Museo Ebraico di Venezia

Museo Ebraico di Venezia Nel campo del Ghetto Novo, incastonato tra le due più antiche sinagoghe veneziane, si trova il Museo Ebraico di Venezia. Dal 1990 è gestito da CoopCulture.
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Normali funzionamento

Una domanda piuttosto frequente durante i nostri tour guidati è “Perché spesso la bimah è sormontata da una cupoletta?”....
30/07/2021

Una domanda piuttosto frequente durante i nostri tour guidati è “Perché spesso la bimah è sormontata da una cupoletta?”.

Come in moltissimi saprete, in sinagoga la bimah o tevah è il luogo da cui la Torah viene letta.

Spesso, ma non sempre, è sormontata da una lanterna, una cupoletta in vetro ben visibile anche dall'esterno dell'edificio. A Venezia si trova sia sulla bimah della sinagoga Canton (è quella che vedete in foto) che sulla bimah della sinagoga Italiana e in entrambi i casi è facilmente riconoscibile dal Campo di Ghetto Nuovo.

La lanterna permette l'ingresso della luce sulla bimah, dunque permette la lettura dei testi sacri. Consente, inoltre, di amplificare la voce del cantore.

Anche nella Scola Grande Tedesca una cupoletta è presente al centro della sala ma ha perso la sua funzione originaria perché la bimah a cui in origine forniva luce fu spostata all'inizio del 1800 su un lato della stanza.

#lerisposteallevostredomande
#ebraismo
#museoebraico
#jewishmuseum
#veniceghetto
#ghettovenezia
#italiaebraica

Una domanda piuttosto frequente durante i nostri tour guidati è “Perché spesso la bimah è sormontata da una cupoletta?”.

Come in moltissimi saprete, in sinagoga la bimah o tevah è il luogo da cui la Torah viene letta.

Spesso, ma non sempre, è sormontata da una lanterna, una cupoletta in vetro ben visibile anche dall'esterno dell'edificio. A Venezia si trova sia sulla bimah della sinagoga Canton (è quella che vedete in foto) che sulla bimah della sinagoga Italiana e in entrambi i casi è facilmente riconoscibile dal Campo di Ghetto Nuovo.

La lanterna permette l'ingresso della luce sulla bimah, dunque permette la lettura dei testi sacri. Consente, inoltre, di amplificare la voce del cantore.

Anche nella Scola Grande Tedesca una cupoletta è presente al centro della sala ma ha perso la sua funzione originaria perché la bimah a cui in origine forniva luce fu spostata all'inizio del 1800 su un lato della stanza.

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L'appuntamento con la #letteraturaisraeliana contemporanea questo giovedì è dedicato a Yoram Kaniuk.Nato a Tel Aviv nel ...
29/07/2021

L'appuntamento con la #letteraturaisraeliana contemporanea questo giovedì è dedicato a Yoram Kaniuk.

Nato a Tel Aviv nel 1930, Yoram Kaniuk è autore di romanzi, racconti e libri per ragazzi. Le sue opere sono tradotte in più di venti lingue e hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. E' considerato uno dei più originali e brillanti scrittori contemporanei.

Dalla sua bibliografia, oggi #illibraioconsiglia “1948”, pubblicato in Italia dalla casa editrice Giuntina nel 2012 con la traduzione di Elena Loewenthal.

«Non sono sicuro di cosa ricordo per davvero, perché non mi fido della memoria. La memoria è furba e non possiede un’unica ed esclusiva verità. E poi che cosa conta sul serio? Una bugia che viene dalla ricerca della verità può essere più vera della verità. Tu pensi e un attimo dopo ricordi solo quello che vuoi. Avevo diciassette anni e mezzo, ero un bravo ragazzo di Tel Aviv finito in mezzo a un bagno di sangue. Sto cercando di pescare me stesso da dentro quel che mi pare siano ricordi».

Commovente, a tratti spietato, ironico e geniale, 1948 non è soltanto la cronaca della nascita di uno Stato, ma è un grande romanzo sulla crudeltà della guerra, sull’incoscienza della gioventù, sui paradossi della storia e su quella labile eppure fondamentale ancora di salvezza dell’uomo chiamata memoria.

