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Napoli Life una pagina dedicata alla semplicità della bellissima città di Napoli e ai suoi colori.

Il Campanile di Santa Chiara a Napoli è uno dei simboli storici e architettonici più importanti del centro antico, situa...
19/08/2026

Il Campanile di Santa Chiara a Napoli è uno dei simboli storici e architettonici più importanti del centro antico, situato lungo la celebre via Spaccanapoli.
Con i suoi 50 metri di altezza, sorge staccato dal corpo principale della Basilica di Santa Chiara.

La costruzione iniziò nel 1338 per volere di Roberto d'Angiò e della regina Sancia di Maiorca, ma i lavori vennero interrotti nel 1343 alla morte del re. Ripresero nel XV secolo, ma la struttura venne quasi interamente rasa al suolo dal terremoto del 1456.

L'aspetto attuale testimonia diverse epoche storiche.
- Il primo livello è di epoca medievale in pietra lavica e presenta iscrizioni gotiche.
- Il secondo e terzo livello mostrano invece elementi tipici del Rinascimento e del Barocco.

15/08/2026

«Nella tua maternità hai conservato la verginità;
nella tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio.
Sei passata alla vita, tu che sei la Madre della Vita, e con la tua intercessione liberi le nostre anime dalla morte.» 🙏💙🌹

Buona festa dell' Assunzione di Maria santissima in cielo, dalla chiesa del Gesù vecchio, conosciuta anche per la Madonnina di Don Placido.

La Basilica del Gesù Vecchio a Napoli è profondamente legata alla figura del venerabile don Placido Baccher e al culto della Madonnina Miracolosa dell'Immacolata.
La Chiesa si trova in Via Giovanni Paladino 38, nel centro storico di Napoli (zona Spaccanapoli).

Edificata nel 1554, fu la prima chiesa dei Gesuiti in città, chiamata "del Gesù Vecchio" per distinguerla dal successivo e più grande Gesù Nuovo.
Don Placido Baccher, Sacerdote e rettore della basilica per circa quarant'anni (dal 1806 al 1851), visse una profonda devozione alla Madonna dopo essere scampato alla condanna a morte nel 1799.

Buongiorno, buon ferragosto a tutti da Napoli.🌊☀️Dove una buona giornata inizia sempre con un buon caffè! ☕
15/08/2026

Buongiorno, buon ferragosto a tutti da Napoli.🌊☀️
Dove una buona giornata inizia sempre con un buon caffè! ☕

8 agosto: San Domenico, nome molto diffuso a Napoli, solitamente come un affettuoso "Mimì".E vale la pena ricordare la b...
08/08/2026

8 agosto: San Domenico, nome molto diffuso a Napoli, solitamente come un affettuoso "Mimì".
E vale la pena ricordare la bellezza della Basilica di San Domenico Maggiore, uno dei più importanti e ricchi complessi religiosi e storici di Napoli.

Situata nel cuore del centro storico, lungo il decumano inferiore (conosciuto come Spaccanapoli), la chiesa si affaccia sull'omonima e vivace piazza, sempre piena di vita.☀️

Cenni Storici e Filosofici
• Fondazione angioina: Voluta da Carlo II d'Angiò e costruita tra il 1283 e il 1324.
• Centro culturale: Divenne la sede dell'ordine domenicano nel Regno di Napoli.
• Grandi pensatori: Tra le sue mura studiarono o insegnarono personalità come San Tommaso d'Aquino, Giordano Bruno e Tommaso Campanella.
Cosa Vedere nel Complesso
• L'esterno: La facciata visibile dalla piazza corrisponde in realtà alla grande zona absidale, a cui si accede tramite una monumentale scalinata aragonese. Al centro della piazza svetta la celebre Guglia di San Domenico.
• L'interno: Un perfetto connubio tra la struttura gotico-angioina originaria e le sfarzose decorazioni barocche e ottocentesche ricche di ori.
• Cappellone del Crocifisso: Custodisce il celebre crocifisso duecentesco che, secondo la tradizione, parlò a San Tommaso d'Aquino dicendogli: "Tommaso, tu hai scritto bene di me".
• Sagrestia e Arche Aragonesi: Una splendida sala barocca che ospita 45 sarcofagi (arche) contenenti le spoglie dei sovrani e dei nobili della dinastia d'Aragona.
• Il Museo DOMA: Consente di visitare il complesso monumentale, inclusi i paramenti sacri, la cella di San Tommaso d'Aquino e la galleria degli abiti storici dei sovrani aragonesi.

Buona giornata e se volete...buona passeggiata! 🍀

7 agosto San Gaetano, nome molto diffuso a Napoli. Auguroni a tutti coloro con questo nome.Anche al nostro caro James, s...
07/08/2026

7 agosto San Gaetano, nome molto diffuso a Napoli. Auguroni a tutti coloro con questo nome.
Anche al nostro caro James, scomparso due anni fa'.
James Senese (pseudonimo di Gaetano Senese)
è stato uno dei più importanti sassofonisti, compositori e cantanti italiani, colonna portante del movimento musicale Neapolitan Power.
Nato a Napoli il 6 gennaio 1945 e scomparso il 29 ottobre 2025 all'età di 80 anni, ha fuso per oltre mezzo secolo le radici partenopee con il jazz, il funk, il soul e il rock.

