08/10/2026
Dalla Collezione Balzan a Ferrara:
"La mia Rossa" di Ettore Tito
in prestito temporaneo per
la mostra “Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”
a cura di Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni
Palazzo Barbantini-Koch, Ferrara
[08 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027]
Un importante prestito arricchisce il percorso espositivo di "Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati", l’esposizione temporanea ospitata a Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara, con la presenza dell’opera "La mia Rossa" di Ettore Tito, proveniente dalla Collezione Balzan.
La Galleria BPER inaugura i nuovi spazi di Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara con VANITAS. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati, mostra curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni e realizzata in collaborazione con 24 ORE Cultura.
L’opera, concessa eccezionalmente in prestito per l’esposizione, entra così in dialogo con un percorso dedicato al tema della Vanitas, ai fiori e al loro complesso universo simbolico: un tema che attraversa la storia dell’arte e che, attraverso immagini, allegorie e suggestioni, richiama la caducità della vita, il trascorrere del tempo e la fragilità della bellezza.
Nato a Castellammare di Stabia nel 1859, Ettore Tito fu una delle figure significative della pittura italiana tra Otto e Novecento. La sua ricerca, caratterizzata da una particolare attenzione alla figura umana, alla luce e alla dimensione quotidiana, si sviluppò attraverso una pluralità di soggetti e registri, dal ritratto alla pittura di genere, dalla scena veneziana alla rappresentazione della vita contemporanea.
Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati
Attraverso oltre 40 opere tra dipinti e sculture, la mostra racconta l’evoluzione di un genere che, da soggetto della natura morta e motivo decorativo, si trasforma in uno strumento per esprimere sentimenti, inquietudini e profonde riflessioni sul tempo.
Il viaggio espositivo prende le mosse dal fervore botanico europeo e dal Romanticismo di Francesco Hayez – presente con importanti novità e inediti come il grande Vaso dei fiori – per poi aprirsi ai protagonisti del Naturalismo, del Divisionismo e del Simbolismo, fino alla visione sospesa e meditativa di Felice Casorati. Il fiore diventa così un’immagine carica di significati, capace di raccontare la bellezza e insieme la sua fragilità.
La tradizione della Vanitas, in cui la caducità della natura diventa metafora della precarietà dell’esistenza, attraversa l’intero percorso e si intreccia non solo con la grande poesia di Manzoni, Leopardi, Baudelaire, D’Annunzio e Pascoli, ma anche con la riscoperta di figure rimaste a lungo nell’ombra, come la pittrice Amanzia Guérillot, e con la sfida della scultura, da Vincenzo Vela fino al marmo diafano e contemporaneo di Gigi Guadagnucci.
All’interno di questo percorso, "La mia Rossa" costituisce una presenza di particolare interesse, capace di ampliare il confronto tra bellezza, temporalità e rappresentazione, e di restituire al pubblico la complessità dei significati che possono celarsi dietro un’immagine apparentemente immediata.
Il prestito della Collezione Balzan rappresenta dunque non soltanto un’occasione di valorizzazione dell’opera di Tito, ma testimonia anche l’importanza della collaborazione tra collezioni e istituzioni culturali nel favorire la circolazione delle opere d’arte e la costruzione di nuovi percorsi di lettura.