#sceltipervoi
#letteraturacontemporanea
#letteraturaisraeliana
#museoebraico
#jewishmuseum
#italiaebraica
#ghettovenezia
#veniceghetto

L'appuntamento con la #letteraturaisraeliana contemporanea questo giovedì è dedicato a Yoram Kaniuk.

Nato a Tel Aviv nel 1930, Yoram Kaniuk è autore di romanzi, racconti e libri per ragazzi. Le sue opere sono tradotte in più di venti lingue e hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. E' considerato uno dei più originali e brillanti scrittori contemporanei.

Dalla sua bibliografia, oggi #illibraioconsiglia “1948”, pubblicato in Italia dalla casa editrice Giuntina nel 2012 con la traduzione di Elena Loewenthal.

«Non sono sicuro di cosa ricordo per davvero, perché non mi fido della memoria. La memoria è furba e non possiede un’unica ed esclusiva verità. E poi che cosa conta sul serio? Una bugia che viene dalla ricerca della verità può essere più vera della verità. Tu pensi e un attimo dopo ricordi solo quello che vuoi. Avevo diciassette anni e mezzo, ero un bravo ragazzo di Tel Aviv finito in mezzo a un bagno di sangue. Sto cercando di pescare me stesso da dentro quel che mi pare siano ricordi».

Commovente, a tratti spietato, ironico e geniale, 1948 non è soltanto la cronaca della nascita di uno Stato, ma è un grande romanzo sulla crudeltà della guerra, sull’incoscienza della gioventù, sui paradossi della storia e su quella labile eppure fondamentale ancora di salvezza dell’uomo chiamata memoria.

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Il 28 luglio 1885 moriva a Ramsgate Sir Moses Haim Montefiore.Nato a Livorno nel 1784 in una famiglia ebraica sefardita ...
28/07/2021

Il 28 luglio 1885 moriva a Ramsgate Sir Moses Haim Montefiore.

Nato a Livorno nel 1784 in una famiglia ebraica sefardita di passaggio in città per lavoro, visse tutta la vita a Londra, città dove suo nonno, anch'egli livornese, era emigrato attorno al 1740.

Nella capitale britannica fu un importante banchiere e sotto la regina Vittoria fu nominato cavaliere nel 1846.

Ma la sua fama internazionale si deve alle tantissime attività filantropiche a cui si dedicò in tutto il mondo dopo essersi ritirato dagli affari. Nella sua lunga vita si impegnò per alleviare le sofferenze degli ebrei di tutta Europa aiutandoli non solo economicamente ma anche fornendo il suo aiuto diplomatico per cercare di risolvere ingiustizie e soprusi.

Collaborò anche con le organizzazioni impegnate nell'abolizione della schiavitù e visitò per le sue opere filantropiche la Palestina, il Marocco, Roma, la Russia e la Turchia.

Al piano terra della nostra Scola Levantina si trova la lapide che vedete in foto: commemora la visita di Sir Moses Montefiore a Venezia nel 1875.

#accaddeoggi
#italiaebraica
#ghettovenezia
#museoebraico
#jewishmuseum
#veniceghetto

Il 28 luglio 1885 moriva a Ramsgate Sir Moses Haim Montefiore.

Nato a Livorno nel 1784 in una famiglia ebraica sefardita di passaggio in città per lavoro, visse tutta la vita a Londra, città dove suo nonno, anch'egli livornese, era emigrato attorno al 1740.

Nella capitale britannica fu un importante banchiere e sotto la regina Vittoria fu nominato cavaliere nel 1846.

Ma la sua fama internazionale si deve alle tantissime attività filantropiche a cui si dedicò in tutto il mondo dopo essersi ritirato dagli affari. Nella sua lunga vita si impegnò per alleviare le sofferenze degli ebrei di tutta Europa aiutandoli non solo economicamente ma anche fornendo il suo aiuto diplomatico per cercare di risolvere ingiustizie e soprusi.

Collaborò anche con le organizzazioni impegnate nell'abolizione della schiavitù e visitò per le sue opere filantropiche la Palestina, il Marocco, Roma, la Russia e la Turchia.

