Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Museo Archeologico Nazionale di Venezia Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia è un museo statale che espone sculture di arte classica greca e romana, bronzi, ceramiche, gemme e monete, e una piccola collezione di antichità egizie e assiro-babilonesi.
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Il Museo, dallo spiccato carattere collezionistico, è costituito principalmente da materiali provenienti da raccolte private di insigni famiglie veneziane, donate alla città a partire dal XVI secolo. Le origini del museo, infatti, risalgono al legato testamentario di Domenico Grimani e alla donazione di suo nipote Giovanni, rispettivamente del 1523 e 1587, in virtù delle quali pervenne allo Stato

Il Museo, dallo spiccato carattere collezionistico, è costituito principalmente da materiali provenienti da raccolte private di insigni famiglie veneziane, donate alla città a partire dal XVI secolo. Le origini del museo, infatti, risalgono al legato testamentario di Domenico Grimani e alla donazione di suo nipote Giovanni, rispettivamente del 1523 e 1587, in virtù delle quali pervenne allo Stato

Normali funzionamento

#unMuseoNuovo Al tramonto della RepubblicaAl tramonto della Serenissima, vi furono tempi difficili a Venezia. Mentre le ...
09/09/2021

#unMuseoNuovo

Al tramonto della Repubblica

Al tramonto della Serenissima, vi furono tempi difficili a Venezia. Mentre le collezioni pubbliche cambiavano sede, trasferite a Palazzo Ducale, molte raccolte d’arte private andarono disperse sul mercato antiquario. Abbiamo chiesto alla professoressa Irene Favaretto di spiegarci cosa accadde in quegli anni.

MAV: Può farci un quadro della situazione?

IF: La caduta della Serenissima fu un duro colpo, non solo per le opere d’arte trafugate, dipinti e sculture, ma anche per il collezionismo di antichità. Ai trasferimenti forzosi, dei Francesi prima e degli Austriaci poi, si aggiungeva l’impoverimento delle grandi famiglie che avevano raccolte importanti. Le ristrettezze finanziarie spinsero gli eredi di coloro che le avevano accumulate per studio e diletto a considerarle moneta sonante utile a coprire i buchi nei loro bilanci famigliari. Ciò portò all’impoverimento di molti palazzi che vennero quasi del tutto svuotati di opere d’arte, arredi ed elementi architettonici, pozzi e cornici di porte e finestre compresi. Nel tardo Ottocento, molte opere presero la via degli Stati Uniti, finendo per esempio a New York dove al Metropolitan Museum si conserva l’ornato di un’intera stanza di Ca’ Sagredo, oggi hotel di lusso, o a Boston dove Isabella Stewart-Gardner fece costruire una casa museo con i suoi acquisti italiani. In una Venezia impoverita poche famiglie resistevano alla bramosia degli antiquari, cercando di salvare le loro raccolte o, almeno, di evitarne la dispersione vendendole in blocco, magari a Francesco I d’Austria come invano tentarono di fare i Grimani e i Nani.

MAV: Chi erano questi mercanti d’arte? Può farci qualche nome?

IF: Nella maggior parte dei casi, le opere d’arte venivano cedute alla spicciolata ai molti antiquari presenti in città, italiani e stranieri, che si insediavano nei palazzi vuoti per riempirli di nuovo di oggetti in vendita. Si andava da un Weber, raffinato collezionista e antiquario, ai vari Pajaro, Richetti, de Sivry. Il più famoso di tutti fu senza dubbio il milanese Antonio Sanquirico che aveva la sua bottega nella scuola di San Teodoro, traboccante di una massa di oggetti, belli e brutti, che offriva ai suoi ricchi acquirenti. Venivano anche preparati dei cataloghi illustrati, per esempio per le vendite Grimani si conservano le incisioni di quello Sanquirico del 1831 e un album della fine del secolo opera del fotografo Brusa. Talvolta, erano gli stessi proprietari che con l’aiuto di qualche esperto curavano un catalogo in previsione della vendita, come quello delle antichità Nani redatto nel 1815 da Francesco Driuzzo.
📷 Frammento di rilievo funerario con Eracle e Onfale, I sec. d.C.; già nella collezione Grimani e Sanquirico, in museo dal 1847; esposto in sala 11.

