Museo Mario Praz

Museo Mario Praz Benvenuti nella pagina ufficiale del Museo Mario Praz. Creato in sessant'anni di appassionato collezionismo da Mario Praz (Roma 1896-1982) anglista e critico di levatura internazionale, il museo si presenta come una dimora nobiliare del secolo XIX.

Normali funzionamento

#dipintiacasaPraz🖼️ Il pittore veneto Giuseppe Borsato (Venezia 1770-1849) si dedicò alla pittura di vedute e al genere ...
03/09/2021

#dipintiacasaPraz

🖼️ Il pittore veneto Giuseppe Borsato (Venezia 1770-1849) si dedicò alla pittura di vedute e al genere decorativo e acquistò fama nel periodo napoleonico, disegnando gli apparati per le feste.

🎨 Nel 1807 decorò l'arco, fatto da Giannantonio Selva, per l'entrata di Napoleone nella città lagunare.

Proprio quest'arco é rappresentato nell'olio su tela esposto nella Galleria di casa Praz.

🔎 Giuseppe Borsato qui immortala i festeggiamenti veneziani per l'ingresso di Napoleone nella città lagunare il 29 novembre 1807 con il Canal Grande addobbato con gli archi trionfali e le colonne erette in quella occasione.

L' olio su tela di Borsato lascia per qualche mese il nostro museo per essere esposto presso il Palazzo Ducale di Venezia Fondazione Musei Civici Venezia nella Mostra "VENETIA 1600 Nascite e rinascite".
L' esposizione (4 settembre 2021- 25 marzo 2022) celebrerà i 1600 anni dalla leggendaria fondazione della Città lagunare nel 421.

Museo Mario Praz
Direzione Musei Statali della Città di Roma

#dipintiacasaPraz

🖼️ Il pittore veneto Giuseppe Borsato (Venezia 1770-1849) si dedicò alla pittura di vedute e al genere decorativo e acquistò fama nel periodo napoleonico, disegnando gli apparati per le feste.

🎨 Nel 1807 decorò l'arco, fatto da Giannantonio Selva, per l'entrata di Napoleone nella città lagunare.

Proprio quest'arco é rappresentato nell'olio su tela esposto nella Galleria di casa Praz.

🔎 Giuseppe Borsato qui immortala i festeggiamenti veneziani per l'ingresso di Napoleone nella città lagunare il 29 novembre 1807 con il Canal Grande addobbato con gli archi trionfali e le colonne erette in quella occasione.

L' olio su tela di Borsato lascia per qualche mese il nostro museo per essere esposto presso il Palazzo Ducale di Venezia Fondazione Musei Civici Venezia nella Mostra "VENETIA 1600 Nascite e rinascite".
L' esposizione (4 settembre 2021- 25 marzo 2022) celebrerà i 1600 anni dalla leggendaria fondazione della Città lagunare nel 421.

Museo Mario Praz
Direzione Musei Statali della Città di Roma

"Non siamo a casa neanche a casa nostraAnche la nostra casa è casa d'altri ..."(Valerio Magrelli)​Il poeta e scrittore V...
16/08/2021
Video narrazione “Valerio Magrelli e Valerio Millefoglie nella Casa Museo Mario Praz”

"Non siamo a casa neanche a casa nostra
Anche la nostra casa è casa d'altri ..."
(Valerio Magrelli)​

Il poeta e scrittore Valerio Magrelli racconta il Museo Mario Praz, grazie all'iniziativa di Senza titolo

#scegliilcontemporaneo

Un suggestivo racconto in digitale a più voci per scoprire il potere evocativo degli oggetti e il legame che si instaura con essi durante la vita. Cosa rima...

"Una Wunderkammer dell'Ottocento" Il Museo Mario Praz per le serie di Rai Cultura  sui Musei, Palazzi Storici e Case di ...
28/05/2021

"Una Wunderkammer dell'Ottocento"
Il Museo Mario Praz per le serie di Rai Cultura sui Musei, Palazzi Storici e Case di artisti nella Capitale.

👉https://www.raicultura.it/arte/articoli/2021/03/Casa-Museo-Mario-Praz-3d1c5ac7-ed94-4cdc-ab32-fbc99724a68e.html

Buona visione!

Direzione Musei Statali della Città di Roma

"Una Wunderkammer dell'Ottocento"
Il Museo Mario Praz per le serie di Rai Cultura sui Musei, Palazzi Storici e Case di artisti nella Capitale.

👉https://www.raicultura.it/arte/articoli/2021/03/Casa-Museo-Mario-Praz-3d1c5ac7-ed94-4cdc-ab32-fbc99724a68e.html

Buona visione!

Direzione Musei Statali della Città di Roma

Una ricca iconografia napoleonica caratterizza il Museo Mario Praz.Nella Galleria del celebre anglista spicca il ritratt...
05/05/2021

Una ricca iconografia napoleonica caratterizza il Museo Mario Praz.

Nella Galleria del celebre anglista spicca il ritratto di Napoleone nel suo gabinetto di lavoro: un olio su tela replica (da David) di ignoto pittore francese (post 1812).

“Napoleone, alla vista di questo ritratto, avrebbe osservato: «Vous m’avez deviné, David: la nuit je travaille au bonheur de mes sujets et le jour à leur gloire».

