Archivio Storico Diocesano Brescia

Archivio Storico Diocesano Brescia “L’archivio assomiglia a un bosco senza radure; restandovi a lungo, gli occhi si abituano alla p

QUESTIONE DI OPINIONI (1849-1855)Si sa che spesso le opinioni sulle persone sono assai ondivaghe a seconda di chi pronun...
05/08/2026

QUESTIONE DI OPINIONI (1849-1855)
Si sa che spesso le opinioni sulle persone sono assai ondivaghe a seconda di chi pronunci il giudizio: a questa legge non si sottraggono nemmeno i sacerdoti che in queste due paginette esprimono senza troppi peli sulla lingua il parere circa i propri parrocchiani.
In questo caso si tratta di due parroci di Qualino: il primo stende i propri giudizi (nel 1849) che vengono chiosati in interlinea dal suo successore (nel 1855) che, evidentemente, non sempre concorda sui giudizi espressi dal primo.
Nella descrizione c’è una distinzione tra ‘il popolo’ (inteso come uomini) e le donne: il popolo viene definito ‘non sanguinario’ (bontà sua!), ma, chiosa il successore, ‘brutale e selvaggio’, se pure ‘fervoroso nella pietà e molto attivo e laborioso’. Le donne invece riscuotono un maggior numero di annotazioni: il primo parroco le definisce ‘caritatevoli, impetuose e franche (e il secondo aggiunge: maligne all’eccesso!), invidiose, sobrie, economiche, laboriose, divote senza scrupoli, sempre liete, sollecite con gli infermi’. Infine, sempre per le donne, il primo parroco, uomo indulgente e pio dice: ‘rassegnatissime a morire’, incalzato però dal successore che annota ‘per forza’(!). Insomma un campionario ricchissimo e variegato di umanità passato attraverso gli occhi di due parroci.
(Archivio Parrocchiale Qualino, Anagrafe, Atti civili, Registro dei battesimi, 1816-1865)

PASSWORD PARROCCHIALITra le preoccupazioni che caratterizzano la nostra quotidianità vi è quella delle password, “parole...
31/07/2026

PASSWORD PARROCCHIALI
Tra le preoccupazioni che caratterizzano la nostra quotidianità vi è quella delle password, “parole magiche” necessarie per accedere a molteplici servizi. Da qui i tentativi più o meno maldestri di in-ventare password che siano al contempo facili da ricordare, ma non così accessibili ad estranei.
Nell’inventariare l’archivio parrocchiale di Qualino, progetto finanziato dal Ministero della Cultura, Direzione Generale degli Archivi, è emersa un’originale modalità per salvaguardare dai malintenzionati il prezioso contenuto della cassetta delle elemosine. La “parola magica” da formare per aprile la cassetta era “TRAB”. Non solo. Per completare l’operazione era anche necessario combinare in un determinato modo i numeri del lucchetto che chiudeva la cassetta. Ad ogni epoca i propri strumenti!
(Archivio Parrocchiale Qualino, Culto, Registri delle messe, 1909-1927)

GLI ESAMI NON FINISCONO MAIFino al Concilio Vaticano II, alla morte o al trasferimento di un parroco, il vescovo bandiva...
28/07/2026

GLI ESAMI NON FINISCONO MAI
Fino al Concilio Vaticano II, alla morte o al trasferimento di un parroco, il vescovo bandiva un concorso pubblico tra i sacerdoti della diocesi. I "concorsi" per le parrocchie, istituiti dal Concilio di Trento e regolati dal Codice di Diritto Canonico, servivano a garantire l'adeguata preparazione teologica e pastorale dei parroci. Davanti a una commissione di tre "esaminatori sinodali" i candidati affrontavano prove (scritte e orali) che vertevano su quesiti di Teologia Morale, Dogmatica, Diritto Canonico e Liturgia. Una volta valutato l'esito delle prove da parte della commissione, il vescovo sceglieva e nominava l'idoneo più meritevole, che otteneva così il beneficio parrocchiale.
Nell’Archivio Diocesano è presente un fondo che raccoglie tutti i concorsi banditi nella nostra Diocesi a partire dal 1769 fino al 1966. Vengono riportate le domande poste e come i candidati svilupparono i temi proposti. Nell’immagine qui a fianco sono indicati i tre esaminatori per il concorso che si tenne il 30 maggio 1947: mons. Luigi Secchi e mons. Luigi Fossati, canonici della cattedrale, e mons. Guglielmo Bosetti, Preposito di Sant’Alessandro.
(Curia Vescovile, Concorsi, b. 67, 1947)