#aNewMuseum

At the end of the Republic

At the end of the Republic, there were difficult times in Venice. While the public collections changed location, transferred to the Doge's Palace, the antique market received and dispersed many private collections. We asked Professor Irene Favaretto to explain what happened in those years.

MAV: Could you give us an idea of the situation?

IF: The fall of the Venetian Republic was a severe blow, not only for the works of art stolen, paintings, and sculptures but also for the collecting of antiquities. The impoverishment of the great families, who had significant collections, added to the forced transfers, firstly French then Austrian. Financial hardship pushed the heirs of those who had accumulated them for study and pleasure to consider the collections hard cash to cover the holes in their family budgets. Many buildings, almost entirely emptied, lost their works of art, furniture and architectural elements, wells, and door and window frames included. In the late 19th century, many pieces made their way to the United States. The Metropolitan Museum of New York, for example, preserves the decoration of an entire room of Ca 'Sagredo, now a luxury hotel. In Boston, Isabella Stewart-Gardner built a house museum with her Italian purchases. Few families resisted the greed of the antique dealers in an impoverished Venice. They tried to save their collections or, at least, avoid their dispersion by selling them en bloc, perhaps to Francis I of Austria as the Grimanis and the Nanis tried in vain.

MAV: Who were these art dealers? Could you give us some names?

IF: In most cases, the owners sold, in dribs and drabs, the works of art to the many antique dealers in the city, Italian and foreign, who settled in the empty buildings to fill them up again with items for sale: Weber, who was a refined collector and antique dealer, Pajaro, Richetti, de Sivry, and Sanquirico, undoubtedly the most famous of them all, who had his shop in the Scuola di San Teodoro, overflew with objects, beautiful and ugly, which he offered to his wealthy buyers. The dealers also prepared illustrated catalogues; for the Grimani sales, in 1831, Sanquirico had engravings made, while in the late 19th century, the photographer Brusa portrayed what was still in the palace. Sometimes, they were the same owners who, with the help of some experts, took care of the catalogue in anticipation of the sale, such as that of Nani antiquities drawn up in 1815 by Francesco Driuzzo.
📷 Fragment of a funeral relief with Heracles and Omphale, 1st century AD, formerly in the Grimani collection then with Sanquirico; in the Museum since 1847; on display in room 11.

Ministero della cultura museitaliani Direzione regionale Musei Veneto
The Metropolitan Museum of Art, New York
#art #archaeology #collection #venice #Republic #Grimani #sanquirico #antiquarian #antiquario #weber

#unMuseoNuovo

Al tramonto della Repubblica

Al tramonto della Serenissima, vi furono tempi difficili a Venezia. Mentre le collezioni pubbliche cambiavano sede, trasferite a Palazzo Ducale, molte raccolte d’arte private andarono disperse sul mercato antiquario. Abbiamo chiesto alla professoressa Irene Favaretto di spiegarci cosa accadde in quegli anni.

MAV: Può farci un quadro della situazione?

IF: La caduta della Serenissima fu un duro colpo, non solo per le opere d’arte trafugate, dipinti e sculture, ma anche per il collezionismo di antichità. Ai trasferimenti forzosi, dei Francesi prima e degli Austriaci poi, si aggiungeva l’impoverimento delle grandi famiglie che avevano raccolte importanti. Le ristrettezze finanziarie spinsero gli eredi di coloro che le avevano accumulate per studio e diletto a considerarle moneta sonante utile a coprire i buchi nei loro bilanci famigliari. Ciò portò all’impoverimento di molti palazzi che vennero quasi del tutto svuotati di opere d’arte, arredi ed elementi architettonici, pozzi e cornici di porte e finestre compresi. Nel tardo Ottocento, molte opere presero la via degli Stati Uniti, finendo per esempio a New York dove al Metropolitan Museum si conserva l’ornato di un’intera stanza di Ca’ Sagredo, oggi hotel di lusso, o a Boston dove Isabella Stewart-Gardner fece costruire una casa museo con i suoi acquisti italiani. In una Venezia impoverita poche famiglie resistevano alla bramosia degli antiquari, cercando di salvare le loro raccolte o, almeno, di evitarne la dispersione vendendole in blocco, magari a Francesco I d’Austria come invano tentarono di fare i Grimani e i Nani.

