Museo Casa Rurale di Carcente

Museo Casa Rurale di Carcente Antica casa rurale ristrutturata e trasformata in Museo, presso il borgo di Carcente, frazione di San Siro, sul lago di Como.

Antica casa rurale ristrutturata e mantenuta come lasciata dai suoi ultimi proprietari. Un lascito alla memoria delle generazioni passate e future, nella s

Grazie di cuore a Yvonne Pelizzari e Dario Molinari per aver condiviso con noi le loro storie e i loro libri, e a Mirko ...
31/08/2026

Grazie di cuore a Yvonne Pelizzari e Dario Molinari per aver condiviso con noi le loro storie e i loro libri, e a Mirko Garovo per aver arricchito l’evento con la sua suggestiva mostra fotografica paesaggistica.
Un grazie speciale a tutti coloro che hanno partecipato e contribuito a rendere questo pomeriggio al Museo Casa Rurale di Carcente un momento di cultura, dialogo e condivisione.
Grazie a tutti! ❤️

LE ERBE DELLA NINDomenica 6 settembre · ore 14.00Un pomeriggio per ritrovare un sapere antico, quello delle donne che ne...
26/08/2026

LE ERBE DELLA NIN
Domenica 6 settembre · ore 14.00
Un pomeriggio per ritrovare un sapere antico, quello delle donne che nei gesti quotidiani sapevano leggere la natura, riconoscerne le erbe, trasformarne i colori e custodirne i segreti.

Le erbe della Nin nasce come un incontro tra natura, immaginazione, arte e memoria: un tempo da vivere insieme per riscoprire la profonda connessione tra l’essere umano e il mondo naturale, attraverso esperienze pensate per grandi e piccoli.

🎨 La magia delle tinture naturali e della stampa botanica
Un incontro dedicato all’antica arte di estrarre colore dalla natura.

Cristina Marzaro di Colorphylla ci accompagnerà alla scoperta della magia delle tinture naturali e della stampa botanica, mostrando come foglie, fiori e piante possano diventare materia e colore, in un dialogo sorprendente tra natura e creatività.

🌿 Il Bimbo Erbario
Noemi e Francesca Valsecchi hanno dato vita a Il Bimbo Erbario, un albo illustrato per l’infanzia che intreccia natura, immaginazione e attenzione ai temi sociali e ambientali, attraverso l'associazione dei caratteri delle persone a quelle dei fiori.

Durante il pomeriggio, all’interno della Casa Rurale, sarà possibile visitare la mostra delle tavole originali di Noemi Valsecchi e partecipare al laboratorio di illustrazioni, accompagnati dalle autrici alla scoperta del libro e del suo universo creativo.

In questo laboratorio, prendendo spunto dagli antichi erbari scientifici, ma lasciando spazio alla fantasia, ogni bambino potrà inventare e illustrare un proprio personaggio, attribuendogli caratteristiche e qualità che fanno riferimento a un fiore scelto.

Un’esperienza pensata per i bambini, ma aperta anche agli adulti che desiderano riscoprire il piacere di guardare la natura con occhi nuovi e coltivare la propria immaginazione.

Il laboratorio richiede la prenotazione.

🌸 E a fine pomeriggio…
Un momento semplice e conviviale da condividere insieme:

una merenda a base di erbe e fiori.

E’ gradita la prenotazione: [email protected] /tel 3409329266

✨ Il 23 agosto alla Casa Rurale alle 17.30Pomeriggio di incontri, memorie e raccontoUn incontro a due voci con Yvonne Pe...
14/08/2026

✨ Il 23 agosto alla Casa Rurale alle 17.30

Pomeriggio di incontri, memorie e racconto

Un incontro a due voci con Yvonne Pelizzari e Dario Molinari, che presenteranno i loro libri Le prigioni del buonsenso e L’orologiaio di Pilsen: due opere diverse, due mondi narrativi, accomunati dalla voglia di raccontare, emozionare e far riflettere.

Yvonne Pelizzari ci accompagnerà tra amore, scelte, convenzioni e quelle “prigioni” che a volte costruiamo seguendo ciò che riteniamo essere il buonsenso.

