San Servolo Venezia Museo del Manicomio

San Servolo Venezia Museo del Manicomio Un percorso storico che attraverso l'attività di San Servolo (25 ottobre 1725 entrata del primo "pazzo" - 13 agosto 1978 chiusura definitiva dell'Ospedale) interseca l'intera storia delle passate pratiche psichiatriche.
(8)

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLEIl 3 novembre 1804 viene emesso il decreto con cui “...
26/05/2020

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLE

Il 3 novembre 1804 viene emesso il decreto con cui “l’Isola di San Servolo fu stabilita a casa de’ Pazzi di tutte le Provincie Venete” e vengono ricoverate anche le prime pazze.
In realtà l’Ospedale per i Militari Infermi continuerà a funzionare fino 31 dicembre 1808 e un anno dopo verrà trasferito a San Servolo un altro ospedale “l’Istituto dei 60 piagati” creato con un lascito fatto nel 1780 da Anna Maria Vendramin Loredan, prima collocato nell'Ospedale degli incurabili, avente per scopo il “mantenimento di n. 60 poveri schifosi, vaganti per la città”.

La foto, ovviamente, non e' dell'epoca!

#follia
#sanservolo
#museo
#venezia
Città metropolitana di Venezia

21/05/2020
michele gazich san servolo

Nel 2017 Michele Gazich è stato nostro ospite, all'interno del progetto Waterlines Project: Writers in Residence. In quell'occasione ha composto un ciclo di canzoni dedicato a ricordo della deportazione dei pazienti ebrei, in cura a San Servolo, nel 1944.
In questo video, con musiche di Michele, un piccolo tour del nostro museo...nell'attesa di poter riaprire presto le porte ai visitatori!

San Servolo Venezia Centro Eventi e Congressi
#sanservolo
#visitveneto
#venezia

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLEIl 10 agosto 1797, dopo la caduta della Repubblica d...
12/05/2020

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLE

Il 10 agosto 1797, dopo la caduta della Repubblica di Venezia per opera delle truppe napoleoniche, il Governo democratico (Comitato di pubblica sicurezza) decreta che la salute è un bene pubblico e l’Ospedale di San Servolo si trasforma in Manicomio vero e proprio (“… che tutti li pazzi sprovveduti di beni di fortuna fossero accolti in San Servolo e mantenuti a spese dello stato”) anche se continua ancora a svolgere la funzione di ospedale militare.

#follia
#sanservolo
#museo
#venezia
Città Metropolitana di Venezia

Ammalati e guaritiTra il 1873 e il 1887, si avviò la pratica di scattare due foto ai malati: una al momento del ricovero...
05/05/2020

Ammalati e guariti

Tra il 1873 e il 1887, si avviò la pratica di scattare due foto ai malati: una al momento del ricovero e una al momento delle dimissioni.
Le foto avevano l'obiettivo di dirci "guardate come entravano nell'asilo i malati e come ne uscivano, risanati, guariti, o comunque migliorati" (M Galzigna)

Nel nostro museo sono tutt'ora visibili alcune foto, tratte da quello che veniva chiamato "album comparativo".

#sanservolo
#museo
#visitvenice
#visitiveneto

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLEL’8 ottobre 1716, con un provvedimento del Senato Ve...
28/04/2020

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLE

L’8 ottobre 1716, con un provvedimento del Senato Veneto l’ospedale per i militari infermi viene trasferito nell'isola di San Servolo.

Da questo momento comincia la storia ospedaliera dell’isola di San Servolo che si protrarrà fino al 13 agosto 1978, giorno in cui l’Ospedale psichiatrico verrà chiuso in ottemperanza alla legge n. 180 detta “Legge Basaglia”.

Con il ricovero del primo alienato, il patrizio veneziano Lorenzo Stefani di 30 anni, il 26 ottobre 1725, inizia anche la storia manicomiale dell’isola che dal novembre 1804 vedrà ricoverate anche le donne pazze; c’è dunque una commistione di militari malati e pazzi.

Il ricovero di pazzi, però, avviene in modo molto lento; nel corso dei primi 30 anni entrano in tutto 59 alienati (detti anche maniaci).

