31/05/2026
Napoli (Vomero) - Via Morghen - Ginnasio V. E. (1912)
Nel nuovo quartiere del Vomero, inaugurato nel maggio 1885, ai primi del ‘900 si richiedeva con insistenza di creare delle scuole per i figli delle famiglie che vi si erano trasferite. In un quotidiano locale, “Il Corriere del Vomero, Posillipo, Capodimonte” si riferiva infatti che nel 1908 “i padri di famiglia” del nuovo quartiere avevano ottenuto l’apertura di scuole secondarie in loco. L’anno dopo si aprì una scuola normale femminile, odierno Istituto Mazzini. Poi, su richiesta degli stessi padri di famiglia, che non volevano far scendere i figlioli e le figliole a Napoli, qualche anno dopo furono aperte delle sezioni staccate del Liceo Classico Vittorio Emanuele II. Infine nel 1919 il Liceo Classico ottenne la sua autonomia, prendendo il nome, l’anno seguente, di Regio Liceo Classico Jacopo Sannazaro. Il Liceo fu sistemato in un palazzo di via Morghen ed ebbe una certa affluenza (circa 300 alunni nel primo quinquennio). Esso fu dotato di somme per l’acquisto di libri e materiali. Così si formò il primo nucleo della attuale Biblioteca, in cui si conservano molti testi di quel periodo, che recano il timbro di Regio Liceo. E nella “biblioteca circolante” annessa al Liceo si contavano circa 600 volumi “di letture amene e di coltura”, anche perchè il Liceo, secondo la “Riforma Gentile” era formato dalle prime tre glassi ginnasiali (odierna scuola media) da un quarto e un quinto ginnasio e dalle tre classi liceali. Furono poi creati il “gabinetto” di fisica e quello di scienze naturali, dotati della necessaria strumentazione. Erano anche previste “passeggiate scolastiche” a Cuma ed al lago d’Averno, per visitare i luoghi virgiliani. Di cui fu fatta in classe una relazione in latino. Nonostante fosse stata creata la prima scuola media statale (odierna Scuola Media Viale delle Acacie), nell’anno scolastico 1933-34, il numero degli alunni del Liceo era notevolmente aumentato, specie dopo l’apertura della funicolare di Piazza Fuga. Perciò nel 1933 si decise di costruire un nuovo edificio, più idoneo, nell’antico giardino di villa Haas. In cinque anni l’edificio fu completato e inaugurato il 28 ottobre 1938 con una solenne cerimonia, aperta da una rappresentazione effettuata dai piccoli balilla. Tuttavia, l’anno scolastico 1939-40 finì 15 giorni prima del termine, poiché “c’era aria di guerra”: il 10 giugno, infatti, veniva dichiarata la guerra. In seguito, l’edificio cominciò a deteriorarsi a causa dei bombardamenti. Dopo il bombardamento diurno del 4 dicembre 1942, le scuole di Napoli furono chiuse, per essere riaperte solo nel febbraio del 1943, per le sole terze liceali, che furono scrutinate anticipatamente. Infine, dopo l’8 settembre, il Liceo fu teatro delle “Quattro giornate”, divenendo centro di raccolta dei caduti. Liberata Napoli dai tedeschi, il Liceo fu requisito dagli alleati che lo adibirono ad ospedale militare; perciò l’anno scolastico 1942-44 poté essere terminato negli antichi locali di via Morghen. Finalmente il 24 maggio 1945 fu restituito alla cittadinanza, anche se ricominciò a funzionare solo in ottobre. E da quel momento non ha subito ulteriori traversie.
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