C'ero ci sono ci saro' sempre

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C'ero ci sono ci saro' sempre Una pagina dedicata alla memoria storica delle miniere di Ingurtosu e Montevecchio.

23/04/2023

Per chi fosse interessato è disponibile la ristampa del libro "C'ero...ci sono...ci sarò sempre" presso la sede del Ceas nel Cantiere di Pozzo Gal ad Ingurtosu.

Noi ci siamo e vi aspettiamo
14/09/2022

Noi ci siamo e vi aspettiamo

Partecipa al Festival Sardegna2030: hai tempo sino al 30 settembre per caricare la tua proposta! Dal 4 al 20 ottobre 2022 prenderà vita il Festival per lo Sviluppo Sostenibile Sardegna2030, diffuso su tutto il territorio sardo con un ricco calendario di laboratori e percorsi esperienziali, eventi i...

30/06/2022

MINIERA DI INGURTOSU, CANTIERE DI POZZO GAL, MINIERA DI MONTEVECCHIO CON MUSEO MINERALOGICO E MUSEO DEI DIORAMI SULLA STORIA MINERARIA NELLE VARIE EPOCHE (COLLEZIONE DELLACA')

09/11/2021

di Sandro Renato Garau____________________________L’ultima domenica di settembre nel borgo minerario di Ingurtosu i pozzi, le laverie, il palazzo della direzione, la chiesa e le case ormai diroccate del villaggio minerario hanno fatto da sfondo a uno spettacolo insolito e affascinante.

RICORDI DI VITA AD INGURTOSUMio padre nacque nel 1894 ed era fabbro. A quattordici anni,  come primo lavoro,  fece il ca...
23/01/2021

RICORDI DI VITA AD INGURTOSU

Mio padre nacque nel 1894 ed era fabbro. A quattordici anni, come primo lavoro, fece il cancello che ancora oggi chiude il cortile di casa. Fu assunto dalla Società mineraria e iniziò a lavorare in miniera nei primi anni del 1900. Si sposò nel 1921 e fino al 1951 abitammo ad Ingurtosu, dove siamo nati io e i miei fratelli.

La domenica mattina veniva celebrata la messa e gli officianti arrivavano a piedi da Naracauli, si percorrevano sentieri ormai ricoperti dalla vegetazione. Da “Pozzo Turbina” si percorreva la discarica che saliva sino alla vecchia scuola elementare. Lo spiazzo sulla destra era denominato “tennis” dove si giocava a tennis, poi c’erano i bacini per le acque ed infine la caserma dei Carabinieri. Rientravamo tutti a casa per il pranzo e il pomeriggio ci recavamo all’oratorio dove si faceva laboratorio. L’unico svago per quei tempi era il cinema.
Le suore si occupavano anche dei ritiri spirituali e noi ragazze consumavamo lì i nostri pasti, il tutto veniva finanziato dalla società.

“Su Campusanteddu”

Nel borgo minerario di Ingurtosu, Naracauli, Gennamari non c’ erano i cimiteri e i morti venivano tumulati nei loro paesi d’origine. Ad Ingurtosu c’era una località chiamata “Su Campusanteddu”. Si trattava di un’ area riservata alla sepoltura degli animali, muli, asini e cavalli morti per il duro lavoro in galleria. La località era adiacente al giardino del Direttore, dopo l’arco del Palazzo della Direzione.
(TRATTO DAL LIBRO " C'ERO ... CI SONO ... CI SARO' SEMPRE")
Foto: Gruppo Oratorio Suore Vicenziane - Ingurtosu

ANGELO (1942)Infanzia e scuolaLa mia famiglia era composta da sette figli, tre femmine e quattro maschi, mio padre e mia...
15/01/2021

ANGELO (1942)

Infanzia e scuola

La mia famiglia era composta da sette figli, tre femmine e quattro maschi, mio padre e mia madre, un’altra sorella è morta da piccolina. Io sono nato a Naracauli nel 1942, la mia infanzia l’ho trascorsa tra la Laveria Brassey, Pozzo Lambert e la Galleria Ledoux. Nel 1948 ho frequentato la prima elementare e ho studiato fino alla quinta. La scuola era in un edificio nei pressi della Laveria Brassey, lungo la strada che porta a Piscinas.
Per andare a scuola passavamo in mezzo ai lavori minerari, tra le officine, la flottazione e le enormi discariche di breccino. In primavera la maestra ci portava sempre a fare delle scampagnate, andavamo a piedi a Piscinas.
Un giorno mentre stavamo arrivando in spiaggia sentimmo un forte scoppio vicino ad una barca che pescava buttando in acqua delle bombe, immediatamente il mare diventò azzurro luccicante, incuriositi ci avvicinammo, l’acqua era bassa e sulla superficie c’erano tantissime sardine che galleggiavano. Subito tutti ci togliemmo i grembiuli e li riempimmo di pesci, anche la maestra ne aveva presi tanti per portarli a casa. In quel periodo c’era poco da mangiare quindi pesca improvvisa era stata come una “manna dal cielo”.