#sanservolo
#manicomio
#museo
Città metropolitana di Venezia

Foto: Francesco Guardi (Venezia 1712-1793) - Isola di San Servolo

21/04/2020
La Cronaca Italiana

Le isole della laguna: San Servolo!
Un vecchio servizio di La Nuova di Venezia e Mestre (2017)

"Ecco l'isola di Venezia dove si parla inglese, gli abitanti sono tutti giovani e le porte degli archivi storici sono sempre aperte al pubblico. San Servolo oggi, tra Museo della follia e Archivio Basaglia"

#sanservolo
#venezia
#visitveneto

Ecco l'isola di Venezia dove si parla inglese, gli abitanti sono tutti giovani e le porte degli archivi storici sono sempre aperte al pubblico. San Servolo oggi, tra Museo della follia e Archivio Basaglia

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLEGià nel 1684 la Repubblica di Venezia decreta la fon...
16/04/2020

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLE

Già nel 1684 la Repubblica di Venezia decreta la fondazione, a San Antonio di Castello, di un ospedale per la cura dei militari malati; la guerra tra la Serenissima e i Turchi per il dominio sul Mare Mediterraneo dura ormai da molti decenni e il predominio veneziano sul mare sta già scemando: nel 1699 l’isola di Candia (Creta) viene occupata dai Turchi e la guerra infuria anche per terra per cui ci sono molti militari bisognosi di cure.
Tutto inizia il 7 giugno 1715 quando la Repubblica Serenissima chiama a gestire l’Ospedale Militare sito a Sant’Antonio di Castello i frati di San Giovanni di Dio, detti Fatebenefratelli, che hanno già una gran fama come Ordine Ospedaliero dedito all’assistenza e alla cura dei malati e come esperti farmacisti.

Ma già dopo poco più di un anno, l’8 ottobre 1716, con un provvedimento del Senato Veneto l’ospedale per i militari infermi viene trasferito nell'isola di San Servolo.

#sanservolo
#manicomio
#museo
Città Metropolitana di Venezia

Foto: Francesco Guardi (Venezia 1712-1793) - Isola di San Servolo

Grazie agli amici di CoopCulture per questo bel post!#iorestoacasa#sanservolohttps://www.facebook.com/CoopCultureIT/phot...
14/04/2020

Grazie agli amici di CoopCulture per questo bel post!
#iorestoacasa
#sanservolo

https://www.facebook.com/CoopCultureIT/photos/a.577604502251723/3210590118953135/

🖼 📭 #CultureStories, una cartolina al giorno per condividere bellezza in questo tempo sospeso.

L’isola di San Servolo, nella laguna sud di Venezia, è un punto di vista speciale da cui osservare il Bacino di San Marco. Per un millennio sede monastica, nel 1700 divenne una vera e propria struttura ospedaliera militare gestita dai Padri Fatebenefratelli. Esperti farmacisti, medici e chirurghi, i Padri, grazie all’enorme parco presente nell’isola, dotarono in meno di tre anni San Servolo di una spezieria ricordata ancora oggi per la qualità di composizione dei medicinali.
Agli inizi del 1800 San Servolo divenne infine il “morocomio” di Venezia, l’ospedale psichiatrico della città. Chiuso nel 1978, ne rimane traccia nel museo del manicomio inaugurato nel 2006.
Attualmente San Servolo è centro congressi, spazio per eventi culturali, centro soggiorno e studi.

https://sanservolo.servizimetropolitani.ve.it/ San Servolo Venezia Museo del Manicomio San Servolo Città Metropolitana Venezia

#civediamopresto

Buona Pasqua!Ci "rivediamo" la settimana prossima...#sanservolo#venezia#pasqua2020#easter2020
09/04/2020

Buona Pasqua!
Ci "rivediamo" la settimana prossima...

#sanservolo
#venezia
#pasqua2020
#easter2020

Giusto oggi, 145 anni a fa, si proponeva un ampliamento del Manicomio di San Servolo...Ce lo ricordano queste due tavole...
07/04/2020

Giusto oggi, 145 anni a fa, si proponeva un ampliamento del Manicomio di San Servolo...