MAV: Chi erano questi mercanti d’arte? Può farci qualche nome?

IF: Nella maggior parte dei casi, le opere d’arte venivano cedute alla spicciolata ai molti antiquari presenti in città, italiani e stranieri, che si insediavano nei palazzi vuoti per riempirli di nuovo di oggetti in vendita. Si andava da un Weber, raffinato collezionista e antiquario, ai vari Pajaro, Richetti, de Sivry. Il più famoso di tutti fu senza dubbio il milanese Antonio Sanquirico che aveva la sua bottega nella scuola di San Teodoro, traboccante di una massa di oggetti, belli e brutti, che offriva ai suoi ricchi acquirenti. Venivano anche preparati dei cataloghi illustrati, per esempio per le vendite Grimani si conservano le incisioni di quello Sanquirico del 1831 e un album della fine del secolo opera del fotografo Brusa. Talvolta, erano gli stessi proprietari che con l’aiuto di qualche esperto curavano un catalogo in previsione della vendita, come quello delle antichità Nani redatto nel 1815 da Francesco Driuzzo.
📷 Frammento di rilievo funerario con Eracle e Onfale, I sec. d.C.; già nella collezione Grimani e Sanquirico, in museo dal 1847; esposto in sala 11.

#aNewMuseum

At the end of the Republic

At the end of the Republic, there were difficult times in Venice. While the public collections changed location, transferred to the Doge's Palace, the antique market received and dispersed many private collections. We asked Professor Irene Favaretto to explain what happened in those years.

MAV: Could you give us an idea of the situation?

IF: The fall of the Venetian Republic was a severe blow, not only for the works of art stolen, paintings, and sculptures but also for the collecting of antiquities. The impoverishment of the great families, who had significant collections, added to the forced transfers, firstly French then Austrian. Financial hardship pushed the heirs of those who had accumulated them for study and pleasure to consider the collections hard cash to cover the holes in their family budgets. Many buildings, almost entirely emptied, lost their works of art, furniture and architectural elements, wells, and door and window frames included. In the late 19th century, many pieces made their way to the United States. The Metropolitan Museum of New York, for example, preserves the decoration of an entire room of Ca 'Sagredo, now a luxury hotel. In Boston, Isabella Stewart-Gardner built a house museum with her Italian purchases. Few families resisted the greed of the antique dealers in an impoverished Venice. They tried to save their collections or, at least, avoid their dispersion by selling them en bloc, perhaps to Francis I of Austria as the Grimanis and the Nanis tried in vain.

MAV: Who were these art dealers? Could you give us some names?

IF: In most cases, the owners sold, in dribs and drabs, the works of art to the many antique dealers in the city, Italian and foreign, who settled in the empty buildings to fill them up again with items for sale: Weber, who was a refined collector and antique dealer, Pajaro, Richetti, de Sivry, and Sanquirico, undoubtedly the most famous of them all, who had his shop in the Scuola di San Teodoro, overflew with objects, beautiful and ugly, which he offered to his wealthy buyers. The dealers also prepared illustrated catalogues; for the Grimani sales, in 1831, Sanquirico had engravings made, while in the late 19th century, the photographer Brusa portrayed what was still in the palace. Sometimes, they were the same owners who, with the help of some experts, took care of the catalogue in anticipation of the sale, such as that of Nani antiquities drawn up in 1815 by Francesco Driuzzo.
📷 Fragment of a funeral relief with Heracles and Omphale, 1st century AD, formerly in the Grimani collection then with Sanquirico; in the Museum since 1847; on display in room 11.