Si pensa al Napoleone legislatore, ispiratore del famoso codice, piuttosto che al guerriero. E infatti su uno dei rotoli di carte posati sul tavolo si legge la parola Code. Le candele sono consumate fino al bocciolo nella lampe-bouillotte sullo scrittoio dell’Imperatore, e l’orologio a torre segna le quattro e cinque”

(Fonte: Mario Praz, La Casa della Vita, pag. ‪347-348‬)

Nella foto: Ignoto artista francese (copia da David), Napoleone nel suo studio, dopo il 1812,
olio su tela

Museo Mario Praz
Direzione Musei Statali della città di Roma

#Napoleone200anni

Una ricca iconografia napoleonica caratterizza il Museo Mario Praz.

Nella Galleria del celebre anglista spicca il ritratto di Napoleone nel suo gabinetto di lavoro: un olio su tela replica (da David) di ignoto pittore francese (post 1812).

“Napoleone, alla vista di questo ritratto, avrebbe osservato: «Vous m’avez deviné, David: la nuit je travaille au bonheur de mes sujets et le jour à leur gloire».

Si pensa al Napoleone legislatore, ispiratore del famoso codice, piuttosto che al guerriero. E infatti su uno dei rotoli di carte posati sul tavolo si legge la parola Code. Le candele sono consumate fino al bocciolo nella lampe-bouillotte sullo scrittoio dell’Imperatore, e l’orologio a torre segna le quattro e cinque”

(Fonte: Mario Praz, La Casa della Vita, pag. ‪347-348‬)

Nella foto: Ignoto artista francese (copia da David), Napoleone nel suo studio, dopo il 1812,
olio su tela

Museo Mario Praz
Direzione Musei Statali della città di Roma

#Napoleone200anni

Buon 25 aprile 🇮🇹
25/04/2021

Buon 25 aprile 🇮🇹

«Nell'onorare il ricordo di quanti sono stati protagonisti della conquista della libertà e della democrazia, rivolgo ai rappresentanti delle forze armate, delle associazioni combattentistiche, d'arma e partigiane, il saluto di tutti gli italiani, riconoscenti per l'instancabile opera volta a mantenere vivi gli ideali di abnegazione, spirito di sacrificio e democrazia simboleggiati dal tricolore. Viva la Liberazione, viva la Repubblica».
(Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica )

Direzione Musei Statali della città di Roma

Ph. credits: @nuccia.pupa, via Instagram, che ringraziamo

#25aprile 🇮🇹

24/04/2021

📌📌 📌AVVISO AL PUBBLICO 📌📌📌

Il Museo Mario Praz resterà ancora chiuso a seguito dell'emergenza sanitaria da Covid19.

Vi invitiamo, in attesa che ci siano le condizioni per poter riaprire, a continuare a seguirci on line.

Grazie per la vostra partecipazione!

📖📖📖📖 Un libro per sognare.Un libro può conciliare il sonno e il sogno e farci perdere negli spazi dell'immaginazione.Nel...
23/04/2021

📖📖📖📖 Un libro per sognare.
Un libro può conciliare il sonno e il sogno e farci perdere negli spazi dell'immaginazione.

Nella #giornatamondialedellibro vi presentiamo l'opera LETTRICE NOTTURNA del pittore Achille Devéria conservata presso il nostro museo.

​Achille Devéria (attribuito a), Lettrice notturna, 1830, olio su tela

Museo Mario Praz
Direzione Musei Statali della città di Roma

📖📖📖📖 Un libro per sognare.
Un libro può conciliare il sonno e il sogno e farci perdere negli spazi dell'immaginazione.

Nella #giornatamondialedellibro vi presentiamo l'opera LETTRICE NOTTURNA del pittore Achille Devéria conservata presso il nostro museo.

​Achille Devéria (attribuito a), Lettrice notturna, 1830, olio su tela

Museo Mario Praz
Direzione Musei Statali della città di Roma

La voce.Per parlare, cantare, recitare, esprimere il proprio pensiero.Per ceebrare la #giornatamondialedellavoce di doma...
15/04/2021

La voce.
Per parlare, cantare, recitare, esprimere il proprio pensiero.
Per ceebrare la #giornatamondialedellavoce di domani dal Museo Mario Praz vi proponiamo l'opera che raffigura la cantante lirica Giuseppina Grassini, divenuta celebre per le sue indiscusse doti vocali.

🎶🎵🎶🎵🎶🎶🎵🎶🎵🎶🎵🎶🎵🎶🎵🎶

#giornatamondialedellavoce

🎶🎵🎶🎵🎶🎵🎶🎵🎶🎵🎶🎵

Una voce per cantare, come quella del contralto italiano Giuseppina Grassini (Varese 1773 - Milano 1850), la "decima musa" del firmamento musicale, di cui il Museo Mario Praz conserva un busto in gesso patinato a terracotta di ignoto scultore francese.

"La dama del busto, più che essere una regina, posava da regina. Così si poteva sospettare fosse un'attrice. (...) Regina dunque, ma non d'un regno terreno, era la donna ritratta dallo scultore: era Artemisia di Caria, Semiramide, Zenobia di Palmira, Cleopatra, Didone, e il suo impero era un fondale di scena, e lo spazio infinito del canto. Di quale di codeste regine indossava il costume? (...) Non regina, ma prima donna assoluta; e primo uomo assoluto era, a suo modo, Napoleone " (Mario Praz)

Il celebre Bonaparte e l'ardente cantante tragica si conobbero all'indomani della battaglia di Marengo, nel giugno 1800.
Al Teatro alla Scala la Grassini tenne concerti in onore di Napoleone e, iniziata con lui una relazione sentimentale, lo seguì a Parigi divenendo la cantante ufficiale delle Tuileries. Rimase alla corte napoleonica fino all'abdicazione.

