IL MUSEO
Il percorso museale, di tipo cronologico e topografico, presenta oggi al pubblico i reperti provenienti dai complessi archeologici marchigiani dalla preistoria fino all'età Romana. E' articolato in cinque sezioni (le ultime due in fase di allestimento): la Sezione Preistorica (dal paleolitico più antico alla fine dell'età del bronzo); la Sezione Protostorica (dalla prima età del ferro per
tutto lo sviluppo della Civiltà Picena e della Civiltà Gallica); la Sezione Ellenistica (presente una mostra su Ancona ellenistico-romana), la Sezione Romana e la Sezione Medievale, oltre al Medagliere...
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PALAZZO FERRETTI
L’elegante e maestoso Palazzo Ferretti, detto di “San Pellegrino” per la vicinanza con la chiesa adiacente, fu edificato alle pendici del colle Guasco per volontà del conte Angelo di Girolamo Ferretti: l’edificio, costruito presumibilmente tra il 1540 e il 1543, divenne l’elemento tangibile della potenza economica, dell’importanza politica e del prestigio sociale raggiunto dalla famiglia Ferretti nel corso del XVI secolo. E’ probabile, sebbene non esistano riscontri documentali, che i disegni per l’opera siano stati forniti da Antonio da Sangallo il Giovane, architetto civile e militare attivo soprattutto in ambiente romano che, negli anni 40 del ‘500, era impegnato proprio ad Ancona nell’edificazione della Fortezza della Cittadella. L’articolato sistema decorativo del palazzo, fu commissionato dal conte Angelo al pittore manierista Pellegrino Tibaldi (1527-1596) che vi lavorò poco dopo il 1560. A Tibaldi e aiuti sono infatti attribuiti sia gli elaborati soffitti lignei intagliati e dipinti, sia le fasce ad affresco che decorano gli ambienti del primo piano con divinità, motivi grotteschi, figure allegoriche e racconti mitologici: si vedano il grande salone dei ricevimenti e le stanze ad esso collegate, come la sala degli emblemi, la sala dei miti, la camera di San Carlo, oltre ad alcuni ambienti del terzo piano come la sala con ciclo astrologico celebrante il Trionfo di Apollo. Purtroppo non resta nulla della decorazione pittorica parietale del piano terra, di cui qualche lacerto attribuito al Tibaldi si conservava ancora intorno al 1940. Nelle volte dell’ampio salone del secondo piano, affrescate a grottesca con paesaggi fantastici e vedute di monumenti romani, si riconosce invece lo stile tardo cinquecentesco di Federico Zuccari (1540-1609). A partire dal 1759 il palazzo subì imponenti lavori di ampliamento, la cui progettazione viene riconosciuta all’architetto Luigi Vanvitelli (un disegno[1] del Vanvitelli, che rappresenta proprio Palazzo Ferretti, dimostra l’interesse dell’architetto per l’edificio anconetano): furono costruite l’ala adiacente alla nuova Chiesa dei SS. Pellegrino e Teresa, il balcone sopra il portale centrale, l’elegante e luminoso scalone d’onore ed il terrazzo pensile, con il portico e le logge soprastanti, da cui si gode una splendida vista sul mare e sul Duomo. Tale ampliamento fu arricchito da statue in stucco e busti in marmo della bottega anconetana di Gioacchino Varlè (1731-1806). Alla fine del XVIII e gli inizi XIX secolo sono infine databili gli ultimi interventi pittorici, nelle sale del III piano, condotti per volontà del conte Liverotto Ferretti (1750 – 1815). Il palazzo è stato oggetto di diversi interventi di restauro: negli anni 1928-1931 per conto della famiglia Ferretti che affidò i lavori all’architetto milanese Tornaghi; nei primi anni ’50 a seguito dei bombardamenti aerei; infine negli anni ‘70-’80 a seguito del terremoto del 1972; dal 1958 ospita il Museo Archeologico Nazionale delle Marche. http://www.archeomarche.beniculturali.it/index.php?it/112/museo-archeologico-nazionale-delle-marche