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PROGETTO: TRY THIS AT HOME
IDEATORI:Jacopo Cavallaro (regista, attore). Carlo Guerra (videomaker, grafico)
Simone Gervasio (regista,editing)
CONCEPT: Attraverso l'inserimento nel quotidiano di personaggi estrapolati dal mondo del game, si vuole analizzare ed evidenziare le reazioni della "gente comune", in contesti "comuni". L'individuo preso in esame n
el momento della ripresa, si troverebbe spiazzato al confronto diretto con un possibile personaggio del mondo game. Il personaggio cambierà di volta in volta nei differenti spot, cosi come cambieranno contesto e individuo con cui ci si confronterà. Tutto questo sarà eseguito di soppiatto senza cioè far intendere a nessuno la presenza di un possibile set e senza soprattutto che il soggetto intervistato scopra l'inganno della ripresa. Il personaggio o cosplayer
(attore), dovrà impersonare il suo carattere dall'inizio alla fine senza mai uscirne. Il museo VIGAMUS infatti è un mondo a se, ma inserito all'interno di un contesto cittadino, ed è soprattutto un mondo difficilmente comprensibile, in quanto non si è abituati a vedere un video gioco in un museo, cosi come non lo si è nella vista improvvisa di un cosplayer nel contesto cittadino. PERCHE' QUESTO NOME: Try this at home, storpiatura della classica frase Don't try this at home, visibile abitualmente in tutti i media dove si sconsiglia al pubblico l'imitazione di una attività pericolosa, diventa in questo caso un invito a rompere le regole convenzionali sia della vita quotidiana, sia del mondo del game. L'idea è quella di raccogliere cosi una capacità virale che in futuro potrebbe invitare anche gli stessi utenti in modo partecipativo.