Fondazione Museo della Shoah - Onlus

Fondazione Museo della Shoah - Onlus La Fondazione Museo della Shoah concorre a mantenere viva e presente, nella società civile, la memoria della tragedia della Shoah La Fondazione non ha fini di lucro diretti o indiretti e persegue le seguenti finalità:

a) concorrere a mantenere viva e presente, nella società civile, la memoria della tragedia della Shoah;

b) contribuire alla promozione ed alla diffusione dei valori della uguaglianza e della pace tra i popoli con l’affermazione del principio di fratellanza e di accoglienza di ogni diversità, contro ogni forma di razzismo e di discriminazione tra gli uomini;

c) supportare le altre iniziative pubbliche e private coerenti con il perseguimento dei valori e delle finalità della Fondazione.

Normali funzionamento

15/09/2021

#accaddeoggi

Il 15 settembre 1935 la Germania nazista promulgò due leggi distinte che passarono alla storia come “Leggi di Norimberga”, poiché approvate durante l’adunata del partito che quell’anno si tenne presso la città bavarese.

Le due leggi, la Legge per la cittadinanza del Reich e la Legge per la protezione del sangue e l’onore tedesco, rappresentarono il fondamento per la persecuzione degli ebrei nel territorio della Germania.

Oltre a sconvolgere il processo di emancipazione degli ebrei tedeschi, che avevano raggiunto la piena cittadinanza, le Leggi di Norimberga favorirono la persecuzione antiebraica non per motivi religiosi, bensì razziali.

Anche se tali normative facevano diretto riferimento agli ebrei, riguardarono anche i cittadini di origine africana e i rom.

#accaddeoggi“L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l'apatia morale di chi si volta dall'altra parte: s...
10/09/2021

#accaddeoggi

“L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l'apatia morale di chi si volta dall'altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo.” Liliana Segre

Liliana Segre nasce il 10 settembre 1930 a Milano, da una famiglia borghese di ebrei assimilati. La madre, Lucia Foligno, muore quando Liliana ha meno di un anno; il padre, Alberto, decide quindi di trasferirsi nella casa dei propri genitori.
All’età di 8 anni, la sua infanzia dorata, cullata dall’affetto del padre, inizia ad essere minacciata a causa della promulgazione delle Leggi razziali e dalla conseguente espulsione dalla scuola.

Nell’ottobre del 1942, in seguito ai bombardamenti, la famiglia si trasferisce a Inverigo, un paesino della Brianza, mentre le condizioni di salute del nonno paterno si aggravano a causa del morbo di Parkinson. Dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione nazista, Alberto decide di nascondere sua figlia presso una famiglia di amici cattolici nel Varesotto e successivamente, con il peggiorare della situazione e il terrore di essere arrestati, cerca di oltrepassare clandestinamente il confine con la Svizzera portando con sé anche la piccola Liliana.

Entrati in questo paese, il 7 dicembre 1943, le guardie li respingono e li consegnano al comando italiano di frontiera. Separata dal padre, Liliana viene rinchiusa prima nelle carceri di Varese e Como, poi a San Vittore a Milano, dove ritrova il padre e con cui condivide la cella.

Il 30 gennaio del 1944 tutti i detenuti ebrei, circa 600, vengono portati in camion al Binario 21 della stazione centrale di Milano e deportati nel campo di Auschwitz-Birkenau. Il treno arriva il 6 febbraio del 1944 sulla rampa esterna (Judenrampe) del Lager, e lì Liliana vede per l’ultima volta il suo amatissimo papà. Rimasta sola, Liliana viene immatricolata con il numero 75190, e assegnata al lavoro presso la fabbrica Union Werke, dove deve produrre bossoli per fucili mitragliatori.
Con l’evacuazione di Auschwitz, nel gennaio 1945, è costretta a effettuare la “marcia della morte”, prima verso Ravensbrück, poi nel marzo dello stesso anno, nel sottocampo di Malchow. A Ravensbrück apprende anche che i suoi anziani nonni, il 30 giugno 1944, erano stati deportati e uccisi a Birkenau. Nel maggio 1945 viene nuovamente trasferita ma, durante la marcia, è liberata dall’esercito sovietico.

