27/01/2026
Il trionfo dell'inutilità! Dopo la redazione di una legge che consente a me, nata e cresciuta in Sardegna, di andare ed esercitare come guida in Basilicata, o in Friuli V.G., o in qualunque altra regione, e a guide straniere di lavorare in Italia (ma a tempo determinato, eh!), ecco i risultati dell'esame.
Un successone, proprio!
Esame nazionale
29.228 domande
12.191 partecipanti
230 i candidati che hanno passato la prima prova e sono stati ammessi alla prova successiva.
Questi i numeri del fallimento (scontato🤷) dell’esame nazionale per le guide turistiche voluto dalla Ministra Santanchè che rendono evidente a tanti quello che Argts ha sempre sostenuto: la guida nazionale in Italia, così come delineata dalla legge 190/2023, è una contraddizione in termini:
👉per la vastità del patrimonio italiano che non ha eguali nel mondo;
👉per l’importanza delle specificità regionali;
👉 per la necessità di rispondere alla richiesta di un turismo non di massa, ma che apra veramente le porte ai territori, che può essere soddisfatta solo da professionisti preparati, veramente radicati ed emotivamente coinvolti nella cultura di cui fungono da mediatori.
❗In tanti scrivono, commentano e gridano allo scandalo per un esame nozionistico, difficile, impossibile da superare. Ma quale esame, per essere abilitati a lavorare in tutta l’Italia, potrebbe essere allo stesso tempo accessibile e adeguato?
☝️Il problema non è l’esame, è l’impostazione a monte che non solo è sbagliata ma usa due pesi e due misure discriminando gli italiani.
🌏Infatti c’è una totale mancanza di controllo nei confronti delle guide straniere abilitate in altri paesi che possono ve**re a lavorare per ben 60 giorni nel nostro paese senza dover dimostrare le loro conoscenze e la loro competenza sul nostro patrimonio; e anche le guide straniere che vogliano lavorare in Italia stabilmente hanno un percorso meno rigoroso rispetto alle aspiranti guide italiane.
🔜La Ministra farebbe bene a riconoscere l’errore, evitare di scaricare la responsabilità sui candidati “impreparati” mascherandosi dietro la bandiera del rigore, e tornare sui suoi passi accettando che il programma d’esame sia inerente a una singola regione, quella in cui principalmente si intende lavorare, e prevedendo specializzazioni aggiuntive per chi volesse lavorare in più regioni.
👍Così a nostro parere si dimostrerebbe di voler veramente aumentare il numero degli operatori e regolarizzare chi sinora ha lavorato abusivamente o sotto diciture alternative “per costrizione”. Altrimenti avrà solo l'enorme responsabilità di aver fatto una legge per facilitare la svendita culturale e turistica del nostro patrimonio agli operatori stranieri e di precludere un'importante occasione lavorativa a tanti operatori italiani.