05/06/2026
Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, il Cristo portato al Sepolcro (1532) di Giorgio Vasari, conservato nella Camera di Abramo, è esposto alla mostra “Vasari e Roma” ai Musei Capitolini.
La mostra, curata da Alessandra Baroni, ripercorre i soggiorni di Vasari a Roma e indaga il profondo legame che intercorre tra la città, la formazione del giovane Vasari e lo sviluppo della sua carriera artistica.
Il Cristo portato al Sepolcro, esposto nella prima delle quattro sezioni cronologiche in cui si articola il percorso espositivo della mostra, testimonia la prima produzione artistica di Vasari, fortemente influenzata dai modelli romani studiati durante il soggiorno in città nel 1532.
Il dipinto infatti, prima opera pittorica di Vasari a noi nota, esemplifica la sintesi attuata dall’artista tra le influenze toscane, come il Rosso Fiorentino, e quelle rappresentate dall’arte romana e dalle opere degli artisti contemporanei attivi a Roma, come Michelangelo, Raffaello e Giulio Romano.
L’opera presenta infatti riferimenti al gruppo scultoreo del Laooconte nella figura di Nicodemo che sorregge il corpo di Cristo, e al sarcofago romano del Trasporto del corpo di Meleagro, a cui già Raffaello si era ispirato per la sua Deposizione borghese.
Domenica 7 giugno, al Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna di Arezzo , Alessandra Baroni illustrerà al pubblico i temi e le ragioni dell’esposizione, che si pone a conclusione delle celebrazioni per il 450º anniversario della morte dell’artista.
La conferenza sarà introdotta da Rossella Sileno, direttrice del Museo di Casa Vasari.
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