Figlio di Anna Senese, una giovane donna napoletana, e di James Smith, un soldato afroamericano dell'esercito statunitense, Senese ha incarnato nella sua stessa pelle e nella sua arte la fusione biologica e culturale tra la tradizione partenopea e le sonorità d'oltreoceano.
Cresciuto nel quartiere di Miano, ha tradotto questa identità "afronapoletana" in un linguaggio musicale unico e rivoluzionario.

Nel 1961 inizia a suonare con l'amico fraterno Mario Musella. Nel 1965 fonda gli Showmen, gruppo con cui porta in Italia il rhythm & blues e il soul, scalando le classifiche nel 1968 con il celebre brano "Un'ora sola ti vorrei".

Nel 1974 dà vita ai Napoli Centrale, band pionieristica capace di fondere il jazz-rock e il funk con i testi in dialetto napoletano carichi di critica sociale.

Senese fu il mentore e uno storico collaboratore di ⁠Pino Daniele. Ha preso parte alle registrazioni di album miliari come Nero a metà e Vai mo', lasciando il segno con assoli di sassofono rimasti scolpiti nella storia della canzone d'autore italiana.

Si è spento all'età di 80 anni il 29 ottobre 2025 a causa di complicazioni legate a una grave infezione polmonare.

James Senese, Neapolitan Power 💖🎵🎶🎷

16/07/2026

16 luglio, festa della Madonna del Carmine, grande festa a Napoli 🌷🌹🥀
Auguri a tutti coloro con questo nome, Carmine, Carmen, Carmela
La Basilica Santuario del Carmine Maggiore di Napoli, é il cuore Mariano della città che da sempre ama invocare la bella Madonna Bruna con l’affettuoso titolo di Mamma del Carmine.💙🙏
Oggi il santuario è così.
Stupendo e sfavillante a festa.

Tentativo di furto della mitra di San Gennaro:Un napoletano non lo avrebbe mai fatto. Tutto, ma San Gennaro non si tocca...
09/07/2026

Tentativo di furto della mitra di San Gennaro:
Un napoletano non lo avrebbe mai fatto.
Tutto, ma San Gennaro non si tocca ! ❤️ 🙏

L'unica rapina che potreste mai vedere è quella del film "Operazione San Gennaro" una brillante commedia diretta da Dino Risi del 1966.
Tra l'altro alla fine restituiscono il maltolto...

Il furto della mitra di San Gennaro è avvenuto la mattina di mercoledì 8 luglio 2026 all'interno del Duomo di Napoli ed è stato immediatamente sventato dalle forze dell'ordine. Un cittadino straniero di 43 anni si è introdotto nella cattedrale, ha raggiunto l'altare dove è esposto il busto del Santo Patrono e si è appropriato del copricapo vescovile.

La fuga dell'uomo è durata pochissimi minuti.
Le telecamere di sorveglianza e il custode hanno subito lanciato l'allarme. I militari dell'Esercito e i Carabinieri lo hanno bloccato e arrestato sul sagrato della chiesa mentre stringeva ancora in mano il cimelio sacro.

Non si tratta della preziosa mitra che fa parte dell'inestimabile patrimonio del tesoro di San Gennaro: ben 18 chili di diamanti smeraldi e rubini, ma di una mitra voluta da Carlo II d'Angiò per proteggere i resti del Santo contenuti nel cranio, di tessuto rosso e ricami in argento e oro.

In ogni caso il copricapo sfilato da un busto raffigurante il patrono di Napoli all'interno della Cattedrale, è tutt'altro che di modico valore.
A differenza del personaggio interpretato da Nino Manfredi in "Operazione San Gennaro", il ladro non ha neppure chiesto il permesso al nostro Santo protettore.

29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, una delle feste più antiche della Chiesa.Auguri a tutte le persone con qu...
29/06/2026

29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo,
una delle feste più antiche della Chiesa.
Auguri a tutte le persone con questi nomi.
I due apostoli sono venerati insieme perché considerati i pilastri fondatori della Chiesa cristiana, entrambi martirizzati a Roma, probabilmente nello stesso periodo, attorno all’anno 67 d.C., sotto l’imperatore Nerone.

Forse non tutti sanno che San Pietro, nel suo viaggio verso Roma, è passato per Napoli, dove ancora oggi c'è un antica basilica in suo ricordo:

San Pietro ad aram, in via San Candido 4.

La Basilica custodisce l’Ara Petri, ovvero l’altare su cui pregò San Pietro durante la sua venuta in città L’ingresso avviene da un portale su Corso Umberto, difficilmente si fa caso a quel cancelletto sormontato da una croce, ma a coloro che si avventurano all’interno, ecco che scesi cinque gradini, si viene catapultati indietro nel tempo.