Ministero della cultura museitaliani Direzione regionale Musei Veneto
The Metropolitan Museum of Art, New York
#art #archaeology #collection #venice #Republic #Grimani #sanquirico #antiquarian #antiquario #weber

#ZONASOCIAL SMM: "Direttrice ha visto le ultime tendenze? Pare che per rendere la visita al Museo un'esperienza più imme...
09/09/2021

#ZONASOCIAL

SMM: "Direttrice ha visto le ultime tendenze? Pare che per rendere la visita al Museo un'esperienza più immersiva ed emotivamente coinvolgente sia necessario vestirsi in maniera accattivante."
D: "Hai qualche idea?"
SMM: "Ho sempre sognato di fare una visita guidata vestito di nero!"
🙄🙄🙄

Prenotate la vostra visita guidata e diteci, secondo voi, per apprezzare al meglio il Museo Archeologico, come vorreste che si vestisse la guida. 😜
#socialmediamanager #socialmediastrategy #comunicazione #comunicazioneefficace #storytelling #museum #bluesbrothers #nazistidellillinois #visiteguidate #freeguidedtour

#ZONASOCIAL

SMM: "Direttrice ha visto le ultime tendenze? Pare che per rendere la visita al Museo un'esperienza più immersiva ed emotivamente coinvolgente sia necessario vestirsi in maniera accattivante."
D: "Hai qualche idea?"
SMM: "Ho sempre sognato di fare una visita guidata vestito di nero!"
🙄🙄🙄

Prenotate la vostra visita guidata e diteci, secondo voi, per apprezzare al meglio il Museo Archeologico, come vorreste che si vestisse la guida. 😜
#socialmediamanager #socialmediastrategy #comunicazione #comunicazioneefficace #storytelling #museum #bluesbrothers #nazistidellillinois #visiteguidate #freeguidedtour

#WHATSNEWCi lascia per qualche tempo il nostro Eros. Dal 15 settembre lo potrete ammirare alla mostra “Kallos. The ultim...
08/09/2021

#WHATSNEW
Ci lascia per qualche tempo il nostro Eros. Dal 15 settembre lo potrete ammirare alla mostra “Kallos. The ultimate beauty” presso il Museo di Arte Cicladica di Atene.
📷 la partenza della scultura di Eros che incorda l’arco, copia romana (I sec. d.C.) da un originale di Lisippo (320 a.C.).

Eros is leaving. From September 15th you will find it at the exhibition “Kallos. The ultimate beauty” in the Museum of Cycladic Art of Athens
The departure of the statue of Eros stringing the bow, Roman replica (1st century AD) after an original by Lysippos (320 BC).

Ministero della cultura museitaliani Direzione regionale Musei Veneto ClassiCult Η Βενετία των Ελλήνων AgCult A serial traveler in saór Venezia Unica
#museo #venezia #venice #athens #atene #greece #grecia #exhibit #archeologia #archaeology #lysippos

#ZONASOCIALD: “SMM, per Giove Serapide, che ci fai in museo con la toga picta?”SMM: “Divettvice, la pavola d’ovdine di q...
07/09/2021

#ZONASOCIAL
D: “SMM, per Giove Serapide, che ci fai in museo con la toga picta?”
SMM: “Divettvice, la pavola d’ovdine di questi giovni sui social è OSTENTAZIONE! Il Museo quindi deve espvimeve la sua essenza glamouv e posh.”
D: “E allora che ne dici di mettere un po’ di polvere d’oro sulla tua augusta chioma? Chiamo subito il mio parrucchiere di fiducia!”
🙄🙄🙄

Sapevate che l’imperatore Lucio Vero era così affezionato ai suoi capelli biondi da cospargerli di polvere d’oro?
E voi? Se oggi vi sentite triumphator, non temete di ostentarlo e le eventuali critiche ai vostri modi da princeps sono solo INVIDIA SOCIALEEEEE!

