Museo Ebraico Di Roma

Museo Ebraico Di Roma Un punto di riferimento unico per scoprire le tradizioni, la religione, la cultura e la bimillenaria storia degli ebrei romani. Il Museo Ebraico di Roma è un luogo di incontro, di cultura, di dialogo e di amore per il bello.

Ospitato nel complesso monumentale del Tempio Maggiore, dal 1960 custodisce una magnifica collezione permanente che risale soprattutto ai secoli del ghetto di Roma (1555-1870). Con quasi 100.000 visitatori l’anno, il Museo Ebraico di Roma da quest’anno ha aggiunto alla sua collezione un tavolo interattivo sul ghetto di Roma: in una sorta di passaggio tra le riproduzioni storiche e il modello tridi

Ospitato nel complesso monumentale del Tempio Maggiore, dal 1960 custodisce una magnifica collezione permanente che risale soprattutto ai secoli del ghetto di Roma (1555-1870). Con quasi 100.000 visitatori l’anno, il Museo Ebraico di Roma da quest’anno ha aggiunto alla sua collezione un tavolo interattivo sul ghetto di Roma: in una sorta di passaggio tra le riproduzioni storiche e il modello tridi

Normali funzionamento

🔹𝘊𝘢𝘳𝘪 𝘈𝘮𝘪𝘤𝘪,𝘝𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘧𝘦𝘴𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘙𝘰𝘴𝘩 𝘏𝘢𝘴𝘩𝘢𝘯𝘢̀ 𝘪𝘭 𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 𝘳𝘪𝘮𝘢𝘳𝘳𝘢̀ 𝘤𝘩𝘪𝘶𝘴𝘰 𝘪𝘭  6, 7 𝘦 8 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦🔹       ...
05/09/2021

🔹𝘊𝘢𝘳𝘪 𝘈𝘮𝘪𝘤𝘪,
𝘝𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘧𝘦𝘴𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘙𝘰𝘴𝘩 𝘏𝘢𝘴𝘩𝘢𝘯𝘢̀ 𝘪𝘭 𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 𝘳𝘪𝘮𝘢𝘳𝘳𝘢̀ 𝘤𝘩𝘪𝘶𝘴𝘰 𝘪𝘭 6, 7 𝘦 8 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦🔹

🍯𝘚𝘩𝘢𝘯𝘢̀ 𝘛𝘰𝘷𝘢̀ 𝘜𝘮𝘦𝘵𝘶𝘬𝘢̀🍎

🔹𝘊𝘢𝘳𝘪 𝘈𝘮𝘪𝘤𝘪,
𝘝𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘧𝘦𝘴𝘵𝘪𝘷𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘙𝘰𝘴𝘩 𝘏𝘢𝘴𝘩𝘢𝘯𝘢̀ 𝘪𝘭 𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 𝘳𝘪𝘮𝘢𝘳𝘳𝘢̀ 𝘤𝘩𝘪𝘶𝘴𝘰 𝘪𝘭 6, 7 𝘦 8 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦🔹

🍯𝘚𝘩𝘢𝘯𝘢̀ 𝘛𝘰𝘷𝘢̀ 𝘜𝘮𝘦𝘵𝘶𝘬𝘢̀🍎

✨𝕃𝕒 𝔽𝕠𝕟𝕕𝕒𝕫𝕚𝕠𝕟𝕖 𝕡𝕖𝕣 𝕚𝕝 𝕄𝕦𝕤𝕖𝕠 𝔼𝕓𝕣𝕒𝕚𝕔𝕠 𝕕𝕚 ℝ𝕠𝕞𝕒 𝕒𝕦𝕘𝕦𝕣𝕒 𝕒 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚 𝕧𝕠𝕚 𝕊𝕙𝕒𝕟𝕒̀ 𝕋𝕠𝕧𝕒̀ 𝕡𝕖𝕣 𝕦𝕟 𝕒𝕟𝕟𝕠 𝕕𝕠𝕝𝕔𝕖 🍯 𝕖 𝕓𝕦𝕠𝕟𝕠✨
03/09/2021

