Musei della Cartiera Papale di Ascoli Piceno

Musei della Cartiera Papale di Ascoli Piceno La Cartiera Papale di Ascoli Piceno A realizzare l’imponente opera furono chiamati l’architetto Cola dell’Amatrice e l’ingegnere idraulico Alberto da Piacenza.

Lungo un’ansa del torrente Castellano una piccola cartiera, di proprietà dello Stato Pontificio, doveva sorgere già alla fine del XIII secolo, nella zona che un tempo era nota come Borgo Santo Spirito. La produzione della carta, documentata ad Ascoli Piceno fin dall’Alto Medioevo, era iniziata e cresciuta per gli apporti di maestranze provenienti da Pioraco e da Fabriano ed aveva raggiunto in brev

e tempo livelli di alta qualità. Il grande opificio in travertino, che ammiriamo oggi, è stato voluto da Papa Giulio II Della Rovere nel 1512, come è possibile leggere sui due portali d’ingresso. In questa occasione l’antico mulino del VIII secolo, attiguo alla Cartiera, fu inglobato nello stesso edificio con la costruzione di due portali, ancora oggi evidenti, quello superiore, permetteva di accedere al mulino, quello inferiore alla Cartiera. Il complesso monumentale per secoli è stato il fulcro della vita economica della città e del suo comprensorio; l’importanza data alla struttura produttiva è testimoniata anche dalla toponomastica, in quanto, dopo più di 700 anni dalla sua nascita, il sito dove è collocata porta ancora il nome di Porta Cartara. Si trattava di un vero e proprio laboratorio preindustriale situato in un contesto ambientale di altissimo pregio per fascino naturalistico, scelto per la presenza del corso d’acqua che grazie alla sua ingente portata e al suo carattere torrentizio era in grado di azionare tutti i macchinari presenti nell’opificio. L’acqua veniva prelevata qualche chilometro a monte e attraverso un sistema di canalizzazione andava a riempire la vasca superiore. Grazie a un sistema di chiuse scendeva lungo cinque canali a caduta libera per azionare le rispettive macine del mulino. Messe in moto le turbine, l’acqua continuava il suo percorso, riempiendo un’altra vasca, quella centrale, da cui raggiungeva poi la cartiera vera e propria dove metteva in azione i magli, grandi martelli che macinavano gli stracci da cui si ricavava la carta. Dalla cartiera l’acqua passava ad alimentare un frantoio di cui oggi non rimane traccia, sappiamo della sua esistenza dalla mappa di Ascoli Piceno del 1648. Dal frantoio l’acqua arrivava alla rameria-ferreria, struttura ottocentesca, attualmente divenuta sede della Comunità Montana del Tronto. Alla fine del suo percorso l’acqua tornava al fiume limpida come a monte quando aveva iniziato il suo viaggio. Gli spazi della Cartiera Papale, dopo la chiusura, sono divenuti proprietà dell’ENEL che li ha utilizzati per la regimazione delle acque, poi nel 1980 sono stati ceduti alla Comunità Montana del Tronto ed infine nel 1998 sono stati acquistati della Provincia che ne ha curato il restauro fino al 2000 quando sono stati riaperti al pubblico. La completa musealizzazione, con la ricostruzione degli strumenti per

Indirizzo

Via Della Cartiera Papale
Ascoli Piceno
63100

Orario di apertura

Venerdì 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00

Telefono

0736252594

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