Mondopop

Mondopop MondoPOP makes of World a better place. www.mondopop.it Mondopop is a contemporary art project moved by the aim to invade everyday people life with art.

While MondoPOP Art Agency works on commissions adressed to italian and international artists that we represent in Italy, Mondopop Gallery proposes to the people the new contemporary art trends.


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Mondopop è un progetto d'arte contemporanea che mira a invadere di arte la vita quotidiana delle persone. Mondopop Art Agency produce mostre, festival, performance e altri eventi lavorando con artist

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Mondopop è un progetto d'arte contemporanea che mira a invadere di arte la vita quotidiana delle persone. Mondopop Art Agency produce mostre, festival, performance e altri eventi lavorando con artist

01/04/2020
M.U.Ro - Museo Urban di Roma

M.U.Ro - Museo Urban di Roma

Tra meno di 10 minuti l'episodio 5 di GRAArt, l'Urban Art sul Grande Raccordo Anulare di Roma.
Nerone e Agrippina omaggiati da CHEKOS ART.
E ai fornelli sempre Ilaria Beltramme & Diavù.
#laculturanonsiferma

22/03/2020
Diavù

The 2nd episode tonight!
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Da questa sera il secondo episodio!

Roma è una delle città più incredibili del mondo per l'enorme patrimonio di arte e cultura di cui si può usufruire anche solo passeggiando tra le sue vie. Malgrado cattive amministrazioni e mafie di ogni genere cerchino di divorarsela, la sua antica resistenza la fa riemergere da ogni invasione e sfregio più forte e più bella. Con “GRAArt" io ho voluto celebrarla chiamando a raccolta amici artisti da varie parti del mondo per unire idealmente arte antica e contemporanea.
Purtroppo in questi giorni di quarantena per difendersi dalla diffusione del virus Roma non si può visitare, non si possono ammirare le opere nei suoi musei né passeggiare tra le sue strade alla scoperta dei suoi miti.
Per questo voglio condividere con voi l'intera serie dei 10 DOCUMENTARI “GRAArt" - che racconta la prima parte del progetto di Urban Art che ho ideato e curato per Anas SpA per restituire ad aree periferiche della città i simboli che gli appartengono, e che ha visto 10 artisti dipingere le grandi pareti del Grande Raccordo Anulare.
Miti, leggende e storie della Città Eterna sono diventati, con l’aiuto della bravissima scrittrice Ilaria Beltramme e di uno staff di infaticabili amici e collaboratori, degli antichi misteri da svelare e preziose fonti di ispirazione per tutti noi.
E alcune aree di Roma hanno così rivisto rappresentati visivamente sulle loro pareti alcuni dei simboli legati alla loro storia.
Io ho scelto Enea, il nobile profugo che è all’origine del mito della nascita di Roma, perché mi affascinava approfondire il concetto di tradizioni e radici della Caput Mundi così intrecciato con l’idea di accoglienza dello straniero. Quell'idea di espansione dell’Impero come conquista, ma anche come inclusione di altre culture e popoli.
Prima di dipingere l’eroe troiano sono andato nell’antica Lavinium in compagnia di Ilaria alla ricerca della sua tomba, per ricevere una simbolica benedizione dal 'padre fondatore' all'intero progetto GRAArt.
Mi auguro che alla fine della serie, e soprattutto terminata questa reclusione, vedrete tutti Roma - e anche tutta la Street Art - con sguardi diversi, più liberi, più consapevoli e più curiosi di prima.
E che con lo stesso sguardo tutti noi ammireremo anche la vita.
Anzi, soprattutto la vita.

Questo primo episodio di GRAArt sarà online da OGGI ALLE ORE 21.
E tra pochi giorni, domenica 22 marzo alle 21, sarà online il prossimo episodio, dove a dipingere per noi c'è l’artista francese Veks VanHillik alle prese con il mito della lupa, dunque di Romolo e Remo.

