Museo Archeologico Nazionale di Venezia

Museo Archeologico Nazionale di Venezia Il più antico museo di Venezia,
Opere romane e greche, nessun dinosauro 😩 a.C. al III sec.
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Il Museo, dallo spiccato carattere collezionistico, è costituito principalmente da materiali provenienti da raccolte private di insigni famiglie veneziane, donate alla città a partire dal XVI secolo. Le origini del museo, infatti, risalgono al legato testamentario di Domenico Grimani e alla donazione di suo nipote Giovanni, rispettivamente del 1523 e 1587, in virtù delle quali pervenne allo Stato

veneziano gran parte delle loro sculture antiche (oltre duecento), che andarono a costituire lo Statuario Pubblico. Tipica espressione del gusto rinascimentale, lo Statuario fu allestito nel 1596 nell’Antisala della Libreria di San Marco; ulteriori donazioni lo arricchirono nel corso dei secoli XVII e XVIII, fino a quando, nel 1812, per editto di Eugenio de Beauharnais, tutti i marmi furono trasferiti a Palazzo Ducale. Nella sua veste attuale, il Museo rispecchia l’allestimento realizzato da Carlo Anti tra il 1923 e il 1926. Le sculture, private in gran parte delle integrazioni dovute ai restauri rinascimentali, furono disposte in dodici sale suddivise per epoche, scuole artistiche e soggetti, proponendo una panoramica della scultura classica dal V sec. d.C., in cui particolare attenzione era riservata al cospicuo gruppo di originali greci, già segnalato nel 1898 in un saggio di Adolf Furtwängler. Alcuni ampliamenti vennero realizzati tra gli anni ‘50 e ‘60, in seguito al deposito delle raccolte archeologiche dei Civici Musei e all’assegnazione definitiva di parte delle collezioni del Museo di San Donato di Zara. Va infine ricordata la donazione di Giancarlo Ligabue del 1982, che consiste in un interessante gruppo di bronzi protostorici.

 “Noli me tangere” – “Non mi toccare”Ereditiamo la locuzione latina “Noli me tangere” dal Vangelo secondo Giovanni (20,1...
16/11/2023


“Noli me tangere” – “Non mi toccare”
Ereditiamo la locuzione latina “Noli me tangere” dal Vangelo secondo Giovanni (20,17). Si tratta di una frase attribuita a Gesù ed è il nome con cui si indica l'episodio della sua apparizione a Maria Maddalena, dopo la resurrezione. La mattina seguente alla sepoltura, le pie donne si recarono al sepolcro trovandolo vuoto, così Maria Maddalena rimase all’esterno a piangere. Qui la donna riconobbe Gesù, dopo aver pensato che fosse il custode del giardino e, mentre gli si stava avvicinando, egli pronunciò la celebre frase "Noli me tangere, nondum enim ascendi ad Patrem meum", interpretata come un invito a non voler controllare se egli avesse ancora un corpo in carne e ossa poiché non era ancora asceso in cielo. Questa traduzione ha destato numerose perplessità e le versioni moderne della Bibbia traducono "non mi trattenere", più aderente al verbo usato nell'originale greco del Vangelo, con il senso di non far perdere tempo, perché Gesù sente l'urgenza di ricongiungersi al Padre.
Attualmente questa frase viene usata per scoraggiare azioni non gradite e per indicare una persona suscettibile o particolarmente riservata, talvolta anche in tono scherzoso. In botanica è comune l’utilizzo del latino e la pianta “impaziente noli me tangere” ha la caratteristica di spargere i propri semi appena viene sfiorata.
Tra Medioevo e Rinascimento, l’episodio biblico così intitolato divenne un tema ricorrente dell’iconografia pittorica. Tra gli autori più noti: Tiziano, Beato Angelico, Giotto, Michelangelo, Duccio di Buoninsegna e Botticelli. Ci aiutate a ricordate se a Venezia è conservata qualche opera raffigurante questo tema?
🎥

  Ma quante cose si imparano leggendo i nostri post? 😜Correva l'anno 2021 e affrontavamo parole diffcili!  How many thin...
15/11/2023


Ma quante cose si imparano leggendo i nostri post? 😜
Correva l'anno 2021 e affrontavamo parole diffcili!


How many things can you learn by reading our posts? 😜
The year was 2021 and we faced difficult words!



