Il Museo Etnografico Val Trebbia nasce nel giugno del 2000 con gli obiettivi di custodire, valorizzare, tramandare e far rivivere la memoria della civiltà contadina della Val Trebbia. Visitare il Museo vuol dire fare un vero e proprio “tuffo nel passato”, rivivere uno spaccato di vita contadina, patrimonio comune che ci lega alla nostra storia, tutta da salvaguardare e da conoscere. Attraverso le
“stanze della memoria” il visitatore può accostarsi alla realtà contadina vissuta come testimonianza fatta di oggetti della vita quotidiana di intere generazioni. Il Museo, questa la sua peculiarità, trova collocazione in antiche dimore contadine tipiche dell’architettura rurale dell'Appennino Piacentino, interamente conservate nel loro stato originale con interventi di restauro volti a conservarne le caratteristiche originali. Qui, a Callegari, piccola sottofrazione di Bobbio sovrastante l’abitato di Cassolo, si racconta la vita contadina spesso dura e faticosa che si è articolata in un rapporto armonioso dell’uomo con il suo fiume, la sua terra, legati da un’intensa religiosità familiare. La struttura, nel suo complesso, è composta da cucina, la sala-archivio “Architetto Fabrizio Bertuzzi”, la stanza del costume, quella del telaio, la camera da letto, la falegnameria, la stalla, la stanza del latte, la cantina, il granaio: 14 locali per circa 2000 tra oggetti, strumenti e arredi risalenti dal '600 fino al primo dopoguerra, un totale di 400 metri quadrati di visitabile. Il percorso espositivo offrirà l’occasione di potersi accostare ai mestieri e ai modi di praticarli (la coltivazione dei campi, la lavorazione del latte, dell’uva, del grano ecc) che testimoniano la peculiarità di un’economia rurale presente in Val Trebbia fino agli anni ‘60. L'esposizione continua all'esterno tra cortiletti, passaggi coperti, scalette, corte interna, stallini, che collegavano la parte abitata all’aia, alla stalla e agli spazi ortivi. La scelta museale pone l'accento sulla narrazione della vita contadina, offrendo alle nuove generazioni la ricostruzione di un insieme organico che permette di capire lo svolgersi quotidiano dei lavori, delle funzioni e dei riti, prediligendo più la funzionalità degli ambienti e la testimonianza che la collezione numerica degli oggetti. Al centro del complesso museale domina una casa-torre di fine ‘400, adibita all’ospitalità secondo la formula di Bed&Breakfast: B&B Al Museo.