Arazzeria Scassa

Arazzeria Scassa L’Arazzeria Scassa, fondata ad Asti nel 1957 da Ugo Scassa, è una delle più importanti arazzerie del mondo.

Tra gli artisti che collaborarono alla realizzazione degli arazzi per il transatlantico Raffaello ci fu Achille Perilli,...
16/07/2025

Tra gli artisti che collaborarono alla realizzazione degli arazzi per il transatlantico Raffaello ci fu Achille Perilli, che realizzò il cartone preparatorio di un arazzo oggi conservato alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Perilli si laurea in Lettere nel 1945 con una tesi su de Chirico, guidato da Lionello Venturi.

Ma la teoria non gli basta: fonda un gruppo di sperimentazione artistica e si avvicina alle Avanguardie russe.

Frequenta lo studio di Guttuso e conosce artisti come Sanfilippo, Turcato, Prampolini e Severini.

A Parigi, grazie a Venturi, partecipa al I Congresso Internazionale dei Critici d’Arte.
Negli anni ’50 si avvicina al Dadaismo, fonda una casa editrice grafica e collabora alla decorazione della nave Raffaello.

Perilli è l’artista che non ha mai smesso di esplorare e che interpreta l’arte come ricerca continua

Sai come iniziò Ugo Scassa?  Nel 1957, Scassa era un giovane geometra, consulente tecnico del Coni, impegnato nella prog...
09/07/2025

Sai come iniziò Ugo Scassa? Nel 1957, Scassa era un giovane geometra, consulente tecnico del Coni, impegnato nella progettazione di importanti strutture come lo stadio di via Foscolo. Ma la sua vera passione, quella che lo aveva accompagnato fin da ragazzo, era l'arte moderna.

Una malattia lo costrinse a un anno di convalescenza, e fu in quel periodo che decise di dedicarsi completamente al suo sogno.

Iscrittosi ad Architettura e affascinato da Giò Ponti e Domus, Scassa si avvicinò all’arte frequentando corsi di n**o con il pittore Filippo Scroppo. Fu proprio con Scroppo che nacque l’idea di trasformare un negozio di tappeti in una galleria d’arte a Torino, dando vita alla società Italia Disegno. E fu proprio in quel periodo che il giovane geometra, con la sua determinazione, iniziò la sua nuova avventura nell'arte.

Un passo che cambiò il corso della sua vita, da geometra a gallerista, con l'intento di dare spazio a quella passione che lo aveva sempre accompagnato.

Ma non finisce qui seguici per sapere se riuscì a realizzare i suoi sogni.

Ico Parisi era una mente creativa, così creativa da essere già all’opera prima ancora della laurea in Architettura, cons...
02/07/2025

Ico Parisi era una mente creativa, così creativa da essere già all’opera prima ancora della laurea in Architettura, conseguita a Losanna nel 1950.

Un visionario che non si è mai limitato alle forme: le ha trasformate, mescolate, reinventate.

Nel 1948, con Luisa Aiani, sua compagna nella vita e nella creazione, fonda lo studio “La Ruota”, destinato a lasciare un segno profondo fino al 1995.

In quegli anni, l’incontro con maestri come Bruno Munari e Lucio Fontana accende nuove scintille.

Nascono così soluzioni che sfidano il tempo, tra architettura, design, disegno, ceramica e vetro.

Tra i tanti progetti iconici, creò un bozzetto preparatorio per i 21 arazzi del transatlantico Raffaello, tutti diversi ma uniti dalla stessa anima: forma, dimensione e fondo cromatico.

Un’eredità che non si misura solo nei progetti urbani, ma in ogni tratto, ogni linea, ogni materia che ha toccato.

👉 Non era solo architetto. Era narratore di spazi, interprete di visioni, artista senza confini.