Alcuni followers ci hanno chiesto maggiori informazioni sulle nostre gemme, così la parola di oggi è GLITTICA, che deriva dal greco "glyphein" e significa intagliare, scolpire. Infatti con questo termine si indica l'arte di incidere su pietre dure.
Le gemme si suddividono in intagli e cammei. Gli intagli sono di dimensioni ridotte, e le figure sono scavate, cioè incise "al negativo". I cammei, al contrario, sono lavorati "in positivo"in pietre a più strati e possono avere anche dimensioni considerevoli.
Come venivano realizzate? Plinio nella "Naturalis Historia" ce lo racconta. Le pietre erano tenute ferme da una morsa e incise con punte di ferro, a mano o con un trapano, poi rifinite a mola e pulite e lucidate con polvere di Nasso. La pietra più utilizzata era la corniola, che era ottima per creare sigilli dato che la cera non le rimane attaccata. Le gemme avevano non solo un valore estetico decorativo ma anche magico e curativo (secondo Plinio, per esempio, l'ametista allontana l'ubriachezza, le cavallette e la grandine!).
⚠️Spoiler: nel progetto di riallestimento del nostro museo prevediamo una sala interamente dedicata alle gemme in cui spiegheremo meglio le tecniche di incisione .🤩

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Some followers have asked us for more info about gems. So, today's difficult word is GLYPTICS which comes from the Greek term "glyphein" and it means "to engrave, to sculpt". Indeed, this term indicates the art of gem carving.
The gems are divided into intaglios (with the design cut into the flat background of the stone) and cameos (with the design projecting out of the background). Intaglios are in general smaller than cameos.
Pliny the Elder, in his Naturalis Historia, describes the procedures and the techniques of gem carving. The stones were blocked by a vise and engraved by iron bits using a hand-drill or by hand. Then, they were completed by a grinder, cleaned and polished with Naxos powder. The stone which was more frequently used was carnelian, excellent for seals because wax does not stick on it. Gems had not only a decorative value but also a magical and healing purpose (according to Pliny, for example, the amethyst removed drunkenness, grasshoppers and hail!)
⚠️Spoiler: we are planning a room entirely dedicated to gems for the new setting-up of our museum.🤩

HIC SUNT LEONESDa Ladispoli al Museo Archeologico Nazionale di Venezia è un attimo!Appassionati di felini, domatori di m...
14/11/2023

HIC SUNT LEONES
Da Ladispoli al Museo Archeologico Nazionale di Venezia è un attimo!
Appassionati di felini, domatori di micioni, gattare ruggenti venite ad ammirare i nostri leoni: non mordono e non scappano.
Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia vi aspetta...e sappiamo anche fare le fusa!🦁
Ma dove lo trovate un museo così? Purr purr


📷 Rilievo con Cibele, Attis e un leone (dettaglio), II secolo a.C., collezione Giovanni Grimani, esposto in sala 8

L’ARTE CI SOMIGLIA Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi...una scultura antica da imitare! L’ospite della nostra rub...
14/11/2023

L’ARTE CI SOMIGLIA

Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi...una scultura antica da imitare! L’ospite della nostra rubrica settimanale è Luisella Romeo , guida turistica che offre appassionate esperienze veneziane, itinerari inconsueti, tour virtuali (https://www.seevenice.it)

Un esempio? 🤔Vi segnaliamo l’iniziativa Places of Resistance, parte del progetto "Relocating a Structure" di Maria Eichhorn al Padiglione tedesco della Biennale.
I tour sono interamente gratuiti , si svolgono in inglese o italiano e si prefiggono di far conoscere i luoghi cittadini collegati alla resistenza antifascista e alla deportazione della popolazione ebraica. Per questo, sono frutto della collaborazione con Iveser Venezia (Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea).
I tour disponibili sono 3: il tour A vi porterà alla scoperta del Ghetto, il tour B si focalizzerà sulla Stazione di Santa Lucia, il tour C sull'Arsenale.

I tour terminano il 16 novembre, quindi affrettatevi! Per maggiori info e per prenotare cliccate su questo link:
➡ https://archplus.net/en/open-for-maintenance/ -40773

Oggi però Luisella si è cimentata nella rappresentazione di una scultura antica e chi saprà indovinarla per primo vincerà come sempre una visita guidata e lo shopper di A serial traveler in saór - Una viaggiatrice a Venezia

ART RESEMBLES US

Blonde braids, blue eyes and then...an ancient sculpture to imitate! The guest of our weekly column is Luisella Romeo, a tourist guide who offers passionate Venetian experiences, unusual itineraries, and virtual tours.
An example?🤔 We would like to mention the "Places of Resistance" initiative, part of Maria Eichhorn's "Relocating a Structure" project at the German Pavilion of the Biennale.
The tours are free, they are led in English and focus on the antifascist resistance and the deportation of the Jewish population .
Three tours are available: tour A (Ghetto), tour B (Railway station), tour C (Arsenal). The tours are organized in collaboration with Iveser.
To get more info and to book a tour: https://archplus.net/en/open-for-maintenance/ -40773

Today, however, Luisella has dabbled in representing an ancient sculpture and whoever guesses it first will win a guided tour and a shopper of the blog "A serial traveler in saór"

SeeVenice Guided Tours by Luisella Romeo Iveser Venezia Best Venice Guides

  Ecco il terzo quarto di finale del nostro social contest dedicato ai medaglioni e ai contorniati romani.Il vostro voto...
13/11/2023



Ecco il terzo quarto di finale del nostro social contest dedicato ai medaglioni e ai contorniati romani.