​Nella foto: Ignoto scultore francese, Ritratto della cantante Giuseppina Grassini come 'Didone abbandonata', dopo il 1811, gesso patinato a terracotta

Museo Mario Praz
Direzione Musei Statali della città di Roma
museitaliani
Ministero della cultura

"Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da ...
11/04/2021

"Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama"
(Alessandro Baricco)

#11aprile
#GiornataNazionaledelMare

Nella foto:

🖼️ Salvatore Fergola (Napoli ‪1799-1874‬) attr., Varo della corvetta Regina Isabella, 1827 ca., olio su tela

Museo Mario Praz
Direzione Musei Statali della città di Roma
museitaliani
Ministero della cultura

"Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama"
(Alessandro Baricco)

#11aprile
#GiornataNazionaledelMare

Nella foto:

🖼️ Salvatore Fergola (Napoli ‪1799-1874‬) attr., Varo della corvetta Regina Isabella, 1827 ca., olio su tela

Museo Mario Praz
Direzione Musei Statali della città di Roma
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04/04/2021

Buona Pasqua a tutti dalla Direzione Musei Statali della Città di Roma

#Pasqua

Foto:
"Compianto sul corpo di Cristo morto",
metà sec. XV
legno scolpito, intagliato e dipinto,
IV/569, nella nuova esposizione della Sala della Biblioteca, Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo

(ph. credits: Maximiliano Massaroni)

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25/03/2021
DANTEDI'- Museo Mario Praz

#dantedì al Museo Mario Praz

Siamo nel Limbo del IV canto dell’Inferno.
Tra le cere del Museo Mario Praz, quattro piccole teste ispirate alla Divina Commedia sembrano recitare con veemenza i versi danteschi.
Buona visione!

Aspettando il #25marzoIl #dantedì passerà al🔹MUSEO MARIO PRAZ IV Canto dell’InfernoCere divine, beate e dannateLettura d...
23/03/2021

Aspettando il #25marzo

Il #dantedì passerà al

🔹MUSEO MARIO PRAZ
IV Canto dell’Inferno
Cere divine, beate e dannate
Lettura di Massimo Verdastro

Giovedì 25 marzo dalle h 14.30
*
*
Per scaricare il comunicato stampa e il programma dell'evento digitale: https://www.direzionemuseistataliroma.beniculturali.it/dantedi-letture-dantesche-e-opere-darte-nei-musei-statali-della-citta-di-roma/

Link della messa on line:
https://www.facebook.com/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRoma

https://www.direzionemuseistataliroma.beniculturali.it/

https://www.youtube.com/channel/UC9MJOPHvP3JiUNGP5YORu-g

Ph. credits: @petuniafuxia via Instagram

Museo Mario Praz
Direzione Musei Statali della città di Roma

21/03/2021

Aspettando il #dantedì

Il 25 marzo è la data che gli studiosi individuano come l’inizio del viaggio ultraterreno immaginario della Divina Commedia e che, a partire dallo scorso anno, è stata istituita per celebrare colui che rappresenta la lingua italiana e la sua cultura.
Anche la Direzione Musei Statali della città di Roma aderisce al #dantedì.

Un'opera d'arte o un luogo specifico, scelti dai direttori di:

🔹Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo
🔹Galleria Spada
🔹Museo Boncompagni Ludovisi
🔹Museo Mario Praz
🔹Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
🔹Pantheon - ROMA
🔹Santuario Etrusco dell'Apollo /Area archeologica di Veio
🔹Museo Hendrik Christian Andersen

saranno avvicinati idealmente ad alcuni canti della Divina Commedia, recitati da cinque attori
professionisti del teatro italiano.
I recitati, commentati dalle suggestive immagini dei nostri luoghi della cultura, saranno presentati online il 25 marzo.

Per scaricare il comunicato stampa e il programma dell'evento digitale:
👇🏻 https://www.direzionemuseistataliroma.beniculturali.it/dantedi-letture-dantesche-e-opere-darte-nei-musei-statali-della-citta-di-roma/

Link della messa on line:
👇🏻
https://www.facebook.com/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRoma

https://www.direzionemuseistataliroma.beniculturali.it/

https://www.youtube.com/channel/UC9MJOPHvP3JiUNGP5YORu-g

18/03/2021

Oggi, nell'occasione della giornata nazionale delle vittime del Covid-19, la Direzione Musei Statali della città di Roma partecipa alla commemorazione con un'opera estremamente significativa del sentimento di partecipazione al cordoglio del nostro Paese.

La scultura raffigurante La Pietà, in terracotta dipinta e collocabile in ambito emiliano alla fine della seconda metà del XV secolo, è appena ritornata a Castel Sant'Angelo dopo un delicato intervento di restauro. Si tratta di un unico blocco di argilla lavorata a mano e colorata a freddo.

Il dolore espresso dal volto della Vergine, unito al senso di consapevole resa alla tragica fine che cogliamo su quello del Figlio collocano il manufatto in un tempo eterno e ne fanno un simbolo perenne della sofferenza individuale e collettiva.

#18marzo #giornatanazionalevittimedelcovid

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Ministero della cultura

#conilnasoallinsuTra gli arredi di casa Praz, una grande attenzione è prestata alla scelta dei lampadari e delle appliqu...
03/03/2021

#conilnasoallinsu

Tra gli arredi di casa Praz, una grande attenzione è prestata alla scelta dei lampadari e delle appliques.
Qui ci troviamo nell’ingresso di servizio che chiude idealmente il percorso della casa del celebre anglista.