✨𝕃𝕒 𝔽𝕠𝕟𝕕𝕒𝕫𝕚𝕠𝕟𝕖 𝕡𝕖𝕣 𝕚𝕝 𝕄𝕦𝕤𝕖𝕠 𝔼𝕓𝕣𝕒𝕚𝕔𝕠 𝕕𝕚 ℝ𝕠𝕞𝕒 𝕒𝕦𝕘𝕦𝕣𝕒 𝕒 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚 𝕧𝕠𝕚 𝕊𝕙𝕒𝕟𝕒̀ 𝕋𝕠𝕧𝕒̀ 𝕡𝕖𝕣 𝕦𝕟 𝕒𝕟𝕟𝕠 𝕕𝕠𝕝𝕔𝕖 🍯 𝕖 𝕓𝕦𝕠𝕟𝕠✨

✨𝕃𝕒 𝔽𝕠𝕟𝕕𝕒𝕫𝕚𝕠𝕟𝕖 𝕡𝕖𝕣 𝕚𝕝 𝕄𝕦𝕤𝕖𝕠 𝔼𝕓𝕣𝕒𝕚𝕔𝕠 𝕕𝕚 ℝ𝕠𝕞𝕒 𝕒𝕦𝕘𝕦𝕣𝕒 𝕒 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚 𝕧𝕠𝕚 𝕊𝕙𝕒𝕟𝕒̀ 𝕋𝕠𝕧𝕒̀ 𝕡𝕖𝕣 𝕦𝕟 𝕒𝕟𝕟𝕠 𝕕𝕠𝕝𝕔𝕖 🍯 𝕖 𝕓𝕦𝕠𝕟𝕠✨

Oggi Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma,  Massimo Finzi, Assessore alla memoria, e Olga Melasecc...
02/09/2021

Oggi Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Massimo Finzi, Assessore alla memoria, e Olga Melasecchi, Direttrice del Museo Ebraico di Roma, hanno accolto al Tempio Maggiore e nelle sale del Museo Martin Adler, ebreo veterano americano.
Ora 97enne, aveva lanciato un appello su Facebook per ritrovare tre bambini italiani da lui salvati nell’autunno del 1944.
Era partito tutto da una foto che ritraeva Adler con tre bambini dopo il salvataggio.
Li aveva infatti trovati nascosti in una casa in provincia di Bologna.
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Tra pochi giorni festeggeremo il Capodanno Ebraico e con l’occasione di questa festa vi mostriamo alcune foto di laborat...
01/09/2021

Tra pochi giorni festeggeremo il Capodanno Ebraico e con l’occasione di questa festa vi mostriamo alcune foto di laboratori svolti dai bambini🎨 con grande entusiasmo e dedizione!

In foto, alcuni esempi di frutti che si mangiano durante il seder di ℝ𝕠𝕤𝕙 𝕙𝕒-𝕊𝕙𝕒𝕟𝕒̀ : la mela 🍎insieme al miele 🍯 e i fichi in auspicio di un anno dolce e buono, il melograno come simbolo di pienezza.

𝕀𝕝 𝕄𝕦𝕤𝕖𝕠 𝔼𝕓𝕣𝕒𝕚𝕔𝕠 𝕕𝕚 ℝ𝕠𝕞𝕒 𝕒𝕦𝕘𝕦𝕣𝕒 𝕒 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚 𝕧𝕠𝕚 𝕊𝕙𝕒𝕟𝕒̀ 𝕋𝕠𝕧𝕒̀!

