Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali Il Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano è legato al grandioso sistema urbanistico dei Fori Imperiali: di Cesare (46 a.C.), di Augusto (2 a.C.), il Tempio della Pace (75 d.C.), di Nerva (97 d.C.)

e di Traiano Il Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano è legato topograficamente e concettualmente al grandioso sistema urbanistico dei Fori Imperiali: di Cesare (46 a.C.), di Augusto (2 a.C.), il Tempio della Pace (75 d.C.), di Nerva (97 d.C.) e di Traiano (112 e 113 d.C.). Inaugurato nell’autunno 2007, costituisce il primo museo di architettura antica ed espone ricomposizioni di partitu

e di Traiano Il Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano è legato topograficamente e concettualmente al grandioso sistema urbanistico dei Fori Imperiali: di Cesare (46 a.C.), di Augusto (2 a.C.), il Tempio della Pace (75 d.C.), di Nerva (97 d.C.) e di Traiano (112 e 113 d.C.). Inaugurato nell’autunno 2007, costituisce il primo museo di architettura antica ed espone ricomposizioni di partitu

Normali funzionamento

#SaveTheDateTornano gli appuntamenti di approfondimento di "aMICi"... In presenza nei musei!Giovedì 12 agosto, alle 18:1...
10/08/2021

#SaveTheDate
Tornano gli appuntamenti di approfondimento di "aMICi"... In presenza nei musei!

Giovedì 12 agosto, alle 18:15, Maria Paola Del Moro vi racconterà tutte le vicissitudini della via Biberatica: origine del nome, quando e come è stata costruita, funzione, modalità di fruizione e, infine, continuità nel tempo sino .. alla nostra passeggiata!

Gli incontri con i curatori sono riservati ai possessori della MiC Card.
Prenotazione obbligatoria allo 060608.

Per tutte le info:
http://www.mercatiditraiano.it/it/didattica/amici-la-biberatica-si-racconta

#SaveTheDate
Tornano gli appuntamenti di approfondimento di "aMICi"... In presenza nei musei!

Giovedì 12 agosto, alle 18:15, Maria Paola Del Moro vi racconterà tutte le vicissitudini della via Biberatica: origine del nome, quando e come è stata costruita, funzione, modalità di fruizione e, infine, continuità nel tempo sino .. alla nostra passeggiata!

Gli incontri con i curatori sono riservati ai possessori della MiC Card.
Prenotazione obbligatoria allo 060608.

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04/08/2021

#Avviso
Dal 6 agosto l’accesso a musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre, è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di certificazione verde COVID-19 secondo quanto stabilito dal Decreto Legge n. 105 del 23 luglio 2021.
La certificazione dovrà essere mostrata all’ingresso in formato digitale o cartaceo insieme ad un documento di identità in corso di validità per l’opportuna verifica.
Prima di programmare la visita consulta le modalità d'ingresso nel Sistema Musei di Roma Capitale: bit.ly/modalitàdingresso

𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮. 𝟯. 𝗟𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮. 𝗤𝘂𝗮𝗿𝘁𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲Nell’ultima sala di questa sezion...
16/07/2021

𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮. 𝟯. 𝗟𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮. 𝗤𝘂𝗮𝗿𝘁𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲

