Arcos- Museo di Arte Contemporanea Sannio

Arcos- Museo di Arte Contemporanea Sannio ARCOS è acronimo di Arte Contemporanea Sannio, il museo che si trova nei sotterranei della Prefettura

Museo ARCOS – Benevento - Inaugurata la mostra “Trame e Geometrie della Materia” di Costantino Baldino.BENEVENTO – È sta...
20/06/2026

Museo ARCOS – Benevento - Inaugurata la mostra “Trame e Geometrie della Materia” di Costantino Baldino.

BENEVENTO – È stata inaugurata stamattina, presso il Museo ARCOS di Benevento, la mostra personale di Costantino Baldino “Trame e Geometrie della Materia”, a cura di Francesco Creta, visitabile fino al 6 settembre.
All’inaugurazione sono intervenuti il direttore del Museo ARCOS, Ferdinando Creta, il prof Lorenzo Canova, critico d’arte dell’Università del Molise, e il consigliere provinciale e del Comune di Benevento Giovanni Zanone, che ha portato i saluti istituzionali della città e della Provincia di Benevento, sottolineando il valore dell’iniziativa nel panorama culturale del territorio.
Nel corso della presentazione, l’artista Costantino Baldino ha illustrato i nuclei fondamentali della propria ricerca, mentre il curatore Francesco Creta ha evidenziato la qualità del percorso espositivo e la sua capacità di restituire in modo unitario la complessità del lavoro dell’artista.
“Il lavoro di Costantino Baldino – ha dichiarato il curatore Francesco Creta – trova negli spazi suggestivi del Museo ARCOS una collocazione particolarmente felice. Le opere instaurano infatti un dialogo diretto con l’architettura e con la luce del museo, amplificando la percezione delle superfici, delle materie e delle geometrie. È un incontro che valorizza reciprocamente spazio e opera, rafforzando la forza immersiva dell’intero progetto espositivo.”
Creta ha inoltre sottolineato come la ricerca dell’artista si distingua per coerenza e respiro internazionale: “Baldino sviluppa un linguaggio rigoroso e al tempo stesso profondamente sperimentale, in cui la materia diventa struttura e il colore si fa principio generativo della forma e della visione.”
Il percorso espositivo si articola attorno ai due principali ambiti della produzione di Baldino: da un lato le opere realizzate con il denim, in cui il materiale tessile viene trasformato in superficie pittorica e stratificazione di memoria; dall’altro le composizioni geometriche, fondate su un equilibrio dinamico tra forma, spazio e percezione.
L’allestimento, concepito in relazione diretta con gli spazi del Museo ARCOS, mette in dialogo le diverse fasi della ricerca dell’artista, evidenziando la continuità tra gesto e progetto, materia e struttura.
La mostra è promossa dalla Provincia di Benevento, dal Museo ARCOS con il supporto di Sannio Europa, in collaborazione con Casa Turese.

🎨 Oggi alle ore 11.00 al Museo ArcosVi invitiamo all’inaugurazione della mostra “Trame e Geometrie della Materia” di Cos...
20/06/2026

🎨 Oggi alle ore 11.00 al Museo Arcos

Vi invitiamo all’inaugurazione della mostra “Trame e Geometrie della Materia” di Costantino Baldino, a cura di Francesco Creta.

Un viaggio tra materia, colore e forma, dove il denim si trasforma in memoria e la geometria diventa ritmo, luce e percezione. Due percorsi che raccontano oltre cinquant’anni di ricerca artistica, in un dialogo intenso tra sperimentazione e rigore progettuale.

Un’occasione per incontrare da vicino l’opera di uno dei protagonisti dell’arte contemporanea italiana.

📍 Museo Arcos
🕚 Oggi, ore 11.00

Vi aspettiamo.

