Casa del Pittore Poeta

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            Mamma Schiavona ( Madonna di Montevergine )Terra, foglie, radici,grano,pietre,sterpaglie e carbone su tela ....
28/08/2025


Mamma Schiavona ( Madonna di Montevergine )
Terra, foglie, radici,grano,pietre,sterpaglie e carbone su tela .

120x80 cm. di santità

Dal Vernissage: Terroni e Borboni
di Athanor Casa del Pittore Poeta

Mamma Schiavona: l’oscura che illumina.
Non è un quadro. È terra. È polvere che si fa reliquia, scoria, sterpaglia, carbone.
È una Madonna nera, “br**ta”. Br**ta! La più br**ta delle sorelle. E allora?
La bellezza è la condanna. L’oscuro è salvezza.

“Nigra et formosa es” non è latino, è un gemito. È il corpo che si scompone, che cade dal pulpito della teologia e si rotola nella materia.

La Madonna di Montevergine non scende, non consola, non appare: si rifugia, fugge, si nega.
Monte Partenio, altissimo, ostile: “se mi volete, salite!”.
E la juta dei pellegrini non è devozione, è supplizio, ascesa che precipita, un andare a vuoto per incontrare un’assenza.

Il nero non è colore. È materia prima.
È la notte minerale da cui scava l’alchimista, è ventre che non genera ancora, è fecondità sospesa, promessa.
È Cibele, è Iside, è ciò che resta quando tutte le Madonne bianche hanno già sorriso.
Br**ta, sì. Ma la bruttezza è la sua vendetta.
Sei sorelle belle, e una che diserta. Una che si nasconde. Una che costringe dietro lo sguardo a farsi cieco per vedere dentro di sé.
Ti guarda, ti abbuia. Ti stranisce e ti restituisce all'invisibile e alla terra da cui tutto proviene.
È sacro e profano, insieme. È borbonico e te***ne. È teatro senza scena. È liturgia senza Dio.
Un’icona? No.
Mamma Schiavona, Madonna straniera, non chiedi preghiere: chiedi passi, ginocchia, carne viva sulle pietre.
E chi sale fino a te, non ti trova: ti perde?
Non ti perde perché sei un archetipo vivente.
Mamma Schiavona (Madonna di Montevergine), realizzata con terra, foglie, radici, grano, pietre, sterpaglie e carbone, vuole farsi percepire immediatamente, per me non siamo davanti a un quadro, ma a un atto di fondazione. Ho voluto una pittura che volutamente rinuncia al pennello e al colore per tornare al suo stato primigenio: la materia stessa della creazione.
La scelta di utilizzare elementi della terra per me non è casuale: è un ritorno alla sostanza originaria, quella “Materia prima” che la filosofia neoplatonica e l’alchimia medievale hanno sempre riconosciuto come principio del mondo. La Madonna nera, che qui domina la tela, non è soltanto una figura sacra, ma è l’incarnazione stessa dell’archetipo femminile, della madre cosmica da cui tutto nasce e a cui tutto ritorna.
“Nigra et formosa es, amica mea”, si legge sovrapposto alla figura. È un’eco del Cantico dei Cantici, ma soprattutto un rovesciamento del pregiudizio che per secoli ha condannato la bellezza nera a essere considerata “bruttezza”. La Madonna di Montevergine, chiamata “Schiavona” – straniera, diversa – è l’esilio dell’alterità, ma anche la sua rivincita. È lei che, rifiutata dalle sei sorelle bianche, sale sul monte Partenio e si fa regina della solitudine, costringendo i fedeli a salire fino a lei. È l’immagine più potente del riscatto della diversità.
Quest’opera dunque non è una rappresentazione, ma un rito: la Madonna emerge dalla tela come un fossile vivente, scavato dal ventre della terra. Il carbone e le radici ne fanno una icona minerale, arcaica, precristiana, quasi cibelica o isiaca, e insieme una presenza cristiana e popolare, la stessa che anima la juta dei pellegrini di settembre.
Qui per me arte e devozione, mito e leggenda, si stringono in un unico abbraccio. Non deve esserci “estetica” in senso accademico, ma c’è necessità: come diceva Roberto De Simone, la Madonna nera è l’unica “br**ta” tra le sette sorelle, e proprio per questo diventa la più vera, la più forte, la più umana. L’opera Mamma Schiavona non è solo un quadro per me: è un atto politico e teologico, un richiamo alla radice terrona e borbonica del Sud, un omaggio alla terra che genera e resiste. È il Sud che non si arrende alla bellezza canonica, ma la reinventa a partire dalla sua stessa oscurità.
Articolo di Carmine Ugo Zungoli

E allora, davanti a questa icona di 120x80 cm. non c’è rappresentazione, c’è la materia stessa della vita che si fa immagine.
Athanor
Rolando Lord Attanasio

La storia di Mamma Schiavona, la Madonna Nera che tutto può e tutto perdona
https://www.avellinotoday.it/eventi/cultura/storia-mamma-schiavona-madonna-nera-ontevergine.html

Terroni e Borboni VernissageMichelina Di Cesare Brigantessa ( o patriota ) crivellata di colpi durante l' infame unità d...
28/08/2025

Terroni e Borboni Vernissage

Michelina Di Cesare

Brigantessa ( o patriota ) crivellata di colpi durante l' infame unità d' Italia.

Tecnica: Cenere su tela

Athanor

Vi aspetto16 e 17 Agosto Sant' Angelo a ScalaAV Via Carbonara 26Casa del Pittore Poeta Ore 16.00/20.00VernissageInfo: 34...
12/08/2025

Vi aspetto

16 e 17 Agosto
Sant' Angelo a Scala
AV
Via Carbonara 26
Casa del Pittore Poeta
Ore 16.00/20.00
Vernissage

Info: 3495339485



Athanor

https://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-14588
31/10/2024

https://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-14588

aforisma Prepotenza di Rolando Attanasio su Aforismi liberi: Quell'aria soddisfatta che lascia intravedere una velata prepotenza, mista ad una supponenza fatta di squallide vittorie per piccoli raggiri andati in porto... con la convinzione di essere nel giusto

Indirizzo

Via Carbonara 26
Sant'angelo A Scala

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