07/08/2026
Manca un giorno alla pausa estiva della Libreria Prosperi ma il libraio ha ancora un consiglio di lettura da dispensare: la potente novella "Anon" della scrittrice armena Anoush Sargsyan, tradotto da Ira Agassi per l'editore Ischire ❤️
'Anon è un'infermiera. Corre di notte nelle strade della città per fare un'iniezione, di domenica mattina per misurare la febbre a un bambino, durante le feste perché nessun altro vuole alzarsi. Non appartiene più a se stessa, dice chi la racconta: è di tutti. Ha fan, ha pretendenti che allontana con un'occhiata, ha una risata di soprano e un senso dell'umorismo affilatissimo. Ha anche sogni precisi su come dovrà essere l'uomo che sposerà: taciturno, bello, devoto. Gugò corrisponde a tutto questo.
Il matrimonio arriva, arrivano i figli – Arsen e Arman – e arriva il terremoto del 1988, che non distrugge la loro casa ma scuote tutto il resto. La famiglia si trasferisce a Gelendžik, in Russia. Da lì Anon scrive lettere lunghissime a Nyush, la narratrice, la cugina più giovane che la ama e la osserva come si osserva una figura destinata a restare. Nelle lettere ci sono il freddo russo, i vicini curiosi, un uomo che porta fiori raccolti nel bosco, le correzioni dei compiti di Arsen e Arman, e quella calligrafia che cambia di umore a ogni ripresa. Poi qualcosa in Arsen inizia a cambiare, e Anon smette di combattere.
Anon è un romanzo breve la cui scrittura è densa di dettagli concreti, di voci sovrapposte, di affetto che non si dichiara mai direttamente. Il ritratto che emerge è quello di una donna che ha consumato tutta la propria vita per gli altri e che, nel momento in cui avrebbe potuto finalmente ricevere qualcosa, non ne ha più la forza.'