22/04/2026
Non è solo un allestimento, è un racconto che attraversa storie e geografie.
I volti ritratti dell’artista senegalese Camara Gueye non si limitano a guardare: interrogano.
Gli occhi spalancati, le superficie segnate, la luce gialla che avvolge—tutto parla di presenza, memoria, radice. Sono memorie che sembrano custodire storie collettive, stratificate come le linee che le compongono.
La cartapesta sudafricana fragile e forte insieme, racconta il gesto lento della mano; i cuscini del Marocco, con le loro geometrie ricamate diventano mappe simboliche, tracce di un sapere antico che si rinnova.
Il fil rouge é un dialogo silenzioso tra identità e materia: tra ciò che si vede e ciò che si tramanda, tra il volto e il gesto, tra arte e vita.
Un equilibrio che non cerca solo bellezza.