15/12/2023
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Maya Pacifico
Nelle mani dell’artista un materiale fragile ed effimero come la pagina di un libro
diventa materiale per creare originali sculture: la carta è duttile, viva e vibrante. Le
sue creazioni tridimensionali danno vita a volumi lamellari dall’architettura
complessa e nascono dalla sovrapposizione di strati di pagine dalla delicatezza
impalpabile, che l’artista ottiene con un’infinità di tagli manuali e piegature, realizzati
con l’estrema perizia tecnica dello scultore. Maya Pacifico costruisce grandi superfici
accostando singoli moduli la cui base è costituita da telai che fungono da supporto
per il materiale cartaceo rivelandoci il potenziale espressivo nascosto, dal punto di
vista della percezione sensoriale, di una materia segnata dal tempo e dall’usura come
le pagine di un vecchio libro. Le superfici così ottenute simulano forme organiche
come una distesa di paglia o un prato mosso dal vento e sono animate da un
dinamismo interno rivelato dalle sfaccettature delle centinaia e migliaia di leggere
lamelle che intrappolano le cangianti sfumature cromatiche della luce e dell’ombra.
La continua sperimentazione con quest’unico materiale l’ha portata a creare nuove
forme come le pagine tagliate in forma di piuma che ricoprono un uovo o gli aculei
appuntiti che formano una foresta di geometria piramidale che è stupefacente per la
potenzialità strutturale e tattile. Attraverso questo processo l’artista produce pezzi
unici perché le pagine, sempre diverse, diventano un'unica opera irripetibile, una
costruzione leggera in equilibrio tra materiale e immateriale, che si presta a continui
sconfinamenti in altri ambiti: dall’architettura al design, dall’arredamento alle
soluzioni scenografiche per allestimenti per fiere e mostre internazionali. Maya
Pacifico ha esposto in importanti spazi pubblici e istituzioni museali, sia in Italia che
all’estero: da Expo 2015 a Milano alla London Biennale, Dal museo Pan di Napoli al
museo Vittoria Colonna di Pescara, Da Palazzo Medici Riccardi a Firenze alla
Biblioteca Angelica di Roma, Dal Castello Aragonese di Ischia e Castel dell’Ovo di
Napoli alla Biennale di Pechino.
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