Grazie ad ANAS, a Claudio Arcovito e Monica Bazzani che si sono alacremente impegnati affinché GRAArt vedesse la luce, a Paolo Masini e al MIBACT che ci hanno accolti ed incoraggiati, a tutti gli artisti che hanno partecipato, a Serena Muro Melandri, Pietro Cuffaro, Mirko Pierri, Giorgio Silvestrelli, Sonia Di Santo e all'intero staff di M.U.Ro - Museo Urban di Roma e Alta Mira, a Luca Sapio (e Blind Faith Records) per le sue musiche incredibili, a WEST 46TH FILMS, ai ns partner Elevateur s.r.l., Gruppo Ivas, Loopcolors, a.DNA Collective, YOCOCU YOuth in COnservation of CUltural Heritage, e ovviamente un enorme grazie a Ilaria Beltramme e a tutti quelli che col loro contributo hanno reso tanto bello questo nostro gesto d’amore verso Roma, città-patrimonio dell'umanità.

"Da Sketch a MURo" è alla galleria Rossoventisette ArteContemporanea fino al 16 novembre. Aperti anche la domenica dalle...
25/10/2019

"Da Sketch a MURo" è alla galleria Rossoventisette ArteContemporanea fino al 16 novembre. Aperti anche la domenica dalle 11 alle 14.
E il 7 novembre potrete partecipare alla tavola rotonda a porte aperte Street art o arte pubblica? (clicca sull'evento e prenotati!)

Da Sketch a MURo
Vi aspettiamo anche questo week end
Sabato 11-19.30 Domenica 11-14
Fino al 16 Novembre

M.U.Ro - Museo Urban di Roma
09/06/2019

M.U.Ro - Museo Urban di Roma

Le ONG sempre al centro delle polemiche.
Ma noi vogliamo sentire anche l'altra campana.
Oggi pomeriggio dalle 17 ci incontriamo coi loro esponenti nella tavola rotonda "Oltre il MURo" al MURo Festival al MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma.
Siete TUTTI invitati a partecipare, e a fare domande:
https://muromuseum.blogspot.com/2019/06/siamo-tutti-coinvolti-domenica-9-giugno.html
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EVENTO FB: https://www.facebook.com/events/267768927503466
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Interventi di: Valentina Brinis e Veronica Alfonsi di Open Arms Italia, Annalisa Camilli (giornalista, autrice di "La legge del mare"), Mariana De Carlo (co-autrice di Looking for Odisseo), Giulia Gori (Mediterranean hope - e Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), Giorgia Linardi di Sea-Watch, Andrea Costa di Baobab Experience, Luca Casarini (Mediterranea Saving Humans), Mark Leirer (Medici Senza Frontiere), Lorenzo Leonetti (Grandma) e Enrico Roberto (Lo Stato Sociale).
Moderano: Pierpaolo_Capovilla e David Diavù Vecchiato