Torna a Milano il 31 agosto 1945 e, rimasta orfana, va a vivere presso i nonni materni.

Nel 1951 si sposa con Alfredo Belli Paci con cui ha tre figli e numerosi nipoti. Oggi vive a Milano, dove da anni testimonia con grande efficacia la sua storia, raccolta anche nel volume "Sopravvissuta ad Auschwitz".

Riceve due lauree honoris causa in Giurisprudenza e in Scienze Pedagogiche.
Il 19 gennaio 2018, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha nominato Liliana Segre senatrice a vita.

#accaddeoggi

“L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l'apatia morale di chi si volta dall'altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo.” Liliana Segre

Liliana Segre nasce il 10 settembre 1930 a Milano, da una famiglia borghese di ebrei assimilati. La madre, Lucia Foligno, muore quando Liliana ha meno di un anno; il padre, Alberto, decide quindi di trasferirsi nella casa dei propri genitori.
All’età di 8 anni, la sua infanzia dorata, cullata dall’affetto del padre, inizia ad essere minacciata a causa della promulgazione delle Leggi razziali e dalla conseguente espulsione dalla scuola.

Nell’ottobre del 1942, in seguito ai bombardamenti, la famiglia si trasferisce a Inverigo, un paesino della Brianza, mentre le condizioni di salute del nonno paterno si aggravano a causa del morbo di Parkinson. Dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione nazista, Alberto decide di nascondere sua figlia presso una famiglia di amici cattolici nel Varesotto e successivamente, con il peggiorare della situazione e il terrore di essere arrestati, cerca di oltrepassare clandestinamente il confine con la Svizzera portando con sé anche la piccola Liliana.

Entrati in questo paese, il 7 dicembre 1943, le guardie li respingono e li consegnano al comando italiano di frontiera. Separata dal padre, Liliana viene rinchiusa prima nelle carceri di Varese e Como, poi a San Vittore a Milano, dove ritrova il padre e con cui condivide la cella.

Il 30 gennaio del 1944 tutti i detenuti ebrei, circa 600, vengono portati in camion al Binario 21 della stazione centrale di Milano e deportati nel campo di Auschwitz-Birkenau. Il treno arriva il 6 febbraio del 1944 sulla rampa esterna (Judenrampe) del Lager, e lì Liliana vede per l’ultima volta il suo amatissimo papà. Rimasta sola, Liliana viene immatricolata con il numero 75190, e assegnata al lavoro presso la fabbrica Union Werke, dove deve produrre bossoli per fucili mitragliatori.
Con l’evacuazione di Auschwitz, nel gennaio 1945, è costretta a effettuare la “marcia della morte”, prima verso Ravensbrück, poi nel marzo dello stesso anno, nel sottocampo di Malchow. A Ravensbrück apprende anche che i suoi anziani nonni, il 30 giugno 1944, erano stati deportati e uccisi a Birkenau. Nel maggio 1945 viene nuovamente trasferita ma, durante la marcia, è liberata dall’esercito sovietico.

Torna a Milano il 31 agosto 1945 e, rimasta orfana, va a vivere presso i nonni materni.

Nel 1951 si sposa con Alfredo Belli Paci con cui ha tre figli e numerosi nipoti. Oggi vive a Milano, dove da anni testimonia con grande efficacia la sua storia, raccolta anche nel volume "Sopravvissuta ad Auschwitz".

Riceve due lauree honoris causa in Giurisprudenza e in Scienze Pedagogiche.
Il 19 gennaio 2018, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha nominato Liliana Segre senatrice a vita.

Liliana Segre, Senatrice a vita, compie oggi 91 anni.Una donna straordinaria, una donna che ha fatto della sua terribile...
10/09/2021

Liliana Segre, Senatrice a vita, compie oggi 91 anni.

Una donna straordinaria, una donna che ha fatto della sua terribile esperienza e della sua sofferenza motivo di forza e di speranza. Una donna che ha fatto della memoria, e della trasmissione della conoscenza, una delle ragioni principali della sua vita.

Nel giorno del suo compleanno, le auguriamo di continuare a combattere ogni forma di discriminazione con la stessa tenacia di sempre.

Tanti auguri Liliana!!

