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Tra il 1930 e il 1939, la RCA spese oltre tredici milione di dollari per sviluppare la televisione elettronica. In Itali...
19/06/2024

Tra il 1930 e il 1939, la RCA spese oltre tredici milione di dollari per sviluppare la televisione elettronica. In Italia questa nuova tecnologia fu sviluppata a partire da metà degli anni Trenta da tre grandi aziende nazionali: la Magneti Marelli (sistema RCA), la Allocchio Bacchini (sistema Telefunken) e la Safar (sistema derivata dalla Telefunken e telepantoscopio). Il modello qui presentato, il TV1, è stato costruito dalla Allocchio Bacchini tra il 1938 e il 1939 grazie ai progettisti Eugenio Gnesutta e Arturo Recla, utilizzando il sistema tedesco della Telefunken. Questo apparecchio poteva ricevere segnali video e audio delle trasmisssioni sperimentali prodotte dall'EIAR nel 1939 e 1940. Dopo un po' di sperimentazione dei diversi sistemi proposti dalle tre aziende, la Magneti Marelli e la Safar vennero autorizzate ad iniziare la produzione di apparecchi televisivi presentati alla "Fiera della Radio" del settembre 1939. L'obiettivo dell'EIAR, era quello di scegliere il sistema definitivo in tempo per il lancio ufficiale delle trasmissioni previsto per il 1942 (ventennale del regime fascista). Ma l'avvento della Guerra sospese ogni attività. In questi anni il servizio televisivo dell'EIAR era solo sperimentale e questi televisori erano utilizzati soprattutto per dimostrazioni pubbliche come ad esempio fiere o eventi speciali.

Dopo la nascita della telegrafia, della radio e del cinema, il passo verso la televisione era quasi una ricerca obbligat...
18/06/2024

Dopo la nascita della telegrafia, della radio e del cinema, il passo verso la televisione era quasi una ricerca obbligata.
La maggior parte dei primi dispositivi utilizzavano il principio di analisi meccanica con disco a spirale di fori, inventato dallo scienziato tedesco Paul Nipkow nel 1884 per la ripresa e la trasmissione a distanza di immagini in movimento.
Il primo a realizzare un sistema di ripresa, trasmissione e ricezione realmente in grado di riprodurre a distanza immagini in movimento, fu lo scozzese John Logie Baird nel 1925. Il funzionamento di questo televisore si basa su tecniche elettromeccaniche e sulla scansione a spirale di fori ideata dall'inventore tedesco Paul Nipkow nel 1884.
Baird sperimentò le prime trasmissioni televisive d'Europa insieme alla BBC a partire dal 1929, utilizzando un servizio di broadcasting del tutto simile a quello radiofonico. Questo servizio di televisione era ricevibile anche in Italia nelle ore notturne.
Parallelamente, negli Stati Uniti, Charles Francis Jenkins conduceva studi analoghi e dava vita al sistema televisivo americano su frequenze radio AM (550-1500 kHz).
Questo televisore meccanico è un raro esempio di un prototipo di questa prima tipologia di televisore realizzato in Italia dai fratelli Giovanni e Bruno Fracarro nel 1933. I due fratelli all'inizio degli anni Trenta proposero un Kit di montaggio con cui costruirsi i proprio televisore meccanico utilizzando motori di ventilatori e valvole di radio. I due intraprendenti radioamatori mettevano a disposizione del pubblico, in vendita, la lampada al neon e il disco di Nipkow in alluminio e una chiarissima pubblicazione (La televisione per tutti) da seguire passo a passo durante l'assemblaggio.
Una delle limitazioni di tale sistema televisivo, basato sulla scansione meccanica dell'immagine, era la definizione: la massima raggiunta fu una definizione di 240 righe con 25 quadri al secondo, nel 1934, da Baird. Inoltre le immagini erano piccole e poco luminose. Ma la vera difficoltà era mantenere il sincronismo tra i dischi di Nipkow (in trasmissione e in ricezione). Per questo non ebbe successo e venne superato da altri sistemi (televisione elettronica).

Nei primi anni 30 gli stabilimenti di Napoli “La Precisa” produssero la radio Fada 351A.Come indicato sulla targhetta po...
18/06/2024

Nei primi anni 30 gli stabilimenti di Napoli “La Precisa” produssero la radio Fada 351A.
Come indicato sulla targhetta posteriore questo marchio venne distribuito anche da SIARE di Piacenza.
La cosa più curiosa però non è questa è uno di questi esemplari con ancora attaccata sul retro l’etichetta “Ducrot Palermo”.
Evidentemente il progetto stilistico venne affidato a questa rinomata fabbrica che ebbe tra i più illustri designer Ernesto Basile.

