07/10/2026
๐ผ๐๐ข๐ฅ๐ฅ๐จ๐ฅ๐ ๐๐ข ๐ข๐ฆ๐ฉ๐จ๐ฅ๐ฅ๐ข๐ง๐๐ญ๐จ๐ซ๐ข #15 โ ๐๐ข๐ญ๐ญ๐ฬ ๐๐จ๐ฆ๐ ๐ซ๐ข๐๐ฎ๐ ๐ข ๐๐๐จ๐ฅ๐จ๐ ๐ข๐๐ข
A cura di ๐๐๐ก๐ซ๐๐ ๐๐ฉ๐๐๐๐ฃ๐๐ก๐ก๐, entomologa e collaboratrice dellโOrto Botanico.
Lโurbanizzazione e il consumo di suolo sono ormai riconosciuti tra le principali cause della perdita di habitat e biodiversitร .
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La risposta รจ sรฌ.
Allโinterno della matrice urbana possiamo trovare elementi del paesaggio che svolgono una funzione fondamentale per il sostentamento delle comunitร biologiche: aree verdi, parchi, piccoli incolti, bordure stradali, ma anche la vegetazione ruderale che si insinua negli spazi cementificati possono costituire preziose risorse e fungere da rifugio.
๐Parlando di insetti, e in particolare di impollinatori, ci verrebbe naturale pensare che lโurbanizzazione abbia peggiorato drasticamente le condizioni ambientali e che, al contrario, un ambiente agricolo sia necessariamente migliore per la loro conservazione.
In realtร non รจ sempre cosรฌ.
Le coltivazioni intensive e le monocolture hanno spesso eliminato elementi importanti del paesaggio, come filari, siepi, canali e fasce ecotonali, causando una forte semplificazione degli ambienti e una disponibilitร di risorse floreali concentrata in periodi limitati. A questo si aggiunge, in alcuni contesti, lโimpatto dellโuso dei pesticidi, una problematica assolutamente non trascurabile.
Viceversa, numerosi studi hanno di๐ข๐ค๐จ๐ฉ๐ง๐๐ฉ๐ค ๐๐๐ ๐๐ก๐ ๐๐ข๐๐๐๐ฃ๐ฉ๐ ๐ช๐ง๐๐๐ฃ๐ ๐ฅ๐ค๐จ๐จ๐ค๐ฃ๐ค ๐ค๐๐๐ง๐๐ง๐ ๐๐ค๐ฃ๐๐๐ฏ๐๐ค๐ฃ๐ ๐๐๐ซ๐ค๐ง๐๐ซ๐ค๐ก๐ ๐๐ก๐ก๐ ๐๐๐ค๐๐๐ซ๐๐ง๐จ๐๐ฉร grazie a un ricco mosaico di nicchie ecologiche, diventando nodi importanti delle reti ecologiche.
Le cittร ospitano infatti una varietร di ambienti spesso sottovalutati, nei quali anche specie vegetali spontanee considerate rare o scomparse localmente possono trovare spazio nei margini, negli incolti e nelle aree abbandonate.
Un ๐ง๐๐๐๐ฃ๐ฉ๐ ๐จ๐ฉ๐ช๐๐๐ค ๐๐๐ก๐กโ๐๐ฃ๐๐ซ๐๐ง๐จ๐๐ฉร ๐๐ ๐ฝ๐ค๐ก๐ค๐๐ฃ๐, condotto nelle cittร di Pisa, Livorno e Lucca, ha valutato la diversitร di flora spontanea associata alla presenza di impollinatori in cinque tipologie di habitat urbani: prati, bordure stradali, superfici artificiali, aree boschive e zone umide. Sono state cosรฌ identificate circa 150 specie spontanee impollinate da Insetti. In funzione della tipologia di ambiente รจ stata registrata una differente composizione floristica che ha attirato di conseguenza una diversa gamma di impollinatori.
๐บSono state cosรฌ identificate circa 150 specie spontanee impollinate da Insetti. In funzione della tipologia di ambiente รจ stata registrata una differente composizione floristica che ha attirato di conseguenza una diversa gamma di impollinatori.
Il dato piรน rilevante che emerge dallo studio รจ che questi impollinatori includevano quasi tutti i gruppi possibili, tra cui api mellifere, api solitarie, bombi, sirfidi e lepidotteri presenti in tutti gli ambienti considerati, con preferenza per le aree umide, i prati e le bordure stradali in cui lโattivitร delle specie รจ risultata essere piรน elevata. Inoltre, la varietร di piante utilizzate ha garantito nel complesso una fioritura continuativa dallโinizio della primavera fino alla fine dellโautunno fornendo un apporto costante di nettare e di polline.
Le cittร , dunque, non sono necessariamente deserti ecologici: gli spazi verdi urbani, se progettati e gestiti con attenzione, possono offrire un contributo importante alla conservazione della biodiversitร .
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๐Per approfondire:
Benvenuti S. (2026). Urban Weeds: Supporters of Pollinator Biodiversity in Urban Landscapes. Plants, 15(18), 2765. https://doi.org/10.3390/plants15182765
Poole O., Costa A., Kaiser-Bunbury C.N., Shaw R.F. (2024). Pollinators respond positively to urban green space enhancements using wild and ornamental flowers. Insects Conservation and Diversity, Royal Entomology Society. Vol. 18 (1), 2025. https://doi.org/10.1111/icad.12779
Pลaskonka B., Zych M., Mazurkiewicz M., Skลodowski M., Roguz K. (2024). Pollinator-mediated connectivity in fragmented urban green spaces-tracking pollen grain movements in the city center, Acta Oecologica, Vol. 123, 2024. https://doi.org/10.1016/j.actao.2024.103985.