Nell’ultima sala di questa sezione abbiamo voluto esporre alcune opere molto particolari. Si tratta di tre statuette del II secolo d.C., raffiguranti Asclepio, Ercole fanciullo ed Eros, provenienti dalle collezioni dei Musei Capitolini e qui esposte nella Sala delle Colombe del Palazzo Nuovo.
Il loro legame con la mostra sta nel periodo del loro arrivo a Roma da Bevagna, l’antica Mevania, cittadina umbra lungo la Via Flaminia nella quale erano conservate fino al 1811 e dove molto probabilmente furono rinvenute. Nel 1811 le statuette furono portate ai Musei Capitolini, insieme a un torso monumentale di Dioniso, rinvenuto nel 1725 in occasione dei lavori di fondazione della chiesa di San Filippo, sempre a Bevagna. Questo trasferimento di opere antiche a Roma dall’Umbria, già nello Stato Pontificio e nel 1809 naturalmente annessa all’Impero, indica probabilmente la volontà del governo francese di raccogliere nei musei romani – e in particolare nel Museo Capitolino (come si chiamava all’epoca) – opere di epoca romana provenienti dai territori occupati.
La loro sorte fu quindi diversa da quella delle sculture antiche rinvenute nel Recinto di Pio VII, del quale vi abbiamo parlato negli ultimi post: secondo le indicazioni di Giuseppe Camporese, al quale l’incarico fu affidato da Pio VII dopo il suo ritorno a Roma nel 1814, i reperti antichi trovati durante i lavori dei francesi presso la Colonna di Traiano furono conservate e allestite nel Recinto stesso, nel luogo in cui erano state rinvenute, con criteri museografici estremanente moderni.

Con questo post abbiamo terminato il racconto delle sezioni della mostra allestite al livello della Grande Aula. Vi diamo appuntamento a settembre per raccontarvi la lunga Terza Sezione. Intanto… vi aspettiamo al Museo!

Per tutte le info:
http://www.mercatiditraiano.it/.../napoleone-e-l-archeologia

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Musei in Comune Roma

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𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮. 𝟯. 𝗟𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮. 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲Nei nostri post dedicati alla most...
13/07/2021

𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮. 𝟯. 𝗟𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮. 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲

Nei nostri post dedicati alla mostra, in particolare negli ultimi, abbiamo evocato più volte il nome di Pietro Bianchi: è lui, infatti, l'architetto a cui si deve l'ultimo progetto per la sistemazione della piazza a sud della Colonna di Traiano tanto voluta dal governo Napoleonico ed effettivamente realizzato. L’assetto che l’area ebbe è ancora oggi è leggibile nel cosiddetto "Recinto di Pio VII", nonostante tutte le modifiche messe in opera in seguito, in particolare negli anni Trenta del secolo scorso.
Pietro Bianchi nacque a Lugano il 28 marzo 1787. Studiò all'Accademia di Milano e a Pavia, dove si diplomò in architettura nel 1806. Molto intraprendente e appassionato di archeologia, Pietro venne a Roma proprio durante il periodo dell'occupazione napoleonica e ottenne subito incarichi importanti, tra i quali quello di collaboratore del Valadier nei lavori di scavo del Colosseo, per altro fonte di acceso dibattito fra gli antiquari del tempo.
Entrato nel l'Accademia di San Luca, e in ottimi rapporti con Canova, egli ottenne la guida del cantiere alla Colonna di Traiano dopo l'allontanamento di Valadier, al quale forse non era stato estraneo. Era la fine del 1813. A gennaio 1814 il governo Napoleonico sarebbe stato sostituito da quello napoletano, prima di occupazione (Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone, avrebbe voluto ammettere Roma al suo regno), poi di transizione in attesa del ritorno di papa Pio VII, avvenuto il 24 maggio 1814.
All’indomani di questo evento, anche Pietro Bianchi lasciò Roma per Napoli. Qui realizzò per i Borbone diverse opere, la più celebre delle quali è Piazza (oggi) Plebiscito, con la chiesa di San Francesco di Paola, ispirata al Pantheon. Ma, soprattutto, alla corte di Napoli Pietro poté dedicarsi alla sua grande passione, ossia l'archeologia, eseguendo con la qualifica di "architetto direttore" importanti campagne di scavo a Pompei, Ercolano, Paestum e scoprendo l'anfiteatro di Capua.
Morì a Napoli il 28 dicembre 1849, molto apprezzato dalla corte e dalla nobiltà partenopea.