Il vostro voto è molto importante! 🙂

Questa settimana si sfidano due contorniati, ovvero medaglie caratterizzate da un solco profondo lungo il bordo, su entrambe le facce. Anche questi, come i medaglioni, non avevano una funzione economica vera e propria: alcuni studiosi ritengono venissero usati come premi per i vincitori delle gare del circo, per altri erano pedine da gioco, per altri ancora doni portafortuna da scambiarsi in occasione di feste come i Saturnalia per l’inizio del nuovo anno.

Numero 1- Contadino che scuote un albero con una pertica
Contorniato in bronzo, zecca di Roma, quarto- quinto secolo, Inv. n° 2129. (Alfoldi 423/7).

Numero 2- Scilla intenta a colpire la nave di Ulisse e ad afferrare i suoi compagni.
Contorniato in bronzo, zecca di Roma, quarto- quinto secolo, Inv. n° 2115. (Alfoldi 390/3).

Quale opera preferite? La numero 1 o la numero 2? Scrivetelo nei commenti.🙂

  Ecco il medaglione che abbandona il nostro contest questa settimana.Si trova in sala 7 e  rappresenta una scena di sac...
12/11/2023



Ecco il medaglione che abbandona il nostro contest questa settimana.
Si trova in sala 7 e rappresenta una scena di sacrificio davanti ad un tempio.

L’imperatore Commodo è raffigurato velato e con lui vi sono quattro persone togate.
Di fronte a loro potete vedere altre quattro persone: una sta suonando uno strumento musicale a fiato chiamato tibia, due accompagnano un toro (la vittima) e l’ultimo ha il braccio alzato a impugnare un coltello per sacrificare l’animale.
In basso potete leggere VOTA PUBLICA.
Cosa significa? 🤔Si chiamava così una celebrazione che si svolgeva all’inizio dell’anno e con la quale il popolo romano chiedeva agli dèi di proteggere l’imperatore. Questa usanza risale addirittura ai tempi della Repubblica, quando il primo dell’anno si festeggiava i VOTA PRO SALUTE REI PUBLICAE (“Voti per la salute della repubblica”).
Dopo i sacrifici agli dèi era il momento delle “strenae”, doni augurali all’imperatore da cui la parola “strenne” e giochi del circo.

A domani con un nuovo sondaggio!

📸Medaglione in bronzo, Roma, 178 d.C., Inv. n° 7751 (Gnecchi, II, p.70, n. 166)

11/11/2023



Manca poco! Alle ore 15 vi aspettiamo nelle nostre sale per un archeoquiz a premi 😊
Special guest: Stella Nosella - Autrice 🎉

Ultimi posti disponibili. Prenotazione obbligatoria allo 0412967663.

Evento gratuito previo acquisto del biglietto di ingresso, gratuito per i residenti.
Ingresso dal Museo Correr.

  Se osservate il cielo durante una notte stellata potrete scoprire una nave di stelle. Lo sapevate? E’ la costellazione...
11/11/2023



Se osservate il cielo durante una notte stellata potrete scoprire una nave di stelle. Lo sapevate? E’ la costellazione di Argo.✨

Argo era il nome della prima nave che venne mai costruita e prese il nome proprio dal suo inventore. Si racconta, infatti, che Argo fabbricò la nave sotto la guida della dea Atena (Apollodoro, 1,9, 16) e che la prua contenesse un legno magico che poteva parlare.

Divenne celebre per la spedizione che portò Giasone e i suoi compagni alla conquista del Vello d’Oro.
Il Vello d’Oro era il manto di un ariete dorato e si trovava nella Colchide, l’attuale Georgia, protetto da un drago. Oltre al fatto di essere d’oro, era ambito perché considerato capace di curare le malattie.
Giasone e gli eroi che lo seguirono sono conosciuti come “Argonauti”, dal nome della nave che li condusse così lontano e su di loro Apollonio Rodio ha scritto un intero poema!