La requisizione delle campane Nel corso della seconda guerra, tra il 1941-42, con l’obiettivo di recuperare materiale a ...
20/07/2026

La requisizione delle campane
Nel corso della seconda guerra, tra il 1941-42, con l’obiettivo di recuperare materiale a scopi bellici, si pensò di requisire le campane, che, una volta fuse, potevano diventare dei cannoni.
La decisione venne ufficializzata col Regio Decreto n. 505 del 23 aprile 1942, ma già nei primi mesi dell’anno precedente i podestà diedero vita ad un censimento delle campane presenti nelle chiese dei rispettivi comuni. A questo riguardo è significativa una circolare riservata che il Vicario generale, mons. Angelo Bertelli, inviava ai Vicari Foranei della Diocesi, in cui chiedeva di comunicare ai parroci che, nel caso in cui essi “fossero richiesti dal podestà o da altro funzionario di informazioni per un censimento delle campane appartenenti alle chiese della loro parrocchia, essi diano le informazioni domandate: numero, peso e composizione del bronzo”. Ma aggiungeva: “Evitino però tutto quello che potrebbe significare una offerta spontanea, non potendo essi disporre di cose sacre e appartenenti alla Chiesa”. Tradotto: non possiamo rifiutarci di consegnarvi le campane, ma non siamo entusiasti di trasformarle in cannoni.
Curia Vescovile, Requisizione campane, b.1, 1942

LA REQUISIZIONE DELLE CAMPANE (1942)Nel corso della seconda guerra, tra il 1941-42, con l’obiettivo di recuperare materi...
20/07/2026

LA REQUISIZIONE DELLE CAMPANE (1942)
Nel corso della seconda guerra, tra il 1941-42, con l’obiettivo di recuperare materiale a scopi bellici, si pensò di requisire le campane, che, una volta fuse, potevano diventare dei cannoni.
La decisione venne ufficializzata col Regio Decreto n. 505 del 23 aprile 1942, ma già nei primi mesi dell’anno precedente i podestà diedero vita ad un censimento delle campane presenti nelle chiese dei rispettivi comuni.
A questo riguardo è significativa una circolare riservata che il Vicario generale, mons. Angelo Bertelli, inviava ai Vicari Foranei della Diocesi, in cui chiedeva di comunicare ai parroci che, nel caso in cui essi “fossero richiesti dal podestà o da altro funzionario di informazioni per un censimento delle campane appartenenti alle chiese della loro parrocchia, essi diano le informazioni domandate: numero, peso e composizione del bronzo”. Ma aggiungeva: “Evitino però tutto quello che potrebbe significare una offerta spontanea, non potendo essi disporre di cose sacre e appartenenti alla Chiesa”.
Tradotto: non possiamo rifiutarci di consegnarvi le campane, ma non siamo entusiasti di trasformarle in cannoni.
(Curia Vescovile, Requisizione campane, b.1, 1942)

IL MONUMENTO AL REDENTORE SUL MONTE GUGLIELMONel mese di settembre ricorreranno i 60 anni dall’inaugurazione dei restaur...
16/07/2026

IL MONUMENTO AL REDENTORE SUL MONTE GUGLIELMO
Nel mese di settembre ricorreranno i 60 anni dall’inaugurazione dei restauri del Monumento al Redentore sul Monte Guglielmo.
Il monumento, consacrato il 24 agosto 1902 dal vescovo Mons. Gia-como Maria Corna Pellegrini, faceva parte dei 20 monumenti (uno per ogni secolo della cristianità) per la consacrazione dell’Italia al Redentore. Per la Lombardia l’incarico di promuovere l’iniziativa del monumento fu affidata a Giorgio Montini, leader del movimento cattolico bresciano. Dopo alcuni decenni il monumento presentava evidenti segni di decadenza. Perciò in una udienza del di-cembre 1963 Paolo VI, nel ricordo anche dell’impegno paterno, chiedeva al vescovo mons. Tredici e all’ausiliare mons. Almici di provvedere al restauro. I lavori durarono 3 anni e finalmente nel settembre 1966 il monumento venne inaugurato.
In Archivio Diocesano vi sono vari documenti relativi al restauro del monumento e una ricca documentazione fotografica dell’inaugurazione.
(Fondo Comitato ricostruzione Monumento al Redentore)

DAL TURPILOQUIO ALLA “COMUNICAZIONE GENTILE”Non ci spingiamo fino a dire – come sosteneva Seneca – che “il linguaggio um...
29/06/2026