Al piano terra della nostra Scola Levantina si trova la lapide che vedete in foto: commemora la visita di Sir Moses Montefiore a Venezia nel 1875.

#accaddeoggi
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Il nostro appuntamento con le donne che hanno fatto la Storia questa settimana è nuovamente dedicato a una nostra concit...
27/07/2021

Il nostro appuntamento con le donne che hanno fatto la Storia questa settimana è nuovamente dedicato a una nostra concittadina: Virginia Olper.

Nata nel ghetto ebraico di Venezia nel 1856, rimase orfana di madre piccolissima e fu educata, assieme al fratello Leone, dal padre Silvio, negoziante dedito anche ad attività editoriali e fervido sostenitore dell'Unità d'Italia.

Dopo il matrimonio, Virginia si trasferì con la famiglia a Padova, dove visse oltre 20 anni dedicandosi con passione all'impegno civile e alla scrittura e concentrandosi in particolar modo sul tema della condizione della donna e dell'emergente movimento femminista italiano.

Nel suo saggio “La donna nella realtà”, pubblicato a Padova nel 1908, Virginia parlò tra le prime della necessità di istituzionalizzare il divorzio, del diritto della donna all'istruzione, al lavoro e all'indipendenza economica, della necessità di equiparare il salario di uomini e donne e dell'urgenza per queste ultime di diventare soggetto politico attivo. Rivendicazioni che, però, nella sua visione sociale pacifista, non dovevano implicare uno scontro con il mondo maschile ma piuttosto un riconoscimento sociale della donna come soggetto indipendente.

Politicamente vicina alle tesi repubblicane e marxiste, denunciava inoltre la necessità di creare una nuova coscienza collettiva istruendo le classi sociali più povere attraverso l'organizzazione di scuole popolari, circoli di lettura e biblioteche e di offrire loro consulenze legali e amministrative gratuite.

Si dedicò anche alla stesura di novelle ambientate spesso tra Venezia e Padova, come i “Racconti veneziani e novelle sentimentali” e “La cieca” e a un solo romanzo, “Il raggio”, pubblicato nel 1899.

Virginia morì a Venezia nel 1919.
Sulla sua tomba, nel cimitero ebraico del Lido di Venezia, si legge questa scritta: «Auspicò al bello, al buono, al vero, perciò nella vita stimata, nella tomba compianta».

#donnenellastoria
#donne
#italiaebraica
#museoebraico
#ghettovenezia
#veniceghetto
#jewishmuseum

Il nostro appuntamento con le donne che hanno fatto la Storia questa settimana è nuovamente dedicato a una nostra concittadina: Virginia Olper.

Nata nel ghetto ebraico di Venezia nel 1856, rimase orfana di madre piccolissima e fu educata, assieme al fratello Leone, dal padre Silvio, negoziante dedito anche ad attività editoriali e fervido sostenitore dell'Unità d'Italia.

Dopo il matrimonio, Virginia si trasferì con la famiglia a Padova, dove visse oltre 20 anni dedicandosi con passione all'impegno civile e alla scrittura e concentrandosi in particolar modo sul tema della condizione della donna e dell'emergente movimento femminista italiano.

Nel suo saggio “La donna nella realtà”, pubblicato a Padova nel 1908, Virginia parlò tra le prime della necessità di istituzionalizzare il divorzio, del diritto della donna all'istruzione, al lavoro e all'indipendenza economica, della necessità di equiparare il salario di uomini e donne e dell'urgenza per queste ultime di diventare soggetto politico attivo. Rivendicazioni che, però, nella sua visione sociale pacifista, non dovevano implicare uno scontro con il mondo maschile ma piuttosto un riconoscimento sociale della donna come soggetto indipendente.

Politicamente vicina alle tesi repubblicane e marxiste, denunciava inoltre la necessità di creare una nuova coscienza collettiva istruendo le classi sociali più povere attraverso l'organizzazione di scuole popolari, circoli di lettura e biblioteche e di offrire loro consulenze legali e amministrative gratuite.

Si dedicò anche alla stesura di novelle ambientate spesso tra Venezia e Padova, come i “Racconti veneziani e novelle sentimentali” e “La cieca” e a un solo romanzo, “Il raggio”, pubblicato nel 1899.