Ce lo ricordano queste due tavole di progetto: era il 7 aprile 1875!

#sanserevolo
#museo
#manicomio
#visitveneto
#venezia

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLEAncora la fusta...Questa volta, la testimonianza del...
03/04/2020

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLE

Ancora la fusta...Questa volta, la testimonianza del "trasferimento in fusta" riguarda Giovanni Serpe

➡️9 maggio 1778
Partì il Signor Giovanni Serpe il giorno 26 aprile dell'anno corrente per Zara, e fu ricondotto in catene il giorno 9 suddetto pazzo, per ordine di S. E. Proveditor Generale di Dalmazia, quale aveva ordinato, che si mettesse in una Fusta in Zara ma a contemplazione del nostro Padre Priore Mazzoni, fu nuovamente qui mandato.
Partì risanato li 9 - settembrebre 1783"

#sanservolo
#psichiatria
#museo
#venezia

Città metropolitana di Venezia

Il pontile di approdo all'Isola di San Servolo era andato distrutto lo scorso novembre, per l'#acquaalta ....e anche se ...
30/03/2020

Il pontile di approdo all'Isola di San Servolo era andato distrutto lo scorso novembre, per l'#acquaalta .

...e anche se il mondo, e la nostra città, sono in stallo per far fronte all'emergenza #coronavirus, il lavori di ripristino del pontile non si sono fermati!

Quando la quarantena terminerà, saremo pronti a darvi nuovamente il benvenuto in isola, e al nostro #museo!

#andràtuttobene
#sanservolo
Città Metropolitana di Venezia

Ancora una testimonianza fotografica. Questa volta, dopo le cucine, si tratta del dormitorio dei "malati tranquilli", se...
26/03/2020

Ancora una testimonianza fotografica. Questa volta, dopo le cucine, si tratta del dormitorio dei "malati tranquilli", separato da quello degli "agitati".

#visitveneto
#museo

Fonte http://www.spazidellafollia.eu

✔️BUON COMPLEANNO VENEZIA!Venezia oggi, 25 marzo 2020, compie 1599 anni, e si avvia a compiere i mille e seicento anni d...
25/03/2020
Buon compleanno Venezia. Metropolitano.it

✔️BUON COMPLEANNO VENEZIA!

Venezia oggi, 25 marzo 2020, compie 1599 anni, e si avvia a compiere i mille e seicento anni d’età, perché – alla pari di Roma, nata secondo la leggenda il 21 aprile del 753 avanti Cristo – ha un compleanno da festeggiare.

La data – il 25 marzo 421 – è logicamente convenzionale, ed è più legata al mito della città che non alla sua storia.

A narrare come si svolsero i fatti è un documento apocrifo, la Chronaca Altinate: “L’anno sopradetto 421 il giorno 25 del mese di Marzonel mezzo giorno del Lunedì Santo, a questa Illustrissima et Eccelsa Città Christiana, e maravigliosa fù dato principio ritrovandosi all’hora il Cielo in singolare dispositione. […] Il tempo, la stagione, il mese, settimana, giorno, et hora, insieme con molt’altre circostantie, furono presaghi delle grandesse sue, alla quale con larga mano dovea il Sommo Fattore concedergli. […] Nella Sede di San Pietro Pontefice Massimo, all’hora havea la residenza sua Papa Celestino Secondo. Nell’Imperio si ritrovavano Teodosio il Giovine, et Valentino, dinotando la detta Città essere Celeste, e Valenti, gli habitatori di lei, e parimenti di humiltà, di ricchezze, e di prudenza dotati”.

Secondo questo scritto Venezia fu fondata tredici anni dopo l’arrivo dei Veneti in laguna, e furono scelti mese, giorno e ora sulla base della congiunzione astrale. (...)

L’atto della fondazione della città si concretò con la fondazione della piccola chiesa di San Giacomo di Rialto, San Giacometto per i veneziani, che è considerata la più antica della città, a dispetto dei successivi rifacimenti.