Se si alza lo sguardo su una delle pareti si potranno notare due appliques dalla forma insolita.
Si tratta di una coppia di appliques a tre luci con testa di leone, arco e frecce in ottone brunito e dorato risalenti all’inizio del XIX secolo.

🏹

Nell’acquisto dei pezzi, Mario Praz era stato ispirato da quanto aveva visto presso il Castello di Rambouillet.

“2 archi di bronzo simili a quelli nella sala da bagno di Rambouillet ciascuno recante tre luci e teso su una freccia la cui punta imbrocca una maschera di leone” (M. Praz, La Casa della Vita)

Museo Mario Praz
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#ilkitdelloscrittore A casa del celebre anglista non poteva mancare il portalettere.Nello Studio del Museo Mario Praz, s...
17/02/2021

#ilkitdelloscrittore

A casa del celebre anglista non poteva mancare il portalettere.
Nello Studio del Museo Mario Praz, sulla scrivania dello scrittore troviamo infatti una cassetta "semainier" in mogano e bronzo per il trasporto della corrispondenza, con maniglia decorata da delfini, databile al XIX secolo.
Ma lasciamo che siano le parole dello stesso Praz a descrivere il singolare oggetto:
"altri potrebbe essere distratto dai soprammobili della mia scrivania (...) una cassetta di mogano dal coperchio perforato da sette fenditure, quanti sono i giorni della settimana i cui nomi francesi sono scritti in lettere di bronzo al disopra di ciascuna fenditura: l'interno ha altrettanti scomparti: un mobiletto che doveva servire al trasporto della corrispondenza in villa, e che a me serve di casellario per appunti di motivi e d'idee per saggi ed elzeviri"

#ilkitdelloscrittore

A casa del celebre anglista non poteva mancare il portalettere.
Nello Studio del Museo Mario Praz, sulla scrivania dello scrittore troviamo infatti una cassetta "semainier" in mogano e bronzo per il trasporto della corrispondenza, con maniglia decorata da delfini, databile al XIX secolo.
Ma lasciamo che siano le parole dello stesso Praz a descrivere il singolare oggetto:
"altri potrebbe essere distratto dai soprammobili della mia scrivania (...) una cassetta di mogano dal coperchio perforato da sette fenditure, quanti sono i giorni della settimana i cui nomi francesi sono scritti in lettere di bronzo al disopra di ciascuna fenditura: l'interno ha altrettanti scomparti: un mobiletto che doveva servire al trasporto della corrispondenza in villa, e che a me serve di casellario per appunti di motivi e d'idee per saggi ed elzeviri"

#dateimportantiOggi 6 febbraio ricorre l'anniversario della nascita di Ugo Foscolo, qui rappresentato in un dipinto dell...
06/02/2021

#dateimportanti

Oggi 6 febbraio ricorre l'anniversario della nascita di Ugo Foscolo, qui rappresentato in un dipinto della collezione di Mario Praz

#letteraturaacasaPraz

E tu ne' carmi avrai perenne vita
Sponda che Arno saluta in suo cammino
Partendo la città che del latino
Nome accogliea finor l'ombra fuggita.

Già dal tuo ponte all'onda impaurita
Il papale furore e il ghibellino
Mescean gran sangue, ove oggi al pellegrino
Del fero vate la magion s'addita.

Per me cara, felice, inclita riva
Ove sovente i piè leggiadri mosse
Colei che vera al portamento Diva

In me volgeva sue luci beate,
Mentr'io sentia dai crin d'oro commosse
Spirar ambrosia l'aure innamorate

(Ugo Foscolo)

Il sonetto del poeta sembra riecheggiare nello Studio del Museo Mario Praz, davanti alla copia con varianti del celebre ritratto del Foscolo eseguito da François-Xavier Fabre (1766-1837).
Il quadro di Fabre era stato di proprietà del colonnello Murray (discendente del famoso libraio a cui l'aveva dato il Foscolo), venduto a un'asta Sotheby il 15 maggio 1929, venuto poi in possesso di Antonio Cippico e ora alla Biblioteca Nazionale Centrale Firenze (cfr. http://www.culturaitalia.it/viewItem.jsp?id=oai:alinari.it:52830-fotografie&T=1192801214294).

La copia in possesso invece del celebre anglista è una variante venuta alla luce a un'asta Christie di Londra nel 1938. Ecco cosa scrive in proposito Mario Praz:

''Il ritratto nel mio salone presenta alcune notevoli varianti (...) Ma le differenze non possono cancellare l'impressione di grandissima somiglianza tra i due quadri, e di uguale livello artistico. Ora la qualità del dipinto non firmato è in tutto e per tutto all'altezza (se mai, per qualche risapetto, superiore) a quella del dipinto firmato. inoltre avrebbe potuto un copista inserire una mano così perfettamente nello stile dell'originale? (...) Purtroppo il quadro che certamente è coevo di quello firmato, giunse all'asta Christie senza storia, e presenta problemi difficilmente solubili allo stato attuale della nostra conoscenza. era costume dei pittori di fare due esemplari dello stesso ritratto ...'' (Mario Praz, La Casa della Vita)