#museoebraicodiroma #capodannoebraico

🍎ℝ𝕠𝕤𝕙 𝕙𝕒-𝕊𝕙𝕒𝕟𝕒̀🍯L’anno ebraico inizia con dieci giorni di penitenza che congiungono due feste: Rosh ha-Shanà e Kippur.Ro...
30/08/2021

🍎ℝ𝕠𝕤𝕙 𝕙𝕒-𝕊𝕙𝕒𝕟𝕒̀🍯

L’anno ebraico inizia con dieci giorni di penitenza che congiungono due feste: Rosh ha-Shanà e Kippur.

Rosh ha–Shanà è il capodanno, tempo di meditazione sull’anno trascorso e di propositi per il nuovo anno, di pentimento dei propri errori e di perdono per quelli altrui.
Ci si reca in Sinagoga per pregare e ascoltare il suono dello shofar, il c***o di montone il cui suono potente ricorda sia le trombe che distrussero le mura di Gerico, sia la tromba che suonerà il giorno del Giudizio.
Possiede anche un grande significato corale e di raccoglimento per tutto il popolo ebraico sparso nel mondo.
La sera a casa prima della cena si usa mangiare i sette frutti che ricordano la Terra d’Israele; è il rito del Seder di Rosh ha-Shanà (letteralmente “ordine del capodanno”).

#museoebraicodiroma #RoshHashanà

🍎ℝ𝕠𝕤𝕙 𝕙𝕒-𝕊𝕙𝕒𝕟𝕒̀🍯

L’anno ebraico inizia con dieci giorni di penitenza che congiungono due feste: Rosh ha-Shanà e Kippur.

Rosh ha–Shanà è il capodanno, tempo di meditazione sull’anno trascorso e di propositi per il nuovo anno, di pentimento dei propri errori e di perdono per quelli altrui.
Ci si reca in Sinagoga per pregare e ascoltare il suono dello shofar, il c***o di montone il cui suono potente ricorda sia le trombe che distrussero le mura di Gerico, sia la tromba che suonerà il giorno del Giudizio.
Possiede anche un grande significato corale e di raccoglimento per tutto il popolo ebraico sparso nel mondo.
La sera a casa prima della cena si usa mangiare i sette frutti che ricordano la Terra d’Israele; è il rito del Seder di Rosh ha-Shanà (letteralmente “ordine del capodanno”).

#museoebraicodiroma #RoshHashanà

✨𝒫𝓇ℴ𝓈𝓅ℯ𝓉𝓉𝒾𝓋ℯ✨
26/08/2021

✨𝒫𝓇ℴ𝓈𝓅ℯ𝓉𝓉𝒾𝓋ℯ✨

✨𝒫𝓇ℴ𝓈𝓅ℯ𝓉𝓉𝒾𝓋ℯ✨

🔹ᴄᴀʟᴄʜɪ ᴅᴇʟʟᴇ ʟᴀᴘɪᴅɪ ᴅᴀʟʟᴇ ᴄᴀᴛᴀᴄᴏᴍʙᴇ🔹La vita della comunità ebraica a Roma, in età imperiale, conosce momenti di tranqui...
20/08/2021

🔹ᴄᴀʟᴄʜɪ ᴅᴇʟʟᴇ ʟᴀᴘɪᴅɪ ᴅᴀʟʟᴇ ᴄᴀᴛᴀᴄᴏᴍʙᴇ🔹

La vita della comunità ebraica a Roma, in età imperiale, conosce momenti di tranquillità e benessere alternati a momenti bui.
Nel Quarto Secolo dell’era Volgare quando il Cristianesimo con l’editto di Tessalonica, deciso dall’imperatore Teodosio primo, diventa l’unica religione ammessa nell’impero, le condizioni di vita per gli Ebrei peggiorano notevolmente.
Il ritrovamento di catacombe ebraiche, risalenti all’età imperiale, ha permesso una più accurata e dettagliata ricostruzione della vita comunitaria nella “caput mundi”.

