10/10/2026
Tornado a Marsala, le isole Lipari sommerse da un nubifragio: eventi non prevedibili e irripetibili? Tutto falso!
Gli interrogativi di Antonio Camuso (Archivio Storico Benedetto Petrone-APS)
Su quanto avvenuto ieri 9 ottobre 2026, a Marsala, ci si potrebbe girare un film della serie “cacciatori di uragani” di produzione Hollywoodiana. Dobbiamo ringraziare il Fato o, meglio, anzi, i santi protettori di Marsala, Maria Santissima della Cava e San Giovanni Battista, se il bilanzio in danni fisici si sia “ridotto” ad alcuni bambini feriti da detriti e schegge che volavano e che sono stati messi al sicuro dalle coraggiose maestre. La formazione di un doppio tornado proveniente da un'unica vasta cella temporalesca fa comprendere quanto fosse smisurata l’energia rilasciata dalle acque marine antistanti Marsala e che è impossibile, con gli attuali sistemi di rilevamento in mare, via satellite non fosse nota e come tale non si sia potuto mettere in allarme la popolazione di quella parte della Sicilia sud-occidentale, non con un generico allarme giallo o rosso, ma con richiesta di evacuazione delle zone antistanti quel mare e magari imponendo un’ordinanza di chiusura delle scuole. Fortunatamente i Santi Patroni, Maria Santissima della Cava e San Giovanni Battista stavano lì a proteggere i cittadini e i bambini di Marsala e sinceramente inviterei tutti gli amministratori, i tecnici della Protezione Civile, i politici regionali, provinciali e comunali, di qualunque colore e partito siano, di recarsi in pellegrinaggio per grazia ricevuta, camminando ginocchioni per raggiungere il santuario di Maria Santissima e salire con i gradini d’ingresso con la lingua appoggiata su essi, come un tempo si usava alla Madonna dell’Arco con i “battenti”.
Dopo quest’operazione taumaturgico /scaramantica, gli stessi (amministratori, i tecnici delal Protezione Civile, i politici regionali, provinciali e comunali) per evitare conseguenze causate da un prossimo disastro dovrebbero prendere contatto con chi fa un lavoro di eccellenza nel campo della previsione e rilevamenti statistici di questi fenomeni senza chiedere onerose consulenze all’estero, poiché in Italia e proprio in Puglia noi abbiamo un Centro di eccellenza in questo campo. Mi riferisco al CMCC (Centro Euro-Mediterraneo dei Cambiamenti climatici) la cui sede principale è a Lecce in comunione con l’Unisalento e che da venti anni ha accumulato una mole impressionante di dati, formulando studi previsionali, confrontandoli sul “terreno”.
La Puglia e suoi Tornado
Questo è uno dei temi di battaglia di questa fondazione, che è riuscita con uno studio archivistico-storico aggiornato nell’ultimo ventennio, a permettere di tracciare le aree di formazione delle trombe d’aria/marine (principalmente il Golfo di Taranto) e il loro percorso quando, non esaurendo la loro potenza sulla battigia si spingono nell’entroterra, causando danni e qualche volta morti e feriti. Ricordiamo come anni fa morì in operaio che lavorava su una gru nel porto di Taranto, ma anche per esempio le ripetute trombe d’aria che con matematica precisione si abbattono tra fine agosto e primi di novembre nell’area di Nardò- Ugento e che poi si spostano seguendo percorsi ormai prefissati verso l’interno, come hanno potuto testimoniare gli automobilisti, un giorno fa, tra la Lecce Gallipoli. Il CMCC ha tracciato grazie ai suoi rilevamenti i percorsi ripetitivi di queste trombe d’aria che hanno la capacità di trasformarsi da trombe marine in veri e propri Tornado Texani se trovano le condizioni climatich opportune. V’inviterei a contattare i tecnici della fondazione che sarebbero felicissimi di illustrarvi le Autostrade delle trombe d’aria pugliesi e come loro, non solo non smetteranno di ripetersi, ma intensificarsi e aumentare di dimensioni e capacità devastanti coll’andare dei cambiamenti climatici e in particolare l’innalzamento della temperatura dei nostri mari, lo Jonio e l’Adriatico. Ma l’intero Mediterraneo ormai è in ebollizione e va trasformandosi in un incubatore di fenomeni caraibici.
Quello che è avvenuto ieri a Marsala deve essere d’insegnamento al sistema di allarme meteorologico italiano e di Protezione civile territoriale, che in collaborazione con enti/fondazioni come il CMCC dovrebbero identificare in maniera mirata determinati parti di territorio dello stesso Comune e di una certa Provincia più sensibili a fenomeni estremi come i Tornado mediterranei. Un sistema di allarme accompagnato a una rilettura delle attività da mantenere o spostare in luoghi più sicuri, a prescindere se esse portino ricchezza e benessere immediato.
E’ possibile che a Marsala entro i prossimi anni si abbattano negli stessi luoghi Tornadi simili? E’ giusto ricostruire la scuola devastata del Tornado, sullo stesso luogo? Per non essere accusato di essere l’ennesimo Tiresia, andatelo a chiedere agli scienziati del CMCC a Lecce! E poi non lamentatevi se San Giovanni Battista o Maria Santissima della Cava , avranno, quel maledetto giorno, da fare da qualche altra parte e non potranno intervenire!