Dopo il suo ritorno, Giasone consacrò la nave al dio del mare Poseidone. La nave rimase per molti anni sull’istmo di Corinto, dove rimase esposta alle intemperie. Secondo Euripide (Medea, 1386-1388), Giasone rimase ucciso proprio mentre dormiva sulla nave: la nave, ormai in rovina, subì un cedimento e travolse l’eroe. Gli dèi in seguito la trasformarono in costellazione.

Igino (De Astronomia, II, 37) precisa che “non tutta la sua immagine appare tra le stelle, bensì solo una metà, dalla poppa all’albero maestro, per indicare che gli uomini non devono farsi prendere dal panico neppure quando la nave si spezza”.

📸Intaglio in corniola raffigurante una nave con prua ricurva e vela spiegata, a bordo si vedono due marinai. Opera romana, primo secolo a.C., collezione Marciana. Misure: 1,76 cm x 0,3 cm. Inv. n° G376.

10/11/2023



Siete pronti per domani? 😊
Anche il nostro museo parteciperà all'evento di Kid Pass intitolato "Avventure tra le pagine", che si prefigge di avvicinare le famiglie al mondo della cultura.
Vi aspetteremo alle ore 15 per l'archeoquiz a premi con la scrittrice Stella Nosella - Autrice, che oggi ha presentato l'iniziativa durante il programma di Rai3 "Buongiorno Regione".
Per chi se lo fosse perso, ecco il suo intervento.

ℹ️L'archeoquiz a premi è un evento gratuito previo acquisto del biglietto di ingresso al museo, gratuito per i residenti.
Prenotazione obbligatoria allo 041 2967663.
Ultimi posti disponibili!
Evento indicato per bambine e bambini dai 6 anni in su.
Ingresso dal Museo Correr.

  Per la rubrica che fa dialogare archeologia e arte contemporanea oggi mettiamo a confronto una nostra gemma e una perf...
10/11/2023



Per la rubrica che fa dialogare archeologia e arte contemporanea oggi mettiamo a confronto una nostra gemma e una performance di Gino De Dominicis, connesse dal sogno impossibile per un essere umano di volare con le proprie forze.

Gino De Dominicis, nato ad Ancona nel 1947 e morto nel 1998, è stato un artista eclettico che ha spaziato dalla pittura alla performance.
Ne l969 realizzò una performance, immortalata in video da Gerry Schum, intitolata “Tentativo di volo”. L’artista venne ripreso di spalle mentre correva, piegava le ginocchia e sbatteva le braccia nella speranza di spiccare il volo. La spiegazione di De Dominicis nel video fu: "Forse è perché so nuotare che ho deciso di imparare a volare". L'artista disse di aver provato per tre anni a volare senza risultati ma di voler continuare a provarci.
Questa performance, che riprende il sogno leonardesco, sfocia nel paradosso ed è un atto di rivolta verso la teoria newtoniana.

Dall’altra parte vi mostriamo un leggendario inventore con la voglia (e necessità!) di volare in alto.
Stiamo parlando di Dedalo. Incaricato della costruzione di un labirinto a Creta che doveva imprigionare il mostro Minotauro. Purtroppo Dedalo con suo figlio Icaro fu rinchiuso nella stessa trappola che aveva progettato. Per fuggire, si costruì delle ali. Eccolo mentre le forgia. Dedalo riuscì a scappare dal labirinto ma suo figlio Icaro volò troppo vicino al sole, la cera che teneva unite le ali si sciolse e il ragazzo cadde in mare.

📸 Intaglio in agata del primo secolo, opera romana, collezione di San Donato di Zara (Croazia), Dedalo seduto all’ombra di un albero forgia le ali di Icaro. Misure: 2.6 cm x 1.9 cm Inv. nr 357.
“Tentativo di volo”, Gino De Dominicis, 1969, fotogramma.
Credits: https://www.doppiozero.com/manuale-di-volo

 “Homo faber fortunae suae” – “l’uomo è artefice del proprio destino”Questa famosa frase latina è attribuita ad Appio Cl...
09/11/2023