#socialmedia #socialmediastrategy #comunicazione #comunicazioneefficace #SMM
#ostentazione #luxury #glamour #posh #Roman #emperor #triumph #invidiasociale #cursushonorum #plebei #roma #rome

#ZONASOCIAL
D: “SMM, per Giove Serapide, che ci fai in museo con la toga picta?”
SMM: “Divettvice, la pavola d’ovdine di questi giovni sui social è OSTENTAZIONE! Il Museo quindi deve espvimeve la sua essenza glamouv e posh.”
D: “E allora che ne dici di mettere un po’ di polvere d’oro sulla tua augusta chioma? Chiamo subito il mio parrucchiere di fiducia!”
🙄🙄🙄

Sapevate che l’imperatore Lucio Vero era così affezionato ai suoi capelli biondi da cospargerli di polvere d’oro?
E voi? Se oggi vi sentite triumphator, non temete di ostentarlo e le eventuali critiche ai vostri modi da princeps sono solo INVIDIA SOCIALEEEEE!

#socialmedia #socialmediastrategy #comunicazione #comunicazioneefficace #SMM
#ostentazione #luxury #glamour #posh #Roman #emperor #triumph #invidiasociale #cursushonorum #plebei #roma #rome

#pilloledimitologia Episodio N°35- Il ciclope PolifemoUlisse racconta ai Feaci una delle sue più note avventure. L'incon...
07/09/2021

#pilloledimitologia
Episodio N°35- Il ciclope Polifemo

Ulisse racconta ai Feaci una delle sue più note avventure. L'incontro con il ciclope Polifemo.
Ulisse arriva con i suoi compagni sull'isola dei Ciclopi ed entra nella grotta di Polifemo, mostro enorme con un occhio solo, alla ricerca di cibo. Polifemo, che fa il pastore, ritorna nella sua dimora, fa entrare le sue greggi, chiude l'ingresso con un masso e uccide alcuni compagni di Ulisse.
L'eroe lo blandisce, gli dice di chiamarsi Nessuno e gli dona del vino, fortissimo, per farlo ubriacare. Infatti il gigante si addormenta velocemente. Ulisse e i compagni ne approfittano per accecarlo conficcandogli un tronco appuntito nel suo unico occhio.
Polifemo urla e chiama i suoi fratelli dicendo che Nessuno lo sta uccidendo. Gli altri ciclopi lo prendono per pazzo e non gli danno aiuto.
Arriva l'alba e Polifemo deve far uscire i suoi montoni ma vuole acchiappare e uccidere gli uomini. Come può Ulisse scappare dal gigante?
Guardate il nostro anello.
Nel castone è raffigurato un uomo, di profilo verso destra, sotto il ventre dell’ariete. Ulisse riuscì ad uscire dalla grotta legando ognuno dei suoi compagni sotto il ventre di uno dei montoni di Polifemo. Per sé stesso, invece, si servì di un grande ariete al quale si aggrappò con le braccia e le gambe, proprio come ci mostra questo anello.
Una volta al riparo, Ulisse commise un grande errore. Urlò al ciclope il suo vero nome. E Polifemo faceva il pastore, sì, ma era un "figlio di papà", ovvero del dio Poseidone, e invocò subito il padre con queste parole:
"Se mi sei padre, fa che non torni in patria Ulisse. Ma se è destino che riveda i suoi cari, che torni a casa tardi e male, dopo aver perduto i compagni, sopra una nave non sua, e in casa trovi sventure".

📸: anello in argento con castone in oro, produzione etrusca, VI secolo a.C.
L'anello purtroppo non è stato ancora studiato e manca una interpretazione precisa dell'iscrizione, non del tutto leggibile. Probabilmente vi è inciso "mi uves", relativo al proprietario dell'anello.