È morto Nicola Maria Martino: ad Arcos il suo ultimo approdo espositivoLa notizia della scomparsa di Nicola Maria Martin...
13/06/2026

È morto Nicola Maria Martino: ad Arcos il suo ultimo approdo espositivo

La notizia della scomparsa di Nicola Maria Martino mi ha profondamente colpito.
Quando viene a mancare un artista della sua levatura, il sentimento che prevale non è soltanto quello del dolore, ma anche della gratitudine. Gratitudine per ciò che ha lasciato, per la bellezza che ha saputo generare, per la coerenza e la libertà con cui ha attraversato oltre mezzo secolo di ricerca artistica.
Solo pochi mesi fa, al Museo Arcos di Benevento, abbiamo avuto il privilegio di dedicargli la mostra Cronache della costa, curata da Francesco Creta. Oggi quel progetto assume inevitabilmente il valore di un ultimo, affettuoso omaggio a uno dei protagonisti più originali dell'arte contemporanea italiana.
Ricordo ancora l'emozione con cui abbiamo costruito quell'esposizione, consapevoli di trovarci di fronte a un artista che aveva saputo elaborare un linguaggio personalissimo, riconoscibile e mai ripetitivo. Le opere selezionate ripercorrevano oltre cinquant'anni di attività, offrendo al pubblico la possibilità di entrare nel cuore della sua poetica.
Una poetica fatta di mare, di luce e di memoria.
Per Nicola Maria Martino il mare non era un tema iconografico. Era una condizione dell'anima. Era il luogo dell'attesa e del viaggio, dell'incontro e della lontananza. Era il tempo che scorre e il ricordo che riaffiora. Nelle sue tele il Mediterraneo diventava un grande spazio mentale e simbolico, abitato da approdi, rotte, orizzonti e silenzi.
I suoi blu resteranno una delle immagini più forti della sua ricerca. Blu profondi, luminosi, attraversati da vibrazioni cromatiche che sembravano custodire la memoria di un paesaggio infinito. Aveva ragione Francesco Creta quando, nel testo che accompagnava la mostra, scriveva che «nel blu di Martino si respira la profondità del Mediterraneo, la memoria di un orizzonte che non finisce mai».
Era proprio questa la sensazione che il visitatore provava attraversando le sale di Arcos: quella di essere invitato a un viaggio che andava oltre la pittura. Le sue opere non si limitavano a rappresentare luoghi; evocavano stati d'animo, suggerivano ricordi, aprivano spazi di riflessione.
In un tempo in cui l'arte è spesso chiamata a rincorrere l'immediato e l'effimero, Nicola Maria Martino ha continuato a praticare la via più difficile: quella della profondità. Non ha mai ceduto alle mode, non ha mai cercato scorciatoie. Ha costruito il proprio percorso con rigore, sensibilità e una straordinaria fedeltà alla propria visione.
Per questo la mostra Cronache della costa è stata per il Museo Arcos qualcosa di più di un evento espositivo. È stata l'occasione per riaffermare una precisa idea di cultura: quella che mette al centro la qualità della ricerca, il dialogo tra le opere e il pubblico, la capacità dell'arte di generare conoscenza e consapevolezza.
Martino apparteneva a quella rara categoria di artisti che non hanno bisogno di effetti speciali per lasciare un segno. Le sue opere parlavano con discrezione, ma restavano nella memoria. Chiedevano tempo, attenzione, ascolto. E proprio per questo riuscivano a instaurare con lo spettatore un rapporto autentico e duraturo.
Oggi, ripensando alle sale di Arcos che hanno ospitato i suoi lavori, riaffiorano immagini, colori, emozioni. Riaffiora soprattutto la consapevolezza di aver avuto l'opportunità di rendere omaggio a un artista che ha saputo raccontare il Mediterraneo non come geografia, ma come destino culturale, come spazio di memoria e di identità.
La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo dell'arte, ma la sua opera continua a parlarci con la stessa forza silenziosa di sempre.
Gli artisti non appartengono mai completamente al loro tempo. Continuano a vivere nelle immagini che ci hanno consegnato, negli sguardi che hanno saputo cambiare, nelle emozioni che continuano a suscitare.
Per questo oggi non voglio soltanto ricordare Nicola Maria Martino. Voglio ringraziarlo.
Per la bellezza che ci ha donato.
Per gli orizzonti che ha aperto.
Per quel mare di memoria e di luce che continuerà a vivere nelle sue opere e nella sensibilità di chi avrà la fortuna di incontrarle.
Buon viaggio, Maestro.
Ferdinando Creta
Direttore Artistico Museo Arcos Benevento

Scolaresche in visita alla mostra "In un tempo liquido. Italo Mustone" a cura di Francesco Creta al Museo Arcos di Benev...
21/03/2026