A Roma ne sono state rinvenute sei, tutte risalenti al periodo tra il secondo e il quarto secolo dell’Era Volgare.
Gli epitaffi catacombali hanno permesso di raccogliere importanti informazioni sulla struttura comunitaria. La liturgia funebre ebraica prevede la sepoltura del corpo, lavato e avvolto in un lenzuolo, direttamente a terra, non è dunque consuetudine la sepoltura in catacombe. Probabilmente la comunità Ebraica assimilò la pratica della sepoltura catacombale per omologarsi alle usanze cittadine. Il termine che contraddistingue le iscrizioni delle suddette catacombe è SHALOM, scritto in ebraico, insieme ad alcuni simboli come la MENORAH, lo SHOFAR (c***o di montone) il LULAV🍃 (tre specie di piante) e l’ETROGH🍋 (cedro).

#museoebraicodiroma #pilloledistoria

✨Dettaglio del Tempio Maggiore di Roma✨🔹Nel 1870, con la breccia di Porta Pia, l’Esercito Italiano conquista Roma e la c...
13/08/2021

✨Dettaglio del Tempio Maggiore di Roma✨

🔹Nel 1870, con la breccia di Porta Pia, l’Esercito Italiano conquista Roma e la città con tutto il suo territorio viene incorporata nel Regno d’Italia; termina il potere temporale dei papi. In seguito Roma sarà dichiarata capitale del Regno. Nel XIX secolo gli ebrei raggiunsero, come nel resto d’Europa, la piena emancipazione e l’equiparazione dei diritti civili.
Da questo momento le Comunità Ebraiche possono erigere, dopo secoli di limitazioni, sinagoghe monumentali.
Si scelse quindi di erigere la sinagoga più imponente della città, il Tempio Maggiore, nello stesso quartiere in cui per secoli gli ebrei erano stati rinchiusi. Nell’area quindi dell’ex ghetto, demolita e bonificata a seguito del piano regolatore del 1888.
I vincitori del concorso per il progetto della nuova sinagoga furono Osvaldo Armanni e Vincenzo Costa.
Il Tempio fu inaugurato nel 1904, l’edificio monumentale venne sormontato da una cupola a base quadrata, rivestita in alluminio. L’interno, con una disposizione della bimah (il pulpito) non esattamente conforme alla tradizione del “rito romano”, è riccamente decorato nello stile art nouveau🔹

#pilloledicultura #shabbatshalom

✨Dettaglio del Tempio Maggiore di Roma✨

🔹Nel 1870, con la breccia di Porta Pia, l’Esercito Italiano conquista Roma e la città con tutto il suo territorio viene incorporata nel Regno d’Italia; termina il potere temporale dei papi. In seguito Roma sarà dichiarata capitale del Regno. Nel XIX secolo gli ebrei raggiunsero, come nel resto d’Europa, la piena emancipazione e l’equiparazione dei diritti civili.
Da questo momento le Comunità Ebraiche possono erigere, dopo secoli di limitazioni, sinagoghe monumentali.
Si scelse quindi di erigere la sinagoga più imponente della città, il Tempio Maggiore, nello stesso quartiere in cui per secoli gli ebrei erano stati rinchiusi. Nell’area quindi dell’ex ghetto, demolita e bonificata a seguito del piano regolatore del 1888.
I vincitori del concorso per il progetto della nuova sinagoga furono Osvaldo Armanni e Vincenzo Costa.
Il Tempio fu inaugurato nel 1904, l’edificio monumentale venne sormontato da una cupola a base quadrata, rivestita in alluminio. L’interno, con una disposizione della bimah (il pulpito) non esattamente conforme alla tradizione del “rito romano”, è riccamente decorato nello stile art nouveau🔹

#pilloledicultura #shabbatshalom

Nell’aspetto fastoso delle Cinque Scole del ghetto di Roma un ruolo importante era affidato agli argenti e ai tessuti co...
10/08/2021