#mythologicapills
Episode Nr 35- The Cyclops Polyphemus

Ulysses tells the Phaeacians one of his most famous adventures: the fight against the Ciclops Polyphemus.
Ulysses reached the island of the Cyclopes with his companions and entered the cave of Polyphemus, a one-eyed giant, looking for food. When Polyphemus, who was a shepherd, came home, pushed his flock in his grotto and closed the entrance by a huge rock. Then, he noticed the men and killed two of them.
Ulysses flattered him, told him that his name was Noman and offered the giant a strong wine to make him drunken. Indeed, the monster fell asleep very quickly and the men managed to blind him by a pointed stake.
Polyphemus began to shout for help from his fellow giants, saying that "Noman" was killing him. The other Cyclopes thought that he was insane and did not help him.
At dawn the monster had to let his flock out but he wanted to kill the men. How to escape? Look at our ring.
On the bezel is a man, in profile to the right, under the belly of a ram. To save himself and his companions, Ulysses managed to get out of the cave of Polyphemus tying each of his companions under the belly of a male sheep. For himself, however, he used a large ram to which he clung with his arms and legs, just as this ring shows.
Then, Ulysses made a big mistake. He shouted his real name at the monster. Polyphemus was a shepherd, ok, but he was a "daddy's boy" because he was son of the god Poseidon. He besought his father:
"‘Hear me, great Poseidon; if I am indeed your own true-begotten son, grant that Odysseus may never reach his home alive; or if he must get back to his friends at last, let him do so late and in sore plight after losing all his men let him reach his home in another man's ship and find trouble in his house.’

📸: silver ring with golden bezel, 6th century BC, Etruscan artwork.
Unfortunately this ring has not been studied so far and the inscription is not completely readable. Probably the inscription is "mi uves" and this refers to the owner of the ring.

#museoarcheologicovenezia #venezia #venice #archeologia #archaeology #odissea #mitologia #mito #myth #mythology #odyssey #homer #omero #polifemo #ciclope #anello #polyphemus @museitaliani @Direzione regionale Musei Veneto @Ministero della cultura Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

#pilloledimitologia
Episodio N°35- Il ciclope Polifemo

Ulisse racconta ai Feaci una delle sue più note avventure. L'incontro con il ciclope Polifemo.
Ulisse arriva con i suoi compagni sull'isola dei Ciclopi ed entra nella grotta di Polifemo, mostro enorme con un occhio solo, alla ricerca di cibo. Polifemo, che fa il pastore, ritorna nella sua dimora, fa entrare le sue greggi, chiude l'ingresso con un masso e uccide alcuni compagni di Ulisse.
L'eroe lo blandisce, gli dice di chiamarsi Nessuno e gli dona del vino, fortissimo, per farlo ubriacare. Infatti il gigante si addormenta velocemente. Ulisse e i compagni ne approfittano per accecarlo conficcandogli un tronco appuntito nel suo unico occhio.
Polifemo urla e chiama i suoi fratelli dicendo che Nessuno lo sta uccidendo. Gli altri ciclopi lo prendono per pazzo e non gli danno aiuto.
Arriva l'alba e Polifemo deve far uscire i suoi montoni ma vuole acchiappare e uccidere gli uomini. Come può Ulisse scappare dal gigante?
Guardate il nostro anello.
Nel castone è raffigurato un uomo, di profilo verso destra, sotto il ventre dell’ariete. Ulisse riuscì ad uscire dalla grotta legando ognuno dei suoi compagni sotto il ventre di uno dei montoni di Polifemo. Per sé stesso, invece, si servì di un grande ariete al quale si aggrappò con le braccia e le gambe, proprio come ci mostra questo anello.
Una volta al riparo, Ulisse commise un grande errore. Urlò al ciclope il suo vero nome. E Polifemo faceva il pastore, sì, ma era un "figlio di papà", ovvero del dio Poseidone, e invocò subito il padre con queste parole:
"Se mi sei padre, fa che non torni in patria Ulisse. Ma se è destino che riveda i suoi cari, che torni a casa tardi e male, dopo aver perduto i compagni, sopra una nave non sua, e in casa trovi sventure".

