmo Gasparrini, Paolo Emilio Imbriani, Gian Vincenzo Gravina, Pietro Giannone, Antonio Genovesi, Francesco Mario Pagano e Arcangelo Scacchi.

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