29/04/2026
🪆 Guardando queste forme muliebri, quasi delle matrioske d'altri tempi con i loro seni scoperti e le pance prominenti, è impossibile non sentire il richiamo delle Matres, le grandi protettrici del focolare nel Vecchio Continente pagano.
Erano figure che, insieme a Giunone Lucina nell'antica Roma, vegliavano sul miracolo della nascita e sulla stabilità della famiglia, incarnando quell'immagine di mater benigna che rassicura e accoglie.
Eppure, la storia raccontata da questi oggetti non si ferma alla superficie rassicurante della protezione, perché la femminilità nel mito possiede sempre un’altra faccia della medaglia.
Accanto alla madre compare infatti un lato più misterioso, oscuro e vibrante di passione, profondamente legato al mondo degli istinti e del piacere carnale. È l'irrazionale che prende forma nelle fiasche a forma di sfinge tebana, come quella che vedete in foto, capace di evocare emozioni forti e "peccaminose" che sfuggono alla logica.
In questo affascinante contrasto tra la rassicurante matrona e l'enigma della sfinge si riflette, in fondo, la complessità di ogni essere umano, costantemente sospeso tra il desiderio di un porto sicuro e il richiamo irresistibile dell'ignoto.
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