📸: anello in argento con castone in oro, produzione etrusca, VI secolo a.C.
L'anello purtroppo non è stato ancora studiato e manca una interpretazione precisa dell'iscrizione, non del tutto leggibile. Probabilmente vi è inciso "mi uves", relativo al proprietario dell'anello.

#mythologicapills
Episode Nr 35- The Cyclops Polyphemus

Ulysses tells the Phaeacians one of his most famous adventures: the fight against the Ciclops Polyphemus.
Ulysses reached the island of the Cyclopes with his companions and entered the cave of Polyphemus, a one-eyed giant, looking for food. When Polyphemus, who was a shepherd, came home, pushed his flock in his grotto and closed the entrance by a huge rock. Then, he noticed the men and killed two of them.
Ulysses flattered him, told him that his name was Noman and offered the giant a strong wine to make him drunken. Indeed, the monster fell asleep very quickly and the men managed to blind him by a pointed stake.
Polyphemus began to shout for help from his fellow giants, saying that "Noman" was killing him. The other Cyclopes thought that he was insane and did not help him.
At dawn the monster had to let his flock out but he wanted to kill the men. How to escape? Look at our ring.
On the bezel is a man, in profile to the right, under the belly of a ram. To save himself and his companions, Ulysses managed to get out of the cave of Polyphemus tying each of his companions under the belly of a male sheep. For himself, however, he used a large ram to which he clung with his arms and legs, just as this ring shows.
Then, Ulysses made a big mistake. He shouted his real name at the monster. Polyphemus was a shepherd, ok, but he was a "daddy's boy" because he was son of the god Poseidon. He besought his father:
"‘Hear me, great Poseidon; if I am indeed your own true-begotten son, grant that Odysseus may never reach his home alive; or if he must get back to his friends at last, let him do so late and in sore plight after losing all his men let him reach his home in another man's ship and find trouble in his house.’

📸: silver ring with golden bezel, 6th century BC, Etruscan artwork.
Unfortunately this ring has not been studied so far and the inscription is not completely readable. Probably the inscription is "mi uves" and this refers to the owner of the ring.

#museoarcheologicovenezia #venezia #venice #archeologia #archaeology #odissea #mitologia #mito #myth #mythology #odyssey #homer #omero #polifemo #ciclope #anello #polyphemus @museitaliani @Direzione regionale Musei Veneto @Ministero della cultura Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Indirizzo

San Marco, 52 - 30124 Venezia
Venice
30124

Da Piazzale Roma: Linea 1 fermata Vallaresso o San Zaccaria; Linea 2 fermata Giardinetti; Linea 5.1 o Linea 4.1, fermata San Zaccaria. Dalla Stazione Ferroviaria di Venezia Santa Lucia: Linea 1 fermata Vallaresso o San Zaccaria; Linea 2 fermata Giardinetti; Linea 5.1 o Linea 4.1, fermata San Zaccaria.