DAL TURPILOQUIO ALLA “COMUNICAZIONE GENTILE”
Non ci spingiamo fino a dire – come sosteneva Seneca – che “il linguaggio umano è specchio dell’anima”, tuttavia è indubbio che da come ci esprimiamo emerge anche un po’ della nostra persona. Anche oggi non mancano volgarità, turpiloquio, bestemmie ecc. Il linguaggio volgare spesso, poi, scivola in linguaggio d’odio, come purtroppo può facilmente constatare chiunque navighi anche solo raramente nella rete. Il vescovo Corna Pellegrini, in una lettera pastorale per la quaresima del 1900, constatava amaramente la diffusione della bestemmia in tanti ambienti della società bresciana: “questo vizio maledetto – osservava – si allarga ogni giorno più in mezzo alle nostre popolazioni. Si be-stemmia nelle case, nelle strade, nelle piazze, nelle officine e qualche volta anche nelle scuole e nei pubblici uffici”. Corna Pellegrini proponeva, per combattere in particolare il turpiloquio religioso l’istituzione l’istituzione di una “Pia Unione contro la bestemmia”. Molto più laicamente, si potrebbe cominciare a mettere in pratica quanto affermato in un manifesto appeso ormai in centinaia di scuole e in alcuni uffici pubblici, ossia il “Manifesto della Comunicazione Gentile”. (Circolari vescovili, b. 7, 1878-1913)

DAL TURPILOQUIO ALLA “COMUNICAZIONE GENTILE” (1900)Non ci spingiamo fino a dire – come sosteneva Seneca – che “il lingua...
26/06/2026

DAL TURPILOQUIO ALLA “COMUNICAZIONE GENTILE” (1900)
Non ci spingiamo fino a dire – come sosteneva Seneca – che “il linguaggio umano è specchio dell’anima”, tuttavia è indubbio che da come ci esprimiamo emerge anche un po’ della nostra perso-na. Anche oggi non mancano volgarità, turpiloquio, bestemmie ecc. Il linguaggio volgare spesso, poi, scivola in linguaggio d’odio, come purtroppo può facilmente constatare chiunque navighi anche solo raramente nella rete. Il vescovo Corna Pellegrini, in una lettera pastorale per la quaresima del 1900, constatava amaramente la diffusione della bestemmia in tanti ambienti della società bresciana: “que-sto vizio maledetto – osservava – si allarga ogni giorno più in mezzo alle nostre popolazioni. Si be-stemmia nelle case, nelle strade, nelle piazze, nelle officine e qualche volta anche nelle scuole e nei pubblici uffici”. Corna Pellegrini proponeva, per combattere in particolare il turpiloquio religioso l’istituzione l’istituzione di una “Pia Unione contro la bestemmia”. Molto più laicamente, si potrebbe cominciare a mettere in pratica quanto affermato in un manifesto appeso ormai in centinaia di scuole e in alcuni uffici pubblici, ossia il “Manifesto della Comunicazione Gentile”.
Circolari vescovili, b. 7, 1878-1913

Il vescovo Verzeri e il monumento ad Arnaldo (1882)Come noto, l’inaugurazione del monumento ad Arnaldo da Brescia, nel 1...
23/06/2026

Il vescovo Verzeri e il monumento ad Arnaldo (1882)
Come noto, l’inaugurazione del monumento ad Arnaldo da Brescia, nel 1882, costituì un’ulteriore occasione di scontro negli anni post-unitari tra i cattolici e gli zanardelliani. Di questo clima di accesa contrapposizione vi sono tracce in alcune circolari che il vescovo Girolamo Verzeri inviava “al venerabile clero e dilettissimo popolo della città e della diocesi”. Fin dal febbraio 1881 egli denunciava il “sacrilego oltraggio che si prepara al Pontificato Romano e alla Chiesa, col monumento che si minaccia d’innalzare ad Arnaldo da Brescia”, argomento sul quale sarebbe tornato “almeno se il Signore non si degna, come lo prego con tutta l’anima, di togliermi di vita prima ch’io vegga una così enorme ingiuria alla fede di questa religiosa e diletta città”. Invece dovette sopravvivere all’inaugurazione del monumento “a quel turbolento settario, famoso solamente per odio dissennato contro la Chiesa ed il Vicario di Cristo”. Nella circolare del 19 settembre 1882, un mese dopo l’inaugurazione, Verzeri osservava: “intanto che in Brescia si inaugurava il monumento ad Arnaldo, un valente scalpello effigiava in Napoli il Serafino d’Assisi”, e concludeva: “Quale dei due monumenti ricorda le vere glorie d’Italia? Quale dei due le altre nazioni e la cattolica Europa ci invidieranno?”.

Indirizzo

Via Gabriele Rosa 30
Brescia
25121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

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