Il Polo Museale di Bonefro si compone di 3 plessi:
• Locali Ex-Convento Santa Maria Delle Grazie (Largo Convento)
- Museo Etnografico
- Archivio Tina Modotti
- Annesso Auditorium Baranelli
• “Palazzo Miozzi” (Largo Convento)
• “Palazzo Maucieri Museum – PM2” (Via Roma)
••• EX-CONVENTO SANTA MARIA DELLE GRAZIE •••
Il convento Santa Maria Delle Grazie sorge sui fian
chi del Monte di Bonefro nel 1716, nella posizione urbana che ancora oggi occupa. La vita monacale cessò a Bonefro nel 1809, con la legge della soppressione degli ordini monastici. Nel 1817 Ferdinando I, re delle due Sicilie, donò il fabbricato al comune di Bonefro per adibirlo ad uso civile, come caserma militare, pretura, carcere civile, scuola pubblica. Attualmente ospita numerose iniziative culturali, come mostre, conferenze, presentazioni di libri, etc., il Museo Etnografico, nonché un archivio dedicato alla fotografa Tina Modotti. MUSEO ETNOGRAFICO
Nei vari ambienti dell’ex-convento è allestito il Museo Etnografico, caratterizzato dalla rappresentazione di tutti gli aspetti della vita popolare del paese e soprattutto legato alle attività lavorative tipiche locali, ideato e organizzato dal Professore Michele Colabella. Il Museo è diviso in varie sezioni:
- CUCINA E CAMERA DA LETTO
Due vani contigui in cui sono ricostruite le ambientazioni della cucina, con la sua attrezzatura, e camera da letto con gli oggetti riguardanti la cura dei bambini. Lungo il corridoio vediamo posizionate delle vetrinette in cui sono contenute pubblicazioni, opere di scrittori di origine bonefrana e oggetti legati al mondo dello svago e dei bambini.
- AULA SCOLASTICA
Con il suo arredamento e il relativo materiale didattico. Annessa all’aula, lungo il corridoio del convento, vi è l’esposizione di alcune decine di giocattoli.
- EMIGRAZIONE
Sezione dedicata alla storia dell’emigrazione bonefrana: vi sono conservati gli attrezzi che gli emigranti hanno riportato con loro al ritorno in paese. Negli USA emigravano operai che si dedicavano ai lavori più pesanti, detti significativamente “di picche e pale”. Gli artigiani, invece, tornavano con gli attrezzi più moderni che avevano imparato ad usare all’estero.
- SEZIONE MULTIMEDIALE
Sezione del Museo dedicata a fotografia, cinema e musica, con riferimenti ad alcuni personaggi di origine bonefrana che hanno avuto successo nel mondo della danza, della musica e della fotografia; la rassegna musicale è completata da rustici strumenti musicali e da altri oggetti legati allo svago e al divertimento.
- ARTI E MESTIERI
Panorama completo dei lavori artigianali caratteristici del paese, con l’esposizione in più stanze contigue, dell’attrezzistica del falegname, del sarto, del calzolaio, del barbiere, del fabbro ferraio, del maniscalco, del bastaio (quella persona che fabbricava le selle per cavalli), dello stagnino, del ramaio. Una stanza è riservata ai tradizionali lavori femminili, quali la filatura della lana, la confezione di maglie e di calze, ricamo, taglio e cucito.
- AGRICOLTURA
Qui si trova il cuore del museo con la presentazione degli attrezzi di quella che è stata ed è la principale attività del paese: l’agricoltura. Troviamo ben distribuiti i raggruppamenti tematici delle lavorazioni specificamente connesse all’agro-pastorizia, vale a dire i cicli della farina e della pasta, del latte e del formaggio, della carne e dei suoi derivati, della salsa del pomodoro, del grano, del vino e dell’olio, con una selezione accurata degli attrezzi scelti in base al loro utilizzo più antico. Nella parte dedicata al grano si può seguire l’itinerario che va dall’aratura alla semina, dalla mietitura alla trebbiatura, dal trasporto a casa alla sua misurazione e conservazione, fino all’uso in cucina della farina. ARCHIVIO TINA MODOTTI
Dal 1 Settembre 2016 una stanza dell’ex-convento Santa Maria delle Grazie è la sede di un archivio dedicato a Tina Modotti, una fra i più grandi fotografi del secolo scorso. La scrittrice tedesca Christiane Barckhausen-Canale, che ha scelto Bonefro come suo centro di vita, ha raccolto i materiali custoditi in questo archivio in 6 paesi di due continenti: Italia, Cuba, Messico, Germania, Olanda, Spagna e Russia. Nell’archivio si possono consultare documenti che si riferiscono alla vita di Tina Modotti, della sua infanzia nel Friuli, la sua vita come immigrata negli USA, il suo soggiorno di 6 mesi nella Berlino del 1930, il suo lavoro nel Soccorso Rosso Internazionale a Mosca, la sua attività a Madrid durante la guerra civile sp****la ed il suo ritorno in Messico nel 1939, dove è morta nel 1942. Sono raccolte le sue fotografie, pubblicate in diversi giornali del mondo, le lettere da lei scritte e ricevute, la documentazione riguardante le sue mostre in diversi paesi, le interviste realizzate da diversi biografi di Tina Modotti con i suoi amici, e un gran numero di articoli pubblicati dopo la sua scoperta internazionale, oltre che una collezione (incompleta) delle sue biografie e dei cataloghi che hanno accompagnato le varie mostre delle sue fotografie. I materiali sono scritti in diverse lingue: italiano, tedesco, spagnolo, inglese e russo. AUDITORIUM BARANELLI
Annessa al Convento era l’ex Chiesa di San Francesco. Verso la metà dell’800, per mancanza di fondi e per incuria, la chiesa cominciò ad andare in rovina. Negli ultimi anni, l’ex chiesa è stata oggetto di un intervento di natura architettonico per la creazione di un centro polifunzionale – auditorium.