Museo Mario Praz museitaliani MiBACT

Indirizzo

Via Zanardelli 1
Rome
00186

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Las tendencias digitales se han introducido en la cultura y las artes. Las nuevas posibilidades creadas por la tecnología suponen un cambio de paradigma, un nuevo ecosistema social en el que el sector cultural debe encontrar los medios adecuados para trabajar. 🌟En este contexto, 𝐧𝐚𝐜𝐞 𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞𝐫 𝐅𝐨𝐫𝐨 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞𝐧 𝐃𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥. Tres dias dedicados al impacto de la #digitalización en la industria cultural en tiempos de pandemia. Los días 25, 26 y 27 de mayo disfrutaremos de varios encuentros en los que contaremos con relevantes entidades culturales - ICOM España Museo Mario Praz Museo Nacional Thyssen-Bornemisza Teatro Real Fundación Juan March Acción Cultural Española, AC/E - y especialistas que han puesto la práctica las aplicaciones tecnológicas más innovadoras. Una excelente ocasión para que los protagonistas de este proceso compartan inquietudes, propuestas y expectativas. Y para que todos y todas aprendamos de su experiencia. 🌟Consulta el programa completo de cada jornada e inscríbete gratis: https://espacio.fundaciontelefonica.com/evento/cultura-en-digital/ 🌟Los encuentros serán presenciales y retransmitidos en streaming.
🔴#DANTEDì 25 MARZO 2021🔴 Oggi il nostro Direttore Artistico Lorenzo Gioielli, Marco Cavalcoli, la Compagnia Frosini/Timpano, Massimo Verdastro e Alice d'Hardouin Bertini celebreranno il Sommo Poeta nei luoghi scelti dalla Direzione Musei Statali della città di Roma. Il ciclo di letture dantesche sarà fruibile on-line a partire dalle ore 13.00 https://www.direzionemuseistataliroma.beniculturali.it/ https://www.facebook.com/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRoma https://www.youtube.com/channel/UC9MJOPHvP3JiUNGP5YORu-g Programma: 🔸ore 13,00 Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo - XVIII Canto dell’Inferno, lettura di Marco Cavalcoli ore 13,30 Galleria Spada - XVIII Canto del Paradiso, lettura di Massimo Verdastro 🔸ore 14,00 Museo Boncompagni Ludovisi - XXVIII Canto del Purgatorio, lettura di Elvira Frosini e Daniele Timpano 🔸ore 14,30 Museo Mario Praz - IV Canto dell’Inferno, lettura di Massimo Verdastro 🔸ore 15,00 Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma - V Canto dell’Inferno, lettura di Elvira Frosini e Daniele Timpano 🔸ore 15,30 Pantheon- Basilica di S. Maria ad Martyre - X Canto del Purgatorio, lettura di Marco Cavalcoli e Massimo Verdastro 🔸ore 16,00 Santuario Etrusco dell'Apollo - Area archeologica di Veio - I e II Canto del Paradiso, lettura di Marco Cavalcoli e Lorenzo Gioielli 🔸ore 16,30 Museo Hendrik Christian Andersen - II e III Capitolo della Vita Nova, lettura di Lorenzo Gioielli #StapBrancaccio #Dante700 #Dante2021 #ioleggoDante Ph. credits: @petuniafuxia via Instagram
Aspettando il #dantedì Il 25 marzo è la data che gli studiosi individuano come l’inizio del viaggio ultraterreno immaginario della Divina Commedia e che, a partire dallo scorso anno, è stata istituita per celebrare colui che rappresenta la lingua italiana e la sua cultura. Anche la Direzione Musei Statali della città di Roma aderisce al #dantedì. Un'opera d'arte o un luogo specifico, scelti dai direttori di: 🔹Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo 🔹Galleria Spada 🔹Museo Boncompagni Ludovisi 🔹Museo Mario Praz 🔹Museo Nazionale degli Strumenti Musicali 🔹Pantheon - ROMA 🔹Santuario Etrusco dell'Apollo /Area archeologica di Veio 🔹Museo Hendrik Christian Andersen saranno avvicinati idealmente ad alcuni canti della Divina Commedia, recitati da cinque attori professionisti del teatro italiano. I recitati, commentati dalle suggestive immagini dei nostri luoghi della cultura, saranno presentati online il 25 marzo. Per scaricare il comunicato stampa e il programma dell'evento digitale: 👇🏻 https://www.direzionemuseistataliroma.beniculturali.it/dantedi-letture-dantesche-e-opere-darte-nei-musei-statali-della-citta-di-roma/ Link della messa on line: 👇🏻 https://www.facebook.com/DirezioneMuseiStatalidellaCittadiRoma https://www.direzionemuseistataliroma.beniculturali.it/ https://www.youtube.com/channel/UC9MJOPHvP3JiUNGP5YORu-g
VERE NOVITA’ su DANTE. Giovangualberto Ceri DANTE E L’ASTROLOGIA Presentazione di Francesco Adorno - Seconda edizione rivista, corretta, aggiornata e poeticizzata - I - PRESENTAZIONE di Francesco Adorno. 