Dario Molinari ci porterà invece nella Pilsen di fine Ottocento, tra misteri, segreti, colpi di scena e una mappa misteriosa, sulle tracce di un nuovo avvincente caso.

All’interno della Casa Rurale, sarà inoltre possibile visitare la mostra fotografica paesaggistica a cura di Mirko Garovo, un percorso per immergersi nella bellezza dei luoghi attraverso lo sguardo del fotografo.

Il pomeriggio sarà dedicato a Marilamp, una donna imprenditiva, autonoma e anticonvenzionale, capace di affermare la propria indipendenza e di costruire la propria vita seguendo inclinazioni e desideri, anche quando queste scelte si discostavano dalle convenzioni sociali del suo tempo.

Una vicenda personale, scritta nel libro di Yvonne Pelizzari, che diventa così occasione per riflettere sul diritto di scegliere, sulla libertà di essere se stessi e sul coraggio di seguire la propria strada, anche quando questa non coincide con quella indicata dalla società.

C'era una volta un pezzo di legno...Le foto di Ernesto Blotto
13/08/2026

C'era una volta un pezzo di legno...
Le foto di Ernesto Blotto

📸 Alcuni momenti con Lapo Lani dell’evento di sabato scorso al Museo Casa Rurale di Carcente.Grazie di cuore a Lapo Lani...
13/08/2026

📸 Alcuni momenti con Lapo Lani dell’evento di sabato scorso al Museo Casa Rurale di Carcente.

Grazie di cuore a Lapo Lani per averci regalato un pomeriggio speciale sabato scorso, attraverso la sua voce e le sue parole, nel meraviglioso mondo di Pinocchio. ❤️
Grazie a tutti per aver partecipato!

Foto di Carlo Cardelli

"C'era una volta un pezzo di legno...”Lapo Lani legge “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” di Carlo Collo...
29/07/2026

"C'era una volta un pezzo di legno...”
Lapo Lani legge “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” di Carlo Collodi

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Museo Casa Rurale di Carcente

Comune di San Siro (CO)

Sabato 8 agosto, ore 17:00

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Le "Avventure di Pinocchio" hanno un inizio bellissimo, tanto da imprimere all'intero racconto una dimensione trascendentale. La nascita del burattino è miracolosa [1]. «C'era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze» [2]. Quel pezzo di legno capitò per caso nella bottega di mastro Ciliegia. Il falegname non aveva ancora iniziato a lavorare il ciocco che udì una vocina sottile sottile: «Non mi picchiar tanto forte!». Al primo colpo d'ascia, si sentì la solita vocina: «Ohi! tu m'hai fatto male!» [3].
Pinocchio vive una dimensione soprannaturale, che intride ogni episodio. Non ci stupiamo se parla prima di nascere o se i burattini di Mangiafoco lo conoscono senza averlo incontrato prima (capitolo X). Chi o cosa si nasconde dietro a questa apparizione, se non una forza tanto innocente quanto inarrestabile, se non l'incontenibile potenza di una nuova vita, se non l'inesauribile grazia della natura?