LA STORIA. Era il 30 giugno 1960 quando il veloce transatlantico Leonardo da Vinci salpò per il suo viaggio inaugurale. ...
25/06/2025

LA STORIA. Era il 30 giugno 1960 quando il veloce transatlantico Leonardo da Vinci salpò per il suo viaggio inaugurale. Al suono della sirena di bordo, il porto si animò, mentre tutte le navi in banchina risposero con i loro fischi, e nel cielo volteggiavano aerei leggeri come farfalle.
Migliaia di persone assiepate lungo le passeggiate salutarono con emozione il gigante del mare, che iniziava la sua storica traversata. La sua rotta lo avrebbe portato fino a Napoli, per poi aprirsi senza incertezze verso il mare aperto, mentre il Salone delle Feste accoglieva la musica e gli sguardi di migliaia di passeggeri.

Nel 1960, la Leonardo da Vinci diventò simbolo di lusso e grandezza, e tra i tanti passeggeri che salparono a bordo, anche Rita Hayworth che fu accolta a Napoli da una folla festante.

Mentre i suoi arazzi continuavano il viaggio, testimoni silenziosi del lusso che viaggiava con la nave, nessuno avrebbe potuto immaginare il destino che attendeva il transatlantico. Il 3 luglio 1980, la nave delle meraviglie, ormai in disarmo, nel porto di LA Spezia, sarebbe stata misteriosamente consumata dalle fiamme, lasciando nel cuore di chi l’aveva amata un ricordo indimenticabile.

Achille Pace, nato come pittore di paesaggio, cresce e affina le sue ricerche a partire dalla metà degli anni Cinquanta ...
18/06/2025

Achille Pace, nato come pittore di paesaggio, cresce e affina le sue ricerche a partire dalla metà degli anni Cinquanta dopo un lungo viaggio in Svizzera, che gli offre la possibilità di conoscere l’espressionismo astratto di matrice tedesca e l’arte di Paul Klee.

Insegnate di Decorazione Pittorica presso l’Istituto Statale d’Arte di Roma, fondò con altri artisti il Gruppo Uno, con il quale collaborò fino al 1964. Segue le attività dell'Action painting americana, arrivata in Italia nel Dopoguerra, ma se ne discosta nel tempo e dopo la morte di Jackson Po***ck, si rivolgerà sempre più al materico; il filo di cotone che in un primo momento veniva utilizzato in modo informe e gestuale, si adegua ad aspetti più rigorosi, quasi costruttivi dell’impianto artistico stesso.

Creerà un bozzetto per la turbonave Raffaello, che diventerà arazzo presso l’Arazzeria Scassa ed è oggi conservato a Roma.

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LA STORIA. Ricordate che le ragazze riuscirono a salire sulla Leonardo da Vinci?Le ragazze di Scassa varcarono la soglia...
11/06/2025

LA STORIA. Ricordate che le ragazze riuscirono a salire sulla Leonardo da Vinci?
Le ragazze di Scassa varcarono la soglia della nave, meravigliate dalla sua maestosità. Camminarono tra cabine eleganti, saloni da ballo e cinema con poltrone di velluto. Ma quando arrivarono davanti ai loro arazzi, maestosi e perfetti nel salone riccamente arredato, i loro cuori si fermarono per un momento. Il loro lavoro, che aveva richiesto fatica e passione, brillava come un'opera d'arte che presto avrebbe solcato l'oceano.
Quando il capitano avvicinandosi al commissario di bordo notò il gruppo di ragazze e capì che erano le tessitrici degli arazzi si staccò dalle autorità e andò a congratularsi con loro, e con lui tutti gli ufficiali.
Fu l’ultima emozione che lasciò loro quel paradiso galleggiante! Un mondo di eleganza e bellezza

03/06/2025

⬛️Siamo molto felici di aver accolto in questi giorni in Arazzeria una troupe televisiva RAI per le riprese di un documentario
📽️ Un’occasione preziosa per condividere con il grande pubblico l’unicità del nostro laboratorio, dove tradizione e arte si intrecciano ogni giorno, filo dopo filo.

LA STORIA. A Genova, il treno fermò il suo viaggio, ma l’emozione era appena iniziata. Scassa e le ragazze, con l’arazzo...
28/05/2025

LA STORIA. A Genova, il treno fermò il suo viaggio, ma l’emozione era appena iniziata.
Scassa e le ragazze, con l’arazzo sotto il braccio, si avviarono verso il porto.