1.1 Questa volta però con qualcosa di notevole in più rispetto a quello su cui Francesco Adorno si pronunciò. Questa volta cioè le sue raccomandazioni alla luce anche della più ampia componente scientifico-superiore medievale. E dunque, oltre all’ “Astrologia” del VII cielo di Saturno, sarà qui da dover tener d’occhio in Dante, la “Metafisica” dell’VIII cielo delle Stelle Fisse; la Filosofia di Pitagora sotto il cristianesimo, o “Morale Filosofia” del IX Cielo cristallino, acqueo e di Maria; e la “Divina Scienza”, o Teologia liturgica del X cielo Empireo fatta di inni, canti, danze, e sguardi felici e compiaciuti a gloria della Divinità. E sarà con l’attenzione rivolta a queste stesse quattro superiori scienze (Convivio, II, XIII, 7 – 8) che noi analizzeremo certi punti critici della Commedia, della Vita Nuova e del Convivio rimasti fino ad oggi assolutamente nell’ombra. Tale analisi, con le conseguenti ed oggettive scoperte, finirà per dare all’Opera dantesca nel suo complesso un senso diverso, più profondo, fascinante e completo. Sì, sì! Qui assisteremo ad una rivoluzione. In quanto i dantisti, di queste quattro superiori scienze non hanno mai voluto interessarsene per bene. Ed è stata appunto una tragedia annunciata, nel mio caso!, poiché Adorno nella sua introduzione già l’aveva messo in conto. Ebbene, dopo aver proceduto nelle mie analisi seguendo la luce proveniente da queste quattro superiori scienze è emerso, fra tante altre cose, che l’anno di morte di Dante risulta essere quello dell’anno dopo: il 1322, e fermiamoci qui. Che bomba, ragazzi! Che bomba: incredibile! Sicché, trascuriamo momentaneamente tutto il resto, lo metteremo dopo!, e partiamo subito dall’anno giusto di morte di Dante che è attuale, emozionante, interessantissimo e merita: nonché introduce ugualmente al cuore del suo pensiero, quello rimasto fino a questo momento ignorato, parimenti che facendola più lunga, cioè partendo da qualche altra parte maggiormente nota e sotto i riflettori. Dunque Dante morto l’anno successivo al 1321. E invece “Loro”, Dantisti e Governo, si sono mossi adesso a festeggiarlo proprio a datare, con il “Dantedì”, da tale anno 1321 sbagliatissimo, oltre che offensivo per lo stesso Dante: come subito ci renderemo conto. Il 700° dalla morte di Dante da celebrarsi perciò il liturgico e futuro giorno mercoledì 14 settembre, ma dell’anno 2022 secondo le mie comprovare scoperte. Dunque quindi parliamone. Per intanto, il vero e reale giorno di morte di Dante si presenta subito come un grosso problema per i dantisti tradizionalisti poiché, almeno quelli contemporanei, avrebbero potuto evitare il doloroso inciampo se avessero dato retta, appunto!, alla presentazione fatta da Francesco Adorno nel 1995 al mio “Dante e l’Astrologia” (ed. Loggia de’ Lanzi, Firenze, 1995). Lui scrisse infatti: fare maggiore attenzione al sistema di “calcoli scientifici” presenti in questo mio denso volumetto. Non l’hanno fatto! Penitenza…??? Ma perché l’anno dopo il 2021 sarebbe quello giusto se seguissimo, come dobbiamo!, le superiori scienze medievali gerarchicamente costituite? Intanto, perché il Dante di cui si riferisce nella Commedia e nella Vita Nuova è adesso più che certo essere un personaggio inventato di sana pianta dal Dante autore. Fin’ora non ci aveva pensato per bene nessuno: da mettere in conto. E se da lui inventato alla perfezione, avrà allora tutte le peculiarità di un’invenzione medievale ad oc. E se ad oc, risultando il medioevo tutto immerso dentro dieci scienze gerarchicamente costituite, ossia l’universo di allora tutto spiegabile, giustificabile, ricercabile, ivi compreso il X cielo Empireo, attraverso queste dieci scienze, sarà stato di necessità a queste stesse dieci scienze che Dante avrà pensato, avrà attinto, nell’abbellire il suo “Alter ego”. Ma, soprattutto!, avrà attinto alle quattro più gradi ed ultime in quanto a quei tempi la gerarchia contava, era indiscutibile e decisiva nei giudizi finali, mentre il personaggio Dante, per le esperienze raccontate, vuol dare proprio un giudizio finale su come l’essere umano in generale dovrà muoversi in vita sua per non doverla vivere invano. L’invenzione del personaggio è ovviamente sulla falsariga di quello che a Dante stesso in carne e ossa capitò di andare incontro. Ma non è tanto una semplice “falsariga” quella a cui lui attinge, quanto piuttosto la fedelissima fotografia della sua anima in movimento verso il raggiungimento della sua propria perfezione la quale, senza l’invenzione del personaggio Dante, col cavolo avrebbe potuto essere raccontata a noi per renderci partecipi a sufficienza della sia più intima esperienza: perché noi se ne capisse utilmente qualcosa. Il Dante da lui stesso inventato…?! Ebbene su Dante né sa assai di più di ogni possibile notizia di cronaca, delle risultanze notarili, nonché di qualsiasi intuizione possa avere avuto fino a questo momento chi l’ha studiato. Il personaggio Dante non occulta perciò nulla. Anzi, anzi…, approfondisce. Rivela fino allo stupefacente le esperienze di quell’altro e le solennizza perché tali hanno da essere, da apparirci. La sua persona, tanto sotto l’aspetto poetico che politico, risulterà di conseguenza assai più convincente di come fino ad oggi è stato argomentato, o arzigogolato, proprio perché il personaggio Dante è in grado di renderne conto scientificamente del suo comportamenti e, con ciò, farà risultare più chiara anche la ragion d’essere al mondo di “Durante” figlio di Alighiero degli Alighieri. In una parola il personaggio? Vivere ricercando scientificamente: sia per mostrare come lui stesso farà a salvarsi; sia al fine di mostrarlo alla gente, ai cittadini, perché su tale strada si incamminino anche loro. Ed è proprio in questo contesto scientifico che abbiamo la sorpresa: Dante personaggio dovrà necessariamente risultare morto nel 