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𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮 𝟯. 𝗟𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮. 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲Per illustrarvi i numerosi cambia...
09/07/2021

𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮 𝟯. 𝗟𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮. 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲

Per illustrarvi i numerosi cambiamenti che interessarono il progetto della piazza alla Colonna Traiana vi mostriamo nel post di oggi tre acquerelli contenuti nel cosiddetto “Album Gabrielli”, così chiamato dal nome del suo primo proprietario: il principe romano Pietro Gabrielli (1747-1824), che durante il governo napoleonico di Roma ebbe l’importante incarico di “adjoint del Maire”, una sorta di vicesindaco. La carica era condivisa con altri sette “aggiunti”, tutti nominati nell’aprile del 1810 insieme al Maire, ossia il sindaco: il duca Luigi Braschi-Onesti, nipote niente di meno che di papa Pio VI (1775-1799), che Napoleone aveva fatto condurre in Francia durante la prima occupazione francese di Roma (1798-1799) e che era morto in esilio a Valence. L’Album Gabrielli, datato 1813 e oggi conservato nel Museo di Roma, è un documento straordinario che racchiude acquerelli di undici progetti urbanistici di Roma napoleonica; ben tre disegni dell’Album raffigurano l’area a sud della Colonna Traiana. Ve li presentiamo qui di seguito…

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𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮. 𝟯. 𝗟𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮. 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮L’attuazione del progetto di Valad...
06/07/2021

𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮. 𝟯. 𝗟𝗮 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮. 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮

L’attuazione del progetto di Valadier e Camporese per la creazione di una piazza a sud della Colonna di Traiano, così tanto voluta da Napoleone stesso e della quale abbiamo raccontato negli ultimi post, incontrò tuttavia molte difficoltà appena avviati i lavori. Tali difficoltà erano determinate in parte da motivi economici (i fondi cominciarono a scarseggiare molto presto…) e in parte per la continua scoperta di reperti antichi, che ponevano il problema della loro salvaguardia e valorizzazione. Nel corso del 1812 e poi nel 1813 furono quindi elaborati nuovi progetti, a loro volta costantemente modificati sulla base di quanto si andava rinvenendo. Nel maggio 1813 Valadier fu trasferito ad altro incarico (Camporese si era già dimesso dal cantiere nell’aprile del 1812, probabilmente in disaccordo con il gruppo di lavoro e il modo a procedere). Nel dicembre dello stesso anno la Commissione degli Abbellimenti, a sorpresa, approvò il progetto del giovane architetto ticinese Pietro Bianchi, che andava nel verso opposto di quello di Valadier e Camporese: non più una piazza inserita nel tessuto urbanistico circostante ma un “Museo di rovine”, ossia un’area archeologica recintata da frequentare solo per ammirare da vicino reperti antichi. I Francesi lasciarono Roma nel gennaio 1814, i lavori alla Colonna Traiana continuarono e furono completati dopo il suo ritorno nel maggio 1814 da papa Pio VII, che ha legato il suo nome a questo luogo, ancora oggi noto come “Recinto di Pio VII”.

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𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮. 𝟮-𝗜 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗩𝗮𝗹𝗮𝗱𝗶𝗲𝗿 𝗲 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼𝗿𝗲𝘀𝗲. 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲Dopo la sosta per la festa dei Santi Pie...
02/07/2021

𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮. 𝟮-𝗜 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗩𝗮𝗹𝗮𝗱𝗶𝗲𝗿 𝗲 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼𝗿𝗲𝘀𝗲. 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲

Dopo la sosta per la festa dei Santi Pietro e Paolo riprendiamo il racconto della mostra.
Gli anni del Governo napoleonico di Roma (1809-1814) videro un gran numero di progetti in tutta la città, relativi in particolare alla cura dei monumenti di età antica, alla ricerca di materiale archeologico e alla creazione di giardini e di strutture di pubblica utilità, come mattatoi, cimiteri e addirittura un orto botanico. Per poterli realizzare si decise di reclutare forza lavoro salariata e non più, quindi, di impiegare carcerati e condannati ai lavori forzati, come avveniva precedentemente. In questo modo si voleva dare un lavoro, per quanto saltuario, alla gran massa di indigenti che proprio la stessa occupazione napoleonica aveva, inaspettatamente, ingrossato.
Infatti, la soppressione degli Ordini religiosi attuata dai Francesi aveva provocato l’azzeramento della rete assistenziale costituita da conventi, monasteri e confraternite, che da secoli sostentava con elemosine, ricoveri notturni, pasti gratuiti e cure di ogni tipo non solo i mendicanti e I nullatenenti, ma anche famiglie e persone in difficoltà. In più, tutti questi enti religiosi da sempre avevano dato lavoro a professionisti – come medici, avvocati e notai - e artigiani di ogni tipo: stagnari, muratori, ebanisti, falegnami, vetrai… Per non parlare degli artisti, che avevano visto interrompersi all’improvviso le committenze per l’abbellimento di chiese, conventi e monasteri! Questo secolare “ecosistema” sociale era stato spazzato via dall’occupazione francese.
Un tentativo per sopperire a questo epocale cambiamento nella società romana fu fatto con l’istituzione della Commissione di Pubblica Beneficenza, diretta dall’archeologo Carlo Fea e dagli architetti Giuseppe Valadier e Giuseppe Camporese, proprio coloro ai quali era stato affidato il progetto della piazza alla Colonna Traiana. La Commissione aveva l’incarico di gestire i fondi per pagare i poveri che avrebbero lavorato nei cantieri. L’uso di far lavorare i bisognosi ricompensandoli con i fondi di Pubblica Beneficenza continuò anche dopo il ritorno del Governo Pontificio (1814), come bene illustra l’acquerello di Achille Pinelli del 1832 esposto in mostra, che ritrae un gruppo di uomini intenti a spicconare sulle pendici del Pincio e che ha come titolo proprio “La Beneficenza al Pincio”.

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25/06/2021

𝗜 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗹𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗶𝗮𝗻𝗮. 𝟮-𝗜 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗩𝗮𝗹𝗮𝗱𝗶𝗲𝗿 𝗲 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼𝗿𝗲𝘀𝗲. 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲

Per gestire i lavori che avrebbero cambiato il volto di Roma il Governo napoleonico istituì nel 1811 la Commissione degli Abbellimenti, che a novembre dello stesso anno chiese a Giuseppe Valadier e Giuseppe Camporese di elaborare un progetto per la piazza presso la Colonna di Traiano. A gennaio 1812 i due architetti ne presentarono tre, che si ritiene siano quelli conservati all’Accademia di San Luca di Roma e che sono eccezionalmente esposti in mostra.
Il progetto che fu scelto è quello indicato come Côté C (qui nella prima immagine), che prevedeva la realizzazione di una piazza ellittica con scalinate a tenaglia sui lati lunghi e scale più modeste che assecondavano la forma curva delle absidi. Un’abside avrebbe accolto la Colonna Traiana, l’altra una fontana “pour faire simetrie à la Colonne” (“per fare simmetria alla Colonna”). Il progetto è firmato dal solo Valadier, che pose il proprio nome alla francese: Joseph. Anche i due progetti non approvati prevedevano una piazza ellittica, ma più ampia e interamente circondata da gradinate e, in un caso (Côté B; qui nella figura
3), anche la demolizione della chiesa del Santissimo Nome di Maria, fortunatamente mai realizzata.

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I lavori alla Colonna Traiana. 2. I progetti di Valadier e Camporese. Prima parteAd elaborare il progetto per la realizz...
22/06/2021

I lavori alla Colonna Traiana. 2. I progetti di Valadier e Camporese. Prima parte