14/05/2019
Diavù

Diavù

Sabato prossimo 18 maggio alle 10:30 vi facciamo neri con le questioni legali legate a Street Art, Urban Art, Arte Pubblica e tutto ciò che c’è di dipinto in strada e che non potreste postare qua e là aggratis come fate normalmente ;) ma intanto ecco il video della prima tavola rotonda del MURo Festival tenutasi nella Sala Cinema del MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma tre giorni fa, sabato 11 maggio.
Lo ammetto, qua si parla di conservazione di murales, argomento che a molti annoia, ma a tanti altri interessa e quindi ve lo doniamo e fatene buon uso.
Prima di iniziare questa tavola rotonda c’è stata la presentazione dei 10 episodi dei documentari “GRAArt” - l’omonimo progetto artistico che con MURo abbiamo realizzato per Anas SpA attorno al Grande Raccordo Anulare A90 e che se vi interessa trovate qui: http://www.graart.it
Poi ci siamo posti la DOMANDA:
Cosa si fa “In nome della Street Art”?
Le RISPOSTE sono varie, ma si possono riassumere in 2 macro-risposte:
1) In nome della “Street Art” si fa tanta COMUNICAZIONE: quel metodo di auto-promozione sperimentato dal Writing già 50 anni fa, rodato negli anni 90 dai cosiddetti “street artist” e che ci è poi esploso rapidamente tra le mani nell’era delle comunicazioni globalizzate del web, è oggi usato nei murales-pubblicitari da grandi brand; è usato come promozione politica ed elettorale da amministratori locali e nazionali che delegano spesso ai murales chissà quali cure miracolose per il territorio; e, in più, torna comodo per sbandierare ai 4 venti per le più svariate operazioni (fino ai marchi di vernici che grazie ai murales salverebbero addirittura il mondo dall’inquinamento).
Ovviamente viene ancora sfruttato da noi artisti, cioè da coloro che usano la ormai vecchia cara tradizione di promuovere il proprio nome e le proprie mostre in strada attraverso poster, stickers, stencil, murales, ecc..
È comunicazione tra l’altro anche l’uso satirico della Street Art, a commento di temi politici e sociali nazionali o internazionali. L’ispirazione viene magari dalle pasquinate di Pasquino e la sua Congrega degli Arguti, dalle scritte sui muri di Pompei o dai pizzini lasciati da Spider Man sui teppisti impacchettati nella ragnatela, ma l’effetto nella maggior parte dei casi sembra ormai essere oggi più di innocuo intrattenimento che di effettivo disturbo al potere, proprio perché contro la comunicazione siamo ormai tutti vaccinati.
1) In nome della “Street Art” però si sta anche - nei fatti - realizzando una nuova forma di ARTE PUBBLICA, e lo si sta facendo cercando di inventare le regole laddove queste non esistono - oppure di comprendere quelle che esistono e che spesso non sono del tutto appropriate a quest'arte. Chi vorrebbe conservare per i posteri alcune di quelle opere realizzate in strada lo fa infatti proprio per non perdere preziose testimonianze dell’Arte davvero significativa di quest’epoca e opere di artisti importanti che potrebbero divenirlo sempre di più.
RISULTATI di questa chiacchierata?
Probabilmente l’aver chiarito che quest'arte - chiamatela Street Art quando illegale e spontanea, chiamatela Urban Art perché ridisegna le nostre città, chiamatela Neo Muralismo se vi piacciono i nomi brutti, o chiamatela come volete - nel momento in cui diventa parte dei nostri panorami pubblici tutti dovrebbero accettare il fatto che diventa Arte Pubblica a tutti gli effetti, cioè che - mentre la proprietà intellettuale dell’opera resta ovviamente dell’artista - la proprietà dell’artefatto è ormai di tutti.
Veniamo alle testimonianze dei nostri OSPITI:
- dall’intervento di Anna Maria Cerioni e dagli esempi che ci ha illustrato prendiamo conoscenza che un impegno da parte della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali c’è - almeno a Roma dunque - e c’è nel tentativo di comprendere quali responsabilità dovrebbe assumersi l’amministrazione pubblica riguardo le opere d’arte in strada: dal dare autorizzazioni (quando richieste), al porsi il problema del mantenimento e dunque della durata delle opere (sia quelle autorizzate che quelle non autorizzate).
L’intervento del docente e ricercatore dell’Università di Bologna - Gian Luca Tusini ci esorta a riflettere sul fatto che non possiamo trasformare le città in immobili monumenti, dunque andrebbe considerato cosa davvero mantenere per i posteri e cosa invece si può lasciare andare, se non addirittura abbattere. Ed è un discorso che non vale ovviamente solo per i murales.
- Luca Ciancabilla ci ha raccontato, a 3 anni di distanza, i risultati dell’esperienza degli strappi dei murales di Bologna che tanti muri grigi produssero in città.
(Io all’epoca scrissi questo a caldo: http://maniphestovecchiato.blogspot.com/2016/03/ma-il-cielo-e-sempre-piu-blu.html)
- la restauratrice Laura Rivaroli ci ha spiegato in che modo Gruppo di YOCOCU YOuth in COnservation of CUltural Heritage tutela le opere d’arte in strada, a partire proprio da quelle di GRAArt.
- l'artista e curatore Giulio Vesprini ci ha mostrato il progetto di Arte in strada VEDO A COLORI - Street Art Civitanova Marche che sta costruendo un percorso di opere destinato a donare uno strato culturale - per quanto temporaneo - di Arte Pubblica alla città di Civitanova Marche.
Approfitto per darvi appuntamento al prossimo sabato 18 maggio sempre alle 10,30 al MACRO in via Reggio Emilia / via Nizza e a ringraziare di cuore tutti gli intervenuti (ehm… quelli di cui mi sono accorto :D):
Claudio Arcovito, Paolo Masini, Luca Sapio, Cristina e Werther Colonna e Gruppo Ivas, Alessandro Sardella, Fabio Giannotti Ex-Voto fecit, Violetta Carpino Lilith e la crew di MURo: Pietro Cuffaro, Giorgio Silvestrelli, Crippa Spoon, Jakke Theyssens, Serena Muro e grazie a Ilaria Beltramme per la splendida dichiarazione d’amore politica a Roma che ci ha lasciato e che condivido in ogni parola.

