28/09/2026
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QUANDO I NURAGICI IDEARONO I PRIMI "DISPENSER" DELLA SARDEGNA
Di Francesco Risiglione
Avete presente i moderni dispenser d'olio o di sapone, pensati per far uscire un liquido poco alla volta senza sprecare una goccia? Circa 3.300 anni fa (tra il XIV e il XII secolo a.C.), gli abitanti del Nuraghe Funtana di Ittireddu (Sassari) potrebbero aver utilizzato un sistema concettualmente molto simile.
Oggi lo chiamiamo Vaso Tetranforo (ovvero "con quattro manici") ed è un piccolo capolavoro di ceramica conservato al Civico Museo Archeologico Ittireddu
COME FUNZIONAVA QUESTO "DOSATORE" DELLA PREISTORIA?
A prima vista potrebbe sembrare una semplice brocchetta in terracotta, ma la presenza di quattro anse disposte in posizione diagonale e simmetrica lungo il corpo del vaso nasconde un'idea geniale:
- Il sistema a sospensione:
Il vaso, molto probabilmente, poteva essere poggiato a terra per il carico per poi essere legato e appeso tramite quattro cordicelle in cuoio od altro materiale agganciate alle anse.
Questa disposizione "incrociata" dei manici poteva garantire al recipiente una perfetta stabilità centrale mentre fluttuava a mezz'aria.
- Il probabile utilizzo di versamento basculante:
Essendo un vaso piccolo, non serviva a reggere un gran peso, ma poteva dosare liquidi, semi, essenze o bevande rituali.
La trazione combinata delle corde avrebbe potuto permettere di far inclinare il vaso con estrema facilità, facendo fuoriuscire il contenuto anche goccia a goccia senza rischiare di rovesciarlo.
- Morfologia del collo e dell'orlo:
Il collo stretto potrebbe aver offerto un'agevole presa per accompagnare l'inclinazione del vaso in sospensione, mentre la svasatura dell'orlo sembra pensata per favorire la direzione del flusso e limitare eventuali sgocciolamenti esterni che avrebbero bagnato l'esterno del vaso.
- Protezione totale:
Tenere il vaso sollevato da terra lo proteggeva dall'umidità del pavimento in terra battuta e dagli animali.
UN PEZZO RARO NEL PANORAMA NURAGICO
L’ipotesi della sospensione e del versamento controllato è discussa nella letteratura sulla ceramica nuragica, in particolare negli studi di Ugas e Atzeni sulla funzionalità delle anse multiple nei piccoli contenitori.
I Nuragici, alla fine, non hanno "inventato" da zero il concetto di vaso appeso — che esisteva già in diverse forme nel Mediterraneo antico —, ma lo hanno rielaborato in modo personale.
Mentre i grandi vasi a quattro manici servivano di solito per essere trasportati a braccia da più persone, questo piccolo esemplare di Ittireddu è un raro esempio di ergonomia da sospensione. In tutta la Sardegna gli archeologi hanno censito (dalle fonti da me ricercate) soltanto poche decine di vasi simili con quattro anse così ben definite su forme di piccole dimensioni, rendendolo un reperto di grande valore.
Un piccolo oggetto che ci suggerisce come la vita all'interno dei nuraghi non fosse fatta solo di pietra e forza, ma anche di grande ingegno e cura per i dettagli.