#sanservolo
#venezia
#visitveneto
Città Metropolitana di Venezia

Per una storia più approfondita
➡️ https://bit.ly/2JbWDD1

Venezia compie oggi, 25 marzo 2020, 1599 anni. La data – il 25 marzo 421 – è convenzionale ma per i veneziani oggi è giorno di festa.

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLEVi avevamo parlato de "LA FUSTA", una sorta di isola...
24/03/2020

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLE

Vi avevamo parlato de "LA FUSTA", una sorta di isolamento al quale venivano sottoposti i pazzi a Venezia, nel 18° secolo.

Ecco una testimonianza del "trasferimento in fusta" di Giuseppe Colleoni!

➡️22 Aprile 1787
"Il Signor Giuseppe Colleoni quondam Andre d'anni 28 circa della Parrocchia di S. Martino di Venezia fu condotto Pazzo raccomandato da S. E. Alvise Zusto Cassiere
23 novembre 1788 fu levato d'ordine dell'Eccelso Consiglio di Xci (dieci) e trasferito in Fusta non guarito"

#sanservolo
#psichiatria
#museo
#venezia
Città Metropolitana di Venezia

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLELA FUSTA:  una piccola premessa...Nel 18° secolo, in...
19/03/2020

➡️STORIA DEL MANICOMIO DI SAN SERVOLO E DELLA PSICHIATRIA IN PILLOLE

LA FUSTA: una piccola premessa...

Nel 18° secolo, in tutta l'Europa occidentale, i pazzi venivano rinchiusi in prigione. A Venezia, invece, venivano messi nella "fusta", una nave disarmata e fatiscente ormeggiata di fronte a Palazzo Ducale, in cui però c'era sempre questa commistione tra condannati, ammalati e pazzi poveri (Giuseppe Colleoni ricoverato 1787/04/22 e trasferito in fusta 1788/12/23).

Ma la fusta non c'era solo a Venezia; nell' "Elenco dei maniaci entrati dal 25 ottobre 1725 a tutto il 24 settembre 1812" è riportata la notizia di una fusta anche in Dalmazia, allora possedimento veneziano, a Zara (Giovanni Serpe ricoverato 1778/05/09 e dimesso 1783/09)

Nel prossimo post qualche notizia su G. Serpe e Giuseppe Colleoni...

#sanservolo
#museo
#venezia
Città Metropolitana di Venezia

Nell'attesa che il nostro museo riapra e, soprattutto, che si torni in salute, alla normalità...cominceremo nei prossimi...
16/03/2020

Nell'attesa che il nostro museo riapra e, soprattutto, che si torni in salute, alla normalità...cominceremo nei prossimi giorni a raccontarvi una "BREVE STORIA OSPEDALIERA DI SAN SERVOLO" redatta dal nostro Luigi Armiato, responsabile del Museo.

#andràtuttobene
#sanservolo

Anche il nostro museo rimarrà chiuso al pubblico fino al 3 aprile, in ottemperanza alle direttive descritte dal DPCM del...
09/03/2020

Anche il nostro museo rimarrà chiuso al pubblico fino al 3 aprile, in ottemperanza alle direttive descritte dal DPCM dell'8 marzo 2020 e fino a nuove indicazioni delle autorità competenti.

#sanservolo
#coronavirus
#museo

Città Metropolitana di Venezia

Come era strutturato l' "Ospedale psichiatrico provinciale di San Servolo a Venezia"?Ecco una planimetria datata 1882! F...
05/03/2020

Come era strutturato l' "Ospedale psichiatrico provinciale di San Servolo a Venezia"?
Ecco una planimetria datata 1882!

Fonte: http://www.spazidellafollia.eu/

#sanservolo
#vistiveneto
#venezia
#museo
Città Metropolitana di Venezia

➡️L'IDROTERAPIALe docce venivano usate per applicazioni idroterapeutiche e per l’igiene dei pazienti.L’idroterapia è un ...
28/02/2020

➡️L'IDROTERAPIA

Le docce venivano usate per applicazioni idroterapeutiche e per l’igiene dei pazienti.