In fondo alla chiesa troviamo il nostro altare, cui si lega la storia di un uomo ed una donna che, inconsapevolmente, hanno fatto sì che il cristianesimo si sviluppasse in Città.
Un tempo il mare lambiva questo luogo, c’era sicuramente una spiaggetta e San Pietro con molta probabilità approdò da queste parti, a differenza di San Paolo che sbarcò a Pozzuoli. Qui incontrò una donna pagana, Candida, che era gravemente tormentata da dei demoni.
Il Santo operò un esorcismo e la liberò. Grata per la guarigione, condusse li un suo amico, Aspreno, anch’egli malato. Entrambi furono così liberati dalle loro sofferenze e decisero di consacrare la loro vita a Cristo: lui fu consacrato primo Vescovo di Napoli e lei si dedicò alla cura e all’assistenza dei malati e dei poveri, predicando la buona novella.

Sul luogo dove San Pietro disse messa ed operò le guarigioni si costruì una prima ca****la, a ricordo dei miracoli. Nel XIII il Vescovo di Napoli Giovanni de Pizutis fece costruire una prima chiesa intitolata ai Santi Pietro e Candida, inglobando l’ara, e chiamò i Chierici Regolari di Sant’Agostino per gestire l’edificio di culto.

Nei secoli la chiesa è stata più volte ricostruita ed abbellita: in particolare l’Ara Petri fu adornata di un affresco di Girolamo da Salerno del 1516 raffigurante il Santo che dice Messa, mentre nel 1711 Giovan Battista Nauclerio creò un baldacchino di marmo per proteggere l’antica struttura. Dal 1650 arrivarono i Canonici Lateranensi al posto degli Agostiniani, che operarono dei radicali restauri nella chiesa, lasciando però intatta la parte più antica.

Ne venne fuori l’enorme chiesa a croce latina con quattro cappelle per lato, dove trovano posto capolavori come il San Raffaele e Toniolo di Giacinto Diano del 1763, l’ Immacolata Concezione di Antonio Sarnelli del 1767, la Discesa al Limbo di Cristo di Agostino Ciampelli. Notevoli sono poi i lavori scultorei di Giovanni Merlini da Nola, Annibale Caccavello e Girolamo d’Auria.

Ancora altre scalette conducono ancora più in basso, nella parte ipogea, dove la leggenda vuole si sia ritirata Santa Candida fino alla morte. I Canonici Lateranensi nel 1709 volevano creare un cimitero sotto la chiesa e per caso scoprirono una basilica paleocristiana a tre navate, nonché una piccola stanza con sette scheletri vicini e un altro di lato seppellito con un vasetto di creta. Interpretarono quella come la tomba dei primi sette santi napoletani , mentre nell’altro scheletro vollero vedere i resti mortali di Santa Candida, con la coppa utilizzata per essere battezzata.

Qui si sviluppò il culto delle anime pezzentelle: i fedeli adottano uno dei teschi anonimi qui seppelliti, lo curano e lucidano, fino a quando non ricevono la grazia che chiedono. Questi sono i corpi di anime che stanno in Purgatorio, quindi le preghiere e le messe che i devoti fanno per loro permettono a questi di poter accedere al Paradiso, da dove potranno esaudire le richieste, principalmente i numeri al lotto ed una grossa vincita.

Ufficialmente la chiesa ha preso le distanze da questa pratica, classificata come idolatria, ma ancora oggi è possibile assistere alla processione di persone che si rivolgono ai teschi qui conservati, con bigliettini e messaggi.

Notizie tratte dal sito FAI.

Buongiorno ☀️ da Via dei Mille N. 1, Napoli 💙Palazzo Petriccione di Vadi, 1908. Sede di Gucci.Giusto di fronte all' altr...
11/06/2026

Buongiorno ☀️ da Via dei Mille N. 1, Napoli 💙
Palazzo Petriccione di Vadi, 1908. Sede di Gucci.
Giusto di fronte all' altrettanto bello ed elegante Palazzo Mannajuolo, via Gaetano Filangieri

Da notare il colore, indaco, piuttosto particolare.
L'indaco è un colore profondo e intenso situato nello spettro visibile tra il blu e il violetto. Storicamente ricavato dalle piante del genere Indigofera, nell'era moderna è ampiamente utilizzato nel settore tessile .
Il suo nome deriva dal greco indikon ("indiano"), a testimoniare la sua provenienza orientale.

Per secoli è stato uno dei pigmenti naturali più preziosi e ricercati al mondo.

02/06/2026

L'osservatorio astronomico di Capodimonte a Napoli. Fu il primo istituto italiano concepito interamente per la ricerca astronomica. Voluto dai Borbone e costruito per volere di Gioacchino Murat dal 1812, è oggi una sede dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), all'avanguardia nello studio del Sole, galassie e missioni spaziali.
Oggi un centro di eccellenza internazionale che collabora con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'ESO (European Southern Observatory) per lo sviluppo di strumentazione all'avanguardia.

Si trova in Salita Moiariello 16 – 80131, Napoli.

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80130

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+393348019151

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