19/08/2026
Codice Leonardesco alla Biblioteca Panizzi: dedicati al manoscritto un convegno e un volume
Al prezioso documento, custodito nel Fondo Venturi della Biblioteca Panizzi, è stato dedicato un convegno scientifico promosso dall'Accademia Nazione di Scienze Lettere e Arti di Modena i cui Atti sono confluiti in un solido volume di oltre 400 pagine.
di Giuseppe Adriano Rossi
REGGIO EMILIA – La Biblioteca Panizzi conserva nel Fondo dell’abate Giovanni Battista Venturi (Bibbiano, 1746 – Reggio Emilia, 1822), fisico, il manoscritto convenzionalmente designato “O”, assai utile per un’approfondita conoscenza di Leonardo0 da Vinci.
Si tratta di una miscellanea di meccanica, idraulica e astronomia ricavata da un codice originale leonardesco. Il Fondo documentario, confluito nel 1921 nella Biblioteca reggiana, si rivela sempre più importante per gli studi della storia della scienza.
Roberto Marcuccio Mostra Leonardo
Al manoscritto è stato dedicato un convegno scientifico promosso dall’Accademia Nazione di Scienze Lettere e Arti di Modena i cui Atti sono confluiti in un solido volume di oltre 400 pagine (Edizioni ArteStampa), con un pregevole corredo iconografico, curato da Antonio Becchi, Simone Gibertini, Roberto Marcuccio. Le presentazioni sono firmare da Salvatore Puliatti, presidente dell’Accademia e da Alberto Ferraboschi, direttore scientifico della Panizzi.
La trascrizione diplomatica e critica del manoscritto O (Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi, Mss. Regg. A 35/2), curata da Simone Gibertini con la collaborazione di Antonio Becchi e Roberto Marcuccio, il Commentario, curato da Fabio Ori e finalizzato ad una esposizione dei contenuti scientifici di un testimone così frammentario, e il Commentario visuale. Atlas, curato da Sara Taglialagamba per mettere a confronto i disegni del ms. O con gli originali di Leonardo da cui furono copiati nel secolo XVII, formano la sezione di apertura del volume, che intende presentare per la prima volta integralmente il ms. O, fornendo al lettore le chiavi di lettura essenziali su testo e disegni.
Segue una serie di quattro studi monografici, nei quali i rispettivi autori propongono alcuni possibili affondi, che non intendono esaurire le problematiche affrontate, quanto fare il punto sulle rispettive ricerche e porre le basi per eventuali sviluppi futuri.
Ritratto di G.B.Venturi-Incisione-1818
Nel saggio intitolato Il manoscritto O nel Fondo Giovanni Battista Venturi della Biblioteca Panizzi, Roberto Marcuccio, socio dell’Accademia e socio effettivo della Deputazione reggiana di Storia Patria, fornisce un breve profilo biografico di Venturi e alcuni elementi relativi alla storia e composizione del fondo intitolato al fisico bibbianese, concentrandosi in particolare sui manoscritti della sezione vinciana, che in occasione della ricerca che qui si presenta sono stati oggetto di una nuova e approfondita analisi a cura dell’autore. A dimostrazione di ciò, in chiusura del saggio è pubblicata un’Appendice documentaria, che integra i cataloghi già esistenti del fondo Venturi, e fornisce un inventario aggiornato della sezione vinciana, in cui si esaminano analiticamente i testi da essa tramandati.
Una volta esposte le risultanze dell’analisi condotta sulla sezione vinciana del fondo, Marcuccio si concentra sulla corrispondenza di Venturi, in particolare quella con altri studiosi e suoi collaboratori e con i numerosi librai e stampatori con i quali lo scienziato era in contatto. Ne viene fuori un ritratto interessante e inedito degli interessi collezionistici e di studio e del metodo di lavoro del fisico reggiano, che si valeva di diversi copisti per avere a sua disposizione i manoscritti di Leonardo e in generale quelli a cui era interessato e che sembra avere condotto ricerche molto simili su Leonardo e Galilei, basate sulla conoscenza diretta e il confronto del maggior numero possibile di scritti dell’autore studiato o dedicati al medesimo. È infatti durante e dopo il soggiorno svizzero (1801-1813), che Venturi, costretto dal suo ruolo diplomatico ad abbandonare la ricerca pura, si orienta sempre più verso la storia della scienza.
Il contributo successivo, Luigi Maria Arconati e il manoscritto O. Ipotesi e confronti sulle mani operanti nell’apografo reggiano, è firmato da Margherita Melani e intende esaminare le mani che hanno redatto la sezione testuale del ms. O. La sua importanza sta infatti nell’essere uno dei primi apografi vinciani (cioè copia diretta dagli autografi di Leonardo) in ordine di tempo, redatto nel quarto decennio del secolo XVII (1636-1639 ca.). Analizzando le mani operanti nel manoscritto e mettendo l’apografo reggiano a confronto con altri più noti apografi vinciani dello stesso periodo, Melani approfondisce l’ipotesi che il ms. O sia stato in gran parte redatto da Luigi Maria Arconati, figlio naturale di Galeazzo, insieme a un secondo copista. Emerge quindi il ruolo di Arconati jr. come vero e proprio ‘regista’ di questo apografo, che contiene anche brani vinciani derivati da pagine perdute di Leonardo.
Il saggio di Sara Taglialagamba ha per titolo La fortuna di Leonardo tecnologo e maestro d’acque dal Cinquecento all’officina Arconati. L’autrice sottolinea l’emergere di un ‘Leonardo tecnologo e costruttore di macchine’ tra Cinquecento e Seicento, in contrapposizione all’esclusiva immagine di ‘Leonardo pittore’ maggiormente nota fino a quel momento. Sono presi quindi in esame i disegni del ms. O, confrontandoli con quelli inclusi nel trattato Del moto, et misura dell’aqua, anch’esso copia da autografi di Leonardo a cura di Luigi Maria Arconati. Ne emerge l’attenzione a Leonardo ‘scienziato’ e ad una attualizzazione della sua opera, in particolare rispetto a meccanica e idraulica. Studiando alcuni dei disegni, si nota una significativa vicinanza di quelli contenuti nel ms. O rispetto agli originali vinciani, seppure con semplificazioni e rese più schematiche. Anche dal punto di vista grafico, Luigi Maria Arconati è riconosciuto ‘regista’ del ms. O, in grado di rielaborare gli originali vinciani per offrire un’interpretazione ‘integrale’ e autentica del Maestro.
L’ultimo degli studi monografici è il contributo di Fabio Ori, I fogli non identificati del manoscritto O e l’ultima stagione della meccanica vinciana. Il saggio esamina i fogli non identificati del ms. O, finora non considerati dalla critica, evidenziandone il legame con gli altri scritti di Leonardo e l’importanza nello studio della meccanica vinciana. In questi testi viene infatti abbozzato lo studio di un particolare problema geometrico in modo del tutto originale e lontano dalla geometria classica. Si tratterebbe di tassello importante per comprendere l’approccio vinciano allo studio della natura negli anni della maturità e per porsi domande – ancora senza risposta – circa l’influenza degli scritti vinciani sullo sviluppo della meccanica a cavallo fra XVI e XVII secolo.
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