Ad elaborare il progetto per la realizzazione della piazza a sud della Colonna Traiana tanto voluta da Napoleone, il governo francese di Roma chiamò due romani: Giuseppe Valadier (1762-1839) e Giuseppe Camporesi (1763-1822), già architetti pontifici per i papi Pio VI (1775-1799) e Pio VII (1800-1823).
Giuseppe Valadier era figlio di un famoso orafo, Luigi. Da giovanissimo si dedicò allo studio e alla pratica dell’architettura ed ebbe una carriera precoce, lunga e piena di successi. È forse l’architetto romano più celebre del suo tempo e comunque uno dei più importanti tra i neoclassici: a lui si devono imprese urbanistiche e architettoniche che ancora oggi possiamo apprezzare passeggiando per la nostra città, come la sistemazione di Piazza del Popolo e del Pincio, con la Casina Valadier; il restauro di Ponte Milvio, dove l’architetto costruì la torretta che da lui prende il nome; le facciate di San Rocco e di San Pantaleo.
Anche Giuseppe Camporese apparteneva a una famiglia di artisti: il padre Pietro e il fratello Giulio esercitavano la professione di architetti, e con loro Giuseppe agli esordi eseguì alcune importanti opere, come la cupola della chiesa di Sant’Andrea a Subiaco. Fu molto attivo nel campo degli scavi e della tutela dei monumenti antichi: per Pio VI isolò e restaurò l’Arco di Settimio Severo e, al tempo del governo napoleonico, il Tempio di Vespasiano, all’epoca ritenuto di Giove Tonante.
Per dare un volto ai due architetti, protagonisti delle vicende artistiche della Roma a cavallo tra XVIII e XIX secolo e, soprattutto, due degli artefici della trasformazione dell’area a sud della Colonna Traiana, in mostra abbiamo esposto la riproduzione dei loro ritratti, eseguiti dal pittore francese Jean-Baptiste Wicar e conservati presso l’Accademia Nazionale di San Luca di Roma, dove Valadier e Camporese insegnarono. Entrambi tengono nella mano destra il compasso, simbolo del loro mestiere. Valadier si distingue per avere sul tavolo il disegno di Piazza del Popolo e, appuntata sul risvolto della giacca, l’insegna della Legion d’Onore, la massima onorificenza francese istituita nel 1802 dallo stesso Napoleone.

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I lavori alla Colonna Traiana. 1-La demolizione dell’Isolato di Sant’Eufemia. Seconda parteIl Conservatorio delle Zitell...
18/06/2021

I lavori alla Colonna Traiana. 1-La demolizione dell’Isolato di Sant’Eufemia. Seconda parte

Il Conservatorio delle Zitelle Sperse era stato istituito alla fine del XVI secolo da due parroci romani: Giovan Battista Bellobono e Paolo Ciccio. L’istituto, che nel 1595 aveva trovato la sua sede a Sant’Eufemia per volontà di papa Clemente VIII (1592-1605), si prendeva cura delle bambine povere abbandonate (ossia: “sperse”) e le allevava, conservandole e preservandole dai pericoli di una vita vissuta per strada. Al momento della sua fondazione, il Conservatorio contava novanta orfanelle; nel 1622 il numero delle piccole ospiti era salito a quattrocento, a testimonianza del grande successo di questa iniziativa… e purtroppo anche dell’elevato numero di bambine abbandonate che necessitavano di un luogo sicuro in cui crescere.
A Roma infatti esistevano numerosi conservatori femminili, dislocati per tutta la città. Particolarmente celebri erano quello di Santa Caterina dei Funari, quello di San Pasquale Baylón in Trastevere (detto “delle Fanciulle Pericolose”, ossia “in pericolo”) e quello dei Santi Clemente e Crescentino alla Regola, chiamato popolarmente “delle Zoccolette”.
In questi luoghi le bambine ricevevano un’istruzione di base e venivano educate ai lavori di casa e alla preghiera. Appena raggiungevano la giusta età, potevano essere mandate a servizio presso famiglie fidate, per essere abituate al lavoro e mettere così da parte una piccola dote. Una volta cresciute, normalmente verso i sedici anni, le ragazze sceglievano se sposarsi o farsi suore. In quest’ultimo caso, per loro si sarebbe aperto il portone del vicino convento di Clarisse dedicato a Sant’Urbano ai Pantani, fondato nel 1599 dalla contessa Fulvia Conti Sforza proprio per questo scopo.
Per questo motivo la bellissima pala d’altare proveniente dalla Chiesa di Sant’Urbano ed esposta in mostra attraverso una suggestiva riproduzione a grandezza naturale, raffigura in basso un gruppo di Clarisse in preghiera e nella parte superiore il santo papa Urbano I e la giovane martire Eufemia, ritratti in conversazione: non è mai esistita alcuna relazione storica fra i due santi ma qui essi si trovano insieme a testimoniare il legame tra il Convento di Sant’Urbano e il Conservatorio di Sant’Eufemia.
Con la demolizione del Conservatorio voluta dal Governo francese nel 1811, le Zitelle furono allontanate e furono ospiti provvisorie di diversi conventi romani, finché non trovarono sede definitiva proprio a Sant’Urbano.