Liliana Segre, Senatrice a vita, compie oggi 91 anni.

Una donna straordinaria, una donna che ha fatto della sua terribile esperienza e della sua sofferenza motivo di forza e di speranza. Una donna che ha fatto della memoria, e della trasmissione della conoscenza, una delle ragioni principali della sua vita.

Nel giorno del suo compleanno, le auguriamo di continuare a combattere ogni forma di discriminazione con la stessa tenacia di sempre.

Tanti auguri Liliana!!

✖️ Il 29 e il 30 settembre del 1941 ebbe luogo a Kiev uno degli eventi più atroci della storia: il massacro di Babyn Yar...
09/09/2021

✖️ Il 29 e il 30 settembre del 1941 ebbe luogo a Kiev uno degli eventi più atroci della storia: il massacro di Babyn Yar durante il quale vennero uccisi circa 33.770 ebrei dai reparti speciali nazisti.

📌🖇 Oggi alle ore 18.00 il presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma Mario Venezia interverrà in un webinar su Zoom organizzato dal MEIS per ricordare questa orrenda pagina di storia.

👤 Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah
🗣 Mario Venezia

✖️ Il 29 e il 30 settembre del 1941 ebbe luogo a Kiev uno degli eventi più atroci della storia: il massacro di Babyn Yar durante il quale vennero uccisi circa 33.770 ebrei dai reparti speciali nazisti.

📌🖇 Oggi alle ore 18.00 il presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma Mario Venezia interverrà in un webinar su Zoom organizzato dal MEIS per ricordare questa orrenda pagina di storia.

👤 Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah
🗣 Mario Venezia

“Alle scuole di qualsiasi ordine e grado non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica”“All'ufficio di insegnante...
05/09/2021

“Alle scuole di qualsiasi ordine e grado non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica”

“All'ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere ammesse persone di razza ebraica”

“Tutti gli insegnanti di razza ebraica che appartengano ai ruoli per le scuole di cui al precedente art. 1, saranno sospesi dal servizio”

“I membri di razza ebraica delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti, cesseranno di far parte delle dette istituzioni”

Sono alcuni degli articoli contenuti nel Decreto Legge del 5 settembre 1938-XVI, n. 1390, il primo Decreto delle “Leggi Razziali”.

Saranno solamente i primi di una lunghissima serie.

“Alle scuole di qualsiasi ordine e grado non potranno essere iscritti alunni di razza ebraica”

“All'ufficio di insegnante nelle scuole statali o parastatali di qualsiasi ordine e grado e nelle scuole non governative, ai cui studi sia riconosciuto effetto legale, non potranno essere ammesse persone di razza ebraica”

“Tutti gli insegnanti di razza ebraica che appartengano ai ruoli per le scuole di cui al precedente art. 1, saranno sospesi dal servizio”

“I membri di razza ebraica delle Accademie, degli Istituti e delle Associazioni di scienze, lettere ed arti, cesseranno di far parte delle dette istituzioni”

Sono alcuni degli articoli contenuti nel Decreto Legge del 5 settembre 1938-XVI, n. 1390, il primo Decreto delle “Leggi Razziali”.

Saranno solamente i primi di una lunghissima serie.

Da domani, 1 settembre, si aprono le iscrizioni al corso "La Shoah in Italia: fonti, documenti e laboratori da utilizzar...
31/08/2021
La Shoah in Italia: fonti, documenti e laboratori da utilizzare in aula - Fondazione Museo della Shoah - Roma

Da domani, 1 settembre, si aprono le iscrizioni al corso "La Shoah in Italia: fonti, documenti e laboratori da utilizzare in aula".
Il corso è riservato agli insegnanti di scuola media (secondaria di I grado) della Regione Lazio.

Per iscriversi: https://sofia.istruzione.it/

INFO: https://www.museodellashoah.it/corsi/shoah-in-italia/

Obiettivi: Fornire ai docenti un approfondimento didattico sulla "persecuzione dei diritti" messa in atto dal governo fascista in Italia tra il settembre del 19

Complimenti alla nostra cara amica Edith Bruck per questo ennesimo riconoscimento.Poche settimane fa avevamo organizzato...
30/08/2021
Viareggio-Rèpaci a Edith Bruck premiata con Siti e il poeta Santi

Complimenti alla nostra cara amica Edith Bruck per questo ennesimo riconoscimento.