Fame

Appena finita la guerra c’era tanta fame, non si trovava niente, veniva ancora razionato tutto, mi ricordo che noi andavamo, una volta la settimana, ad Ingurtosu nell’Ospedale, dove c’erano le Suore di San Vincenzo, per poter avere un piatto di minestra. Prima di andar via ci davano anche una razione di formaggio e di latte in polvere da portare a casa. Per la fame, un giorno ho rischiato di soffocare, perché mi sono messo in bocca una manciata di latte in polvere che non riuscivo a far sciogliere. Le Suore si occupavano anche della farmacia, ai bambini davano l’olio di merluzzo come ricostituente e se qualcuno aveva dei dolori venivano dati i semi di lino da far bollire e mettere ad impacco sulla parte dolorante.

(TRATTO DAL LIBRO "C'ERO... CI SONO...CI SARO' SEMPRE)

Giuseppa (1930)Lavoro e scuola Iniziai a lavorare da piccolissima. Io chiesi  di poter andare a scuola ma mio babbo mi r...
12/01/2021

Giuseppa (1930)

Lavoro e scuola

Iniziai a lavorare da piccolissima. Io chiesi di poter andare a scuola ma mio babbo mi rispose che essendo donna mi sarei presto maritata e che l’ istruzione non mi sarebbe servita. Alla fine la spuntai e per frequentare le scuole elementari dovetti fare piccoli lavori, per acquistare i quaderni. A scuola la disciplina era rigida, l’insegnante metteva delle orecchie d’asino quando ci comportavamo male e ci mandavano a fare il giro di tutte le classi, ci mettevano anche i ceci sotto le ginocchia facendoci stare inginocchiati per parecchio tempo. In famiglia eravamo quattro figli, io era la maggiore, mia mamma rimase uccisa nel bombardamento e a 13 anni mi presi cura dei miei fratelli più piccoli. Babbo in quel periodo lavorava nella miniera di Montevecchio, quando mamma morì chiese di poter essere trasferito alla miniera di paese che però chiuse dopo pochi mesi e così rimase disoccupato. Io, per aiutare in famiglia, andai a fare tutti i lavori dove veniva richiesta mano d’opera, al rientro dalla campagna dopo che facevo i lavori di casa mi mettevo al telaio per preparare i sacchi dei pastori. Molto spesso, dopo la giornata lavorativa, si rimaneva sino a sera inoltrata a “spigai” a raccogliere le spighe cadute che portate a casa ci fornivano il grano per fare il pane. Non buttavamo via niente, tutto era recuperato. Andavamo a lavorare “a scarada” dalle tre del mattino sino alle nove di sera, noi facevamo la mietitura e ricordo che riuscivamo a portare a casa una bella paga.
(Tratto dal libro "C'ERO..CI SONO..CI SARÒ SEMPRE ")

Pietro (1934)Ricordi di guerraDella guerra ho tanti ricordi. Vivevo in una strada secondaria, vicino a Ronciglione, in u...
11/01/2021

Pietro (1934)
Ricordi di guerra

Della guerra ho tanti ricordi. Vivevo in una strada secondaria, vicino a Ronciglione, in una striscia di terra chiamata “terra di nessuno”. Da una parte c’erano gli americani, dall’altra i tedeschi. Al centro la mia casa con la mia famiglia. I proiettili dei bombardamenti tedeschi ci passavano sopra la testa.
Non ho mai avuto le scarpe prima dei dieci anni e quando correvo per la campagna, i piedi si sfasciavano e si infilavano molte spine che andavano poi in suppurazione. Mia madre mi faceva gli impacchi di malva così le spine “uscivano” e io ricominciavo a correre. Tutte le notti indistintamente passava la “vedova allegra”, un aereo americano che non bombardava ma disorientava e terrorizzava il nemico. Una notte però ne cadde uno ed io sentii le urla del pilota che moriva bruciato. Tantissime volte seguivo le esercitazioni dei tedeschi, ogni tanto riuscivo ad entrare all’interno dei campi e nelle loro tende come un serpentello per rubare le loro scarpe.
Se si fossero accorti di me, avrebbero potuto anche fucilarmi. Indossai quelle scarpe quando ormai la guerra era già finita. Ricordo che dentro quelle scarpe il mio piede, molto piccolo, ballava!