“Homo faber fortunae suae” – “l’uomo è artefice del proprio destino”
Questa famosa frase latina è attribuita ad Appio Claudio Cieco (350-271 a. C.) il quale, nelle sue “Sententiae”, la usò per riferirsi alla capacità dell’uomo di determinare la propria sorte, prendendosi la responsabilità delle proprie scelte. La frase simile “Faber est suae quisque fortunae” si trova nella seconda delle due “Epistulae ad Caesarem senem de re publica” (1, 1, 2) attribuite a Sallustio o al più tardo Pseudo Sallustio.
La forte valenza motivazionale della frase di Appio Claudio diventa emblematica di certi passaggi storici, laddove l’uomo romano veniva visto come pragmatico costruttore del proprio mondo e protagonista delle proprie azioni, in contrapposizione all’idea del fato che dominava il mondo classico. Ugualmente, le correnti culturali sorte tra Umanesimo e Rinascimento videro nell’uomo un essere capace di utilizzare quanto presente in natura per plasmare al meglio la propria fortuna, dopo che, nel Medioevo, l'uomo era stato ritenuto succube del destino. Il concetto dell’”homo faber” venne ripreso dagli umanisti del XIV secolo, diventando poi simbolo e ideale della nuova umanità teorizzata nell’Italia rinascimentale.
Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e Leon Battista Alberti sostennero questa visione dell’uomo. Quest’ultimo affermò “Tiene giogo la fortuna solo a chi gli si sottomette”. Fu l’epoca dei viaggi di scoperta oltre i limiti del mondo conosciuto, degli esperimenti alchemici coi quali si desiderava governare le leggi della natura e, nonostante questo, il periodo dell’Inquisizione, quando Giordano Bruno morì sul rogo per aver sostenuto l’infinità dell’universo!

La nostra Artemide ha lasciato le sue compagne gemelle, dopo essere stata alla mostra " : una, nessuna, centomila" del M...
09/11/2023

La nostra Artemide ha lasciato le sue compagne gemelle, dopo essere stata alla mostra " : una, nessuna, centomila" del Museo Archeologico e d'Arte della Maremma, ed ha fatto ritorno al MAV. Potrete quindi ammirarla nella sua collocazione abituale in sala 3



Ministero della Cultura museitaliani Direzione regionale Musei Veneto

  La costruzione di una community appassionata si riconosce anche dalle piccole cose.Correva l'anno 2021 e la nostra fan...
08/11/2023


La costruzione di una community appassionata si riconosce anche dalle piccole cose.
Correva l'anno 2021 e la nostra fanbase ci dava molte soddisfazioni!


Building a passionate community can also be recognized by small things.
The year was 2021, and our fanbase gave us a lot of satisfaction!

SEI UN FAN DEL MUSEO ARCHEOLOGICO SE…
…davanti al tuo parrucchiere di fiducia: “Mi raccomando, taglio e piega per un’acconciatura sofisticata come quella di Faustina!”
📷 Ritratto di Faustina Minore (moglie di Marco Aurelio), 161-170 d.C.; collezione Giovanni Grimani, esposto in sala 10.

YOU ARE A FAN OF THE ARCHAEOLOGICAL MUSEUM IF…
…at the hair salon you go: “Please, I want a refined hairstyle like Faustina the Younger!”
📷 Portrait of Faustina the Younger (wife of Marcus Aurelius) 161-170 AD; Giovanni Grimani’s collection, on display in room 10.

L’ARTE CI SOMIGLIAImmaginatevi su una gondola che scivola delicatamente sulle acque lagunari, la luna splende argentea n...
07/11/2023

L’ARTE CI SOMIGLIA
Immaginatevi su una gondola che scivola delicatamente sulle acque lagunari, la luna splende argentea nel cielo...il Museo Archeologico all’orizzonte...la vostra destinazione! E può succedere anche che due “pope” classicisti come Alessandro De Zorzi e Riccardo Simionato interpretino per voi e per la community del MAV il gruppo statuario di Sant’Ildefonso, attualmente esposto al Museo del Prado. Si tratta di una scultura romana di gusto eclettico del I secolo d.C., ritrovata a Roma e appartenuta alla collezione Ludovisi sicuramente già dal 1623; nel 1724 fu venduta al re Filippo V di Spagna e collocata al Palazzo Reale della Granja de San Ildefonso a Segovia, da cui ha preso la denominazione.
L’opera rappresenta i Dioscuri, cioè i fratelli Castore e Polluce, mentre offrono un sacrificio a Persefone.
Complimenti a Chiara Spinazzi Lucchesi e Marina Cusin che vincono una visita guidata e lo shopper di A serial traveler in saór - Una viaggiatrice a Venezia

ART RESEMBLES US
Imagine yourself on a gondola gliding delicately over the lagoon waters, the moon shining silvery in the sky... the Archaeological Museum on the horizon... your destination! And it can also happen that two classicist gondoliers, like Alessandro de Zorzi and Riccardo Simionato, interpret for you and the MAV community the statuary group of San Ildefonso, currently exhibited at the Prado Museum. It is a Roman sculpture of eclectic taste from the 1st century AD, found in Rome and certainly belonging to the Ludovisi collection since 1623; in 1724, it was sold to King Philip V of Spain and placed in the Royal Palace of Granja de San Ildefonso in Segovia, from which it took its name.
The work represents the Dioscuri, that is, the brothers Castor and Pollux, as they offer a sacrifice to Persephone.
Congratulations to Chiara Spinazzi Lucchesi and Marina Cusin, who won a guided tour and the shopper of the blog “A serial traveler in saór”.