Poche settimane fa avevamo organizzato un incontro con Edith e Maurizio Molinari, che potete rivedere al seguente link:

https://www.facebook.com/FMSonlus/videos/901857973731081

https://www.corriere.it/cultura/21_agosto_28/viareggio-repaci-edith-bruck-premiata-siti-poeta-santi-d7401bae-082d-11ec-9882-e2d35c23a063.shtml?refresh_ce

La giuria presieduta da Paolo Mieli ha scelto i vincitori per la narrativa, la saggistica e i versi. La scrittrice si è aggiudicata la vittoria con «Il pane perduto» (La Nave di Teseo)

Apprendiamo con immenso dispiacere della prematura scomparsa di Carla Di Veroli, sempre al nostro fianco nell'onorare la...
19/08/2021
Muore Carla Di Veroli, testimone antifascista nipote dell'unica sopravvissuta alla razzia del ghetto

Apprendiamo con immenso dispiacere della prematura scomparsa di Carla Di Veroli, sempre al nostro fianco nell'onorare la Memoria delle vittime della Shoah.
Ci stringiamo insieme al Presidente, Mario Venezia, e a tutto lo staff della Fondazione, intorno alla famiglia in questo momento di profondo dolore.
Continueremo a lavorare anche in suo ricordo, con la sua stessa forza e determinazione.

https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/08/19/news/muore_a_garbatella_carla_di_veroli_nipote_dell_unica_sopravvissuta_alla_rzzie_del_ghetto-314562687/

Sola in casa a Garbatella. Aveva 59 anni. La notizia diffusa dalla presidente della Comunità ebraica di Roma. L'amico Alberto Di Consiglio: "Ca…

#accaddeoggi“Non dicano, oggi come allora, che non sapevano.Vedevano ad Auschwitz il fumo dei crematori, l’odore di carn...
13/08/2021

#accaddeoggi

“Non dicano, oggi come allora, che non sapevano.
Vedevano ad Auschwitz il fumo dei crematori, l’odore di carne bruciata è stato nell’aria per anni. Ci vedevano, miserabili relitti umani, lungo le strade del loro paese. Molti campi di sterminio erano vicini a città importanti. Abbiamo lavorato da schiavi nelle loro fabbriche, in quelle famose allora e famose ancora oggi. Hanno indossato i nostri vestiti, hanno camminato con le nostre scarpe, guardato l’ora sui nostri orologi, scritto con le nostre penne…sapevano, tutti sapevano.
I miei genitori, i miei nonni, i miei fratelli, cugini, zii. Tutti sono andati in fumo. E quanto e quale potrebbe essere il risarcimento per la mia adolescenza rubata, per le mie sofferenze. Per la mia salute minata, per le mie notti insonni, per il furto dei miei sogni, per il regalo dei miei laceranti incubi.
Perché ogni notte io torno a Birkenau.
C’è anche chi afferma che è giunto il momento di perdonare.
Io non posso perdonare. Non perdonerò mai.”
Ida Marcheria

Nasce 92 anni fa, il 13 agosto 1929 a Trieste, Ida Marcheria.
Figlia di Ernesto e Anna Nacson ha tre fratelli, Giacomo, Raffaele e Stella.
Viene deportata ad Auschwitz-Birkenau insieme all’intera famiglia il 7 dicembre 1943, dove rimane fino al 18 gennaio 1945; trasferita attraverso la terribile “marcia della morte” a Ravensbruck e poi a Malchow.
Viene finalmente liberata, insieme alla sorella Stella, il 1 maggio 1945.

Riescono a tornare a casa nel settembre del 1945, dove ritrovano solamente il fratello Giacomo, sopravvissuto anch’esso ai campi.
Muore nel 2011 dopo aver raccolto la sua testimonianza nel libro “Non perdonerò mai”.