L’idroterapia è un termine che indica sistemi di cura basati sull’acqua, anche se il successo della terapia non è necessariamente dovuto all’acqua in sé, ma ai risultati ottenibili mediante l’applicazione sul corpo umano di stimoli. Per l’Idroterapia si usavano bagni e docce. Le docce fredde somministrate ai malinconici, furono anche impiegate per sedare maniaci e furiosi

#sanservolo
#manicomio
#visitveneto
#venezia
#museo
Città Metropolitana di Venezia

🔴 In ottemperanza all’ordinanza del governatore Luca Zaia il nostro #museo rimarrà chiuso al pubblico fino a nuova dispo...
23/02/2020

🔴 In ottemperanza all’ordinanza del governatore Luca Zaia il nostro #museo rimarrà chiuso al pubblico fino a nuova disposizione.

A presto, con nuovi aggiornamenti

Città Metropolitana di Venezia
#sanservolo
#coronavirus

Something about "Venice's "Island of the Mad": San Servolo Insane Asylum Museum.#sanservolo#museo#visitveneto#veneziaCit...
20/02/2020
San Servolo Insane Asylum Museum

Something about "Venice's "Island of the Mad": San Servolo Insane Asylum Museum.

#sanservolo
#museo
#visitveneto
#venezia
Città Metropolitana di Venezia

Venice's "Island of the Mad."

Antonia Arslan sabato 14 marzo 2020 alle 16 inaugura a #Venezia, nel nostro Museo, una mostra dedicata al romanzo storic...
17/02/2020

Antonia Arslan sabato 14 marzo 2020 alle 16 inaugura a #Venezia, nel nostro Museo, una mostra dedicata al romanzo storico di Sebastiano Vassalli 1941-2015 "Marco e Mattio" che ha al centro Venezia, l'Italia e le Dolomiti Val Di Zoldo nel periodo napoleonico della caduta della Serenissima con uno dei primi tragici casi clinici della psichiatria italiana di Mattio Lovat...

#sanservolo

Antonia Arslan sabato 14 marzo 2020 alle 16 inaugura a Venezia, a San Servolo Venezia Museo del Manicomio, una mostra dedicata al romanzo storico di Sebastiano Vassalli "Marco e Mattio" che ha al centro Venezia, Italia e le Dolomiti Val Di Zoldo nel periodo napoleonico della caduta della Serenissima con uno dei primi tragici casi clinici della psichiatria italiana di Mattio Lovat, originario del Comune bellunese di Val di Zoldo che ha promosso il progetto di allestimento curato da Roberto Cicala e Valentina Giusti dell’Università Cattolica di Milano con catalogo EDUCatt. Il titolo della mostra, "Il romanzo di una valle", fa riferimento proprio all’ambiente naturale dolomitico che, con Venezia, è descritto dallo scrittore nel noto libro, la cui vicenda creativa ed editoriale è ricostruita in modo originale attraverso appunti inediti, fotografie, bibliografia e documenti vari. La sede di San Servolo per l’allestimento è significativa perché là, all’epoca in cui era Ospedale Psichiatrico, si concluse nel 1806 la vita di Mattio Lovat, nato a Casal di Zoldo nel 1761 e ricoverato sull’isola veneziana dopo un malriuscito tentativo di autocrocifissione, con l’obiettivo di sacrificare se stesso per sconfiggere Napoleone Bonaparte, l’Anticristo.

Le «storie oscurate dalla Storia» hanno sempre interessato Sebastiano Vassalli, candidato al premio Nobel nell’anno della sua scomparsa, il 2015: lo scrittore, dopo il Seicento della Chimera, premio Strega 1990, sceglie nel 1992 l’epoca di Napoleone per raccontare la vicenda di Marco e Mattio tra le Dolomiti di Zoldo e Venezia. È il romanzo di una valle al centro della mostra che illumina per la prima volta le carte preparatorie conservate nell’archivio dell’autore, tra abbozzi, appunti di viaggio, libri consultati e corrispondenze epistolari. Venezia rende così omaggio a chi ha narrato la vicenda drammatica di Mattio Lovat, uno dei primi casi della psichiatria moderna, mostrando luci e ombre della montagna, della Serenissima e del carattere nazionale degli italiani, dando voce ai sogni di un folle e perdente eppure capace, nei momenti più difficili, di «alzare gli occhi verso il cielo stellato».