📷 source https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Grupo_de_San_Ildefonso_(Museo_del_Prado)_02.jpg

Museo Nacional del Prado

  Ecco il secondo quarto di finale del nostro social contest dedicato ai medaglioni romani.Il vostro voto è molto import...
06/11/2023



Ecco il secondo quarto di finale del nostro social contest dedicato ai medaglioni romani.
Il vostro voto è molto importante!

Numero1- Scena di sacrificio
Il medaglione rappresenta una scena di sacrificio davanti ad un tempio. L’imperatore Commodo è raffigurato velato e con lui vi sono quattro persone togate.
Di fronte a loro potete vedere altre quattro persone: una sta suonando uno strumento musicale a fiato chiamato tibia, due accompagnano un toro (la vittima) e l’ultimo ha il braccio alzato a impugnare un coltello per sacrificare l’animale.
In basso potete leggere VOTA PUBLICA. Cosa significa? Si chiamava così una celebrazione che si svolgeva all’inizio dell’anno e con la quale il popolo romano chiedeva agli dèi di proteggere l’imperatore. Questa usanza risale addirittura ai tempi della Repubblica, quando il primo dell’anno si festeggiava i VOTA PRO SALUTE REI PUBLICAE (“Voti per la salute della repubblica”).
Dopo i sacrifici agli dèi era il momento delle “strenae”, doni augurali all’imperatore da cui la parola “strenne” e giochi del circo.
📸Medaglione in bronzo, Roma, 178 d.C., Inv. n° 7751 (Gnecchi, II, p.70, n. 166)

Numero 2- Veduta di un porto
Sulla riva, a destra, vi sono due persone in piedi, davanti a un faro. Nel mare, a sinistra, veleggiano due navi a vela e due barche a remi.
Potete leggere l’iscrizione VOTIS FELICIBVS. Cosa significa?
Nel 186 d.C. l’imperatore Commodo costituì una flotta per mettere al sicuro i rifornimenti di grano provenienti dall’Africa. La flotta avrebbe sopperito al fabbisogno di grano di Roma in caso di disguidi con il raccolto egiziano.
Il medaglione ritrae l’arrivo della flotta a Portus (a nord di Ostia, Roma). In occasione di questo evento venivano celebrati dei riti chiamati “votis felicibus” per ringraziare gli dèi.
📸Medaglione in bronzo, Roma, 191 d.C., Inv. n° 7752 (Gnecchi, II, p.71, n. 175)

Quale opera preferite? La numero 1 o la numero 2? Scrivetelo nei commenti.🙂

  Ma...allora, Ambrogio fiondati subito al Museo Archeologico! Oggi l'ingresso è pure gratuito.E voi cosa fate?
05/11/2023


Ma...allora, Ambrogio fiondati subito al Museo Archeologico! Oggi l'ingresso è pure gratuito.
E voi cosa fate?

  Ecco l'opera che abbandona il nostro contest questa settimana. Stiamo parlando del contorniato raffigurante Apollo.Apo...
05/11/2023



Ecco l'opera che abbandona il nostro contest questa settimana. Stiamo parlando del contorniato raffigurante Apollo.

Apollo era figlio di Zeus e Latona. Si narra che la moglie di Zeus, Era, fece di tutto per ostacolare il parto di Latona. Lanciò anche una maledizione a tutte le terre “ferme” che l’avessero ospitata nel momento del parto. Per fortuna l’isola di Ortigia, che vagava nel Mediterraneo e quindi sarebbe stata immune dalla maledizione, accolse Latona. Là nacquero i gemelli Artemide e Apollo.
Apollo volle dare un nome nuovo all’isola in segno di riconoscimento, così Ortigia (“l’isola delle quaglie”) divenne Delo (“la splendente”).
Apollo, a soli 3 giorni di vita, uccise Pitone, il mostro che custodiva l’oracolo della città di Delfi e si impossessò del santuario, che divenne l'oracolo più famoso dell’antichità.
La sacerdotessa del dio era chiamata Pizia, ovvero “la pitonessa”, ed elargiva profezie seduta sul tripode, un recipiente a 3 piedi.
Apollo divenne il dio della musica, delle arti e del sole. I suoi animali simbolo erano il lupo, il cigno, il corvo, il serpente (che ricorda il mostro da lui sconfitto: Pitone), il grifone. Suoi simboli erano l'arco e le frecce, la cetra e la lira, il tripode (su cui si sedeva la sua sacerdotessa, la Pizia) e l'alloro.
Apollo nella nostra opera è n**o, in piedi, con il volto rivolto verso la sua destra. Il braccio destro è teso di lato e regge un rametto di alloro. Il braccio sinistro, invece, è poggiato su una cetra, sorretta da un tripode su cui si avvolge un serpente.