Questa attribuzione impreziosisce una “radiolina” già bella e accattivante per due caratteristiche fondamentali.
Molto contenuta e con scala di ricezione di tipo numerico.
Le radio anni ’20 e primissimi anni ’30 avevano la scala di sintonizzazione in soli numeri, di solito da 1 a 100.
Nel 1934 quasi tutte le fabbriche erano già passate alle “scale parlanti” ovvero quelle con i nomi delle città emittenti riportati sulla gradazione.
Le radio a “scala numerica” sono maggiorente apprezzate dal collezionismo

Agli inizi del 1927 la Ramazzotti era già subentrata completamente con il nome RAM (Radio Apparecchi Milano) alla Zambur...
18/06/2024

Agli inizi del 1927 la Ramazzotti era già subentrata completamente con il nome RAM (Radio Apparecchi Milano) alla Zamburlini che aveva ceduto il ramo costruzione radio all’amico Giuseppe Ramazzotti. Sul N° 3 di “RADIOFONIA” del 15 febbraio 1927 venne pubblicata in 4° di copertina la circolare che sanciva la nascita della R.A.M. il 15 dicembre 1926. La RAM fu la prima fabbrica di radio a cassetta a investire sul design. Il fortunato modello RD8 prima e poi la serie RD2000 ne sono un esempio lampante. Dunque le più belle radio italiane anni 20 sono le Ramazzotti, ne consegue che sono anche le più collezionate.

Radio Siti (Società Industrie Telefoniche Italiane) S.I.T.I.Siti e Zamburlini sono i due marchi italiani (entrambi milan...
18/06/2024

Radio Siti (Società Industrie Telefoniche Italiane) S.I.T.I.
Siti e Zamburlini sono i due marchi italiani (entrambi milanesi)
più collezionati e ricercati.
La prime produzioni 1923-1924-1925-1926 sono a valvole esterne.
Esteticamente sembrano apparecchi sperimentali, da laboratorio.
L’aspetto non è ancora stato preso in considerazione.

ALTOPARLANTI SAFAR MILANOGli altoparlanti delle radio anni 20 sono stati prodottiin Italia principalmente dallaSafar di ...
18/06/2024

ALTOPARLANTI SAFAR MILANO
Gli altoparlanti delle radio anni 20 sono stati prodotti
in Italia principalmente dalla
Safar di Milano.
I primissimi sono a “collo di cigno” (1924) ma non tardano ad arrivare sul
mercato lussuosi speaker. Alcuni sono realizzati in fusione di bronzo
a cera persa. La decorazione artistica
diventa un elemento fondamentale come è facile constatare
ammirando i celeberrimi modelli
“Victoria“,”Armonia“e “Humanavox“.
Nel 1926 la S.A.F.A.R. vinse la Medaglia d’Oro
all’esposizione di Santa Fe.
Alcuni rari modelli vengono ancora oggi scoperti in Uruguay e Argentina.
Le fusioni furono sia in bronzo che in alluminio.
Di seguito è pubblicata una parte della splendida produzione degli
altoparlanti Safar. Si tratta per la maggioranza dei casi, non solo di
semplici elettrodomestici ma di vere e proprie opere d’arte.
Persino Miki Wolfson inserisce una “Victoria” nella
collezione del castello
Mackenzie di Genova. Da sempre gli speaker Safar sono
ambiti dai collezionisti che non se ne separano mai.
Purtroppo la tecnologia degli anni venti avanzava velocemente.
Già nel 1930 comparivano le prime radio con altoparlante
integrato che di li a poco cancelleranno il futuro di queste
meraviglie consegnandone alla storia una piccolissima
produzione durata appena 4 o 5 anni..

Oscillatore di onde elettromagnetiche a quattro sfere (e relativo risonatore) di Heinrich Hertz.Per molto tempo le onde ...
18/06/2024

Oscillatore di onde elettromagnetiche a quattro sfere (e relativo risonatore) di Heinrich Hertz.

Per molto tempo le onde elettromagnetiche vennero chiamate “onde hertziane” dal nome di colui che per primo le aveva “rivelate” in laboratorio: il tedesco Heinrich Hertz.

Le sue ricerche attirarono l’attenzione internazionale quando, nel biennio 1887-8, ottenne la dimostrazione sperimentale che l’energia elettrica si propaga in forma di onde con velocità finita. La teoria di Maxwell, che suscitava un certo scetticismo nell’ambiente scientifico, trovò clamorosa conferma.

Alle prime ricerche altre seguirono, volte alla determinazione della velocità e delle varie modalità di propagazione delle onde. La sperimentazione da lui avviata fu quindi il punto di partenza, il primo decisivo passo nel cammino che portò all’invenzione della radiotelegrafia.

Valvole termoioniche (tubi elettronici).Il passaggio dalle trasmissioni radiotelegrafiche a quelle radiofoniche fu possi...
18/06/2024

Valvole termoioniche (tubi elettronici).

