26/08/2026
🐝 𝐏𝐢𝐥𝐥𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐥𝐥𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 #𝟗 – 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐥𝐥𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞?
A cura di 𝙎𝙞𝙡𝙫𝙞𝙖 𝙎𝙩𝙚𝙛𝙖𝙣𝙚𝙡𝙡𝙞, 𝙚𝙣𝙩𝙤𝙢𝙤𝙡𝙤𝙜𝙖e collaboratrice dell’Orto Botanico.
𝐓𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐥𝐥𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢?
Quali sono le caratteristiche di un efficiente operaio?
Innanzitutto, un buon impollinatore dovrebbe avere alcune caratteristiche fisiche adatte al suo compito…
🌼 𝐔𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐛𝐨𝐜𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐨 𝐥𝐚𝐦𝐛𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞.
Api selvatiche e bombi hanno la ligula, una sorta di “lingua” o proboscide più o meno allungabile; le farfalle hanno la spiritromba, una cannuccia arrotolabile che inseriscono direttamente nella corolla dei fiori; i sirfidi hanno invece una bocca munita di lobi che, come una spugnetta, succhiano i liquidi per capillarità.
🌼 𝐀𝐯𝐞𝐫 𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐪𝐮𝐢𝐝𝐢 𝐳𝐮𝐜𝐜𝐡𝐞𝐫𝐢𝐧𝐢.
🌼 𝐏𝐨𝐬𝐬𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝐜𝐮𝐢 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐥𝐥𝐢𝐧𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, come peli, setole o strutture specializzate.
Molte specie di api selvatiche hanno sulla faccia esterna delle tibie posteriori una zona liscia e concava, circondata da setole rigide e ricurve, che crea una sorta di cestino per la raccolta chiamato corbicula. Altre specie possiedono invece una scopa, cioè una zona particolarmente densa di peluria posta sulle zampe o sul ventre delle femmine, in grado di raccogliere molto polline.
🌼 𝐀𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐞 𝐚 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐢.
Ma non solo… un buon insetto pronubo dovrebbe avere anche comportamenti adeguati.
🌼 𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐯𝐨𝐥𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐮𝐧 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐧𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞: più fiori vengono visitati, più polline viene raccolto. Un’ape da miele può 𝙫𝙞𝙨𝙞𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙙𝙖𝙞 𝟱𝟬 𝙖𝙞 𝟭𝟬𝟬 fiori per singolo volo e circa 𝟳.𝟬𝟬𝟬 𝙛𝙞𝙤𝙧𝙞 𝙞𝙣 𝙪𝙣’𝙪𝙣𝙞𝙘𝙖 𝙜𝙞𝙤𝙧𝙣𝙖𝙩𝙖. Ciò significa che, nella sua breve esistenza di 4-6 settimane, un singolo individuo si posa su migliaia e migliaia di fiori.
🌼 𝐄𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐟𝐞𝐝𝐞𝐥𝐞: un impollinatore che si nutre su poche specie floreali sarà un impollinatore più affidabile. Il polline si attacca al corpo dell’insetto in modo casuale e polline di specie diverse può mescolarsi tra strati e strati di peli, per poi essere depositato involontariamente sul fiore successivo. Minori sono le tipologie di polline trasportate, maggiore sarà la probabilità che venga rilasciato quello “giusto” per la fecondazione.
🌼 𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞: un impollinatore efficiente deve entrare in contatto con le strutture riproduttive del fiore affinché l’impollinazione possa avvenire con successo.
Ad esempio, i Coleotteri spesso bucano la corolla dal basso grazie alle potenti mandibole, “rubando” il prezioso bottino senza toccare le strutture interne. Anche le farfalle spesso si posano elegantemente sui petali con le lunghe zampe e succhiano il nettare dall’esterno, srotolando la spiritromba. Api e sirfidi, invece, entrano più intimamente nelle parti profonde del fiore, raccogliendo così più polline.
🐝 𝐐𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐥𝐥𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐩𝐢ù 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢?
È stato osservato che gli Imenotteri, in particolare api selvatiche e bombi, contribuiscono per circa il 48% ai meccanismi dell’impollinazione, proprio grazie alle loro strutture fisiche e ai comportamenti che adottano.
Seguono i Ditteri, soprattutto Sirfidi e Bombilidi, con il 27%, i Coleotteri con il 15% e infine le farfalle, con circa il 10%.
🌸 𝐄 𝐭𝐮, 𝐭𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐝 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐥𝐥𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐞?
📱 L’Orto Botanico “Lorenzo Rota” supporta iNaturalist.org
Iscriviti e invia le tue segnalazioni attraverso l’app: potrai scoprire quali specie hai osservato nel nostro Parco Apistico e nella Valle della Biodiversità.
📝𝐏𝐮𝐨𝐢 𝐚𝐝𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚:
“Gli impollinatori della Valle della Biodiversità di Astino”
Le segnalazioni possono essere caricate anche sul sito BeeWatching del CREA – Centro Agricoltura e Ambiente: https://www.beewatching.it/ contribuirai così alla ricerca.