Virginia morì a Venezia nel 1919.
Sulla sua tomba, nel cimitero ebraico del Lido di Venezia, si legge questa scritta: «Auspicò al bello, al buono, al vero, perciò nella vita stimata, nella tomba compianta».

#donnenellastoria
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Ebraismo e Musica.Anni 60, il sogno.A volte le canzoni, come altre espressioni artistiche, comunicano un messaggio che v...
26/07/2021
The Mamas & The Papas - California Dreamin'

Ebraismo e Musica.

Anni 60, il sogno.

A volte le canzoni, come altre espressioni artistiche, comunicano un messaggio che va oltre le intenzioni degli autori.
Anni '60, California evocava il sole della gioventù, mare, vento, surf, i Beach Boys. Un inno alla spensieratezza. "California dreamin'" è il singolo del gruppo folk rock Mamas and Papas pubblicato nel 1965 senza clamori, l'anno successivo viene inserito nell'album "If you can believe your Eyes and Ears" e domina tutte le classifiche. Un successo travolgente negli Stati Uniti e in Europa. La canzone del 1966.
Autori John e Michelle Phillips, che la compongono durante un loro soggiorno a New York. Era inverno e Michelle, californiana, rimpiangeva il sole caldo sulla pelle, la nostalgia era opprimente.
Il marito scrive il testo di quella che è diventata la canzone simbolo del sogno di pace e libertà per milioni di persone. Erano gli anni Sessanta dei Figli dei fiori, le proteste contro le guerre, il Vietnam, l'amore libero contro ogni forma di sopruso e repressione.

La California era il sogno.

Tra le innumerevoli cover quella dei Dik Dik, con il testo tradotto da Mogol.

John Phillips è anche autore, nel 1967, di "San Francisco", per promuovere il festival di Monterey "Se andrai a San Francisco incontrerai persone gentili con i fiori tra i capelli.."

The Mamas and The Papas sono rimasti insieme dal 1965 al 1971.
Dal 1998 sono nella Rock and Roll Hall of Fame.

Denny Doherty e "Mama" Cass Elliot sono gli altri due membri del gruppo.

Ellen Naomi Cohen nasce a Baltimora nel 1941, i genitori erano ebrei russi immigrati negli Stati Uniti.
Cantante folk e attrice, per il suo nome d'arte si ispira alla collega Peggy Cass, il cognome è il ricordo di un caro amico.
Carisma, senso dell'umorismo e solarità. Forza e personalità, decide presto di intraprendere una carriera da solista, nel 1968 porta al successo "Dream a little dream of me", partecipa programmi televisivi e recita in alcuni film e serie tv come "Il dottor Kildare" negli anni '70.

Concerti, musical, cerca di liberarsi da "Mama" per essere solo Cass. Ci saranno anche momenti di difficoltà, a causa delle diete che deve seguire, ma non si scoraggia e accetta gli inviti a ricevimenti, feste, continua a programmare concerti.

Se ne è andata nel 1974, dopo un concerto a Londra. Si è addormentata per non svegliarsi più.
Quella sera, dopo la sua esibizione e la standing ovation del pubblico telefona alla sua amica Michelle Phillips che dirà "Era emozionata e felice, il pubblico la amava."
Finalmente era Cass e non più Mama.

#musicaebraica
#italiaebraica
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https://youtu.be/N-aK6JnyFmk

California Dreaming performed by the Mamas and the Papas🎵 More great classic music: https://youtube.com/playlist?list=PLk39Qmxizcgp2RWvC6p_921OVjsYNzXD1Lyri...

Il nostro viaggio attraverso l'#Italiaebraica oggi ci porta a Sassari.Soldati ebrei catalani e siciliani parteciparono a...
25/07/2021

Il nostro viaggio attraverso l'#Italiaebraica oggi ci porta a Sassari.

Soldati ebrei catalani e siciliani parteciparono alla conquista aragonese della Sardegna nel 1323 voluta da Alfonso d'Aragona. A seguito di questo evento, ebbero il permesso di stabilirsi in città o in altre località della Sardegna.

