18/08/2026
Osvaldo Licini
Servigliano, 1926 (con interventi successivi)
Galleria d’Arte Contemporanea Osvaldo Licini
Ascoli Piceno
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Il paesaggio costituisce uno dei temi centrali della ricerca di Osvaldo Licini.
In una lettera del dicembre 1927, indirizzata all’amico Giorgio Morandi, Licini scrive: «Mi trovo a Monte Vidone e ogni tanto parto per altri paesetti, dove vado a dipingere paesaggi». Tra questi, Servigliano rappresenta uno dei luoghi particolarmente apprezzarti dall’artista.
Nell’olio su tela conservato nella Galleria, la superficie rivela significativi ripensamenti: nella parte inferiore una velatura chiara lascia affiorare tracce della precedente stesura, mentre sul fondo il profilo dei monti viene riscritto attraverso una decisa linea bruna che attraversa e struttura la composizione.
Più che perseguire una restituzione verosimile del paesaggio, Licini sembra ricondurne le forme a una sintesi di ascendenza cézanniana. È soprattutto l’elemento lineare a dominare, qui accentuato dal colore steso con pennellate veloci e sinuose, scandendo lo spazio dei colli e anticipando quei profili sospesi sui quali, negli anni successivi, prenderanno forma le Amalassunte e gli Angeli Ribelli.
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