Nell’aspetto fastoso delle Cinque Scole del ghetto di Roma un ruolo importante era affidato agli argenti e ai tessuti con i quali si coprivano i Sefarìm, (al singolare si dice Sèfer e la parola significa libro), ossia i rotoli di pergamena sui quali è scritto il Pentateuco o Torà (parola che in ebraico significa insegnamento).
Fin dall’inizio del Quattrocento a Roma gli Ebrei rendevano omaggio al Sèfer avvolgendolo in tessuti preziosi.
Dal Seicento cresce la consuetudine di donare alle Sinagoghe gli addobbamenti per rivestirlo, si tratta di tre paramenti: la Fascia per tenere chiuso il rotolo, la Mappà (tovaglietta) che si usa per stenderlo durante la lettura e il Meil (manto) per proteggerlo quando è riposto nell’Arca Santa.
Lungo la parete d’ingresso della prima sala del Museo sono custoditi diversi Meilìm, la maggior parte confezionati dalle donne ebree durante il periodo del ghetto, (1555 1870), quando agli Ebrei non era consentito altro commercio che quello del denaro e dei tessuti usati: questo è il motivo per il quale spesso il Meil è realizzato con tessuti preziosi molto più antichi dell’epoca della sua confezione.
Alle pareti della sala sono esposti altri arredi liturgici, decorati da ricami molto fastosi su tessuti pregiati: si tratta di mantovane di Parokhet, nome delle tende che coprono l’Arca Santa, l’Aron-Ha-Kodesh, nella quale si conservano i rotoli della Torà.

#museoebraicodiroma #tessuti

Nell’aspetto fastoso delle Cinque Scole del ghetto di Roma un ruolo importante era affidato agli argenti e ai tessuti con i quali si coprivano i Sefarìm, (al singolare si dice Sèfer e la parola significa libro), ossia i rotoli di pergamena sui quali è scritto il Pentateuco o Torà (parola che in ebraico significa insegnamento).
Fin dall’inizio del Quattrocento a Roma gli Ebrei rendevano omaggio al Sèfer avvolgendolo in tessuti preziosi.
Dal Seicento cresce la consuetudine di donare alle Sinagoghe gli addobbamenti per rivestirlo, si tratta di tre paramenti: la Fascia per tenere chiuso il rotolo, la Mappà (tovaglietta) che si usa per stenderlo durante la lettura e il Meil (manto) per proteggerlo quando è riposto nell’Arca Santa.
Lungo la parete d’ingresso della prima sala del Museo sono custoditi diversi Meilìm, la maggior parte confezionati dalle donne ebree durante il periodo del ghetto, (1555 1870), quando agli Ebrei non era consentito altro commercio che quello del denaro e dei tessuti usati: questo è il motivo per il quale spesso il Meil è realizzato con tessuti preziosi molto più antichi dell’epoca della sua confezione.
Alle pareti della sala sono esposti altri arredi liturgici, decorati da ricami molto fastosi su tessuti pregiati: si tratta di mantovane di Parokhet, nome delle tende che coprono l’Arca Santa, l’Aron-Ha-Kodesh, nella quale si conservano i rotoli della Torà.

#museoebraicodiroma #tessuti

Nella foto è rappresentata la sala del Museo in cui sono esposte opere risalenti all’epoca delle Cinque Scole del ghetto...
03/08/2021

