19/03/2026
Mi stacco, cammino svelto, ho il pieno di benzina nelle gambe… sì ok “beli”, tutto molto “belo”, ma c’è un particolare che vi sfugge: vi vogliono qui perché credenti. La religione è una forma di controllo, pone un freno all’amoralità per paura di eterna punizione.
L’ateismo è fuori controllo, trasformare tutti in perfetti consumatori si è ribaltato contro gli stessi laici che l’han predicato per proprio tornaconto. Cortocircuito. La chiesa volevaci ignoranti… sì… ma con timor di Dio. Oggi nessuno pone limite ai propri desideri… indotti. Se Dio non c’è, non c’è paradiso; e se non c’è paradiso non c’è inferno, quindi punizione. Guardo dritto le vetrine spente.
L’ateismo viene strumentalizzato, oggi, come esemplificazione spicciola atta a far sentire intelligente l’ignorante e quindi amorale. «Si vive una sola volta!» esclama con la stessa convinzione con la quale i pitagorici esclamavano «Eureka!», finendo per confondere l’ateismo con l’inciviltà. Società di collusi che spremono i teledementi come limoni, tutti chiusi nelle loro case e ipnotizzati davanti a un totem multimediale HD, grande più di 100 capocchie, pensato per assecondarli meschinamente e portarli a credere a ciò che non possono verificare: quindi a credere come atto di fede. Sento solo i rumori dei miei passi. Ottant’anni di sperimentazione; tutto è stato contrassegnato da questa parola per la mia generazione, fin dalle medie. Non siam persone, siam cavie.
Una coppia mi taglia la strada uscendo da un portone. Li attraverso con lo sguardo, carpisco parte del discorso — mi è sempre piaciuto ricostruire il tutto da un unico spezzone —: «Non ascolto musica rap, è triste, a me piace il Blues». I’ve got the blues allora. Peccato che una st***za come te dicesse la medesima cosa cent’anni fa dei loro avi bluesmen.
Proseguo nel vicolo buio, dove l'odore di urina e umidità si fa sentire forte.
«Non mi danno il reddito di cittadinanza perché ho più di 10 anni di galera, ma p’ché? Ho pagato i miei sbagli». «Se lo danno a te lo devono dare pure a quello delle Brigate Rosse. Ti sembra giusto?». Incredibile, ormai i giornalisti hanno infognato il cervello della gente; se esistesse il Karma, dovrebbero girare eternamente in una ruota da criceto in una bolgia infernale. Ho capito di chi parla, era oggetto di propaganda in questi giorni, che poi fu Carolos “lo sciacallo” mica il brigatista.
Sbatto contro la transenna davanti al teatro. Alzo gli occhi: il logo brilla di una luce biancastra. Toh, guarda, al teatro c’è TED, “Idee che meritano di essere condivise”. Ma che idee? Questi qui non dicono nulla: un misto di espedienti retorici e battute per conquistare la generazione Bignami, posta al comando dal nepotismo, avvalorando pochezza e mediocrità di pensiero con lunghi sermoni.
Mi fermo un istante, il fiato corto esce come nebbia, pugni serrati nelle tasche. Certo che delle volte verrebbe voglia di fare come quei punk cubani che s’infettavano con l'HIV come forma estrema di protesta contro il governo. Che poi ricordo di aver anche commentato un post di questi dell’organizzazione TED, ma dovevano approvarlo. Molto democratico assicurarsi che interagiscano solo pesci fessi. Ricomincio a camminare, più forte, inghiottito dal buio della prossima via, lasciandomi alle spalle le luci del teatro e la sua pochezza. Però su una cosa han ragione questi qui, oggi la scuola non serve a un c***o.
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