Scolaresche in visita alla mostra "In un tempo liquido. Italo Mustone" a cura di Francesco Creta al Museo Arcos di Benevento

06/03/2026
In un tempo liquido. Italo Mustonea cura di Francesco CretaMuseo Arcos, Benevento7 marzo – 6 aprile 2026Nel corso dell’u...
02/03/2026

In un tempo liquido. Italo Mustone
a cura di Francesco Creta
Museo Arcos, Benevento
7 marzo – 6 aprile 2026

Nel corso dell’ultimo decennio, il Museo ARCOS ha consolidato una linea curatoriale attenta alla produzione artistica legata al territorio e alla sua stratificazione storica, intrecciando le ricerche individuali con le tensioni culturali e sociali del presente. In questa prospettiva si inserisce In un tempo liquido, la mostra dedicata a Italo Mustone e curata da Francesco Creta, nata dall’esigenza di mettere in relazione un percorso coerente e stratificato con alcune delle questioni più urgenti della contemporaneità.
Originario di Trevico e da anni attivo in ambito urbano, Mustone ha progressivamente abbandonato ogni intento descrittivo per orientare il proprio lavoro verso una riflessione silenziosa e radicale sulla condizione umana contemporanea. Una riflessione che non si affida alla narrazione, ma alla forma, alla reiterazione del segno, alla tensione costante tra presenza e dissolvenza.
Al centro della sua ricerca non vi è il corpo come identità riconoscibile. Le figure che abitano le sue opere sono silhouette in trasformazione, presenze ridotte all’essenziale, ombre che si addensano e si rarefanno. L’attenzione al rapporto tra luce e buio attraversa la sua produzione fin dagli esordi, maturata durante gli studi di fotografia in Accademia sotto la guida di Mimmo Jodice, figura centrale del Novecento campano. Da quell’esperienza prende forma un linguaggio che progressivamente riduce la figura a segno: inizialmente ombra di paesaggi naturali o urbani, poi sempre più concentrata sulla dimensione umana, fino a trasformarsi in massa, flusso, onda — quasi un quinto elemento naturale.
Le presenze che popolano le superfici pittoriche non hanno volto né individualità: si accumulano come tracce di un paesaggio umano mai definitivamente risolto. Attraverso la ripetizione, l’umano perde consistenza e si trasforma in modulo, densità, ritmo visivo. Le figure emergono su fondi neutri e sospesi, che le trattengono senza offrire loro un vero luogo. In questo spazio controllato affiorano, in modo implicito, temi come la massificazione, la spersonalizzazione, la trasformazione forzata degli spazi urbani e il movimento incessante di masse costrette a migrare.
Il “tempo liquido” evocato dal titolo — in dialogo con la riflessione di Zygmunt Bauman sulla modernità liquida — non è soltanto una condizione sociale, ma anche una dimensione percettiva. L’ombra, nelle opere di Mustone, appare sempre sul punto di confondersi con il fondo, di dissolversi, di cessare ogni resistenza. È in questa soglia instabile che si colloca la forza del suo lavoro: una pittura che agisce per sottrazione, che concentra invece di enfatizzare.
La mostra intende valorizzare una ricerca matura e coerente, capace di attraversare il presente senza cedere a dinamiche effimere o modaiole. Un percorso che nel tempo ha costruito una propria autonoma dimensione comunicativa, offrendo allo spettatore non un’immediata identificazione, ma uno spazio di attraversamento e sospensione.
In un tempo liquido è dunque un omaggio a un artista che ha scelto la pittura come forma di resistenza e la coerenza come metodo, restituendo alla pittura la sua capacità di interrogare, in silenzio, le dinamiche più profonde della contemporaneità.

Informazioni
Titolo mostra: In un tempo liquido. Italo Mustone
Artista: Italo Mustone
Curatore: Francesco Creta
Sede: Museo Arcos, Benevento
Periodo: 7 marzo – 6 aprile 2026
Vernissage: 7 marzo 2026, ore 11,00
Orari di apertura: da martedì a domenica 10,00/18,30
Ingresso: gratuito
Museo Arcos – Benevento
Tel. 0824 312465

Indirizzo

Corso Garibaldi
Benevento
82100

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00

Telefono

0824312465

Sito Web

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