Diavù
10/05/2019

Diavù

“STOP ILLEGAL IMMIGRATION MAKE ITALY GREAT AGAIN”.
Qualcuno l’ha scritto ieri notte sul mio mural “Enea, Anchise e...”, dipinto un paio di anni fa a Roma, in zona Torrino Mezzocamino, in cui ho reinterpretato il mito di Enea, eletto dai romani come padre fondatore, antenato di Romolo e Remo. Ho dipinto quel mural proprio là perché il quartiere guarda nella direzione dell’antica Lavinium, dove il mito racconta sia approdato Enea in fuga da T***a in fiamme, l’ho dipinto per il progetto GRAArt, da me ideato per M.U.Ro - Museo Urban di Roma con la consulenza storica della scrittrice Ilaria Beltramme.
Il vandalo ha cancellato gli occhi al padre di Enea, Anchise - l’uomo vecchio a terra che rappresenta il passato - e gli occhi della bambina, che rappresenta il futuro.
Cosa fare ora? In casi come questo c’è chi si arrabbia e si sfoga su Facebook, chi si rassegna a perdere opere dipinte in strada poiché ovvie prede di chiunque, e poi c’è chi si organizza per ripristinare il murale perché come cittadino sa che è un bene prezioso di sua proprietà e per questo ci tiene a conservarlo. Potremmo restare a guardare cosa accadrà, se quella scritta non ci ponesse una questione che va ben oltre il dibattito sulla conservazione di Street Art, murales & co.
Quella scritta oltre ad essere uno sputo sul quartiere e su ciò che io ho cercato di fare di bello per chi ci vive, è anche uno schiaffo al significato dell’opera stessa, dunque una risposta a me che mi sono permesso di avvicinare idealmente il profugo Enea a un immigrato arrivato in Italia anche lui dal mare ma con un barcone della speranza.
Bene, e allora chiunque tu sia che hai chiuso gli occhi a mio padre e a mia figlia (loro sono i modelli del dipinto...) sappi che non è così che li chiudi a me o che impedisci ad altri uomini liberi come me di guardare il mondo senza paure né pregiudizi. Vatti a studiare il mito di Enea, così da comprendere che con questo gesto non offendi me o la mia opera, ma stai offendendo la storia di Roma e dei romani, proprio come hanno fatto per decenni quel politicante a cui evidentemente ti ispiri e il suo partito, finché non si è trattato di ve**re a mangiarsela anche loro Roma. Allora hanno cambiato nemico tirando fuori le favole dell’immigrazione illegale e della grande Italia. Non vi fate trascinare in queste paure, l’immigrazione non può essere illegale perché sia la Costituzione Italiana che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sanciscono la libertà di espatrio, e poi se la grande Italia a cui si riferiscono questi deliri è quella del fascismo e delle sue spaventose camicie nere, sappi mio caro vandalo che anche tu hai quel diritto di espatriare in un regime dittatoriale se questa democrazia che la Costituzione ancora ci garantisce ti da’ tanto fastidio. Questa stessa democrazia che ti permette di scrivere sui muri e sulle opere d’arte senza mandarti al patibolo effettivamente concede tanti diritti che vengono usati spesso inutilmente...
Al MURo Festival l’11, il 18 e il 19 maggio al MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma parleremo anche di tutto questo, se venite sabato 11 maggio vedrete il documentario che racconta la nascita e i significati proprio di questo mural, mentre domenica 9 giugno il Festival si espande con una data Off-Topic dove l’argomento non sarà Street Arte e Arte Pubblica stavolta ma proprio le migrazioni e il diritto di espatrio. Quel giorno saremo noi artisti a fare le domande a chi se ne intende di questi temi, per capirci tutti qualcosa in più. Grazie caro vandalo dunque, per averci ispirato per questo incontro del 9 giugno, per un artista tutto può essere fonte d’ispirazione. #murofestival #muromuseum #enea #roma #urbanart #graart
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“STOP ILLEGAL IMMIGRATION MAKE ITALY GREAT AGAIN”
