11/08/2026
L e recensioni del politicamente scorretto Antonio Camuso
Luciano Canfora : Comunismo un'altra storia (???!!! Nrd), Feltrinelli editore , maggio 2026
Ovvero, quando i meccanici d’auto ti costringono a scrivere a cottimo
I miei figli In occasione del mio compleanno mi han regalato questo libricino di 360 pagine ed una invitante copertina con un rosso Lenin indicante al proletariato la via da seguire per dare l’assalto al Cielo. Dinanzi a volumi così corposi , il sottoscritto in linea di massima , segue un metodo sperimentato sin da bambino: la lettura veloce che assimila per ogni pagina una o due concetti ed acquisisce al massimo dieci parole , per poi rinviare in un secondo tempo lo spilluzzare pagina per pagina i capitoli ritenuti più interessanti.
In questo caso però con Canfora e con le lunghe notti estive da passare ho deciso di martirizzarmi con entrambi , il caldo e Canfora in veste di Asimov.
Perché Asimov? Il sottoscritto tra le passioni coltivate è quella della fantascienza e tra gli autori preferiti Asimov, in particolare, non quello della trilogia o della Enciclopedia Galattica e i Robot, bensì il curatore della rubrica che Urania negli anni 70 gli concedeva a fine del racconto principale, suo o di altri autori.
Son passati 50 anni ma ben ricordo quella puntata in cui Asimov confessò da dove nascesse la sua infinita produzione di fantastorie: la sua auto vecchia di venti anni e un meccanico senza scrupoli. Il tutto successe quando Asimov che viveva con la paga di insegnante e possedeva una sola vecchia auto, incominciò ad andare avanti indietro dall’officina del suo meccanico di fiducia. Sembrava una vera maledizione , ogni settimana a quella macchina occorreva cambiare qualcosa con un meccanico che invece di revisionarla in maniera radical, ne riparava un pezzo alla
volta, e incassava per ogni entrata in officina un mucchio di dollari. Come pagare quel meccanico che aveva stretto un patto del diavolo con la sua auto? Ebbene con un accordo di “cottimo” tra Asimov e il suo editore nel produrre racconti che esplodessero nel numero di pagine., Ogni pagina per Asimov equivaleva ad una vite, a qualche grammo di olio, a una frazione di filtro, ad un coperchietto della valvola della ruote da cambiare e a romanzo finito l’auto di Asimov per quella settimana avrebbe circolato!
Insomma grazie a quel rottame di auto e quel meccanico dis/ onesto , noi amanti di fantascienza abbiamo potuto riempire le nostre collezioni di Urania e C. di tanti begli Asimov story.
Ma Canfora in questa storia che ci azzecca?
Come vi spiegavo , martirio per martirio ho deciso di leggermi parola per parola le prime 150 pagine del libro di Canfora .
Esse a mio avviso sono un prezioso manuale per il ricercatore storico/filologo /archeologo, che illustrano un metodo puntiglioso per analizzare i momenti che videro la nascita del Manifesto del Partito comunista , (feb/marzo 1948) , ma che non so se siano interessanti per un lettore /attivista moderno attratto da bel Lenin della copertina e speranzoso di trovarvi le chiavi in maniera sintetica di come superare le difficoltà teorico-pratiche dell’alternativa comunista al capitalismo della Globalizzazione decadente, ebbene non so se dopo quelle prime 150 pagine se quel giovane lettore riuscirà ad affrontare le successive , “sicuramente interessanti “ quanto le prime…
Non so quindi quanti possono essere oggi interessati a conoscere date e interlocuzioni tra i committenti del Manifesto e il giovane Marx, un po millantatore, , equilibrista politico, interessato vanitosamente a far da conferenziere piuttosto che concludere quella scocciatura de Il Manifesto. Non so oggi a quanti interessi se queste ed altre particolarità tipo se La stampa del Manifesto , a Londra e il suo invio in Europa sia avvenuto il giorno prima o il giorno dopo della rivoluzione francese del 1848, particolari che nel secolo e mezzo successivo , hanno dato “da mangiare” a traduttori, enciclopedisti, ricercatori con i quali Canfora polemizza in queste iniziali 150 pagine che posso condensare in queste righe ( che potrebbero servire a chi volesse leggere le restanti 200 pagine , a non consumarsi gli occhi)
1) Marx è costretto , sotto diffida dei committenti ( i prestanome della lega dei comunisti) a concludere in fretta a fine febbraio 1848 , la stesura , a mano, in una calligrafia orribile e caratteri gotici , della prima versione de Il Manifesto. Cosa che allungherà i temnpi nella stampa dei primi mille esemplari. La discontinuità presente tra i diversi capitoli è per Canfora la prova evidente che la stesura di essi sia avvenuta in momenti lontani tra loro e le contraddizioni semantico-politiche contenute in essi, sono frutto delle diverse condizioni politiche del momento. Molti dei traduttori dell’opera di Marx ( che a sua volta contiene parete del lavoro precedente di Engel)= hanno provato in questo secolo e mezzo di cercar di far passare la tesi che le prime copie del Manifesto già circolassero a Parigi allo scoppio della rivoluzione del 1848 . Tutto falso come dimostrano pagamenti alla tipografia e lettere di accompagnamento dell’editore. Ma… chi idealmente voleva mettere Marx alla guida di tutti i movimenti rivoluzionari , quale miglior occasione giocare sulle date? Lo stesso Engels , 30 anni dopo e dopo al sfortunata Comune di Parigi ci provò a giocare sulle date , ma come non perdonarglielo … Penso di non aver dimenticato nulla di queste 150 pagine che mi sono “sucato” , salvo l’esser rimasto estasiato sulla conoscenza della lingua tedesca del professore e come egli sappia utilizzarla come potente grimaldello per scardinare monolitiche certezze o semplici illusioni, di vetero e nuovi comunisti…… ma alla fine il dubbio rimane : non è che a Bari c’era una vecchia auto da riparare, un meccanico particolarmente esigente e qualche cottimo da fare????….