L’inaugurazione di sabato 14 marzo 2020 della mostra ("Il romanzo di una valle. Il caso editoriale di Marco e Mattio di Vassalli tra le Dolomiti di Zoldo e Venezia. La caduta della Serenissima e il Manicomio"), al Museo del Manicomio sull’Isola di San Servolo a Venezia, aperta poi fino al 30 aprile, prevede gli Interventi di Antonia Arslan dell’Università di Padova e Roberto Cicala dell’Università Cattolica di Milano- Laboratorio di editoria, con saluti di Camillo De Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo, Comune Unico, Angelo Santin curatore del progetto e Paola Todeschino Vassalli moglie della scrittore; seguirà un rinfresco. La mostra resterà aperta al pubblico (da lunedì a venerdì in orario 9-19) fino al 30 aprile 2020. Il progetto culturale è stato lanciato dal Comune di Val di Zoldo, grazie al patrocinio dei Comuni di Belluno e Longarone, della Fondazione San Servolo-Città Regionale di Venezia, del Ministero Istruzione Università Ricerca-Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, con la collaborazione del Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica, del Centro Novarese di Studi Letterari e di EDUCatt.

Come scrive lo stesso Vassalli, "Marco e Mattio" «racconta la vicenda terrestre di Mattio Lovat, nato a Casal di Zoldo il 12 settembre 1761 e morto a Venezia l’8 aprile 1806: che per alcuni suoi comportamenti – diciamo così – inconsueti, e per i fatti strani e gravi che precedettero la sua fi ne, venne considerato uno dei primi “casi clinici” della psichiatria moderna e trattato come tale da diversi autori, in Italia e all’estero. Grazie alle nuove cognizioni della medicina e con il senno di poi, noi oggi possiamo dire che quel caso clinico, così come allora fu posto, era sbagliato, e che Mattio Lovat morì di un male antico e terribile chiamato pellagra: ancora molto diffuso, ai giorni nostri, in Africa e nelle regioni povere del pianeta. […] Mattio Lovat, ammalato di pellagra, fu dichiarato pazzo e finì i suoi giorni in manicomio, in quell’isola di San Servolo davanti a Venezia dov’era in funzione fi no dai tempi della Serenissima uno dei primi ospedali psichiatrici della storia d’Europa. […] Devo aggiungere che la vita di quel matto di due secoli fa è uno straordinario romanzo, per l’ambiente favoloso e tragico in cui si svolse e per l’interrogativo che ha lasciato sospeso, sulla sua stessa epoca e sulle epoche successive. Mattio credeva di dover salvare il mondo e morì per salvarlo: lo salvò? Chissà. […] L’altra storia che si racconta in questo libro, parallela e simmetrica rispetto a quella di Mattio, è la storia del misterioso don Marco: un uomo di cui ignoriamo la data di nascita e anche quella di morte (la sua leggenda, addirittura, lo vorrebbe immortale!), ma di cui conosciamo molte avventure passate, e su cui molto è stato scritto nel corso dei secoli. Questo personaggio, noto anche con i nomi di Cartafilo, Assuero, Joseph, Peter e altri che non sto a elencare, ha fatto parlare a lungo di sé, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, e poi è scomparso all’inizio del secolo scorso senza che nessuno più abbia dato notizia di lui: le sue ultime vicende, infatti, avrebbero potuto essere raccontate soltanto da chi avesse conosciuto e raccontato la storia di Mattio Lovat, che lo liberò dalla condanna a vivere in eterno e gli permise di morire. Don Marco – l’“Ebreo errante” di sette secoli di letteratura europea – negli ultimi anni della sua vita e nelle pagine del mio libro si contrappone al “folle” Mattio come il male si contrappone al bene, e però è anche colui che gli insegna a guardare il cielo stellato: perché sa – meglio di qualunque altro uomo al mondo! – che vivere entro orizzonti esclusivamente umani può venire a nausea, e che il rimedio migliore contro quella nausea è lasciar vagabondare lo sguardo e il pensiero tra i corpi celesti che stanno sospesi lassù sopra le nostre teste, senza un motivo apparente e senz’altra funzione che quella, appunto, di essere guardati e pensati... La curiosità per la vita al di fuori dell’uomo: nelle erbe, negli insetti, nelle montagne, nei mondi lontani, è il legame che unisce tra loro i protagonisti della mia storia ed è anche ciò che li unisce al loro autore, la ragione che mi ha spinto a cercarli e a farli rivivere».