Someone wrote this yesterday night on my mural “Enea, Anchise and...”. This mural was painted a couple of years ago in Rome, Mezzocamino, in which I reinterpret the myth of Enea. Enea was elected by the Romans as a founding father, an ancestor of Romulus and Remus. I painted this mural in this location because the neighbourhood overlooks the Ancient Lavinium. the myth describes this place as the place of arrival of Enea after fleeing the burning city of Troy. I painted this mural for the GRAArt project, created by me for MURo - Urban Art Museum of Rome with historical advice by the writer Ilaria Beltramme.
The vandal has covered the eyes of the father of Enea, Anchise - The old man on the ground, which represents the past, and the eyes of the young girl, who represents the future.
What to do now?
In cases like this there are people who go on facebook and start an outraged campaign, others who accept the fact that we can lose Murals painted in the streets as they are an obvious prey for anyone with bad intentions, And those who organise themselves to restore the Artwork. These people understand that this is a priceless asset of their neighbourhood and therefore needs to be conserved.
We could stay indifferent and watch what will happen if that what was written on my mural didn't transcend the discussion of Street Art, Muralism, etc... Which it definitely does.
This writing has been a slap in the face for the neighbourhood in which I tried to do something beautiful for the inhabitants, but also a suckerpunch to the meaning of the artwork and a response to me taking the liberty of comparing the myth of Enea to the story of an contemporary immigrant arriving in Italy, both arriving from the sea on a barge of hope.
Well, whoever you are who has closed the eyes of my father and daughter ( they are the models of this painting), know that you are not closing my eyes, or the eyes of other free people like me to look at the world without fears or prejudices. Go and study the myth of Enea. Not to understand what this gesture does to offend me or my work but to understand that you're insulting the history of Rome, just like politics has done for the past decades and which inspire you and your party until it consumed 'their' Rome as well. They changed enemy and spreaded stories of illegal immigration and the impact it has on Great Italy. Don't let yourself get dragged into this bottomless pit of fears, immigration can't be illegal because both the Italian constitution and the Universal Declaration of human rights enshrine freedom of expatriation, If Great Italy refers to these delusions it's based on those of fascism and its scary black shirts. So, my dear vandal, know that also you have this right to escape a dictatorial regime if the Constitution that guarantees you this right gives you so much trouble. This same democracy that allows you to write on the walls and artworks without sending you to the gallows actually grants rights that are often used in an unnecessary way.

During the MURo Festival the 11th, 18th and 19th at the MACRO we'll also be discussing this subject. On the 11th you can watch the documentary that shows and explains this creation and conceptualisation of this mural. The 9th of June the Festival expands itself with a MURo OFF/Topic where the subject will not be Urban Art but will tackle the subject of migration and the freedom of movement. On this day it will be the artists who ask questions to people who deal with this subject on a daily basis to achieve a better understanding.
Nonetheless, thank you, dear vandal for inspiring this encounter on the 9th of June, for an artist anything can be the seed of inspiration.

Indirizzo

Rome
00176

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