La città era già in movimento, piena di vita, ma ciò che le aspettavano al molo sembrava un sogno. I transatlantici galleggiavano tranquilli come giocattoli sull’acqua, e finalmente, eccola: la Leonardo da Vinci. Lunga, fiera, imponente, un gigante bianco e nero con il fumaiolo rosso che risplendeva al sole.

Le ragazze la guardavano in silenzio, senza parole. Era l’inizio di una nuova avventura, ma nessuno li stava aspettando a bordo.

Scassa salì a bordo senza l’ultimo arazzo, Il commissario di bordo, lo accolse ma non capiva, scettico, guardava Scassa e le ragazze ferme sulla banchina con l’arazzo. Le visite guidate erano finite, eppure Scassa non si arrese. Con determinazione, spiegò la sua promessa alle ragazze, stremate dal duro lavoro.

L’unico modo per farle completare l’ultimo arazzo era farle salire sulla nave. Dopo un attimo di silenzio, il commissario cedette, e così le ragazze, emozionate, salirono a bordo.

Scassa le guidò nel Salone delle Feste, dove il loro lavoro finalmente trovò il suo posto.
Nonostante la tensione, il sogno diventava realtà.

Un altro artista che lavorò con Scassa fu Giovanni Omiccioli, che nacque, visse e morì a Roma.  Nel 1928 entrò in contat...
21/05/2025

Un altro artista che lavorò con Scassa fu Giovanni Omiccioli, che nacque, visse e morì a Roma. Nel 1928 entrò in contatto con la Scuola Romana, dove in particolare strinse un forte legame con Mario Mafai e Antonietta Raphaël.

La sua è una pittura semplice, il cui unico tratto distintivo è l’uso di pennellate rapide e spessi tocchi di colore. Con la sua arte, specialmente durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, racconta le vicende dei quartieri più poveri e di come, nonostante tutte le difficoltà, anche all’interno di queste realtà ci sia una magica e nascosta poesia.

È il caso dell’opera trasformata in tessuto d’arte dall’Arazzeria Scassa: Cavernicoli e baracche alla Farnesina, oggi conservato in una collezione privata a Roma.
Osserviamo qui la rappresentazione di uno spazio colmo di colori brillanti, caldi e contrastanti, che formano aree di pittura quasi astratta.

Le sue opere diventano dunque un mezzo di denuncia sociale, attraverso il quale far sentire non solo la sua voce, ma anche quella dei dimenticati, degli oppressi, e dei meno fortunati.

LA STORIA. Oggi torniamo a immergerci nell’atmosfera affannata e carica di aspettative dei mesi di lavoro per i 16 arazz...
13/05/2025

LA STORIA. Oggi torniamo a immergerci nell’atmosfera affannata e carica di aspettative dei mesi di lavoro per i 16 arazzi della Leonardo Da Vinci.

Le ragazze erano esauste, il telaio sembrava un incubo, e il sacrificio per finire l’ultimo arazzo sembrava infinito. La stanchezza aveva preso il sopravvento, ma Scassa, astuto come un giocatore di carte, decise di giocare il suo ultimo asso: “Facciamo ancora questo ultimo sforzo, poi partiamo, vi porto a vedere la nave.”

La promessa di salire sulla nave, di vedere quel mondo lussuoso e sconosciuto, fu l’unica cosa che le motivò a lavorare tutta la notte, senza sosta, mentre il primo albeggiare della mattina le colse ancora al telaio.

L'alba arrivò e il treno, diretto a Genova, partì da Torino. Sguardi stanchi ma colmi di speranza si incrociarono mentre attraversavano le colline, il Tanaro che scorreva e l’Appennino che si avvicinava. Un viaggio che, inaspettatamente, divenne un viaggio dentro loro stesse.

Mancavano solo 48 ore alla partenza della Leonardo da Vinci per l’America e niente sarebbe più stato come prima. Un’esperienza che nessuno di loro avrebbe mai dimenticato.

Seguici per sapere cosa successe a Genova…

Indirizzo

Via Dell'Arazzeria, 60
Asti
14100

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