1322. Altrimenti, per lui!, un nuovo e forse più doloroso esilio. Anche se questa volta tutto culturale, riguardante cioè l’impossibilità di accedere al suo “metafisico” comportamento da parte dell’umanità. L’umanità arriverebbe cioè a sapere di lui quello che lui stesso non è stato poiché verrebbe occultata una componente essenziale, di portata esistenziale, del suo agire: tradimento! E adesso non ci resta che andare a controllarne i perché. Con la scoperta del personaggio Dante morto scientificamente nel 1322, toccheremo con mano da cosa il Dante autore, reale, veniva intimamente sostenuto durante la sua marcia verso il raggiungimento della perfezione della propria natura umana (Convivio, I, I, 1). Dunque una natura umana colta sotto il profilo ontologico-vissuto, o onto-genetico: ossia genetico dell’ “Io sono”. Sì, sì!, poiché Dante, nella sua ricerca, è alla ricerca proprio della perfezione della sua anima. E in quanto qui, sulla terra, l’anima stessa è incarnata, la marcia verso il raggiugimento della sua perfezione, della sua completa spiritualizzazione, si avrà necessariamente per scienza. Questo poiché in Dante, il mantenimento della natura in fase di lento avvicinamento alla la sua propria perfezione, si ottiene per scienza. E per cui, quando emerge nella stessa natura, nell’anima incarnata che è un fenomeno naturale, un problema, è alla scienza che l’essere umano dovrà rivolgersi. Ed è questo un problema finora non afferrato dai dantisti a sufficienza. Del resto come già in tale maniera tutta scientifica la cultura del mondo pagano-classico permetteva di andare avanti nelle esperienze più alte della vita. Per esempio, dalle esigenze comportamentali delle antiche Vestali, alle analisi di Plinio il Vecchio: era tutta scienza. Ovviamente per Dante anche perché in tale maniera tutta scientifica lo stesso mondo era stato creato, strutturato, condizionato, dalla Divina Provvidenza fin dalla creazione (Convivio, I, I, 1). In Dante non si può parlare dunque di conoscenza della natura e del suo cammino verso la sua proprio perfezione, ivi comperso quello dell’anima incarnata, se non dentro un rigoroso itinerario scientifico. E anche il giorno giusto di morte di Dante personaggio è lì ad insegnare qualcosa di importate che non potrà risultare che quello di cadere nel 1322. Affrontiamo adesso, entrando nel merito, un primo punto critico del problema e di concreta svolta nell’attuale situazione degli Studi Danteschi. Dante, nel suo impegno di vita poetico-scientifico, vuole che l’uomo sia: voce per verbo essere in senso forte: e questo a partire da se stesso. Mentre poi per lui l’uomo, e in questo specifico caso dobbiamo intendere il maschio, è (e sempre voce del verbo essere!) quando lui accetta di piegarsi alla grazia, alla virtus, emanata dal cielo di Marte. C’è poco da fare…!!! Questa è la situazione in Dante; questa è l’ontologia vissuta, l’itinerario ontogenetico, scelto e da lui stesso esaltato. Ed è partendo da questa considerazione, e dunque dal cielo di Marte quale cielo del sacramento gerarchicamente più importante, quello della Confermazione, quello di Cristo lampeggiate sulla croce (Par., XIV, 104), che poi arriviamo ad accertare Dante personaggio è morto necessariamente l’anno dopo: nel 1322. Dopo aver considerato che Chiesa indica festa di precetto, solenne, il giorno del Sole, la Domenica, e ritiene peccato mortale non rispettarla (Cfr. per esempio: papa Giovanni Paolo II, “Dies Domini” - Lettera apostolica sulla santificazione della domenica – Ed. Paoline, Milano, 1998); e dopo aver considerato anche che Dante sentenzia sul Sole: “Nullo sensibile in tutto lo mondo è più degno di farsi essemplo di Dio che ‘l sole” (Convivio, III, XII, 7); ebbene sarà comprensibile, o no!, che anche Dante, nello strutturare il suo personaggio abbia analogamente indicato anche lui, tassativamente!, che i giorni che lo riguardano debbano sempre cadere di Martedì, del giorno dedicato a Marte…??? Ma questa non è un’ipotesi, una simpatica opinione, poiché qui risulterà essere una capovolgente verità. Meditazione necessaria e pertinente. In Dante, come nella nostra tradizione e cultura, esiste intanto una consistente differenza fra Marte e Venere. Ma quando uno pensa mitologicamente a Marte, facilmente gli viene in mente Venere. Nessuna meraviglia dunque se anche Dante si appoggerà a Marte per se stesso, e a Venere per la sua gloriosa Beatrice. Tale situazione è legata alla differenza che passa fra le loro rispettive nature, o genere di virtus emanata: differenza che poi è in grado di spiegare in che maniera la Divinità ha permesso che la natura umana si muovesse; e forse non soltanto umana. Una differenza di portata ontologico-metafisica da non dimenticare mai quando si studia la classicità e il medioevo e che dà luogo ad una fascinantissima e reciproca tentazione. Marte e Venere vengono reciprocamente tentati l’uno da chi è l’altro: e sempre voce del verbo essere in senso forte, poiché qui siamo già nel campo delle scienze superiori astrologico-metafisiche. E per cui se mai emergesse da questo studio, come emergerà palesemente!, che tutti giorni che riguardano Dante personaggio cadono matematicamente