Informazione generale

Il Museo Archeologico Nazionale è uno dei musei del Polo Museale del Veneto, ha sede al primo piano delle Procuratie Nuove, in Piazza San Marco, in continuità con le sale del Museo Correr e le Sale Monumentali della Biblioteca Marciana. Nel mezzanino si trovano i depositi, visitabili dagli studiosi su richiesta, e alcuni locali per i restauri. Dal 1999 il Museo Archeologico è parte del Percorso Marciano, che riunisce gli istituti museali di piazza San Marco in un circuito integrato con biglietto unico. L'accesso dalle ore 10.00 alle ore 17.00 (orario invernale) e dalle 10.00 alle 19.00 (orario estivo) è dall'ingresso del Museo Correr, ala napoleonica, in piazza San Marco. Giorni di chiusura: 1 gennaio, 25 dicembre. Biglietto unico integrato I Musei di Piazza S. Marco: Intero: € 25.00 Ridotto: € 13 (studenti U.E. dai 15 ai 25 anni, accompagnatori - max 2 - di gruppi di studenti, cittadini U.E. sopra i 65 anni, personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, titolari di carta Rolling Venice e soci FAI). Gratuito: residenti nel Comune di Venezia, bambini da 0 a 5 anni, portatori di handicap con accompagnatore, guide autorizzate, interpreti turistici che accompagnino gruppi, capigruppo - gruppi di almeno 21 persone previa prenotazione, membri ICOM. Si ricorda inoltre che il Museo Archeologico rientra anche nella Museum Pass, che ha validità di sei mesi e permette una sola entrata ai dieci Musei Civici, alle Sale monumentali della Biblioteca Marciana e al Museo d’arte Orientale. Intero 35 euro, ridotto 18 euro. In base alla Convenzione fra Fondazione Musei Civici e Polo Museale del Veneto la biglietteria dei Museo Correr garantisce anche le gratuità sottoelencate previste dalla vigente normativa statale con visita limitata al solo Museo Archeologico. Gratuito: minori di 18 anni U.E. (i minori di 12 anni devono essere accompagnati) - studenti e docenti universitari U.E. delle facoltà di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, iscritti ai corsi di laurea in Lettere o materie con indirizzo Archeologico, Storico-Artistico delle facoltà di Lettere e Filosofia, iscritti alle Acccademie di Belle Arti - dipendenti del Ministero dei Beni e Attività Culturali - membri ICOM (International Council of Museums) - diversamente abili U.E. accompagnati da un familiare o da un assistente socio-sanitario - giornalisti - studenti e insegnanti di scuole pubbliche e private U.E - guide turistiche con patentino nell'esercizio della propria attività - interpreti turistici con patentino quando affiancano una guida Altri accessi gratuiti straordinari sono previsti per le prime domeniche dei mesi tra ottobre e marzo, la Settimana dei Musei e le giornate di #iovadoalmuseo. Permessi provvisori: per motivate ragioni di studio possono essere concessi dal Direttore.

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 17:00
Martedì 11:00 - 17:00
Mercoledì 11:00 - 17:00
Giovedì 11:00 - 17:00
Venerdì 11:00 - 17:00
Sabato 11:00 - 17:00
Domenica 11:00 - 17:00

Telefono

041 2967663

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Museo Archeologico Nazionale di Venezia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

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Commenti

Quando tutto questo sara finito verrò a visitare il museo Forza ne usciremo
luci ed ombre tra le Procuratie di Piazza San Marco
https://photos.app.goo.gl/hgMKtod9P8yprhgc9 Bellissimo museo che già conoscevo ma quando hai una guida è ancora più interessante. Bravo e grazie! ecco quà un piccolo omaggio 👋
👏👏👏👏
Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia merita visitarlo ci sono dei bei pezzi...consigliato a tutti
Ma per caso l hanno trafugato dal vostro museo ? 😜😂😂😂
Museo Archeologico stupendo ve lo consiglio
Top
IV Festival Internazionale di Film Archeologici di Castilla y León (Zamora, Spagna): Concorso di cortometraggi e documentari a tema archeologico e beni culturali. Le opere possono essere inviate prima del 1 aprile 2019. Tutti la informazione:
Con preghiera di partecipare e promuovere l’Educazione al Patrimonio culturale attraverso le SFIDE di #HackCultura2019, il primo Hackathon rivolto al mondo dell'istruzione per la “titolarità culturale”, la conoscenza e la ‘presa in carico’ del patrimonio culturale, promosso e realizzato in collaborazione con Europeana, INDIRE, ICCU, Scholas Occurrentes
Per tutta la giornata di oggi e per la mattina di domani, in concomitanza con #DomenicaalMuseo, 'Il Tuffatore' in versione ebook sarà fruibile gratuitamente per tutti sul sito di Amazon Italia. Come i Musei anche la lettura dei Romanzi Storici GRATIS per tutti. https://www.amazon.it/Il-Tuffatore-Massimo-Mangiola-ebook/dp/B071SG4F67/ref=sr_1_4?ie=UTF8&qid=1498768060&sr=8-4&keywords=tuffatore