20/06/2026
FRANCESCA POLIZZI | LUNARIA
La mostra è prorogata fino al 18 luglio 2026
Visto l’interesse e la positiva risposta da parte del pubblico e della critica, la RizzutoGallery è lieta di comunicare la proroga fino al 18 luglio 2026 della mostra personale di Francesca Polizzi (Palermo, 1988), dal titolo Lunaria, allestita presso la sede di Palermo in via Maletto 5.
L'esposizione, accompagnata da un testo critico di Daniele Franzella, segna una tappa fondamentale nella ricerca dell'artista, proponendo un corpo di opere inedite che indagano il concetto di rovina naturale e il processo di sottrazione come principio generativo della forma.
Il progetto espositivo prende avvio da una riflessione sulla Lunaria annua, pianta la cui configurazione finale appare come l'esito di un processo di sottrazione: quando il frutto secca, il seme cade e la materia si svuota, resta una membrana sottile, un disco trasparente che trattiene unicamente la traccia della propria esistenza. Attraverso i riferimenti alle Elegie Duinesi di Rainer Maria Rilke e alle riflessioni estetiche di Georg Simmel, la mostra esplora la rovina non come semplice dissoluzione ma come forma attiva. Se per Simmel la rovina rappresenta il riassorbimento dell'opera umana da parte della natura, nella visione di Polizzi è la natura stessa a produrre la propria rovina, consegnandosi a una dimensione di pura, lirica apparizione nel momento in cui la vita biologica sembra ritrarsi.
La ricerca di Francesca Polizzi si distingue per un approccio archeologico ai materiali naturali - lana grezza, cera, colofonia, rovi - trasformati attraverso rigorose fasi di manipolazione. In mostra, i visitatori potranno continuare a scoprire le serie di feltri di lana grezza trattati con la tecnica della pittura a encausto , che opera un occultamento stratificato dell'immagine restituendola come visione opacizzata , e l'inedita serie di ceramiche. In queste ultime, la lana grezza impastata direttamente nell'argilla cruda brucia durante la cottura: la componente organica scompare lasciando cavità e impronte che evocano frammenti di civiltà svanite, porzioni di mura, esedre e archi spezzati dove il dialogo tra materia e assenza si fa tangibile.
Un'estensione temporale che offre un'ulteriore e preziosa opportunità per immergersi in un percorso espositivo dove il frammento e l'involucro diventano profondi atti di presenza e permanenza.
*Francesca Polizzi (1988) vive e lavora tra Palermo e Düsseldorf. Formatasi all'Accademia di Belle Arti di Palermo, la sua ricerca ha ricevuto riconoscimenti internazionali, tra cui la residenza presso la Cité Internationale des Arts di Parigi (2025) e l'acquisizione di sue opere nella collezione permanente dello Stadtmuseum di Düsseldorf (2024). Tra le recenti tappe espositive si segnalano il progetto Beringia per Gibellina Capitale dell'Arte Contemporanea 2026 e la mostra Pinakothek'a presso Palazzo Sant'Elia a Palermo. Dal 2022 è rappresentata dalla RizzutoGallery.