sempre di Martedì, nel giorno di Marte, e tutti quelli che riguardano Beatrice personaggio cadono sempre matematicamente di Venerdì, cioè nel giorno di Venere, non solo non ci sarebbe da fare gli schizzinosi e scappare, o tacere, quanto piuttosto da prendere in seria considerazione la situazione. E cioè che l’itinerario di perfezione seguito, o consigliato da Dante, bisognerà iniziare ad andare a trovarlo da ben altra parte rispetto a quella in cui è stato poeticamente e culturalmente collocato dalla tradizionale esegesi: anche se tale iniziativa farà strillare di rabbia la Curia romana per il sopraggiungere di qualcosa di molto pagano. Da mettere inoltre anche in conto quanta lunga e dura fatica, unita a forte entusiasmo, sarà costato al Dante autore riuscire a descrivere se stesso e Beatrice personaggi in tale precisa ma complicata maniera. L’uno, Marte!, sta bene con l’altra, Venere!, in quanto entrambi trovano una giustificazione alla propria esistenza nel piacere di vivere in compagnia delle loro rispettive e naturali differenze. E, tutto ciò, su base magnetica, per dirla anche con i poeti della “lingua d’oco” (Convivio, I, X, 11), con lo stilnovista Guido Guinizelli e con tutta la storia della Cavalleria fino all’episodio di Lancillotto in Paolo e Francesca (Inf., V, 73 – 142). Ed sarà proprio entro il contesto astrologico-metafisico di Venere-Marte, con l’aggiunta di quello pitagorico-cristiano e liturgico ancor più solenne, che il personaggio Dante ci rivelerà gli autentici contenuti emozionali del rapporto che il Dante autore, reale, effettivamente ebbe con la sua Beatrice reale, in carne e ossa. Il fenomeno…??? Poiché lui stesso in quanto personaggio inventato, è a completa disposizione di chi lo guida, del suo autore, che potrà così farne di lui ciò che vuole: abbellendolo di tutte quelle peculiarità necessarie per farlo brillare, per poter essere all’altezza di recitare la sua parte, fino a commuoverci entro un contesto ben forte e differente da quello fin’ora indicato. Dantisti: desta…!!! Nella Commedia e nella Vita Nuova è tutta una finzione rigorosamente scientifico-superiore al fine di riuscire a far sapere all’umanità chi fu Dante spiritualmente, intimamente, nonché al fine di poter riuscire anche noi, i posteri!, semmai a poterlo imitare, ad emularlo. E in questo contesto il giorno giusto e l’anno giusto della sua morte in quanto personaggio giocano un ruolo essenziale, di svolta nell’esegesi dantesca e potentissimo che però, dicendo 1321, verrebbe loro negato. Dunque bisognerà giocoforza sostenere 1322 in quanto cadente nel giorno di Marte: il Martedì 14 settembre del 1322. Diversamente: un catastrofico tradimento. Certo, detta così, potrà sembrare un’ipotesi come tante altre fatte in continuazione da chi si occupa dell’Opera dantesca: ma ben presto noterete le molte differenze. E adesso, in fase di avvicinamento all’atterraggio, una necessaria sviolinata. Il Marte-Martedì pagano centra moltissimo, ma non siamo neanche a metà dell’opera. Non per caso tale giorno di morte di Dante personaggio nel liturgico 14 di settembre: lasciamo perdere in questo momento di quale anno. Perché è anche la festa liturgica dell’Esaltazione della Santa Croce a dare il giusto senso alla sua morte. Dantisti!, in Dante non va trascurato nulla, nemmeno una virgola: anche perché è tutta un’invenzione al fine di poter meglio esprimersi, e noi riuscire a sapere. I dantisti hanno mai fatto mente locale sulla compromissione della nostra sacra Liturgia nelle date che Dante ci ha costantemente permesso di scoprire…??? Certo, le date che hanno in mente i dantisti sono così poche e incerte che parlare in Dante di ricorrenti celebrazioni liturgiche ad ulteriore esaltazione della sua poesia, seguendo le loro conclusioni, diventerebbe umoristico. Però nel caso della morte di Dante nell’arco temporale della festa liturgica del 14 settembre, il giorno anche loro ce l’hanno abbastanza in mente, chiaro e distinto. Però nell’insufficiente e infantile loro mondo dantesco si trova da solo e, una noce nel sacco, non fa rumore: insomma disorienta. Ma se comunque riuscissero ad orientarsi verrebbe fuori che Dante personaggio è sicuramente morto, sì!, nel giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, ma in quello settimanale di Marte e dunque il Martedì 14 Settembre 1322. Una piccolissima riprova a presa di c**o messaci qui da Dante…??? È nel cielo di Marte, il quel cielo che in terra viene celebrato il Martedì, che egli pone Cristo lampeggiante sulla croce: “…’n quella croce lampeggiava Cristo” (Par. XIV, 104 ). E tutto ciò in ricordo di quando il Dante personaggio moriràa…??? Per i dantisti recisamente da escludere…??? Allora: dietro la lavagna! Prima - Intervista a “TV Canale 10” fatta da UMBERTO CECCHI a GIOVANGUALBERTO CERI e andata in onda il 11 marzo 2008 alle ore 12h.00’ - Copia e incolla linkem internet: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA Codice, per “Lettera aperta su Dante e Beatrice” messo dai “Frati minori conventuali” di Ravenna: • https://centrodantesco.it/notizie/lettera-aperta-su-dante-e-beatrice/?fbclid=IwAR0vDTnRG51j_fIXgKOc3yMcPXw5L5BllXgckfGGXPLQkZfGuW2__kBQ1U4