📸Contorniato in bronzo, Roma, quarto- quinto secolo, inv. n° 2106. (Alfoldi 381/9,19)

A domani con un nuovo sondaggio 🙂

  ✨La scorsa settimana vi abbiamo parlato del cacciatore Orione e del suo cane Sirio, entrambi trasportati dagli dèi gre...
04/11/2023

✨

La scorsa settimana vi abbiamo parlato del cacciatore Orione e del suo cane Sirio, entrambi trasportati dagli dèi greci tra le stelle.

Oggi vi raccontiamo della costellazione della Lepre.🐰
Dato che Orione era raffigurato come cacciatore serviva una spiegazione e così i Greci si erano immaginati una lepre in fuga davanti ai sui piedi.
Alcuni credono che sia stata portata là dal dio Mercurio, messaggero degli dèi, dato che la lepre è un suo animale simbolo. Altri rifiutano questa spiegazione: un cacciatore abile come Orione non poteva certo essere descritto in atto di cacciare un leprotto! Pertanto, preferiscono immaginare che Orione si stia battendo contro il Toro. (Igino, De Astronomia, II, 33)🙂

📸Intaglio in corniola gialla raffigurante una lepre, primo secolo a.C., collezione San Donato di Zara (Croazia), misure: 1,04 cm x 0,93 cm. Inventario n° G 184

Sabato 4 e domenica 5 ingresso gratuito al Museo Archeologico di Venezia: parola di Pompeiano!Accesso da Piazzetta San M...
03/11/2023

Sabato 4 e domenica 5 ingresso gratuito al Museo Archeologico di Venezia: parola di Pompeiano!

Accesso da Piazzetta San Marco 13/a (Biblioteca Nazionale Marciana).
Orario 10-17 (ultimo ingresso alle ore 16).
Non si potrà entrare con trolley, borse e zaini ingombranti (non è presente il servizio di guardaroba).
Rimane comunque invariato il percorso integrato dei Musei di Piazza San Marco in quanto il Museo Correr non aderisce all'iniziativa.

Foto: ritratto di Pompeiano, seconda metà del II secolo d.C.; collezione Giovanni Grimani

  Se non l'avete capito allora ve lo rispieghiamo! 😜https://www.facebook.com/archeovenezia/posts/pfbid02XYBvSJYdu4G3MZB2...
01/11/2023


Se non l'avete capito allora ve lo rispieghiamo! 😜

https://www.facebook.com/archeovenezia/posts/pfbid02XYBvSJYdu4G3MZB2ttpTwFoRxDQ1v6ZdMFqCjz8CkYAihtsviJiZBvyqQ6PCycc6l


SMM: “Direttrice, la gente è confusa, non capisce quando parliamo di modelli, archetipi, copie, varianti iconografiche, repliche e calchi moderni. C’è grossa crisi su questo argomento e i social non aiutano. I musei dovrebbero impegnarsi di più…che fare?”
D: “Magna Mater! È un tema complesso e molto vasto, ma sono sicura che saprai affrontarlo al meglio.”
SMM: “D’accordo, lo spiego con parole semplici!”
🙄🙄🙄
Tutto chiaro? Non fate i mirmilloni, se avete dei dubbi, venite in museo e vi spiegheremo tutto!

L’ARTE CI SOMIGLIAQuesta settimana per il nostro contest abbiamo chiesto l'aiuto di due esponenti del mestiere più iconi...
31/10/2023

L’ARTE CI SOMIGLIA
Questa settimana per il nostro contest abbiamo chiesto l'aiuto di due esponenti del mestiere più iconico di Venezia.
Alessandro De Zorzi e Riccardo Simionato sono due atletici ed equilibristi gondolieri e proprio grazie alla loro agilità scenica hanno interpretato la scultura di oggi.
La riconoscete?
Giocate con noi 🙂
Chi indovina per primo il titolo dell'opera vincerà la shopper di serial traveler in saór - Una viaggiatrice a Venezia e una visita guidata gratuita 🙂

ART RESEMBLES US
This week we asked for the help of two spokespersons of the most iconic Venetian profession.
Alessandro De Zorzi and Riccardo Simionato are athletic and acrobatic gondoliers. Thanks to their scenic agility they interpreted a famous ancient sculpture.
Do you recognize it?
Play with us
Whoever guesses the title of the artwork first will win a guided tour and the shopper of "A serial traveler in saór".