Pinocchio parla e si lamenta prima di nascere, e la sua genesi è intimamente legata al dolore.
Ma il corpo sembra non appartenergli. Il dolore è un fastidio momentaneo, come un prurito («pizzicorino», scrive Collodi); i piedi gli prendono fuoco senza che lui se ne accorga (capitolo VI). La divaricazione che si crea tra l'inerzia pigra della materia e la vitalità incontenibile di Pinocchio è propria della smisurata e implacabile fantasia infantile. Senza subire la fatica nel proprio corpo, egli ride, piange, canzona, fa linguacce, fa insolenze, fa capricci, si ribella, corre, salta («andava a salti come una lepre», «correva come un barbero», «saltava greppi altissimi, siepi di pruni e fossi pieni d'acqua, tale e quale come avrebbe potuto fare un capretto o un leprottino inseguito dai cacciatori»), nuota («faceva capriole e salti, come un delfino in vena di buon'umore»). Tutto rientra nella dimensione dell'immaginazione e della fantasia [4], in cui il corpo non c'è quasi, è solo l'estensione del proprio pensiero, e neppure la morte è tragica, ma appare semmai come la fine di un gioco, presto cancellata dall'inizio di uno nuovo. Il Grillo-parlante, nonostante venga ucciso da Pinocchio con una martellata (capitolo IV), ritornerà vivo più volte, in altri episodi. La morte, per i bambini, è un'esperienza imponderabile, come lo è ogni tipo di misura: tutto appare esagerato, così come lo sono le distanze, i pesi, le velocità, i suoni, il tempo. E questo, appunto, è miracoloso: riuscire a percorrere il sottile filo sospeso che lega i delicati rapporti fra le cose enormi e le cose minuscole, fra le cose utili e quelle inutili, fra le cose buone e le cose cattive, fra le cose terrene e quelle favolose. Il miracolo si compie nel saper mescolare le zolle alle nuvole, far tutt'uno del cielo e della terra.

Ed è proprio l'apparizione della morte – quel particolare momento in cui la fine di un ciclo coincide con l'inizio di uno nuovo – che fa cambiare tono a "Le avventure di Pinocchio". Quel vortice lesto e chiassoso di peripezie fanciullesche viene interrotto da un incontro. Da quel momento in poi la storia non sarà più la stessa. Nel capitolo XV, Pinocchio, mentre fuggiva inseguito dagli assassini, «vide fra mezzo al verde cupo degli alberi biancheggiare in lontananza una casina candida come la neve». Quella casina sarebbe stata la salvezza, ma dalla finestra si affacciò «una bella bambina, coi capelli turchini e il viso bianco come un'immagine di cera, gli occhi chiusi e le mani incrociate sul petto, la quale senza muovere punto le labbra, disse con una vocina che pareva venisse dall'altro mondo: In questa casa non c'è nessuno. Sono tutti morti». Pinocchio, meravigliato, chiese alla bambina cosa ci facesse allora lì, alla finestra, e questa rispose: «Sono morta anch'io. Aspetto la bara che venga a portarmi via». Poi disparve, e la finestra si chiuse senza fare rumore. Dopodiché, Pinocchio fu catturato dai due assassini e impiccato alla "Quercia grande". La morte fa paura, ma è solo la fine di un gioco. Poi ne inizia un altro [5].

Chi è la Bambina morta coi capelli turchini? Chi è quella figura femminile – "graziosa e benigna", direbbe Dante Alighieri – che compare più volte nel libro, con sembianze diverse (bambina dai capelli turchini, la buona donnina dell'Isola delle Api industriose, la bella signora col medaglione nel circo, la graziosa caprettina con la lana turchina, la malata stesa in un letto dell'ospedale, la Fata dai capelli turchini)? Chi è questa figura multiforme capace di fare girare intorno a sé la meravigliosa odissea di Pinocchio, iniziata in un paesino ai piedi dell'Appennino e terminata in una casetta sulla costa del mar Tirreno?
E se dietro l'eterna signora della natura e degli animali, la regina della metamorfosi, la benigna tessitrice del destino, la sorellina-madre che alla fine scomparirà per sempre, si nascondesse quel confine delle vicende terrene che ogni uomo tende a raggiungere e a oltrepassare? E se dietro a tutti questi personaggi femminili si nascondesse quel tepore necessario a caricarsi sulle spalle la forza per affrontare i disincanti dell'esistenza con la giusta speranza di una buona sorte? E se fosse proprio quell'istinto vitale che costringe ciascuno di noi ad affrontare continue metamorfosi per contrastare il crudele realismo della vita, prima di poter guardare negli occhi la morte?

Pinocchio, ancora burattino, incontrò la Fata per l'ultima volta in sogno, e la dolce apparizione svanì su queste parole: «Metti giudizio per l'avvenire, e sarai felice».
Al risveglio, Pinocchio era un ragazzo come tutti gli altri, in carne e ossa, ma il sogno portava via per sempre il suo più grande desiderio: avere una madre e non essere orfano.
Da quel momento non avrebbe mai più rivisto la Fata dai capelli turchini.

