23/06/2025
Il termine “Rue” si riferisce alle piccole vie del centro di Ascoli Piceno, che attraversano la città come vene pulsanti, intrecciando spazio pubblico e privato, realtà e incanto. Qui la luce abbraccia il travertino e il selciato fluviale, rivelando volumi, cromatismi, tracce di passato e mistero. Più che semplici stradine, sono segni indelebili nella memoria urbana, dove tradizioni popolari e antichi simbolismi esoterici si intrecciano nel respiro della città.
Alexandra Brinzac con “How my ADHD feels” esplora la condizione dell’ansia generata dal disturbo da ADHD, aprendo un’intensa riflessione sulle fenditure oscure del subconscio, che, come la Sibilla, è custode di un sapere oscuro, di quella trama interiore che ci sfugge continuamente, ma che, al contempo, ci condiziona e ci governa. Le sinuose e contorte spirali delle chiocciole abbracciano il cuscino che non è più l’oasi di rifugio del corpo mentre si ristora al sonno, ma uno spazio che si trasforma in un turbinio di emozioni e di pensieri. che rende la mente schiava di se stessa. Questo vortice incessante ricorda il rito di divinazione della Sibilla, quando declama i suoi oracoli e ogni suo pensiero si fa premonizione, ogni turbamento origina una nuova verità che si dischiude solo a chi ha il coraggio di immergersi nell’oscurità del proprio essere e di sondare le inquietudini dell’anima, tra il caos della mente e l’eco di antichi rituali, alla ricerca di una via di salvezza che, forse, risiede solo nell’abbraccio dell’incertezza.
Alexandra Brînzac, “How my ADHD” feels”, 2024, gesso alabastrino e gusci di lumache, dimensioni ambientali