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Indirizzo

Via Quattro Novembre, 94
Rome
00187

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 19:30
Martedì 09:30 - 19:30
Mercoledì 09:30 - 19:30
Giovedì 09:30 - 19:30
Venerdì 09:30 - 19:30
Sabato 09:30 - 19:30
Domenica 09:30 - 19:30

Telefono

+39060608

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Commenti

Dal notiziario di foglieviaggi
Grazie a tutti voi e stata una bella giornata ,girare nei mercati di Traiano buona domenica
Separare la mostra sui tesori cinesi dal museo dei mercati. Crea solo confusione...
Dal 26 marzo al 18 ottobre la mostra "Mortali immortali, tesori del Sichuan nell’antica #Cina " ai Mercati di Traiano. La nuova #ViadellaSeta non è solo economia, ma anche conoscenza. #Campidoglio #Roma #XiJinping Articolo su http://Contrappunti.info .
Traiano La vita privata Il Trionfo La morte
Dibujos hechos por mi.
Me encanta todo lo relacionado con la arquitectura Romana
"Viaggio nel Colosseo - Magico fascino di un #monumento", nuov focus ARTE #CONTEMPORANEA, presso Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali: http://www.romartguide.it/italiano/mostre_eventi_arte-contemporanea-roma.html "La #mostra vuole rappresentare il fascino che “la magia” del #Colosseo ha sempre esercitato su Gerhard Gutruf​, attraverso una selezione di #opere realizzate in tecniche e formati differenti ma accomunate dallo stesso spirito.." #RomArtGuide #ArteRoma #MostreRoma #ArteContemporanea
"Non chiedete cosa può fare il vostro MUSEO per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro MUSEO". Ho voluto fare un piccolo omaggio a questa bellissima iniziativa: MIC CARD - Musei in Comune - Roma - laculturaMIChima - larteMIChiama - lapitturaMIChiama - lasculturaMIChiama - larchitetturaMIChiama - lastoriaMIChiama - ilfuturoMIChiama - https://www.youtube.com/watch?v=rTsJO5K3SQw #MIC #CARD #Roma #Rome #Lazio #VisitRome #VisitLazio #ViviRoma #RomaToday #Buongiornoroma #Museo #Musei #laculturaMIChima #larteMIChiama #lastoriaMIChiama #ilfuturoMIChiama #Arte #Cultura #Pittura #Scultura #Architettura #Futuro #Storia #MuseiInComune #ComuneDiRoma #RomaCapitale
Buongiorno! Siccome "i contatti" non sono trovabili al vostro sito, vi scrivo qui: la prima cosa che sarebbe bene fare se volete attirare i turisti russofoni e migliorare il servizi è trovare un'altro traduttore. Grazie e buona fortuna!
volume in edizione limitata realizzato in occasione della Mostra ai Mercati di TRAIANO MARCO ULPIO “OPTIMUS PRINCEPS”, L’IMPERO ROMANO RAGGIUSE IL MASSIMO SPLENDORE RIUNENDO INSIEME POPOLI E CULTURE DIVERSE, FAUTORE DELLE ORIGINI DELLA ROMIOSSINI E DELLA FUTURA EUROPA.
volume in edizione limitata realizzato in occasione della Mostra ai Mercati di TRAIANO MARCO ULPIO “OPTIMUS PRINCEPS”, L’IMPERO ROMANO RAGGIUSE IL MASSIMO SPLENDORE RIUNENDO INSIEME POPOLI E CULTURE DIVERSE, FAUTORE DELLE ORIGINI DELLA ROMIOSSINI E DELLA FUTURA EUROPA.