Fino all'ultimo una parte di Pinocchio – lo spirito libero dell'infanzia, l'affascinante imprudenza dell'adolescenza, la dimensione leggiadra e soprannaturale del burattino di legno – lotta piangendo e urlando contro tutti coloro che vogliono cambiarla. Alla fine dovrà cedere, e l'estremo sacrificio la vedrà rinunciare a se stessa, e Pinocchio non potrà che diventare il più mostruoso di tutti i mostri delle favole: un essere umano.

Lapo Lani
Milano, aprile 2026


Note:

[1] Il termine miracolo deriva dal latino "miracǔlum" ("cosa meravigliosa"), che a sua volta deriva da "mirari", ovvero meravigliarsi, ammirare qualcosa che è contrario alle leggi della natura e prodotto per potenza soprannaturale.

[2] Il nome Pinocchio, come il tipo di legno da cui nasce, è una dichiarazione di simpatia nei confronti della povertà rurale toscana. Dice Geppetto: «Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre, e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l'elemosina» (Capiloto III).

[3] Capitolo I; «Come andò che Maestro Ciliegia, falegname, trovò un pezzo di legno, che piangeva e rideva come un bambino».

[4] Il termine "fantasia" deriva dal latino "phantasĭa", che a sua volta deriva dal greco "ϕαντασία" ("phantasía"), col significato di "apparizione", "immagine" (di ciò che è reale o di ciò che non lo è).

[5] «Il solo, fra tutti i popoli, italiani e stranieri, che non abbia paura dell'inferno [6], il solo che abbia con l'inferno continui e familiari rapporti, sono i toscani. I quali da tempo immemorabile hanno sempre viaggiato in quel paese, e tuttora lo percorrono, come se viaggiassero in casa propria. Vanno e vengono dall'inferno quando piace a loro, e nel più semplice modo: a piedi, in calessino, in bicicletta, come se andassero a fare un giro per il podere.
Se ne vanno all'altro mondo, nell'al di là, come se andassero di là, in un'altra stanza».
Testo tratto da "Maledetti toscani", Curzio Malaparte; Piccola Biblioteca Adelphi, 2017.

[6] Il termine "inferno" deriva dal latino "infernus" ("che si trova in basso"), che a sua volta deriva da "infěrus", ovvero che sta sotto, in basso, sotto terra.​

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Locandina disegnata da Ciro Paolo Belvedere.

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Immagine della locandina: “Lapo Lani. Autoritratto pinocchiesco”.

Fotomontaggio, realizzato da Lapo Lani con processi digitali.
Anno: aprile 2026.

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Che pomeriggio meraviglioso abbiamo condiviso sabato scorso al Museo Casa Rurale di Carcente! ✨​Un sentito ringraziament...
27/07/2026

Che pomeriggio meraviglioso abbiamo condiviso sabato scorso al Museo Casa Rurale di Carcente! ✨
​Un sentito ringraziamento a tutti voi che avete partecipato con tanto calore alla mostra e alla presentazione di "AVILA" (Bao Publishing).
È stato un vero privilegio poter ammirare le tavole originali e immergerci nel processo creativo insieme agli autori, Teresa Radice e Stefano Turconi.
​L'atmosfera è stata resa ancora più magica dal delicato accompagnamento musicale curato da Nereo Luigi Dani alla viola da gamba e Michele Turconi al violino, che ci ha regalato momenti di pura emozione.
​In questa gallery abbiamo raccolto alcuni degli scatti più belli della giornata per rivivere insieme quei momenti. Grazie ancora per aver reso questo evento così speciale!

Photo Credit Ernesto Blotto e Carlo Cardelli

Pubblichiamo alcuni scatti di venerdì 17 e sabato 18 luglio, due giornate intense e ricche di meraviglia.Grazie al geolo...
21/07/2026

Pubblichiamo alcuni scatti di venerdì 17 e sabato 18 luglio, due giornate intense e ricche di meraviglia.