#accaddeoggi

“Non dicano, oggi come allora, che non sapevano.
Vedevano ad Auschwitz il fumo dei crematori, l’odore di carne bruciata è stato nell’aria per anni. Ci vedevano, miserabili relitti umani, lungo le strade del loro paese. Molti campi di sterminio erano vicini a città importanti. Abbiamo lavorato da schiavi nelle loro fabbriche, in quelle famose allora e famose ancora oggi. Hanno indossato i nostri vestiti, hanno camminato con le nostre scarpe, guardato l’ora sui nostri orologi, scritto con le nostre penne…sapevano, tutti sapevano.
I miei genitori, i miei nonni, i miei fratelli, cugini, zii. Tutti sono andati in fumo. E quanto e quale potrebbe essere il risarcimento per la mia adolescenza rubata, per le mie sofferenze. Per la mia salute minata, per le mie notti insonni, per il furto dei miei sogni, per il regalo dei miei laceranti incubi.
Perché ogni notte io torno a Birkenau.
C’è anche chi afferma che è giunto il momento di perdonare.
Io non posso perdonare. Non perdonerò mai.”
Ida Marcheria

Nasce 92 anni fa, il 13 agosto 1929 a Trieste, Ida Marcheria.
Figlia di Ernesto e Anna Nacson ha tre fratelli, Giacomo, Raffaele e Stella.
Viene deportata ad Auschwitz-Birkenau insieme all’intera famiglia il 7 dicembre 1943, dove rimane fino al 18 gennaio 1945; trasferita attraverso la terribile “marcia della morte” a Ravensbruck e poi a Malchow.
Viene finalmente liberata, insieme alla sorella Stella, il 1 maggio 1945.

Riescono a tornare a casa nel settembre del 1945, dove ritrovano solamente il fratello Giacomo, sopravvissuto anch’esso ai campi.
Muore nel 2011 dopo aver raccolto la sua testimonianza nel libro “Non perdonerò mai”.

#accaddeoggi 12 agosto 1944, 560 persone, donne, bambini, uomini inermi, massacrati in nome della follia nazista. Milion...
12/08/2021

#accaddeoggi

12 agosto 1944, 560 persone, donne, bambini, uomini inermi, massacrati in nome della follia nazista. Milioni di persone sono morte durante la seconda guerra mondiale, Sant'Anna è solo uno degli innumerevoli massacri perpetrati dai nazisti, ma il nostro compito, il nostro dovere è quello di ricordarli tutti: massacro per massacro, vittima per vittima, assassino per assassino.

#accaddeoggi

12 agosto 1944, 560 persone, donne, bambini, uomini inermi, massacrati in nome della follia nazista. Milioni di persone sono morte durante la seconda guerra mondiale, Sant'Anna è solo uno degli innumerevoli massacri perpetrati dai nazisti, ma il nostro compito, il nostro dovere è quello di ricordarli tutti: massacro per massacro, vittima per vittima, assassino per assassino.

Per la prima volta la Casina dei Vallati rimarrà aperta per tutto il mese di agosto.La mostra "Dall'Italia ad Auschwitz"...
06/08/2021

Per la prima volta la Casina dei Vallati rimarrà aperta per tutto il mese di agosto.

La mostra "Dall'Italia ad Auschwitz" sarà quindi visitabile con i consueti orari.
Questa esposizione descrive la storia di tutte le persone arrestate tra il 1943 e il 1944 nel territorio italiano e deportate nel complesso concentrazionario di Auschwitz-Birkenau, che è rappresentato con mappe e foto.

Ingresso gratuito e libero senza necessità di prenotazione.
All'ingresso, come da disposizioni governative, verrà richiesto il green pass.
Per informazioni: [email protected]

Indirizzo

Via Portico D'Ottavia 29
Rome
00186

Informazione generale

La memoria della Shoah e la trasmissione della storia della Shoah in Italia è un valore enorme. Effettua una donazione Dona il 5 per mille alla Fondazione Museo della Shoah Onlus. Firma la tua dichiarazione dei redditi indicando il codice fiscale: 10092001006

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 17:00
Martedì 10:00 - 17:00
Mercoledì 10:00 - 17:00
Giovedì 10:00 - 17:00
Venerdì 10:00 - 13:00
Domenica 10:00 - 17:00