Il passaggio dalle trasmissioni radiotelegrafiche a quelle radiofoniche fu possibile grazie allo sviluppo delle tecniche di amplificazione che ebbe come protagonisti l’inglese John Ambrose Fleming (inventore della valvola termoionica o diodo, nel 1904) e l’americano Lee de Forest (inventore dell’audion o triodo, nel 1906). Tali tecniche rivoluzionarono le radiocomunicazioni nella prima parte del XX secolo, rendendo possibile la radiodiffusione e diventando poi essenziali nei sistemi radio e radar e in campo televisivo e telefonico fino all’avvento del transistor (1948).

Una serie di strumenti d’epoca – dalla lampada di Edison al triodo, dalle prime valvole di produzione industriale fino ai primi trasmettitori marcati Marconi Co. – documentano la fase cruciale del processo di trasformazione delle trasmissioni senza fili.

Radioricevitori a cristallo di galena, sviluppati e diffusi tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento.Conosci...
18/06/2024

Radioricevitori a cristallo di galena, sviluppati e diffusi tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento.
Conosciute anche semplicemente con il nome di ricevitori a cristallo, le radio di questo tipo non necessitano di alimentazione: la ricezione si fonda esclusivamente sull’energia elettromagnetica che si riesce a ottenere dalla stazione trasmittente attraverso l’antenna.

La galena è un minerale costituito da solfuro di piombo, spesso associato a sensibili quantità di argento (da qui la denominazione di galena argentifera).

Trasmettitore a scintilla e ricevitore a coesore: entrambi gli apparati furono costruiti da Marconi sulla base delle rec...
18/06/2024

Trasmettitore a scintilla e ricevitore a coesore: entrambi gli apparati furono costruiti da Marconi sulla base delle recenti esperienze dei suoi più anziani colleghi.

L’apporto originale di Marconi, in questo primo sistema, consiste in un affinamento della sensibilità del coesore di Branly, in un adattamento secondo i suoi fini dell’oscillatore di Righi e soprattutto nell’introduzione della doppia lastra metallica (sistema antenna-terra), una sopraelevata e l’altra posta a terra che funge da contrappeso elettrico, grazie alla quale è possibile realizzare trasmissioni a una distanza molto superiore ai pochi metri di un laboratorio.

Apparato ricetrasmittente di segnali telegrafici ideato da Samuel Morse.Il telegrafo è il dispositivo che permette di in...
18/06/2024

Apparato ricetrasmittente di segnali telegrafici ideato da Samuel Morse.

Il telegrafo è il dispositivo che permette di inviare a distanza – sotto forma di impulsi elettrici – brevi messaggi scritti, utilizzando un apposito codice messo a punto dallo statunitense Samuel Morse con la collaborazione di Alfred Vail. Realizzato nel 1837, fu per la prima volta attivato in pubblico nel 1844.

Diversi inventori lavorarono per migliorarne l’efficienza tecnica, riducendo le dispersioni di energia lungo la rete e dunque facilitando l’estensione e ramificazione della stessa.

Nel 1866 venne posato sul fondo dell’Oceano Atlantico il primo cavo telegrafico che metteva in collegamento Europa e Nord America.

Dopo un breve prologo nella guerra anglo-boera, il wireless fa l’ingresso ufficiale in campo bellico proprio in occasion...
18/06/2024

Dopo un breve prologo nella guerra anglo-boera, il wireless fa l’ingresso ufficiale in campo bellico proprio in occasione della cosiddetta Grande Guerra. Marconi è uno dei principali interpreti del periodo, non solo da un punto di vista scientifico ma anche in ambito politico e diplomatico. Se allo scoppio della guerra rientra in Italia offrendo al Governo il suo «servizio di persona e d’opera» sulla base del «solo senso del dovere», il neo-Senatore riceve il compito di ispezionare al fronte gli impianti radiotelegrafici dell’Esercito Italiano e nei mesi successivi viene impegnato in vari missioni all’estero sia di genere tecnico che diplomatico.

Da un punto di vista tecnologico nel periodo 1915-1918 si registrano:

prime trasmissioni sperimentali aria-terra (Mirafiori, 1915);
messa a punto di ricetrasmittenti da campo (fronte nordorientale, 1915 e seguenti);
prime localizzazioni con radiogoniometro di stazioni radiotrasmittenti nemiche (1915/6 e seguenti);
passaggio dalle onde lunghe alle onde corte (1916).

Autore e realizzatore di queste innovazioni fu appunto Guglielmo Marconi, nel doppio ruolo di imprenditore (internazionale) e di responsabile delle telecomunicazioni delle italiche Forze Armate.

Negli ultimi anni di guerra fu inoltre impegnato per conto del Governo italiano in importanti missioni diplomatiche (Stati Uniti 1917, Trattati di pace di Versailles 1918-19).

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