Una comunità ebraica, composta da circa 100 persone, si insediò dunque a Sassari attorno al 1345, andando a vivere nella “juharia”, nel quartiere di San Nicola: la zona si trovava all'interno della cinta muraria della città ma in una zona un po' periferica.

All'epoca, i membri di questa comunità erano dediti prevalentemente al commercio e all'artigianato.
Nel 1383 fu costruita una sinagoga all'interno di un edificio preesistente appositamente acquistato dalla Comunità, sulla cui area oggi si trova l'oratorio di Santa Croce.

Intorno al 1400 la comunità toccò il suo picco demografico con circa 300 persone.

Gli ebrei furono espulsi dalla Sardegna nel 1492. Molti emigrarono verso la Francia meridionale e verso l'Oriente.

#italiaebraica
#sassariebraica
#sardegnaebraica
#travel
#museoebraico
#ghettovenezia
#jewishmuseum
#veniceghetto

Il nostro viaggio attraverso l'#Italiaebraica oggi ci porta a Sassari.

Soldati ebrei catalani e siciliani parteciparono alla conquista aragonese della Sardegna nel 1323 voluta da Alfonso d'Aragona. A seguito di questo evento, ebbero il permesso di stabilirsi in città o in altre località della Sardegna.

Una comunità ebraica, composta da circa 100 persone, si insediò dunque a Sassari attorno al 1345, andando a vivere nella “juharia”, nel quartiere di San Nicola: la zona si trovava all'interno della cinta muraria della città ma in una zona un po' periferica.

All'epoca, i membri di questa comunità erano dediti prevalentemente al commercio e all'artigianato.
Nel 1383 fu costruita una sinagoga all'interno di un edificio preesistente appositamente acquistato dalla Comunità, sulla cui area oggi si trova l'oratorio di Santa Croce.

Intorno al 1400 la comunità toccò il suo picco demografico con circa 300 persone.

Gli ebrei furono espulsi dalla Sardegna nel 1492. Molti emigrarono verso la Francia meridionale e verso l'Oriente.

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Dal tramonto di oggi, venerdì 23 luglio 2021, al tramonto di domani, si festeggia Tu Beav, il 15 del mese ebraico di Av....
23/07/2021

Dal tramonto di oggi, venerdì 23 luglio 2021, al tramonto di domani, si festeggia Tu Beav, il 15 del mese ebraico di Av.

Si tratta di una ricorrenza gioiosa perché in questo giorno si commemorano due eventi:

- dopo quarant'anni dall'uscita dall'Egitto, la morte cessò di decimare la generazione del deserto;

- i Romani permisero di seppellire coloro che erano stati uccisi durante la difesa di Betar.

Ma, come molte festività ebraiche, Tu Beav è legata anche al ciclo dell'agricoltura e celebra lo stretto legame di amore e rispetto tra ebraismo e natura.

Secondo la tradizione, il 15 di Av era infatti l'ultima data in cui si poteva tagliare la legna che sarebbe stata utilizzata per tutto l'inverno. Da quel momento in poi, gli alberi dovevano essere lasciati a riposo fino al mese di Nissan, cioè all'inizio della primavera.

Anticamente Tu be-Av coincideva anche con la fine della vendemmia e ancora oggi in Israele molti festeggiano questa giornata nelle vigne. Era inoltre una data dedicata alla riconciliazione e ai fidanzamenti.

Tu be-Av cade esattamente 6 mesi prima di Tu bi-Shevat, il Capodanno degli alberi, ricorrenza che si celebra il 15 del mese ebraico di Shevat (tra gennaio e febbraio) e che celebra la ripresa vegetativa.

#ebraismo
#italiaebraica
#museoebraico
#ghettovenezia
#jewishmuseum
#veniceghetto

Dal tramonto di oggi, venerdì 23 luglio 2021, al tramonto di domani, si festeggia Tu Beav, il 15 del mese ebraico di Av.

Si tratta di una ricorrenza gioiosa perché in questo giorno si commemorano due eventi:

- dopo quarant'anni dall'uscita dall'Egitto, la morte cessò di decimare la generazione del deserto;

- i Romani permisero di seppellire coloro che erano stati uccisi durante la difesa di Betar.