  Inizia il primo quarto di finale del nostro social contest dedicato ai medaglioni romani.Il vostro voto è molto import...
30/10/2023



Inizia il primo quarto di finale del nostro social contest dedicato ai medaglioni romani.
Il vostro voto è molto importante!

Numero 1- Efesto con lo scudo di Achille
Nell’Iliade si racconta di come Patroclo perì in battaglia, ucciso da Ettore. Stava indossando l’armatura di Achille per spronare i compagni e incutere timore ai Troiani.
Dov’era Achille? Pieno di ira contro il capo degli Achei, Agamennone, aveva giurato di non combattere più per quella guerra. Tuttavia, una volta saputa la fine di Patroclo “una nera nube di dolore avvolse l’eroe, con entrambe le mani prese la cenere arsa e se la sparse sul capo e gettò un urlo tremendo”.
E così, Achille sostituì l’orgoglio con la sete di vendetta. Sua madre Teti andò nientepopodimeno dal dio Efesto per fornirgli delle nuove armi e un intero canto dell’Iliade, il diciottesimo, è dedicato a questa vicenda.
“E fabbricò per primo uno scudo, grande e pesante, in ogni parte adorno, vi pose un triplice bordo, luminoso, splendente. In cinque fasce era diviso lo scudo e su di esso il dio dall’abile ingegno incise molti disegni a rilievo. Raffigurò la terra e il cielo e il mare e poi il sole instancabile e la luna piena e tutte le costellazioni che incoronano il cielo [...]
Quando ebbe fatto lo scudo grande e pesante forgiò per Achille una corazza più luminosa della fiamma del fuoco, e un solido elmo adatto alle sue tempie, un elmo bello ed ornato; vi applicò un cimiero dorato, e poi fabbricò le gambiere di lucido stagno.
Quando ebbe fatto, una per una, le armi, Efesto le prese e le depose davanti alla madre di Achille. E come un falco essa balzò dall’Olimpo coperto di neve portando le luminose armi di Efesto”.

📸Contorniato in bronzo, zecca di Roma, quarto- quinto secolo, Inv. n° 2110. (Alfoldi 391/13)

Numero 2- Apollo
Apollo era figlio di Zeus e Latona. Si narra che la moglie di Zeus, Era, fece di tutto per ostacolare il parto di Latona. Lanciò anche una maledizione a tutte le terre “ferme” che l’avessero ospitata nel momento del parto. Per fortuna l’isola di Ortigia, che vagava nel Mediterraneo e quindi sarebbe stata immune dalla maledizione, accolse Latona. Là nacquero i gemelli Artemide e Apollo.
Apollo volle dare un nome nuovo all’isola in segno di riconoscimento, così Ortigia (“l’isola delle quaglie”) divenne Delo (“la splendente”).
Apollo, a soli 3 giorni di vita, uccise Pitone, il mostro che custodiva l’oracolo della città di Delfi e si impossessò del santuario, che divenne l'oracolo più famoso dell’antichità.
La sacerdotessa del dio era chiamata Pizia, ovvero “la pitonessa”, ed elargiva profezie seduta sul tripode, un recipiente a 3 piedi.
Apollo divenne il dio della musica, delle arti e del sole. I suoi animali simbolo erano il lupo, il cigno, il corvo, il serpente (che ricorda il mostro da lui sconfitto: Pitone), il grifone. Suoi simboli erano l'arco e le frecce, la cetra e la lira, il tripode (su cui si sedeva la sua sacerdotessa, la Pizia) e l'alloro.
Apollo è n**o, in piedi, con il volto rivolto verso la sua destra. Il braccio destro è teso di lato e regge un rametto di alloro. Il braccio sinistro, invece, è poggiato su una cetra, sorretta da un tripode su cui si avvolge un serpente.

📸Contorniato in bronzo, Roma, quarto- quinto secolo, inv. n° 2106. (Alfoldi 381/9,19)

Quale opera preferite? La numero 1 o la numero 2? Scrivetelo nei commenti.🙂

Indirizzo

San Marco, 52/Venezia
Venice
30124

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 17:00
Martedì 10:00 - 17:00
Mercoledì 10:00 - 17:00
Giovedì 10:00 - 17:00
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Sabato 10:00 - 17:00
Domenica 10:00 - 17:00

Telefono

041 2967663

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