••• PALAZZO MIOZZI – “Mostra Fotografica – Tony Vaccaro” •••
Sito nel Largo Convento, il palazzo Miozzi fu di proprietà dell’arciprete Don Teodoro Tata (1748-1801). Venne acquistato successivamente dalla famiglia Miozzi che lo ampliò. La figlia del generale Francesco Sacco, Carla Miozzi, donò la proprietà al comune di Bonefro per la sede della scuola. I suoi locali, dal 1976 al 1983, furono utilizzati come Municipio e Pretura. Dopo il sisma del 2002, il manufatto è stato oggetto di una radicale ristrutturazione. La proprietà del palazzo attualmente è in parte pubblica e in parte privata. Il 1° piano è attualmente destinato alla mostra fotografica del famoso fotografo di origini bonefrane Tony Vaccaro. Michelantonio Celestino Onofrio Vaccaro (che in seguito assumerà il nome di Tony) nasce nel 1922 a Greensburg (Pennsylvania) da padre e madre molisani emigrati agli inizi del 1900. A causa della morte prematura di entrambi i genitori, Tony e le 2 sorelle trascorrono l’infanzia e l’adolescenza a Bonefro, presso la famiglia del fratello del padre. Questa lunga permanenza farà maturare in lui un legame affettivo e duraturo col Molise e con l’Italia. Nel 1939 Tony torna negli USA con le sorelle, stabilendosi a La Rochelle, nella zona di New York, dove frequenta la High School.
È passato alla storia per le fotografie realizzate in Europa tra il 1944-45 quando, considerato troppo giovane per unirsi all’esercito, fu assegnato alla 83esima Divisione di fanteria come “soldato col permesso di fotografare”. Nel corso del conflitto, scatterà circa 8000 fotogrammi (di cui solo 2000 sopravvissuti), dallo sbarco in Normandia fino alla progressiva liberazione dell’Europa occidentale. Nel dopoguerra torna spesso in Italia dove mette a punto la sua tecnica fotografando il periodo della Ricostruzione. Si specializza in Giornalismo alla Long Island University e fa carriera freelance di fotoreporter per i più prestigiosi magazine americani. Ha fotografato circa 2000 tra i personaggi più famosi del XX secolo: reali, presidenti e papi, scrittori, attori, artisti e scienziati ed è stato uno dei più apprezzati fotografi di moda non trascurando la fotografia paesaggistica e la street photography. È stato definito dai più importanti critici “fotografo dell’istintivismo”.
••• PALAZZO MAUCIERI – “PALAZZO MAUCIERI MUSEUM – PM2” •••
Caratteristico per la sua architettura composta e ordinata e per la tipologia tipica del piccolo palazzo signorile, fu costruito tra il 1927-1929. La fondazione del palazzo è legata alla storia di un giovane emigrato, Giovan Battista Maucieri, che partì da Bonefro con la sua famiglia per cercare fortuna negli USA. L’edificio, per sopravvenute difficoltà di vario genere, fu lasciato in abbandono finché, col permesso del proprietario, divenne sede di iniziative educative e assistenziali, quali asilo infantile, scuola per lavori femminili, asilo di mendicità, orfanotrofio ed infine sede della Caserma dei Carabinieri (fino al 1987). La struttura rimase chiusa per molti anni fino al recente intervento di consolidamento e restauro in seguito al sisma del 2002 che portò, grazie alla predisposizione di numerosi locali, a destinarlo a sede di museo. Dal 2011, infatti, l’ex-orfanotrofio è diventato sede del “Palazzo Maucieri Museum” (PM2), con l’iniziativa Rete Atelier Molise, la prima rete d’arte contemporanea presente in Italia. Il Museo ospita alcune opere di artisti di origine bonefrana, quali i pittori Domenico Baranelli (1895-1987) ed Ettore Lalli (1897-1949), una mostra d’arte contemporanea permanente a cura di Luigi Mastrangelo (artista originario di Santa Croce di Magliano) e una serie di opere di degli artisti: Karin Andersen, Nino Barone, Bruno Benuzzi, Aurelio Bullatti, Sergio Cascavilla, Carlo Fontana, Ettore Frani, Raimondo Galeano, Antonio Giordano, A. Laurell, Giorgio Luparelli, Nicola Macolino, Vincenzo Mascia, Fabrizio Passarella, Michele Peri, Leonardo Santoli, Antonio Soffianoculo, Gianguido Tony, Igor Verrilli, Mario Volpi.