Nella foto è rappresentata la sala del Museo in cui sono esposte opere risalenti all’epoca delle Cinque Scole del ghetto.
La Scola era la struttura primaria della comunità, il nucleo centrale attorno al quale si aggregavano gli Ebrei: era contemporaneamente luogo di preghiera e di studio, casa di riunione, centro religioso, culturale e amministrativo, in grado di far fronte ad ogni esigenza della collettività.
Paolo IV Carafa nel 1555 con la Bolla papale “Cum nimis absurdum” aveva concesso agli Ebrei di utilizzare un solo edificio come sinagoga, all’interno di quello che fu definito “il serraglio degli Ebrei”.
In realtà questo non era possibile, poiché gli Ebrei provenivano da luoghi e culture molto diverse tra loro: oltre agli Ebrei locali, vi erano anche coloro ai quali nel corso dei secoli, era stato ordinato di trasferirsi in città dai diversi centri dello stato Pontificio o da altri regni.
Inoltre vi erano altri Ebrei immigrati da lontano, come dalla Spagna, dal Portogallo e dalla Sicilia dopo l’espulsione nel 1492.
Così, accanto alle Scole frequentate da Ebrei che seguivano il rito romano, si trovavano nel rione Sant’Angelo, le sinagoghe di rito Sefardita (spagnolo) o Ashkenazita (tedesco).
Per aderire alla disposizione papale contenuta nella “Bolla” cinque diverse sinagoghe furono collocate in un solo edificio, collegate tra loro da scale e corridoi. In ogni Scola era possibile seguire un rito diverso, il loro nome indicava la provenienza geografica degli Ebrei che la frequentavano. Queste erano: Tempio (per gli Ebrei di Roma), Nova (per chi proveniva dallo Stato Pontificio), Catalana (per Ebrei dalla Catalogna), Castigliana (Ebrei dalla Castiglia) e Siciliana (per chi era stato espulso dal Regno delle 2 Sicilie).
La comunità, durante la vita nel ghetto, nonostante la cattività fece sempre doni e offerte alle diverse Sinagoghe per renderle luoghi accoglienti e ospitali, come dimostra il magnifico e rarissimo lampadario in argento, esposto in questa sala, che fu donato alla Scola Nova nel 1760 dalla famiglia Baraffael come indicato dall’iscrizione incisa in ebraico.


#pilloledicultura #itesoridellecinquescole

Nella foto è rappresentata la sala del Museo in cui sono esposte opere risalenti all’epoca delle Cinque Scole del ghetto.
La Scola era la struttura primaria della comunità, il nucleo centrale attorno al quale si aggregavano gli Ebrei: era contemporaneamente luogo di preghiera e di studio, casa di riunione, centro religioso, culturale e amministrativo, in grado di far fronte ad ogni esigenza della collettività.
Paolo IV Carafa nel 1555 con la Bolla papale “Cum nimis absurdum” aveva concesso agli Ebrei di utilizzare un solo edificio come sinagoga, all’interno di quello che fu definito “il serraglio degli Ebrei”.
In realtà questo non era possibile, poiché gli Ebrei provenivano da luoghi e culture molto diverse tra loro: oltre agli Ebrei locali, vi erano anche coloro ai quali nel corso dei secoli, era stato ordinato di trasferirsi in città dai diversi centri dello stato Pontificio o da altri regni.
Inoltre vi erano altri Ebrei immigrati da lontano, come dalla Spagna, dal Portogallo e dalla Sicilia dopo l’espulsione nel 1492.
Così, accanto alle Scole frequentate da Ebrei che seguivano il rito romano, si trovavano nel rione Sant’Angelo, le sinagoghe di rito Sefardita (spagnolo) o Ashkenazita (tedesco).
Per aderire alla disposizione papale contenuta nella “Bolla” cinque diverse sinagoghe furono collocate in un solo edificio, collegate tra loro da scale e corridoi. In ogni Scola era possibile seguire un rito diverso, il loro nome indicava la provenienza geografica degli Ebrei che la frequentavano. Queste erano: Tempio (per gli Ebrei di Roma), Nova (per chi proveniva dallo Stato Pontificio), Catalana (per Ebrei dalla Catalogna), Castigliana (Ebrei dalla Castiglia) e Siciliana (per chi era stato espulso dal Regno delle 2 Sicilie).
La comunità, durante la vita nel ghetto, nonostante la cattività fece sempre doni e offerte alle diverse Sinagoghe per renderle luoghi accoglienti e ospitali, come dimostra il magnifico e rarissimo lampadario in argento, esposto in questa sala, che fu donato alla Scola Nova nel 1760 dalla famiglia Baraffael come indicato dall’iscrizione incisa in ebraico.