Grazie al geologo Davide Zanoni, attraverso la serata divulgativa di venerdì e l'escursione di sabato, abbiamo ripercorso la lunga storia della Terra, seguendo le tracce custodite dalle antiche rocce del nostro lago.

Ogni pietra si è trasformata in una pagina di un racconto millenario, insegnandoci che il paesaggio non è solo qualcosa da osservare, ma una storia da ascoltare. Da oggi, quelle montagne e quelle rive ci appariranno con occhi nuovi, consapevoli del tempo immenso che le ha modellate.

«Il buio ha bisogno della luce per mostrare la sua forza.»«E anche la luce del buio, bambina. Ci hai mai pensato?»«Di qu...
19/07/2026

«Il buio ha bisogno della luce per mostrare la sua forza.»
«E anche la luce del buio, bambina. Ci hai mai pensato?»

«Di quale normalità vagheggiate? Di quale pace? Chi stabilisce cos'è conforme e cosa non lo è?»
— Avila, Teresa Radice e Stefano Turconi

SABATO 25 LUGLIO ORE 17.00

Il ritorno atteso ed incantato di due autori creativi e poliedrici che raccontano storie

Teresa Radice e Stefano Turconi presenteranno il loro ultimo romanzo a fumetti Avila (Bao Publishing)

Un'opera intensa e avventurosa, antica e sorprendentemente contemporanea, che rimane fedele alla poetica degli autori: una storia di coraggio, libertà, speranza e umanità, in cui la luce e il buio si rincorrono senza mai annullarsi, ma rivelandosi l'uno attraverso l'altro. Come è stato scritto: «Avila è una storia antica, ma terribilmente moderna», un racconto che celebra la bellezza degli incontri capaci di cambiare il destino delle persone.

La Casa Rurale diventerà, per un pomeriggio, una casa delle storie. Le tavole originali di Avila accompagneranno il percorso dei visitatori, rivelando il gesto, il segno, il respiro del disegno. E, come accade nei racconti più belli, anche la musica saprà farsi narrazione: le note barocche della viola da gamba di Nereo Luigi Dani e del violino di Michele Turconi dialogheranno con le immagini e le parole, intrecciando un'unica trama di emozioni.

Sarà un invito a rallentare, ad ascoltare, a lasciarsi attraversare da una storia che ci ricorda come ogni incontro autentico possa cambiare una vita. Perché la bellezza, quando è vera, non consola soltanto: illumina. E continua a camminare con noi anche dopo aver chiuso l'ultima pagina.

La storia geologica svelata dalle rocce del LarioUn viaggio alla scoperta delle origini del nostro territorio, guidati d...
10/07/2026

La storia geologica svelata dalle rocce del Lario

Un viaggio alla scoperta delle origini del nostro territorio, guidati dal geologo Davide Zanoni, docente di Scienze della Terra presso l'Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Desio).

Venerdì 17 luglio – ore 21.00
Serata divulgativa

Un incontro aperto a tutti per ripercorrere l'evoluzione geologica delle rocce del Lario e comprendere come esse custodiscano e raccontino la straordinaria storia della formazione del Lago di Como. Un'occasione per osservare con occhi nuovi il paesaggio che ci circonda e scoprirne le origini più antiche.

Sabato 18 luglio – dalle ore 8.30 alle 14.00
Passeggiata geologica

Un'escursione sul campo dal Piazzuscel fino a Sant'Amate (Comune di San Siro), con un breve proseguimento verso la Grona, dove sarà possibile osservare le rocce più antiche che hanno preceduto la formazione delle Alpi e mettere in pratica le conoscenze acquisite durante la serata del venerdì.

Per consentire una migliore organizzazione dell'escursione è richiesta la prenotazione. Si raccomandano un abbigliamento adeguato per il trekking e il pranzo al sacco.

Prenotazioni e informazioni
📞 340 9329266 – 338 9448668
✉️ [email protected]

Vi aspettiamo per due appuntamenti dedicati alla scoperta della geologia del Lario, tra divulgazione scientifica, osservazione diretta e natura.

Indirizzo

Carcente
San Siro
22010

Telefono

+393409329266

Sito Web

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