Ma, come molte festività ebraiche, Tu Beav è legata anche al ciclo dell'agricoltura e celebra lo stretto legame di amore e rispetto tra ebraismo e natura.

Secondo la tradizione, il 15 di Av era infatti l'ultima data in cui si poteva tagliare la legna che sarebbe stata utilizzata per tutto l'inverno. Da quel momento in poi, gli alberi dovevano essere lasciati a riposo fino al mese di Nissan, cioè all'inizio della primavera.

Anticamente Tu be-Av coincideva anche con la fine della vendemmia e ancora oggi in Israele molti festeggiano questa giornata nelle vigne. Era inoltre una data dedicata alla riconciliazione e ai fidanzamenti.

Tu be-Av cade esattamente 6 mesi prima di Tu bi-Shevat, il Capodanno degli alberi, ricorrenza che si celebra il 15 del mese ebraico di Shevat (tra gennaio e febbraio) e che celebra la ripresa vegetativa.

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Indirizzo

Cannaregio 2902
Venice
30121

da piazzale roma\ ferrovia ACTV Linea 1 fermata San Marcuola ACTV Linea 42 fermata Guglie

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 17:30
Martedì 10:00 - 17:30
Mercoledì 10:00 - 17:30
Giovedì 11:00 - 18:30
Venerdì 10:00 - 17:30
Domenica 10:00 - 17:30

Telefono

041 715359

Notifiche

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Commenti

Alberto Camerini, celebre cantante anni 70/80, di origini ebraiche, compie 70 anni e ricorda, in una intervista che... ”Nel 2008. Passeggiavo al ghetto di Venezia, ho sentito la voce di un angelo che mi chiamava e ho capito che era Dio che mi voleva e mi chiamava a sé. In realtà il ghetto mi ha fatto ve**re in mente mio nonno, la sua voce. E mi sono reso conto che i miracoli bisogna saperli riconoscere. La versione chassidica è la chiamata di un angelo, la versione materialista è che psicologicamente mi sono riinnamorato delle mie radici.”
Un progetto appena realizzato :
Buonasera , ci sarà la seconda lezione tenuta da Rav Roberto della Rocca alle 18?grazie
#sinagogaslcv
Sull'account UCEI - Unione delle Comunità Ebraiche Italiane si trovano sia il programma degli Stati Generali dell'ebraismo italiano (15.12.19, a partire dalle 11) che le istruzioni per partecipare, o per seguire i lavori in diretta streaming. www.facebook.com/socialUCEI/
Unatra le pagine Più belle(la più)
Modena. La cittadinanza è invitata sabato 21 settembre alle 11 in piazza Roma davanti alla statua di Ciro Menotti per celebrare "Costituzione e Laicità" nel 149° anniversario della Breccia di Porta Pia ricorsa il XX Settembre 1870. Interverranno il Sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, il Direttore del Pensiero Mazziniano Pietro Caruso. Rosella Calista vicepresidente dell'Ass. Mazziniana Italiana, Marco Capodaglio Presidente del Comitato Emilia Romagna dell'Ass. Mazziniana Italiana e Giorgio Montecchi Presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano Comitato provinciale di Modena. L'iniziativa gode del patrocinio del Comune di Modena ed è promossa dall'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano Comitato Provinciale di Modena in collaborazione con l'Associazione Mazziniana Italiana e l'Associazione ANVRG Giuseppe Garibaldi. — a Modena.
Adoroooooo questa pagina Continuerò a scriverlo, Toda'
Mi piace tanto questa pagina
Ci auguriamo che che sarete in grado di condividere questo post e supportare il nostro film - la presenza della loro assenza (THE PRESENCE IF THEIR ABSENCE) - su Amazon e ITunes - la storia di un uomo che cerca le sue radici nelle ceneri dell'Olocausto. Grazie! I registi https://iTunes.Apple.com/US/Movie/The-Presence-of-their-absence/id1449946652 https://www.Amazon.com/Presence-their-absence-Fred-Zaidman/DP/B07P1C57FL. https://youtu.be/jeJyUz_AZic Ci sarebbe anche felice di ve**re a mostrare il film e avere una discussione su questa nuova tradizione di storia! Siamo a Los Angeles e saremo a Venezia dal 9 al 12 luglio.