Per informazioni su mostra e progetto tel. 041 2765001
Il romanzo di una valle. Il caso editoriale di Marco e Mattio di Vassalli tra le Dolomiti di Zoldo e Venezia. La caduta della Serenissima e il Manicomio.
Museo del Manicomio - Isola di San Servolo
15 MARZO-30 APRILE 2020
INAUGURAZIONE SABATO 14 MARZO ORE 16
con interventi di Antonia Arslan e Roberto Cicala, saluti di Camillo De Pellegrin, Angelo Santin e Paola Todeschino Vassalli
Orari mostra: 9-19 da lunedì a venerdì
Info sui contenuti della mostra: [email protected]
Il catalogo della mostra: Il romanzo di una valle. Il caso editoriale di Marco e Mattio di Vassalli tra le Dolomiti di Zoldo e Venezia, a cura di Roberto Cicala e Valentina Giusti, presentazione di Andrea Kerbaker, EDUCatt, Milano 2019, con oltre 100 immagini a colori, euro 8, è disponibile scrivendo a [email protected], 02 72342235

Indirizzo

Venice

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 15:00
Lunedì 09:00 - 10:00
Martedì 11:00 - 15:00
Martedì 09:00 - 10:00
Mercoledì 14:00 - 15:00
Mercoledì 09:00 - 10:00
Giovedì 14:00 - 15:00
Giovedì 09:00 - 10:00
Venerdì 14:00 - 15:00
Venerdì 09:00 - 10:00

Telefono

+390412765001

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando San Servolo Venezia Museo del Manicomio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Museo

Invia un messaggio a San Servolo Venezia Museo del Manicomio:

Digitare

Il Museo

Il “Museo del Manicomio di San Servolo – La follia reclusa” è stato inaugurato il 20 maggio 2006 e raccoglie i reperti appartenuti all’ospedale psichiatrico, istituzione questa che ha caratterizzato la storia dell’isola di San Servolo dai primi anni del ‘700 fino al 1978. La realizzazione del museo e stata curata per l’aspetto scientifico e storico dai professori Diego Fontanari e Mario Galzigna mentre per la parte espositiva dall’architetto Barbara Accordi.

Lo scopo principale del Museo, già implicito nella sua denominazione (La follia reclusa), è quello di mettere in evidenza – attraverso reperti specifici, didascalie e pannelli esplicativi – la dimensione emarginante e segregante dell’istituzione manicomiale.

Un luogo per poter leggere, conoscere e scoprire il legame che ha unito, anche se nel dolore, la comunità a questa parte del suo territorio.

Il museo raccoglie documenti (riproduzioni di cartelle cliniche, registri, stampe, fotografie) che introducono brevemente alla storia dell’ospedale, strumenti di contenzione (manette, blocca caviglie, manicotti, ecc.), docce per l’idroterapia, manufatti dei pazienti (dipinti, oggetti, ecc.), un pianoforte a testimonianza di un inizio di musicoterapia, varia strumentazione scientifica e clinica (microscopi, strumenti per elettroshock, ecc.). Nel museo sono esposte varie foto che riproducono la vita quotidiana del manicomio e una sezione di fotografie dei pazienti prima e dopo il ricovero a San Servolo. Fonte: http://bit.ly/museodelmanicomio

Musei nelle vicinanze


Altro Musei Venice

Vedi Tutte