(Tratto dal libro "C'ERO..CI SONO..CI SARÒ SEMPRE")

EUGENIONel 1961 fui trasferito come caposquadra  ai servizi generali di Montevecchio . Avevo da seguire 35 operai  e ci ...
03/01/2021

EUGENIO

Nel 1961 fui trasferito come caposquadra ai servizi generali di Montevecchio . Avevo da seguire 35 operai e ci spostavamo per tutte le abitazioni del borgo minerario. In quel periodo lo sciopero era all’ordine del giorno. Una volta siamo rimasti in sciopero per più di due mesi. Gli operai a Montevecchio erano meno uniti rispetto ad Ingurtosu: eravamo de poveri diavoli che per cercare di migliorare la nostra posizione, a volte facevamo qualcosa a discapito di altri. Ad Ingurtosu c’era molta più umanità e unione, diversamente da Montevecchio dove c’erano molte più pretese e classismo. Tutto sommato sono stato bene anche a Montevecchio anche se Ingurtosu lo ricordo con maggiore intensità e sentimento.
(tratto dal libro "C'ERO...CI SONO...CI SARO' SEMPRE)

Foto sciopero del 1961

JACQUES NAPOLY – Direttore della Miniera di Ingurtosu dal 1956 al 1959. Ricordi di vita mineraria Sono stato ad Ingurtos...
30/12/2020

JACQUES NAPOLY – Direttore della Miniera di Ingurtosu dal 1956 al 1959.

Ricordi di vita mineraria

Sono stato ad Ingurtosu dal 1956 al 1959.
Ad Ingurtosu vivevo nel Palazzo della Direzione. Era magnifico, più bello di quello di Montevecchio, tutto in granito, con tanti affreschi e aveva uno splendido giardino. Ho un bellissimo ricordo di quel periodo, la gente era molto gentile. Il giorno di Santa Barbara, la patrona dei minatori, si faceva una grande festa alla quale partecipavano tutti.
Si disputava anche una gara ciclistica. Ingurtosu aveva dei bravi atleti, anche una squadra di calcio. Mio figlio di due anni diventò la mascotte di quella squadra e i giocatori gli comprarono una piccola tuta da giocatore e le scarpe, per fare una foto ricordo, ma il bimbo pianse perché non le voleva indossare . Quella foto è presente anche nel Museo Multimediale di Pozzo Gal.
Siamo ripartiti da Ingurtosu nel 1959, mia figlia aveva sette anni e mio figlio due, prima di andare ad Ingurtosu ero stato vicedirettore a San Giovanni, ad Iglesias. L’Ingegner Caroli mi raccontò della grande rapina del febbraio del 1948 dove morì un giovanissimo Carabiniere e un capoguardia di Arbus.

(tratto dal libro "C'ERO...CI SONO ...CI SARO' SEMPRE)

29/12/2020
POZZO GAL MINIERA DI INGURTOSU - ARBUSPozzo Gal deve il suo nome al dirigente del gruppo Pennaroya, Paul Gal, che intorn...
29/12/2020

POZZO GAL
MINIERA DI INGURTOSU - ARBUS

Pozzo Gal deve il suo nome al dirigente del gruppo Pennaroya, Paul Gal, che intorno al 1920 gestiva le miniere di Gennamari e Ingurtosu. La sua messa in funzione, nel 1923, all’interno del più antico cantiere Harold, era finalizzata alla coltivazione in sotterraneo del filone Brassey, uno dei più importanti dell'isola per l'estrazione della galena argentifera.

www.ceasingurtosu.it
29/12/2020

www.ceasingurtosu.it

Centro di educazione all'Ambiente e alla Sotenibilità accreditato dalla Regione Sardegna, con sede a Ingurtosu (Arbus) presso Pozzo Gal. Offriamo servizi di educazione ambientale, visite culturali e naturalistiche

POZZO AMSICORAMINIERA DI MONTEVECCHIO - ARBUSFu scavato intorno al 1881 e venne intestato con il nome di Pozzo Maestro p...
29/12/2020

POZZO AMSICORA
MINIERA DI MONTEVECCHIO - ARBUS
Fu scavato intorno al 1881 e venne intestato con il nome di Pozzo Maestro perché si trovava sul filone principale che va da ponente verso levante. Ci fu un primo restauro avvenuto nel 1938 e al posto di Pozzo Maestro venne posizionato il nome di “Pozzo Amsicora”. L’attuale restauro è stato eseguito nel 2000.

28/12/2020

Pagina dedicata alla memoria storica di Ingurtosu e Montevecchio

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