#pilloledicultura #itesoridellecinquescole

🔹In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti (DPCM del 23 luglio 2021), dal 6 agosto 2021 è obbligatorio che i...
29/07/2021

🔹In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti (DPCM del 23 luglio 2021), dal 6 agosto 2021 è obbligatorio che i visitatori esibiscano il Green Pass corredato da un valido documento di identità per accedere al Museo Ebraico di Roma.
Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica🔹

‼️ATTENZIONE: in mancanza del Green Pass e di un documento valido non sarà possibile accedere al Museo e il biglietto acquistato non sarà rimborsato‼️

🔹Rimangono inoltre in vigore le prescrizioni di sicurezza anti-Covid: per l'ingresso è necessaria la misurazione della temperatura ed è obbligatorio indossare la propria mascherina.
Lungo il percorso museale sono inoltre posizionati dispenser di gel igienizzante, mentre le sale hanno una capienza contingentata nel rispetto della distanza fisica prevista per la sicurezza dei visitatori.🔹

🔽🔽🔽🔽
Per informazioni sul Green Pass:https://www.dgc.gov.it/web/

🔹In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti (DPCM del 23 luglio 2021), dal 6 agosto 2021 è obbligatorio che i visitatori esibiscano il Green Pass corredato da un valido documento di identità per accedere al Museo Ebraico di Roma.
Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica🔹

‼️ATTENZIONE: in mancanza del Green Pass e di un documento valido non sarà possibile accedere al Museo e il biglietto acquistato non sarà rimborsato‼️

🔹Rimangono inoltre in vigore le prescrizioni di sicurezza anti-Covid: per l'ingresso è necessaria la misurazione della temperatura ed è obbligatorio indossare la propria mascherina.
Lungo il percorso museale sono inoltre posizionati dispenser di gel igienizzante, mentre le sale hanno una capienza contingentata nel rispetto della distanza fisica prevista per la sicurezza dei visitatori.🔹

🔽🔽🔽🔽
Per informazioni sul Green Pass:https://www.dgc.gov.it/web/

26/07/2021

✨Prenotate il vostro tour e venite a scoprire i tesori custoditi nel Museo Ebraico di Roma!!✨

➡️Per info, prenotazioni e orari:
🌐 www.museoebraico.roma.it
📞 06.68400661
📧 [email protected]

#MuseoEbraicodiRoma #VisiteGuidate

Indirizzo


Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 16:00
Domenica 10:00 - 18:00

Telefono

0668400661

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Museo Ebraico Di Roma pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

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Il Museo Ebraico di Roma è un luogo di incontro, di cultura, di dialogo e di amore per il bello. Ospitato nel complesso monumentale del Tempio Maggiore, dal 1960 custodisce una magnifica collezione che risale soprattutto ai secoli del ghetto di Roma (1555-1870). Con quasi 100.000 visitatori l’anno, il percorso del Museo Ebraico di Roma si sviluppa su 7 sale, tra le quali una completamente dedicata alla storia dei 4.000 ebrei fuggiti da Tripoli e arrivati a Roma nel 1967.

L’esposizione permanente include inoltre un video con la ricostruzione della Sinagoga di Ostia antica e un tavolo interattivo sul ghetto di Roma: in una sorta di passaggio tra le riproduzioni storiche e il modello tridimensionale ricostruito, da oggi potrete passeggiare tra i vicoli e le strade di uno dei luoghi più singolari e denso di storia della città di Roma.

Nel biglietto d’ingresso del Museo è compresa la visita guidata alla Sinagoga.

SI ORGANIZZANO VISITE GUIDATE PER GRUPPI E SCUOLE. Per informazioni scrivere a: [email protected] oppure chiamare il numero 06.68400661

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