Telefono

+390668805806

Notifiche

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Mercoledì 27 gennaio alle ore 21:00, in diretta dalla pagina facebook di Giancarlo Mancini e dal canale Youtube Arabafenicesezze (https://youtu.be/KWLeeg119Ts) verrà trasmesso “Filastrocche della nera luce”, un evento online dedicato alla 75° Giornata della Memoria.
...io non dimentico MAI ❤❤❤
Cracovia, Museo - Fabbrica di Schindler
Voglio segnalare un fatto. Avevo realizzato un video su Youtube con una celebre poesia di Paul Celan, "Fuga di morte", tra cui un brano rarissimo, in tedesco, con la sua voce, e l'inserimento di immagini storiche della Shoah, tratte dal web, e quindi di fruizione pubblica. La redazione di Youtube ha considerato poesia e immagini storiche "inadatte" alla loro "politica" e non destinate a un pubblico di minorenni. Segnalo il fatto per attestare che l'immane tragedia dell'Olocausto continua a essere "rimossa". Non è un risentimento per il video personale che è stato cancellato, nonostante il mio ricorso. È solo per segnalare un fatto, mentre sul web nessuno rimuove immagini neo-naziste e di bassa pornografia e pedofilia. Un saluto. Sebastiano Lo Iacono.
Uno specialista
Uomo L'espressione di benvenuto "Arbeit Macht Frei", che potrebbe significare: "L'arbitrio è diventato libero", equivale alle parole "Sei solo un uomo".
sono stato un ragazzo fortunato anni 70/80 avevo gli zii che erano custodi della sinagoga di Casale Monferrato e abitavo vicinissimo alla confetteria in via Magno Cavallo della famiglia Carmi nota famiglia ebraica praticante e tutt'oggi eccellente famiglia
Marian(n)esimo Il razzismo, e ogni forma politica dello spirito di superiorità, o autoritario, è molto più femminile che maschile: esistono uomini che pensano di essere superiori ad altri uomini, considerati alla stregua di "cose", a differenza dei superuomini, ma esistono anche donne convinte o persuase di essere superiori agli uomini, giusti e ingiusti, onesti e disonesti, persino al proprio coniuge e ai propri figli maschi, ma, essendo nella morsa dell'errore, il disordine interiore, morale, questo fascio di donne favorisce sempre i peggiori fra i maschi, a discapito dei cristiani. Nel male, si tende a difendere chi ha più colpa, e favorire il negativo, non chi è innocente o più puro: il negativo attecchisce dov'è presente un senso interiore di colpa, l'errore morale, e nella coscienza "malata" dal vizio cronico dell'errore volontario, ossia, nei cuori falsi, non nell'anima delle persone autentiche, coerenti, buone.
Tartufi I nazi-fascisti, oggi, si nascondono come tartufi fra coloro che denunciano il nazi-fascismo, con chi organizza le visite guidate, le giornate della memoria, ecc.
Scia del tempo La distruzione di un mondo, come di una casa, resta nella memoria del tempo, non scompare: chi fa del male, e causa la morte, non conosce questo principio, perché non è razionale come forse pensa; non è veramente intelligente; non è completo dal punto di vista ontologico. Ogni azione segna una traccia di energia, nella scia del tempo: la forma d'onda della traccia di energia corrisponde all'informazione.
Memoria Quando non sarà più necessario ricordare, sarà ripulita anche la memoria: infatti, chi ha vissuto giustamente, razionalmente, chi è sempre stato fedele alla verità, almeno per quanto pertiene la vita, non ha debiti con il passato e con la storia, non è responsabile di ciò che non sarebbe mai dovuto accadere, il male, la sofferenza, oppure, ha estinto i propri debiti nei confronti della vita attraverso un'esistenza giusta, onesta, a partire dal poco, dal basso, facendosi carico dei propri errori, portando la propria croce, riconoscendo le proprie colpe e rinnegando ciò che è falso in sé stessi, invece di attribuire agli altri le proprie insufficienze, senza cercare capri espiatori... Soltanto ciò che è perfetto nella verità è eterno: la vita nella condizione positiva della libertà da tutto quanto è negativo rispetto alla vita stessa, nella condizione dell'innocenza o della purezza della volontà, dell'assenza di intenzioni doppie, impure, che svalutano e sviliscono la vita.